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Concetti Chiave

  • Il terzo canto del Paradiso presenta Dante che incontra le anime beate, in particolare quelle che hanno mancato ai voti a causa di fattori esterni.
  • Beatrice emerge come figura centrale, simbolo dell'amore di Dante e della teologia, guidandolo nel suo percorso spirituale.
  • Piccarda Donati, descritta come una creatura eterea, racconta a Dante la sua storia di monaca sottratta ai voti dal fratello.
  • Piccarda afferma che ogni anima è contenta del proprio grado di beatitudine e vive in armonia con le altre anime beate.
  • Il canto evidenzia la gerarchia delle anime beate, con Piccarda che cita esempi come Santa Chiara e Costanza d'Altavilla per spiegare la propria condizione.

Incontro con le anime beate

All’interno del terzo canto del Paradiso troviamo il primo incontro importante di Dante con delle anime beate: in questo cerchio si trovano infatti le anime mancate ai voti, ossia le anime di quelle persone che si erano consacrate a Dio ma hanno mancato la loro promessa in quanto sottratte da persone o fattori esterni. In questi cerchi vige la legge del contrappasso e si fa riferimento alle diverse fasi della luna, come quella calante: infatti queste anime pur essendo state costrette a venir meno ai voti, non si sono opposte fermamente a coloro che le hanno costrette. Il lessico utilizzato da Dante è molto elevato ed aulico, un chiaro esempio di stilnovismo, e ciò si evince soprattutto dalla descrizione della figura di Piccarda Donati, definita dal critico Croce una creatura fragile, buona ma anche sventurata che non è traslucida ma completa nella descrizione dantesca, che sottolinea sia i suoi pregi che i suoi difetti.

Il ruolo di Beatrice

Inoltre in questo canto si vede come Beatrice diventi un personaggio figurale e non allegorico, ossia essa ci viene descritta come l’amore di Dante e come simbolo anche della teologia. Il canto si apre con un riferimento alla spiegazione che Beatrice aveva fornito nel canto precedente sulle macchie lunare, una spiegazione molto articolata e densa, con cui le convinzioni di Dante erano state confutate. In seguito compare immediatamente la prima anima beata, che sembra essere a Dante un’immagine riflessa in uno specchio: per descrivere questa sua convinzione egli ricorre ad un riferimento al mito di Narciso che, specchiandosi nell’acqua vide la sua immagine riflessa e se ne innamorò: qui invece Dante commette l’errore contrario voltandosi all’indietro. La prima anima che quindi egli vede è una creatura eterea ed evanescente, dai tratti non ben definiti e pallida come una perla. Importante in questo canto è, come anche nei due precedenti, Beatrice, simbolo dell’amor di carità, che lo aiuta nel suo itinerarium mentis ad Deum: ella infatti sorride più volte a Dante, come in questo caso.

Dialogo con Piccarda Donati

Dante inizia a parlare con l’anima che è quella di Piccarda Donati, la cui figura è stata paragonata a quella di Francesca, presente nel V Canto dell’Inferno soprattutto per quel che riguarda la gentilezza e la cortesia, anche perché mentre Piccarda è una beata, Francesca è stata condannata all’Inferno. Nelle parole con cui si rivolge a Dante Piccarda paragona il mondo celeste alla corte terrena, una società molto elitaria, e racconta la sua storia: divenuta monaca fu sottratta ai voti da suo fratello Corso che la dette in sposa a Rossellino della Tosa. Alla domanda di Dante riguardante il fatto che le anime dovrebbero desiderare una condizione migliore per loro, Piccarda risponde che ogni anima è felice del suo grado di beatitudine e non aspira ad avere nulla di più: queste anime sono quindi in pace fra di loro. In seguito Piccarda porta l’esempio di Santa Chiara, che si trova più in alto rispetto a lei come gerarchia in quanto si votò completamente a Cristo; ella infine paragona la sua condizione a quella di un’altra anima presenta lì, quella di Costanza d’Altavilla che, divenuta monaca, fu sottratta al suo voto per diventare la sposa di Arrigo VI di Svevia

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato delle anime beate nel terzo canto del Paradiso?
  2. Le anime beate nel terzo canto rappresentano coloro che, pur avendo consacrato la loro vita a Dio, hanno mancato ai voti a causa di fattori esterni. Queste anime, pur non opponendosi fermamente, vivono in una condizione di beatitudine, come descritto da Dante.

  3. Come viene descritta Piccarda Donati nel canto?
  4. Piccarda Donati è descritta da Dante come una creatura fragile e buona, ma anche sventurata. La sua figura è completa, evidenziando sia i suoi pregi che i difetti, e viene paragonata a Francesca dell'Inferno per la sua gentilezza e cortesia.

  5. Qual è il ruolo di Beatrice nel terzo canto?
  6. Beatrice assume un ruolo figurale, rappresentando l'amore di Dante e la teologia. La sua presenza è fondamentale per guidare Dante nel suo percorso spirituale, e il suo sorriso simboleggia l'amore di carità che lo sostiene.

  7. Qual è la reazione di Piccarda riguardo al desiderio di una condizione migliore per le anime?
  8. Piccarda afferma che ogni anima è felice del proprio grado di beatitudine e non aspira a nulla di più, evidenziando la pace e l'armonia tra le anime beate.

  9. In che modo Piccarda paragona il mondo celeste alla corte terrena?
  10. Piccarda paragona il mondo celeste a una società elitaria, descrivendo la sua esperienza di vita come monaca e il suo rapimento dai voti, sottolineando la differenza tra la sua condizione e quella di altre anime, come Santa Chiara.

Domande e risposte

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