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Giordano Bruno e il Candelaio

Il Candelaio è stato scritto nel 1582 e pubblicato a Parigi da Guglielmo Giuliani. Formata da cinque atti, è un'opera impossibile da riassumere in quanto manca di una struttura tradizionale. Il sonetto iniziale del Candelaio è formato da endecasillabi ed è dedicato agli scrittori che hanno attinto alla fonte del Cavallo Pegaseo. Bruno fa una critica ai pedanti e alle accademie, in quanto considerati privi di contenuti.

Biografia e pensiero di Giordano Bruno

Giordano Bruno nasce nel 1548 e muore arso vivo a Campo de' Fiori nel 1600. Il suo pensiero si lega alla letteratura, alla filosofia e alla cosmologia, tanto che andrà d'accordo con le tesi di Copernico, considerandosi egli stesso più copernicano di Copernico. Nel 1584 pubblica la Cena delle Ceneri, un dibattito solo per i matematici che riprende un ampio spazio dedicato a Copernico e sulla rivoluzione intesa per tutti i campi del sapere. La teoria portata avanti da Copernico è appunto quella eliocentrica, ovvero il sole sta al centro e gli altri pianeti vi girano intorno, considerato un sistema finito.

Universo e filosofia di Bruno

Per Aristotele, l'universo si divide in: universo sub lunare (caos) e universo degli astri (perfetto) - (il cielo è chiuso), questa teoria è portata avanti anche da Lucrezio che riprende per esempio "se noi lanciassimo una freccia nel cielo, questa resterebbe conficcata". Per Bruno, Copernico è geniale perché con i calcoli ha dimostrato che la terra non è al centro, poi però si è chiesto come possa essere un universo chiuso. Per la visione Tolemaica, la terra è al centro, quindi possiamo trovare l'uomo al centro, ma per Bruno non è così, in quanto non esiste solo il nostro universo, quindi è impossibile inserire l'uomo al centro e automaticamente attua una rivoluzione.

L'uomo e la terra prendono così una posizione periferica, cambiano le gerarchie perché non esiste un centro in un universo infinito, ma troviamo un centro relativo. Per Bruno non esistono gerarchie per specie, ma gli individui, perché per lui gli individui hanno la stessa importanza. Tutti hanno lo stesso peso e dignità, la pulce e il sole, non c'è una periferia perché non c'è centro assoluto. Nello Spazio della bestia trionfante Bruno vuole cambiare i simboli del cielo, per sostituire i valori con quelli che ci sono ora. Bruno è legato a Napoli per far venire fuori personaggi e luoghi della sua terra (Candelaio) come omaggio.

Mondo, piacere e ricerca della verità

Nell'universo bruniano, tutto ciò che esiste è destinato al mutamento. Bruno afferma che se vogliamo una cosa troppo presto, non la vogliamo più; il contrario, se non la abbiamo, la desideriamo tantissimo, pensiero che ritroviamo nel Candelaio. Ma succede sempre che desideriamo la cosa opposta. Per soddisfare il nostro piacere, Bruno usa il viaggio che facciamo per arrivare ad avere quella determinata cosa. Il transito, dall'avvicinamento all'allontanamento. Chi è steso vuole camminare, chi cammina vuole stendersi. Il mondo di Bruno va da un estremo all'altro. Il piacere è andare da un polo all'altro.

Per Bruno, la materia non trova compiutezza, tutto finisce e si crea altra. Alla stessa maniera, la ricerca della verità non è mai definita, perché ci sono sempre nuove verità. Nel passo De Immenso di Bruno: ricerca della totalità e verità che porta però a una insoddisfazione, perché quella verità ti porta ad altre verità con continua frustrazione.

Inquisizione e lettere

L'inquisizione: nella lettera a Galileo Galilei, Bruno dice che i libri sacri non insegnano come si muove il cielo, ma come si va in cielo. Così che Galileo segue i consigli, non seguendo i libri sacri per spiegare la religione.

Filosofia e letteratura di Bruno

Filosofia di Bruno: non esiste una verità assoluta, ma una disciplina dei metodi. De causa: per lui tutte le strade del sapere vanno rispettate ed essendo tante le idee hanno una pluralità e polifonia: più voci e movimenti. Lui usa la commedia e il dialogo come genere. Bruno dice che come la verità non può essere presa da regole matematiche, così anche la letteratura non può essere spiegata da regole grammaticali. Bruno mette in discussione le regole della lingua, nel '500 si cerca di codificare la commedia. Per Bruno la lingua è la teoria dell'amore, va contro Bembo che rifiutava il plurilinguismo, per Bruno la lingua e la letteratura devono corrispondere alla varietà dell'universo.

Il pedante e la commedia

Il pedante: Manfurio nel Candelaio, gli fa parlare un latino incomprensibile, non lo capisce nessuno. Così Bruno vuole rappresentare il pedante fuori dal mondo, per lui parte attiva sono i napoletani. Lui vuole colpire con la critica ai pedanti la critica alle accademie del tempo che creano persone vuote, che non sanno ragionare in atto pratico. È una figura negativa, di pensiero fisso. Il pedante per far vedere che è saggio aggiunge sempre modi di dire e citazioni di personaggi vissuti un tempo. Contesta un linguaggio morto.

Prologo e struttura

Proprologo: per far saltare in aria la commedia, divide il prologo in più parti, prende in giro la tradizione. Bruno con il problema della lingua, dei generi letterari vuole rispondere a una nuova visione del mondo con le regole aristoteliche. Vi sono tre storie, il numero tre. Per Bruno sono tre i personaggi protagonisti, per lui ha significato riflessione sulla poesia: Bruno dice che tutto muta, mentre Machiavelli dice che l'uomo difficilmente muta. Per Bruno tu sei arbitro del tuo destino, la conquista si ottiene lavorando e faticando, dice che nell'esilio ha trovato una patria grandissima e che le sofferenze hanno aumentato il suo io.

Il poeta: scrive versi e fa poesia, chi scrive versi non per forza è poeta, e chi non è poeta è versificatore. Prima di Omero non c'era traccia di poesia, quindi Omero è un modello, l'inventore della poesia. Per Bruno fare una poesia vuol dire seguire delle regole, però non è originale perché io per scrivere una poesia uso un modello, quindi lo imito. Nel Candelaio il protagonista fa il pittore, Bruno sa benissimo cos'era la pittura, lo fa come omaggio all'arte, per lui la poesia è arte, non bisogna separare la letteratura dalla filosofia.

Opere di Bruno

Bruno scrive sette opere: Il Candelaio è l'unica commedia, scritta a Parigi; sei dialoghi filosofici che espone in tre anni tutta la sua cultura filosofica. Purtroppo per lui il Candelaio viene considerata un'opera periferica e non filosofica. La prima edizione dei dialoghi Gentile, che pubblica anche il Candelaio che viene affidato a Spampanato, il più grande critico di Bruno. Anche il Meridione nel 2000 esclude il Candelaio. Giovanni Aquiletti unifica ciò che i filosofi hanno separato.

Dialogo e commedia

Perché Bruno scrive una commedia e sei dialoghi? Dal punto di vista metodologico lui poteva scrivere dei trattati, in quanto dialogo e commedia hanno affinità. Questi vengono considerati filosofia nolana. Nelle edizioni precedenti il Candelaio non veniva inserito. Per Bruno il filo che lega il dialogo filosofico con la commedia è il comico. Nel Candelaio Bruno mette in evidenza aspetti filosofici con il comico. Sia Machiavelli che Bruno utilizzano il comico per parlare e denunciare la società del tempo, dietro la comicità si nasconde una riflessione. Bruno distrugge i luoghi comuni.

Dedica alla signora Morgana

La dedica alla signora Morgana: La signora Morgana probabilmente è una cugina stessa di Bruno di cui era innamorato. Quando parla della candela portatrice di luce, così Bruno vuole portare luce con questa opera, nella poesia viene ripresa la Francia con Parigi.

Teoria del tempo e del genere

Teoria del tempo: Riprende Lucrezio, il tempo tutto toglie e tutto dà (vittoria) la teoria degli atomi. La commedia di Bruno, lui dice che la sua fa acqua da tutte le parti, ce la presenta come una nave non bella. Il topos che Bruno riprende è la precarietà del genere della commedia, in sintonia con la precarietà di tutte le cose. Nella Cabala del Cavallo Pegaseo, l'opera si conclude con in scena un solo personaggio che fa un dialogo nel dialogo.

Bruno dice che alla fine sul più bello, pensando che concludesse il dialogo, ne inizia un altro. Bruno trasforma i suoi dialoghi in dialoghi satirici, lo riprende dalla satira di Luciano. Il frontespizio è la prima pagina dell'opera in cui ritroviamo le informazioni principali dell'opera. Il Candelaio fu la prima di sette opere in italiano, c'è una grande complessità linguistica con diverse espressioni dialettali napoletane, è ambientata a Napoli. Queste sette opere contengono più di 100 poesie, tanto che possiamo pensare a un canzoniere. Bruno però si allontana totalmente da Petrarca, mette insieme l'ottava e il madrigale, cioè un verso chiuso con uno aperto.

Analisi del frontespizio

Analisi frontespizio: Il titolo il Candelaio, che è un personaggio omosessuale, accettazione oscena, mentre filosofia colui che porta luce; prima sessione proemiale: il sonetto; cinque sessioni prosastiche (la lettera alla signora Morgana, elemento autobiografico, Morgana fu amata da Bruno, nella lettera ci sono informazioni importanti). Il Candelaio è un'opera silenica, si presenta come opera comica, ma in realtà è un'opera filosofica.

Ermeneutica del sileno

Ermeneutica del sileno: lo stesso Bruno si presenta così nel Candelaio, nel frontespizio lui si presenta come il fastidito, termine che si ripresenta. Il tema della follia/pazzia è un tema ricorrente nella vicenda, Bruno dice che siamo tutti un po' folli. La pazzia è frutto della loro ignoranza. Tre tipi di follia: Bonifacio innamorato; Manfurio pedante; Bartolomeo alchimista.

Trama del Candelaio

Trama: Bonifacio è sposato con Karubina, una donna giovane di 25 anni. Si innamora però di Vittoria, che è una prostituta, la sua avarizia, il suo essere taccagno gli impedisce di voler pagare Vittoria per stare con lei. Bonifacio è anche omosessuale, ha una relazione con il servo Ascanio. (questo viene fuori quando insieme a Scaramurè stanno parlando del rito per far innamorare Vittoria di lui). Bartolomeo è l'alchimista, sposato con Marta che è più grande di lui. Bartolomeo è anche omosessuale, ma non lo riconosce. Il suo servo è Monchione, la particolarità di Bartolomeo è la sua pazzia, è diventato folle per l'oro, che non gli permette più di stare neanche con la moglie. Marta si lamenta di questo. Manfurio: è il pedante, anche lui omosessuale perché abusa di Pollula. Sanguino, Barra, Marca: sono i marioli, che si travestono da sbirri e Capitan Palma. Bonifacio vuole possedere Vittoria, ma senza l'aiuto dei soldi. Decide quindi di rivolgersi alla magia.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher itslayn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Ordine Nuccio.
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