Concetti Chiave
- Il calore è l'energia trasferita da un corpo a temperatura maggiore a uno a temperatura minore, misurata in Joule e spesso espressa in kilocalorie nel contesto alimentare.
- Benjamin Thompson e James Joule hanno dimostrato la relazione tra calore e lavoro, evidenziando che 4186 J di lavoro elevano di 1°C la temperatura di 1 kg di acqua.
- La capacità termica è il calore necessario per una variazione di temperatura ΔT e dipende dalla massa dell'oggetto, esprimibile in J/K o J/°C.
- Il calore specifico è l'energia richiesta per aumentare di 1°C la temperatura di 1 kg di sostanza ed è caratteristico di ciascun materiale.
- L'acqua ha un elevato calore specifico di 1000 kcal/kg°C, contribuendo a stabilizzare il clima delle regioni costiere assorbendo il calore delle masse d'aria.
In questo appunto è possibile trovare tutto sul calore: dalla definizione agli esperimenti di Thomson e Joule (mulinello di Joule), passando per la differenza tra calore e calore specifico.
Cos’è il calore e qual è la sua unità di misura?
In fisica, in particolare in termodinamica, il calore è l’energia che passa da un corpo a temperatura maggiore a un altro a temperatura minore come conseguenza della loro differenza di temperatura. Una volta trasferita, tale energia entra a far parte dell’energia interna.L'energia interna è una funzione di stato che descrive dal punto di vista microscopico il sistema e il calore scambiato è una sua aliquota. Per questo motivo, l’unità di misura da utilizzare secondo il SI corrisponde a quella già impiegata per altre forme di energia: il Joule.
In particolare, 1 Joule esprime la quantità di energia necessaria a spostare, impiegando una forza di 1 Newton, un oggetto per 1 metro. Nel mondo macroscopico, tuttavia, quest’unità di misura è spesso sostituita dalla kilocaloria. Per notare ciò, basta guardare l’etichetta di un qualsiasi prodotto alimentare: la kilocaloria, infatti, viene comunemente usata per esprimere il valore energetico degli alimenti.
Quantificare la kilocaloria è decisamente semplice: supponiamo di disporre di 1 kg di acqua, alla pressione di 1 atm e a una temperatura di 14,5°C. Se si desidera alzare la temperatura di 1°C e quindi portare la massa ad una temperatura di 15,5°C, occorre somministrare al sistema 1 kcal di energia.
La kilocaloria, quindi, non è altro che l’energia richiesta per aumentare di 1°C la temperatura di 1 kg di acqua. La conversione per passare dalle kilocalorie al Joule è la seguente 1 kilocaloria corrisponde a 1000 cal e a 4184 Joule. Le ragioni alla base della scelta di questo preciso valore sono legate agli esperimenti compiuti da Thompson e Joule. Essi, infatti, intuirono e quantificarono la presenza di una relazione tra calore e lavoro.
L’equivalente meccanico del calore: il rapporto tra calore e lavoro
Il concetto attuale di calore come energia in transito è il risultato del lavoro di molti scienziati: essi, infatti, hanno indagato a fondo sul rapporto tra calore e lavoro.Uno di questi fu Benjamin Thompson: mentre sovrintendeva alla perforazione di canne di cannone attraverso dei trapani, lo scienziato notò uno strano fenomeno. L’acqua, che veniva versata ripetutamente nel foro onde evitare il surriscaldamento della punta del trapano e del corpo del cannone, si riscaldava a tal punto da essere portata a ebollizione senza l’utilizzo di alcuna fiamma. La causa principale del suo riscaldamento era la presenza di lavoro meccanico compiuto dall’attrito.
Successivamente anche James Joule si impegnò per elaborare quantitativamente l’equivalenza tra lavoro e calore. Egli si servì di un’apparecchiatura particolare, successivamente ribattezzata mulinello di Joule. Questo dispositivo presentava una struttura centrale, formata da un calorimetro riempito di acqua e un mulinello isolati termicamente, al quale erano collegate mediante delle funi un sistema di pulegge. Queste erano caricate con due pesetti, caratterizzati da una massa
Joule ripeté l’esperimento numerose volte e osservò che, a parità della variazione della temperatura, il rapporto tra il lavoro compiuto sull’acqua
La capacità termica e il calcolo del calore da somministrare per un incremento ΔT
Supponiamo di fornire il calore Q a un oggetto: quest’azione comporta un cambiamento di temperatura pari a
Dal punto di vista pratico, la capacità termica è dunque la quantità di calore necessaria per ottenere una data variazione di temperatura. Ciò significa che, se un oggetto possiede un’elevata capacità termica, è necessario somministrare molto calore per ottenere una variazione di temperatura.
La temperatura di un sistema può sia aumentare che diminuire: perciò, quando si calcola il calore
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Positivo se viene fornito al sistema: in questo caso [math]T2-T1[/math]è positivo, quindi[math]T2>T1[/math]. Il sistema si riscalda
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Negativo se viene ceduto dal sistema: [math]T2-T1[/math]è negativo, dunque[math]T1>T2[/math]. Il sistema si raffredda
La relazione tra calore specifico e capacità termica
Abbiamo definito la capacità termica come la quantità di calore necessaria per ottenere una data variazione di temperatura

La costante di proporzionalità
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Domande da interrogazione
- Cos'è il calore e come si misura?
- Qual è la relazione tra calore e lavoro secondo Joule e Thompson?
- Come si calcola il calore necessario per un cambiamento di temperatura?
- Qual è la differenza tra capacità termica e calore specifico?
- Perché l'acqua ha un elevato calore specifico e quali sono le sue implicazioni climatiche?
Il calore è l'energia che si trasferisce da un corpo a temperatura maggiore a uno a temperatura minore, ed è misurato in Joule secondo il SI, mentre nella pratica alimentare si usa la kilocaloria, che corrisponde all'energia necessaria per aumentare di 1°C la temperatura di 1 kg di acqua.
Joule e Thompson hanno dimostrato che esiste un'equivalenza tra calore e lavoro, quantificando che per elevare di 1°C la temperatura di 1 kg di acqua sono necessari 4186 Joule di lavoro, evidenziando così il concetto di calore come energia in transito.
Il calore Q necessario per un cambiamento di temperatura ΔT si calcola con l'equazione Q = CΔT, dove C è la capacità termica dell'oggetto, che indica la quantità di calore necessaria per ottenere una variazione di temperatura.
La capacità termica è la quantità di calore necessaria per una variazione di temperatura di un corpo, mentre il calore specifico è la quantità di energia necessaria per elevare di 1°C la temperatura di 1 kg di sostanza, ed è specifico per ogni materiale.
L'acqua ha un elevato calore specifico (1000 kcal/kg°C), il che significa che assorbe e rilascia energia lentamente, contribuendo a stabilizzare il clima delle regioni costiere, poiché le variazioni di temperatura sono attenuate dalle grandi masse d'acqua.