Calcolo del rapporto di trasmissione
Valerio Rossi
Questo file vuol rappresentare un semplice, ma utile strumento per chi si cimenta per le prime volte nell’elaborazione di veicoli terrestri o in qualunque altra macchina dove siano presenti ingranaggi o catene di trasmissione:
Cominciamo con il definire le quantità che saranno indispensabili per i nostri calcoli:
C = circonferenza
p = passo
δ = numero di denti della corona (post.)
λ = numero di denti del pignone (ant.)
Studiamo il fenomeno nel caso della catena, poi il risultato come vedremo risulterà equivalente anche nel caso di ingranaggi. Chiamiamo C R e C R rispettivamente la misura della circonferenza ed il raggio del pignone
1 1 2 2
e della corona. Dato che il passo non è altro che la distanza che intercorre tra gli assi dei rulli della catena, si può scrivere: ·
p λ
C
1
· ⇒ =
p λ = C R =
1 1 2π 2π
·
p δ
C
2
· ⇒ =
p δ = C R =
2 2 2π 2π
Notiamo adesso che la velocità angolare per corona e ruota risulta uguale. In realtà questo è vero ogni qual volta si hanno due componenti che ruotano attorno allo stesso asse. Inoltre per quanto riguarda pignone e corona, si può dire invece che lo spazio tangenziale che la catena muove è lo stesso, proprio per il motivo che la catena impedisce strisciamenti relativi tra i vari componenti. Chiamando quindi α e β rispettivamente gli spostamenti angolari della corona e del pignone dopo un certo intervallo di tempo, s lo spazio tangenziale mosso dalla catena, si ha: ·
p λ
· ·
β = s R = s
1
2π
·
p δ
· ·
α = s R = s
2
2π
Quindi dividendo la seconda equazione per la prima si ottiene:
δ
·
α = β λ
Se vogliamo poi sapere quanto spazio percorre la ruota, senza slittare, ad ogni giro di pignone (per quello detto prima, data la coassialità di albero motore e pignone, un giro dell’albero corrisponde ad un giro del pignone)
basta che ci ricordiamo una importante relazione. La definizione di radiante: θ = γ/r, dove γ è l’arco di cerchio e r l’arco corrispondente. Alla fine quindi siamo arrivati a trovare quello che volevamo: lo spazio che percorre la ruota ad ogni giro di albero a gomiti. Sempre considerando che l’albero sia direttamente collegato al pignone, in caso contrario tutto risulterebbe più complicato. Dalla relazione precedente si evince, per la ruota motrice, che: