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Concetti Chiave

  • La caduta di Mussolini nel luglio 1943 portò alla formazione del governo di Pietro Badoglio e all'inizio della Resistenza contro i nazisti, con molti giovani che disertarono per unirsi ai partigiani.
  • Dal 1943 al 1945, i partigiani in Italia raggiunsero le 200.000 unità, organizzati in brigate di diverse ispirazioni politiche, tra cui le Brigate Garibaldi comuniste e le formazioni socialiste.
  • I partigiani, definiti "banditi" dai nazifascisti ma riconosciuti come combattenti dagli angloamericani, affrontarono una violenta repressione che culminò in massacri di civili innocenti.
  • Il referendum del 2 giugno 1946 portò alla nascita della Repubblica italiana, con l'abdicazione del re Umberto II e l'elezione di un governo di coalizione, segnando un cambiamento politico significativo.
  • La Costituzione della Repubblica italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, stabilì un sistema democratico con un parlamento bicamerale e riconobbe le libertà politiche e civili.

Indice

  1. La caduta di Mussolini e l'inizio della Resistenza
  2. La Resistenza in Italia e in Europa
  3. La ricostruzione e la nascita della Repubblica italiana

La caduta di Mussolini e l'inizio della Resistenza

Il 25 luglio 1943, subito dopo la caduta di Mussolini, il Gran Consiglio del Fascismo affidò il governo al capo dell’esercito il maresciallo Pietro Badoglio. L’Italia era ancora alleata con la Germania. I tedeschi liberarono Mussolini, tenuto prigioniero sulle montagne dell’Abruzzo e lo misero a capo di uno stato la Repubblica sociale italiana. con sede a Salò. La penisola era un campo di battaglia in cui si fronteggiavano i tedeschi e gli anglo-americani. Nel nord Italia molti giovani chiamati alle armi preferirono disertare e si unirono alle formazioni partigiane , composte da persone di estrazione sociale e fede politica diverse che cominciarono la guerriglia contro i nazisti. Dopo l’armistizio si formò il Comitato di liberazione nazionale, e nel nord il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia con il compito di dirigere la guerra partigiana e giungere alla liberazione del paese.

La Resistenza in Italia e in Europa

Dal 1943 al 1945 i partigiani arrivarono a contare 200.000, tra cui molte donne, divisi in formazioni armate dette brigate di diversa ispirazione politica. Le più forti e numerose erano le Brigate Garibaldi ,comuniste. Le formazioni di Giustizia e libertà erano legate al partito d’azione. Le Brigate Matteotti, socialiste. Le formazioni cattoliche e i partigiani monarchici. I partigiani avevano le loro basi sulle montagne, organizzati in Gruppi d’azione patriottica che compivano attentati contro obiettivi militari e politici. Nel giugno 1944 tutte le formazioni partigiane vennero inquadrate nel Corpo dei volontari della libertà. Lo comandavano Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri e Luigi Longo; questi tre uomini costituirono dunque una specie di stato maggiore della Resistenza. I nazifascisti chiamavano i partigiani “banditi”. Gli angloamericani riconoscevano invece ai partigiani la qualifica di combattenti. Tuttavia i rapporti tra la Resistenza e gli Alleati non furono sempre buoni perché gli Alleati erano preoccupati dalla forte presenza comunista nelle file partigiane.

La ricostruzione e la nascita della Repubblica italiana

Il movimento di resistenza antitedesca non fu un fatto circoscritto all’Italia. Per quello che riguarda la Francia il generale De Gaulle da Londra invitava a combattere e la Resistenza francese diede un contributo determinante alla lotta contro i nazisti. Anche in Polonia, in Russia e in Grecia fu attivata la resistenza. In Jugoslavia la lotta condotta dai partigiani comunisti era guidata da Tito. In Germania non ci fu quasi alcun episodio di resistenza organizzata. Si può dire che in Germania mancò una vera opposizione popolare al regime nazista. Molti giovani che aderirono alla Repubblica sociale Italiana. A Roma, nel marzo 1944, uccisero 335 civili alle Fosse Ardeatine, come rappresaglia a un attacco dei Gap contro una colonna militare. Vicino Bologna, a Marzabotto, nell’ottobre 1944 le SS accusarono l’intero paese di appoggiare i partigiani: trucidarono 1830 persone, compresi vecchie bambini. Altri massacri di civili innocenti avvennero in Toscana, come a Civitella in Val di Chiana, a Sant’Anna di Stazzema, alla risiera di San Sabba in cui perirono circa 4mila persone. I partigiani comunisti jugoslavi si impossessarono facilmente, alla caduta del fascismo, dell’Istria e delle zone di confine italo-jugoslave del Friuli. I partigiani di Tito non si preoccuparono di fare differenze tra fascisti e non: uccisero fra i 5mila e i 10mila italiani, li gettarono nelle foibe, delle profonde cavità naturali del terreno carsico, a volte ancora vivi con le mani legate dietro la schiena. In Italia il paese uscì dalla guerra in condizioni disastrose: città e famiglie distrutte, il patrimonio industriale venne gravemente danneggiato. Ritrovata libertà fecero rinascere la vita politica, culturale e accesero grandi speranze d rinnovamento democratico e di riforme sociali. All’indomani della liberazione, 25 aprile 1945, le varie politiche italiane si divisero in: il Partito comunista italiano; i cattolici si rinominarono la Democrazia cristiana; il Partito socialista e il Partito d’azione; il Partito liberale e il Partito repubblicano. Tutte le forze politiche avevano partecipato unite alla Resistenza, ma alla fine della guerra riemersero le differenze politiche e ideologiche. Alcuni, come i cattolici erano liberali e filo-occidentali.
Altri erano d’ispirazione marxista, un primo passo per un’Italia socialista. Però rimaneva aperta la questione: monarchia o repubblica? Dopo la liberazione l’Italia fu guidata da un nuovo governo di coalizione, guidato da Ferruccio Parri. Nel dicembre 1945 l’equilibrio politico si ruppe e nacque un altro governo di coalizione guidato da Alcide De Gasperi. Il 2 giugno 1946 si votò a suffragio universale e per la prima volta votarono anche le donne, per eleggere l’Assemblea costituente e il referendum istituzionale. Si concluse con la vittoria della repubblica, Il nuovo re Umberto II dovette abdicare e prendere la strada dell’esilio. Il significato politico delle elezioni era dunque, da un lato, la vittoria della Democrazia cristiana e dall’altro la forza dei due maggiori partiti di sinistra.
Dopo le elezioni, De Gasperi costituì il suo secondo governo di coalizione. La collaborazione tra la Dc e le sinistre, tuttavia, divenne sempre più difficile. C’erano infatti idee su come ricostruire l’economia italiana e, soprattutto, sulla politica internazionale: la Dc era favorevole all’alleanza con gli Stati Uniti, il Partito comunista era legato all’Unione Sovietica. A indebolire la sinistra contribuì la divisione dei socialisti. La maggioranza, guidata da Nenni e Saragat fondarono il Partito socialdemocratico italiano. Nel 1947 De Gasperi si sentì abbastanza forte per formare un nuovo governo, da lui presieduto, senza la partecipazione di socialisti e comunisti. Le diverse forze politiche continuarono a collaborare nella preparazione della nuova Costituzione che abolì il vecchio Statuto albertino. La Costituzione dell’Italia repubblicana entrò in vigore il 1° gennaio 1948. L’Italia è una repubblica democratica, con un parlamento composto da due camere, il Senato e la Camera dei deputati. Il presidente della Repubblica è eletto dal parlamento. La magistratura viene garantita nella sua autonomia e indipendenza degli altri poteri. La Costituzione riconosce le libertà politiche e civili. Il lavoro è posto a fondamento e al diritto allo sciopero. Sono istituite le regioni.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Pietro Badoglio dopo la caduta di Mussolini?
  2. Dopo la caduta di Mussolini, il Gran Consiglio del Fascismo affidò il governo al maresciallo Pietro Badoglio, mentre l'Italia era ancora alleata con la Germania.

  3. Come si è sviluppata la Resistenza in Italia tra il 1943 e il 1945?
  4. Tra il 1943 e il 1945, i partigiani in Italia raggiunsero un numero di 200.000, organizzati in brigate di diverse ispirazioni politiche, e iniziarono una guerriglia contro i nazisti, formando il Corpo dei volontari della libertà.

  5. Quali furono le conseguenze della Resistenza in Europa?
  6. La Resistenza non fu limitata all'Italia; in Francia, Polonia, Russia e Grecia si attivarono movimenti simili, mentre in Germania mancò una vera opposizione popolare al regime nazista.

  7. Come si è evoluta la situazione politica in Italia dopo la liberazione?
  8. Dopo la liberazione, l'Italia vide la nascita di diversi partiti politici, tra cui il Partito comunista e la Democrazia cristiana, ma le differenze ideologiche emersero rapidamente, portando a tensioni politiche.

  9. Quali sono i principi fondamentali della Costituzione italiana del 1948?
  10. La Costituzione italiana del 1948 stabilisce l'Italia come una repubblica democratica, garantendo libertà politiche e civili, l'autonomia della magistratura e il diritto al lavoro e allo sciopero.

Domande e risposte

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