Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il racconto "Qualcosa era successo" di Dino Buzzati si svolge su un treno in viaggio dall'estremo sud dell'Italia verso Milano, esplorando la percezione del protagonista.
  • Il protagonista è colpito da una crescente ansia, influenzata dalla frenesia degli altri e da eventi inquietanti osservati dal finestrino.
  • Nonostante i segnali di pericolo, i passeggeri rimangono in silenzio, con il protagonista che vive un conflitto tra paura e impotenza.
  • Il tema centrale è l'incapacità di fermarsi o tornare indietro, simboleggiato dal treno che prosegue inarrestabile verso l'ignoto.
  • La conclusione del racconto, con l'arrivo in una stazione vuota e silenziosa, amplifica l'angoscia e l'incertezza del protagonista.

In questo appunto di italiano per le scuole viene descritta la trama del racconto Qualcosa era successo scritto da Dino Buzzati.
L'ansia del protagonista nel racconto di Dino Buzzati articolo

Qualcosa era successo - Dino Buzzati

“Qualcosa era successo” è un racconto breve, ambientato su un treno in viaggio dall’estremo sud dell’Italia verso Milano. La narrazione inizia qualche minuto dopo la partenza. Il protagonista: un passeggero del treno, guardando fuori dal finestrino e ad un passaggio a livello, nota una giovane contadina. La ragazza stava osservando il treno che arrivava, e voltandosi improvvisamente, all’arrivo di un uomo che correva e urlava, come per avvertirla di un pericolo. Il treno era poi passato oltre e il passeggero non era riuscito a vedere altro, ma il passeggero si chiedeva quale fosse la causa di un tale affanno nell’uomo. Tuttavia non se n’era preoccupato più di tanto e si era quasi assopito, finché un’altra scena che avveniva nei campi che costeggiavano i binari aveva attirato la sua attenzione. Un gruppetto di sei o sette persone correva a perdifiato attraverso i campi, per radunarsi attorno ad un contadino che stava in piedi su un muretto. Nella loro corsa sembrava non gli importasse di calpestare le erbe, i fiori, le coltivazioni, come se qualcosa di estremamente urgente e spaventoso li tormentasse. Il protagonista, vagamente incuriosito e suggestionato da questa coincidenza, aveva quindi iniziato ad osservare con maggiore attenzione le persone al di là del finestrino e più guardava più gli sembrava che ovunque qualcosa le preoccupasse. C’era confusione, donne che si affannavano, numerosi carri e sempre di più lo assillava il dubbio che fosse accaduto qualcosa, una qualche disgrazia forse. A quel punto aveva quindi osservato i suoi compagni di viaggio: sembravano apparentemente sereni, ma anche loro sbirciavano continuamente fuori dal finestrino, probabilmente afflitti dal suo stesso turbamento. Il treno però continuava a viaggiare veloce, senza che nessuna notizia arrivasse da fuori. Eppure l’agitazione della gente era ormai lampante: c’erano camion, auto e gruppi di persone colte da un’insolita frenesia. Le stazioni erano affollate e i treni che andavano verso mezzogiorno erano colmi. Era chiaro che tutti stavano scappando da qualcosa, qualcosa a cui il treno del protagonista si stava invece avvicinando sempre di più. Ormai era attanagliato da una profonda paura e non faceva altro che pensare a quale avvenimento terribile fosse accaduto. Eppure nessuno degli altri passeggeri osava parlare: tutti aspettavano che fosse qualcun altro ad esprimere il dubbio che stava tormentando ognuno di loro. Quando erano passati nell’ennesima stazione il treno ancora una volta non si era fermato, ma aveva rallentato leggermente, quel poco che bastava per permettere ad un ragazzino carico di giornali di consegnarne uno ad una passeggera del treno. Il protagonista, convinto che il ragazzo volesse avvisarli di quello che stava succedendo, sperando che non fosse troppo tardi, aveva subito guardato il grande titolo in prima pagina. Purtroppo però il giornale si era strappato a causa del vento ed erano rimaste solo quattro lettere: IONE. Questo non aveva fatto altro che accrescere il terrore nei passeggeri: una cosa terribile che finiva in IONE li aspettava al loro arrivo. Quando arrivarono a destinazione la stazione di Milano era completamente vuota, c’era buio e improvvisamente l’urlo di una donna che chiedeva aiuto aveva squarciato il silenzio.
per un ulteriore approfondimento su Dino Buzzati vedi anche qua
L'ansia del protagonista nel racconto di Dino Buzzati articolo

Commento al racconto

Al centro del racconto troviamo l’ansia del protagonista, la paura che lo attanaglia e lo accompagna per tutto il viaggio. Il punto di vista narrativo è quello del protagonista, inizialmente il lettore può considerare fondata la sua preoccupazione, ma questa non corrisponde alla realtà. È semplicemente una percezione soggettiva, una paura infondata che aumenta a poco a poco dentro di lui: suggestionato e influenzato dalla prima scena a cui assiste, inizia ad interpretare qualunque cosa veda sulla base dell’idea che si era fatto. È convinto che stesse accadendo una disgrazia, perciò interpreta la frenesia delle persone come ansia e paura. Le stazioni gli sembrano più affollate del solito e gli sembra che tutte le persone si accalchino sui treni che viaggiano verso sud, impazienti di fuggire. Anche negli sguardi degli altri passeggeri vede ansia e agitazione e quando legge le quattro lettere sul giornale il suo terrore aumenta. Con la mente pensa subito a parole come, “esplosione”, “rivoluzione”, “distruzione”, ma è chiaro che ci potrebbero essere anche decine di parole positive al loro posto. Infine a portare all’estremo la sua angoscia è la stazione di Milano, destinazione del treno. La stazione è completamente vuota, cosa perfettamente normale e plausibile, considerando che è notte fonda e una donna urla chiedendo aiuto. Anche questo fatto potrebbe avere innumerevoli spiegazioni alternative e sicuramente non conferma i timori del protagonista. La preoccupazione e la paura infondata sono influenzate dal fatto che lui si trova in una condizione di impotenza. Non può fare altro che immaginare cosa possa essere accaduto e il fatto di rimanere completamente all’oscuro, chiuso nel suo treno, senza alcuna possibilità di confermare oppure smentire i suoi dubbi, lo porta all’esasperazione e al terrore profondo. Il treno non si ferma, non si può fermare e lui è sempre più vicino a ciò che lo terrorizza e sempre più ansioso di scoprire cosa sia. È il fatto di non sapere che accresce la sua angoscia: si è ormai convinto che ci sia una minaccia, ma non c’è modo di sapere quale essa sia. Carico di significato è anche il paragone dell’autore tra il treno e la vita. Il treno non si ferma, anche quando il protagonista lo vorrebbe, e in effetti anche la vita è così. Certe volte vorremmo che il tempo si fermasse, che un momento durasse più a lungo, ma ciò non è possibile. Ma d’altro canto anche noi stessi ci comportiamo come il treno: andiamo avanti, corriamo e non ci fermiamo a riflettere quando ne abbiamo la possibilità. Il tempo passa senza che ce ne accorgiamo e a volte ci ritroviamo a desiderare di tornare indietro. Ma il treno è inarrestabile e procede rapido nonostante i nostri desideri.
per un ulteriore approfondimento sulla raccolta la Boutique del mistero vedi anche qua
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del racconto "Qualcosa era successo"?
  2. Il tema centrale è l'ansia e la paura del protagonista, che cresce durante il viaggio in treno verso Milano, influenzato da eventi inquietanti che osserva dal finestrino.

  3. Come si manifesta la preoccupazione del protagonista durante il viaggio?
  4. La preoccupazione si manifesta attraverso l'interpretazione soggettiva degli eventi esterni, come la frenesia delle persone e l'affollamento delle stazioni, che lui interpreta come segni di una disgrazia imminente.

  5. Qual è il significato del titolo "Qualcosa era successo"?
  6. Il titolo suggerisce un evento misterioso e inquietante che ha colpito la gente che il protagonista osserva, alimentando la sua angoscia e il suo terrore per ciò che potrebbe attendere al suo arrivo.

  7. In che modo il treno simboleggia la vita nel racconto?
  8. Il treno simboleggia la vita inarrestabile, che procede senza fermarsi, proprio come il protagonista desidererebbe fermarsi per riflettere, ma non può, evidenziando l'impossibilità di tornare indietro nel tempo.

  9. Qual è l'effetto finale del racconto sulla percezione del lettore?
  10. L'effetto finale è una sensazione di inquietudine e impotenza, poiché il lettore, come il protagonista, rimane all'oscuro della verità, accentuando il tema della paura dell'ignoto.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community