Concetti Chiave
- La Mens Super Omnia rappresenta il principio supremo e trascendente da cui tutto deriva, ma è ineffabile e non può essere identificata attraverso il mondo.
- Bruno sostiene che l'universo è infinito e, poiché la causa è infinita, anche l'effetto deve essere tale, portando all'idea di infiniti mondi e di una vita eterna.
- Il mutare non implica una perdita di esistenza, ma un cambiamento di stato, evidenziando che ogni cosa contiene l'essere, ma non tutti i suoi modi.
- Bruno rifiuta la visione geocentrica, immaginando invece un universo sferico e infinito di pianeti, in linea con la teoria eliocentrica.
- La concezione dell'infinito di Bruno si basa sull'idea che l'universo non ha un centro e comprende tutte le forme e modi d'essere.
La Mens Super Omnia
Secondo la mentalità bruniana esiste una sola causa o principio primo supremo, che è il principio immanente nel cosmo: La Mens Super Omnia. Essa è intelligenza divina al di sopra delle cose, cioè trascendente da cui tutto deriva ma, è ineffabile poiché dall’effetto (il mondo) non si può individuare l’effetto (la divinità stessa). È evidente l’impianto Plotiniano. Dalla Mens Super Omnia, Bruno, fa derivare La Mens Insita Omnibus, (intelletto e anima in Plotino) che anima le cose e fa scaturire le forme che sono immanenti, attraverso cui la materia e le forme sono inscindibili e intese come dinamica struttura della materia stessa.
L'infinità dell'universo
Attributo fondamentale dell’universo che, costituisce il tema preferito della speculazione bruniana è l’infinità, «l’infinitudine del tutto». Per Bruno, se è infinita la causa (Dio) necessariamente dovrà esserlo anche l’effetto poiché l’effetto di una determinata causa non può avere caratteristiche diverse. Perciò l’Universo sarà libero dalle «muraglie dei cieli». Riprendendo inoltre, una riflessione tipicamente epicurea, asserisce che in ugual misura all’infinitezza del mondo esistono infiniti mondi. Tale osservazione, può essere naturalmente trasportata per la vita che, è quindi infinita. Il morire, infatti, è solo un mutare accidentale perché ciò che muta resta eterno. Mutare non vuol dire perciò passare ad un altro essere ma, acquisire un nuovo modo d’essere. Per questo l’universo contiene tutti i modi d’essere e tutte le forme d’essere mentre, ogni cosa tutto l’essere ma, non tutti i suoi modi.
La visione cosmica di Bruno
Siccome poi è infinito, l’universo non potrà possedere un centro, il sistema Terra – sole e, nonostante affermi «non è chi l’abbia osservato» immagina il cosmo come un insieme sferiforme e infinito di pianeti che si articolano secondo il sistema terra. Per questo motivo osteggiò la visione geocentrica ed espresse convinto entusiasmo per la teoria eliocentrica.
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto centrale della filosofia di Giordano Bruno riguardo alla divinità?
- Come si collega l'infinità dell'universo alla visione di Bruno sulla vita e la morte?
- Qual è la posizione di Bruno riguardo al sistema cosmico e alla teoria geocentrica?
La filosofia di Bruno si fonda sulla "Mens Super Omnia", un principio supremo e immanente nel cosmo, che rappresenta l'intelligenza divina trascendente da cui tutto deriva, ma che è ineffabile e non può essere identificata attraverso il mondo materiale.
Bruno sostiene che se la causa (Dio) è infinita, anche l'effetto (l'universo) deve esserlo. Di conseguenza, la vita è vista come infinita, dove il morire è solo un cambiamento accidentale, poiché ciò che muta rimane eterno e l'universo contiene tutti i modi d'essere.
Bruno rifiuta la visione geocentrica e abbraccia la teoria eliocentrica, immaginando un universo infinito e sferico, privo di un centro, in cui i pianeti si muovono liberamente, liberando l'universo dalle "muraglie dei cieli".