Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il sistema di Tycho Brahe propone un modello geocentrico con la Terra al centro, attorno alla quale orbitano la Luna, il Sole e le stelle, mentre i pianeti ruotano attorno al Sole.
  • Keplero integra la metafisica platonica con il copernicanesimo, stabilendo una corrispondenza tra il numero di pianeti e i solidi regolari, suggerendo che le sfere dei pianeti devono essere sei.
  • La prima legge di Keplero afferma che i pianeti seguono orbite ellittiche con il Sole in uno dei fuochi, influenzati da forze sia esterne che interne.
  • La seconda legge di Keplero stabilisce che i pianeti spazzano aree uguali in tempi uguali, evidenziando variazioni nella loro velocità in base alla distanza dal Sole.
  • La terza legge di Keplero rivela che i quadrati dei tempi di rivoluzione dei pianeti sono proporzionali ai cubi delle loro distanze medie dal Sole, indicando un'armonia celeste.

- Il sistema di Tycho Brahe

Il sistema di Tycho Brahe

Il maggiore astronomo della seconda metà del 500 non aderì al copernicanesimo ma elaborò in nuovo modello astronomico: la Terra è immobile al centro dell’universo e attorno a questa ruotano la Luna, il Sole e la sfera della stelle fisse mentre i pianeti ruotano attorno al sole. Sebbene volesse incoraggiare il geocentrismo con un’eterogenesi dei fini il suo lavoro finì per favorire l’eliocentrismo.

Lo stesso effetto ebbero le osservazioni astronomiche che notò che le orbite sono ellittiche e non circolari e che attraversano i presunti orbi celesti perciò non possono essere costituite di materia solida.

- Keplero: metafisica platonica e copernicanesimo

Keplero e il copernicanesimo

Aderì all’eliocentrismo su una base di metafisica platonico-pitagorica nel Mysterium cosmographicum (1596) considera la teoria copernicana come una verità fisica e stabilisce una corrispondenza tra il numero di pianeti e i solidi regolari che sono 5 (cubo, tetraedro, ottaedro, dodecaedro, icosaedro) e ognuno di essi può essere sia inscritto sia circoscritto in una sfera. Immagine che le sfere dei pianeti siamo intercalate a solidi regolari circoscritti o inscritti, essendo i solidi 5 le sfere devono essere per forza 6 (ammettendo che la teoria copernicana che riduce i pianeti da 7 a 6 è l’unica vera poiché dio che geometrizza sempre non avrebbe potuto costruire il modello se non con un modello eliocentrico).

- La prima legge

Qual è la prima legge di Keplero?

Studiò la forma delle orbite dei pianeti e del loro movimento, supponeva che i pianeti fossero sottoposti all’azione di due forze diverse che fanno sì che l’orbita sia ellittica con la presenza di due fuochi uno dei quali è il sole:

- la forza del Sole ruotando su se stesso il sole trascina intorno a se tutti i pianeti con una specie di frusta cosmica inversamente proporzionale alla sua distanza. In seguito alla forza solare il pianeta descriverebbe un’orbita perfettamente circolare.

- la forza situata nel pianeta stesso ogni pianeta è un immenso magnete che durante il moto orbitale ruotando intorno al proprio asse inclinato (sempre parallelo a se stesso) rivolge al sole ora un polo ora l’altro, perciò non è attratto costantemente con la stessa forza dal sole e si trova ora più vicino ora più lontano nei diversi momenti del moto orbitale.

- La seconda legge

La seconda legge di Keplero

Per le distanze variabili il pianeta è trascinato con differente intensità della forza del sole che agisce in modo inversamente proporzionale alla distanza. Dunque la velocità lineare non è uniforme ma è calcolabile dal momento che: il raggio vettore del pianeta spazza aree uguali in tempi uguali (è maggiore al perielio e minore all’afelio), la velocità areolare (quella con cui il vettore del pianeta attraversa una determinata area triangolare dell’ellissi).

- La terza legge

La terza legge di Keplero

Avendo spiegato l’eccentricità e irregolarità del moto planetario non è più necessario ricorrere a epicicli e equanti raggiungendo il modello geometrico cercato da Copernico. Per le sue concezioni metafisiche ricerca un legge generale dell’armonia celeste intesa come armonia musicale: i quadrati dei tempi di rivoluzione di qualunque coppia dei pianeti sono proporzionali ai cubi delle loro distanze medie dal Sole, prende in considerazione o tempi, distanze e velocità giungendo alla scoperta della regola costante. Oltre che a dare una formula matematica esprime in termini aritmetici svelando un’armonia nascosta non spazialmente evidente come quella delle relazioni geometriche.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il modello astronomico proposto da Tycho Brahe?
  2. Tycho Brahe elaborò un modello geocentrico in cui la Terra è immobile al centro dell'universo, con la Luna, il Sole e le stelle fisse che ruotano attorno ad essa, mentre i pianeti orbitano attorno al Sole. Nonostante il suo intento di sostenere il geocentrismo, il suo lavoro favorì l'eliocentrismo.

  3. Come Keplero ha integrato la metafisica platonica nel suo approccio all'eliocentrismo?
  4. Keplero, nel suo "Mysterium cosmographicum", considerò la teoria copernicana come una verità fisica, stabilendo una corrispondenza tra il numero di pianeti e i solidi regolari, suggerendo che le sfere dei pianeti devono essere sei, in accordo con la geometria divina.

  5. Qual è la prima legge di Keplero riguardo al movimento dei pianeti?
  6. La prima legge di Keplero afferma che i pianeti seguono orbite ellittiche con il Sole in uno dei fuochi, influenzati da due forze: quella del Sole e quella intrinseca del pianeta stesso, che varia la distanza dal Sole durante il moto orbitale.

  7. In che modo la seconda legge di Keplero descrive il movimento dei pianeti?
  8. La seconda legge di Keplero stabilisce che i pianeti non si muovono a velocità uniforme; il raggio vettore spazza aree uguali in tempi uguali, con velocità maggiore al perielio e minore all'afelio, a causa della forza solare variabile in base alla distanza.

  9. Qual è la terza legge di Keplero e quale significato ha?
  10. La terza legge di Keplero afferma che i quadrati dei tempi di rivoluzione dei pianeti sono proporzionali ai cubi delle loro distanze medie dal Sole, rivelando un'armonia celeste e una regola costante che unisce tempo, distanza e velocità in un modello geometrico.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community