Concetti Chiave
- Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio, è una scrittrice e poetessa italiana simbolo della lotta per l'emancipazione femminile.
- La poesia "Nel bosco" utilizza frasi evocative e la sinestesia per descrivere un'esperienza nel bosco, cercando di catturare sensazioni effimere.
- "Le mie mani" riflette su un amore passato, dove le mani diventano simbolo di connessione e ricordo tra l'autrice e il suo amato.
- Aleramo impiega tecniche come sinestesia e versi liberi, creando un linguaggio evocativo per esplorare emozioni complesse e temi di amore e identità femminile.
In questo appunto si descrivono vita ed opere di Sibilla Aleramo. Nata ad Alessandria nel 1876, Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio, è stata una scrittrice e poetessa dalla vita inquieta. Femminista progressista, con la sua scrittura è divenuta il simbolo della lotta per l’emancipazione femminile. In questa occasione riportiamo alcune sue poesie d’amore e che trattano il tema della donna.
“Nel bosco”, poesia di Sibilla Aleramo
Sono andata nel bosconel mattino ricco di luce
vagamente per te sperando cogliere
dalla musica tenera dell’aria
qualche fresco sussurro di parole,
ed ecco ti porto invece
solo un poco di fragole rosse,
profumano e brillano,
per la tua gioia, o amato.
In un mattino dal cielo splendente (ricco di luce), mi sono recata nel bosco. Genericamente (mi sono recata lì) per te, sperando di capire attraverso la musica soave dell'aria qualche tenero sussurro di parole. Ecco che invece ti porto solo qualche fragola rossa, che profuma e luccica,
per la tua gioia, o mio amato.
La poesia “Nel bosco” di Sibilla Aleramo si presenta come un componimento breve di nove versi liberi, che utilizza frasi brevi e molto evocative. Ad essere di particolare effetto è la figura retorica della sinestesia, che consiste cioè nell’accostamento di termini che appartengono a sfere sensoriali diverse. Infatti, le parole “fresco sussurro” e “musica tenera” uniscono ad una sensazione di tatto, una caratteristica uditiva. Nel componimento la poetessa racconta di essersi recata in un mattino soleggiato in un bosco nella speranza di poter catturare quelle belle sensazioni ad esso legato, una tenera musica, un sussurro fresco dell’aria. Sensazioni intangibili ed effimere che è difficile rievocare. Così l’autrice prova a raccoglierle e contenere quelle emozioni in un mazzetto di fragole, che profumano e brillano e donano gioia all’amato.
Per ulteriori approfondimenti su Sibilla Aleramo vedi qui
“Sono tanto brava”, poesia di dolore
Sono tanto brava lungo il giorno.Comprendo, accetto, non piango.
Quasi imparo ad aver orgoglio
quasi fossi un uomo.
Ma, al primo brivido di viola in cielo
ogni diurno sostegno dispare.
Tu mi sospiri lontano:
Sera, sera dolce e mia!
Sembrami d'aver fra le dita la
stanchezza di tutta la terra.
Non son più che sguardo,
sguardo sperduto, e vene.
Riportiamo brevemente una parafrasi e un commento al testo della poesia: Durante il giorno sono molto brava. Sono comprensiva, accondiscendente e non mi lamento, non piango. Sembra quasi che io sia orgogliosa e intangibile come un uomo. Ma quando arriva la sera e il cielo inizia a colorarsi di rosa e viola, questa falsa struttura scompare. Tu sospiri alla sera, felice del suo arrivo. Ma per me, questa rappresenta la stanchezza di tutta la terra che mi piomba addosso. E divento un’anima persa, apatica fatta solo di sguardo vuoto e vene.
In questa poesia, che appartiene alla raccolta “Momenti” del 1921, Sibilla Aleramo ci riporta le emozioni dolorose di una donna che viene repressa e non è totalmente libera in un mondo di uomini. Durante il giorno, ci dice l’autrice, è “tanto brava”, fa ciò che gli uomini si aspettano che una donna faccia e se vogliono che lei sia felice lo è. Ma questo, lei lo sa, è solo una facciata. Al calar della sera, al primo “brivido di viola nel cielo” torna prepotente tutto il suo disagio, ogni forza diurna scompare, l’umore cambia. Il peso e l’insofferenza per un mondo ingiusto si fanno sempre più forti. E davanti alla sera l’autrice non ha bisogno di fingere ma è comunque rassegnata al proprio infelice destino.
Per ulteriori approfondimenti su altre poesie di Sibilla Aleramo vedi qui
“Le mie mani”, poesia d’amore
Le mie maniricordando che tu le trovasti belle,
io accorata le bacio,
mani, tu dicesti,
a scrivere condannate crudelmente,
mani fatte per più dolci opere,
per carezze lunghe, dicesti, e fra le tue le tenevi
leggere tremanti,
ora ricordando te
lontano
che le mani soltanto mi baciasti,
io la mia bocca piano accarezzo.

Riportiamo la parafrasi della poesia: Ricordo che tu trovavi belle le mie mani, e per questo con cura le bacio. Le mie erano mani, dicevi, fatte per cose dolci, che io condannavo a scrivere. Erano adatte a carezze, per questo le tenevi con cura tra le tue, leggere, tremanti. Ora, che sei lontano, queste mie mani mi ricordano te, e le uso per accarezzare la mia bocca, perché sono piene dei tuoi baci.
In questa poesia, di dodici versi liberi, l’autrice guarda con malinconia ad un amore passato. È un amore sempre presente, ancora forte, che riaffiora ogniqualvolta si ritrova ad usare le mani. Quelle mani che, la persona da lei amata, a sua volta tanto amava. E allora le mani, che sono il mezzo attraverso cui la scrittrice si esprime (a scrivere condannate crudelmente), sono anche, fisicamente e metaforicamente, il mezzo e il legame che essa mantiene con il suo amato.
Per ulteriori approfondimenti sulla poesia “Le mie mani” vedi qui
Domande da interrogazione
- Chi è Sibilla Aleramo e quale ruolo ha avuto nella letteratura?
- Qual è il tema centrale della poesia "Nel bosco"?
- Come viene rappresentata la condizione femminile nella poesia "Sono tanto brava"?
- Qual è il significato delle mani nella poesia "Le mie mani"?
- Quali elementi stilistici caratterizzano le poesie di Sibilla Aleramo?
Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio, è stata una scrittrice e poetessa italiana, nata nel 1876 ad Alessandria. È considerata un simbolo della lotta per l'emancipazione femminile e una femminista progressista.
Nella poesia "Nel bosco", Aleramo esplora la ricerca di emozioni e sensazioni attraverso la natura, utilizzando la figura retorica della sinestesia per unire esperienze sensoriali diverse, come la musica dell'aria e il profumo delle fragole.
In "Sono tanto brava", Aleramo descrive la vita di una donna che si conforma alle aspettative maschili durante il giorno, ma che, con l'arrivo della sera, rivela il suo dolore e la sua insoddisfazione per un mondo ingiusto.
Nella poesia "Le mie mani", le mani rappresentano un legame con un amore passato. Aleramo esprime malinconia e affetto, sottolineando come le mani siano il mezzo attraverso cui si esprime e ricorda l'amato.
Le poesie di Aleramo si caratterizzano per l'uso di versi liberi, frasi brevi ed evocative, e l'impiego di figure retoriche come la sinestesia, che arricchiscono l'espressione delle emozioni e delle esperienze femminili.