Estratto del documento

Antropologia filosofica e culturale

Modulo di bioetica - E. Sgreccia: Manuale di bioetica, fondamenti di etica biomedica, vol. I; Ed. Vita e Pensiero; IV edizione; 2007 Milano. Capitoli corrispondenti alle lezioni.

M.O. Fagioni, La vita nelle nostre mani, EDB, IV ed. 2016 Bologna.

Ragionamento etico nel campo della vita

Embrione uomo-pecora del 19 febbraio 2018: una cellula su 10.000 è umana. È un passo verso la possibilità di far crescere organi umani negli animali.

Bisogna avere dei criteri come società in sé; bisogna quindi farsi delle domande e cercare di capire il senso di queste cose: cosa potrebbe accadere se si impiantasse un cervello umano? Quanto bisogna investire in tutto ciò? È dunque giusto o sbagliato?

Bioetica

  • Termine di conio recente (anni ’70 ad opera dell’oncologo V.R. Potter).
  • Lunga preparazione nella storia dell’etica, sin dalla Grecia antica con i mezzi di allora: tempo dell’etica medica; tempo della bioetica.
  • 4 tappe significative: etica medica ippocratica; morale medica ad ispirazione teologica; apporto della filosofia moderna; riflessione sui diritti dell’uomo in Europa (dopo la II guerra mondiale).

Tempo dell’etica medica

Ippocrate di Kos (560-377 a.C.) aiutava le persone attraverso rimedi naturali. Non avrebbe mai messo le mani in modo devastante sul corpo di un uomo, la chirurgia era considerata un abominio; solo l’estrazione dei calcoli era permessa ma non era svolta dai medici.

  • “Corpus Hippocraticum” scritto dai suoi discepoli e il Giuramento.
  • Principio di beneficialità (di non maleficenza: primum non nocere); paternalismo medico, il medico si vedeva come un padre del malato, nel senso effettivo (la persona era malata moralmente, non solo fisicamente); orientamento a fondare la medicina su criteri non soggettivi (semi della futura scienza); contenuti specifici: divieto di aborto ed eutanasia, ⇒ Giuramento rispettare il segreto e comportarsi con decoro e onestà di Ippocrate.
  • Apporto del Cristianesimo: valore sacro di ogni vita umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio. Reinterpretazione della nozione di persona (concetto antropologicamente fondamentale; il termine nasce nella cultura greca ed era il personaggio che interpretava l’attore nella tragedia, identità di qualcuno; il cristianesimo lo reinterpreta come qualcosa di interno al soggetto, quindi l’identità più profonda dell’individuo stesso); riflessione sul significato teologico dell’assistenza (Christus medicus et patiens); pratica dell’assistenza al malato: istituzione degli “ospedali”, era il luogo dove si andava a morire, non a guarire, ma almeno si era accolti.
  • Identificazione dei diritti umani in Occidente: Hobbes e Locke.
  • Dichiarazione universale dei diritti umani (Parigi, 10 dicembre 1948).
  • Karl Jaspers: medico, psicologo, filosofo, si occupò dello statuto “umanitario” della medicina in un crescente spazio della tecnologia in medicina. ⇒
  • Hans Jonas: filosofo tedesco di origine ebraica, discepolo di Heidegger e di Bultmann studia la prospettiva etica dell’uomo contemporaneo.

Bioetica dall’enciclopedia Treccani: disciplina accademica e ambito di riflessione interdisciplinare che si occupa dell’analisi razionale dei problemi morali emergenti nell’ambito delle scienze biomediche, proponendosi di definire criteri e limiti di liceità alla pratica medica e alla ricerca scientifica, affinché il progresso avvenga nel rispetto di ogni persona umana e della sua dignità.

Bioetica di Sgreccia: quella parte della filosofia morale che considera la liceità o meno degli interventi sulla vita dell’uomo e particolarmente di quelli connessi con la pratica e lo sviluppo delle scienze mediche e biologiche.

Bioetica generale: fondazione etica, discorso sui valori e sui principi originari, fonti documentarie della bioetica.

Bioetica speciale: analizza i grandi problemi, sempre sotto un profilo generale, tanto nel campo medico che in quello biologico (ingegneria genetica, aborto, eutanasia, clonazione, fecondazione artificiale ecc.).

Bioetica clinica/decisionale: applicazione delle teorie etiche e dei principi generali adottati ai casi clinici concreti, alla ricerca di indicazioni per l’azione.

Metodologia: il modello “triangolare”: dati descrittivi — principi lettura antropologico-valoriale — elaborazione etico-normativa.

Il personalismo come orizzonte antropologico della bioetica

Centralità dell’essere umano nella vita dell’universo

  • Accettazione comune confermata da: scienze della natura (paleontologia, biologia); scienze umane (psicologia, sociologia); filosofia; religioni.
  • Punto cruciale: definire la persona.

Persona è diversa dalla personalità (carattere, temperamento ecc.). Il focus è sul punto di vista metafisico, oltrepassando un approccio “funzionalista”.

Personalismo

  • L’uomo rappresenta il vertice del fenomeno vita.
  • La vita umana ha la sua peculiarità rispetto a tutti gli altri eventi, sul piano biologico, psicologico e spirituale. ⇒
  • La persona è un ente sussistente capace di razionalità (S. Boezio), l’individualità è costituita da un corpo animato e strutturato da uno spirito.

La persona e il suo significato

Interpretazione funzionalistico-attualistica: è persona chi possiede attualmente determinate caratteristiche.

Caratteristiche biologiche: individualità (indivisibilità?); raggiungimento di un certo stadio di sviluppo; presenza di attività cerebrali.

Caratteristiche psicosociali: riconoscimento costitutivo; intenzione procreatrice; capacità di elaborare un giudizio morale.

Sovrapposizione fra esseri umani e persone; esseri umani --- presenza attuale di determinate caratteristiche --- persone.

La persona umana: la persona è un “ente sussistente capace di razionalità” di S. Boezio: rationalis naturae individua substantia.

Individualità costituita da un corpo animato e strutturato da uno spirito.

La persona umana. Personalismo ⇒ cosa è la persona umana, è umana solo se ci sono determinate caratteristiche.

L’essere umano, in quanto persona, è capace:

  • Di riflessione su di sé (unico essere vivente capace di intelligenza, sentimenti; autoconsapevolezza; una persona malata che non ne è capace è ancora persona?).
  • Di autodeterminazione (ci sono dei limiti che impediscono di diventare chi non posso essere, posso però decidere come gestire la mia vita; posso immaginare ciò che non sono, ma non diventarlo).
  • Di cogliere il senso delle cose (che senso ha? Che valore ha).
  • Di dare senso alle sue espressioni e al suo linguaggio cosciente (non solo comunicazione verbale ma anche comunicazione simbolica ecc.).

La persona, dal suo concepimento fino alla sua morte naturale, deve essere:

  • Punto di riferimento ultimo.
  • Sempre fine, mai mezzo.
  • Metro di misura per giudicare ciò che moralmente è lecito o illecito.

Corpore et anima unus: unità di corpo e anima (spirito). Documento del Concilio Vaticano II che definisce la persona per la Chiesa cattolica. La persona come unità di spirito e di corpo (unitotalità). Dimensione spirituale, intellettiva e morale, dimensione biologico-corporea.

La dignità di persona è dunque il valore oggettivo dell’individuo umano in quanto tale: esso è indisponibile ed inalienabile, al di là delle circostanze. In un’etica personalista, aspetto oggettivo e soggettivo della persona si richiamano e si implicano a vicenda.

Corporeità come “organismo”: ente biologico capace di integrazione (sviluppo), la corporeità può ⇒ essere anche principio di incarnazione, capacità di comunicazione grazie alla corporeità. Inoltre anche un principio di identità, perché la dona a ogni soggetto che è singolo e unico. È anche “epifania” (manifestazione) e linguaggio comunicativo. Può però essere anche un limite (malattia, morte; ma anche dove finisco io e dove inizi tu). Infine si può sottolineare la dimensione della corporeità come strumento operativo e origine della tecnologia: la tecnica come complemento ed amplificazione della corporeità motoria, sensoriale e neuronale.

Corollario dell’unità del corpo umano: pur composto di parti, esso è un unico organismo vivente e animato dallo spirito e inscindibile da esso. I valori corporei sono fra loro in armonia e in gerarchia ⇒ (unitotalità) dipende dal ruolo che ha una parte del corpo rispetto alla totalità del corpo stesso.

Conseguenze etiche

  • La vita fisica è un bene primario / fondamentale; non è però assoluto, perché la persona è più della sua vita fisica. Precede tutti gli altri beni relativi e solo il raggiungimento del bene spirituale e trascendentale della persona può rendere accettabile il rischio della vita fisica (ex. Martirio). Il primo bene che la segue gerarchicamente è la sua integrità e poi a seguire i beni della vita relazionale (affettivi e sociali).
  • Ogni “mercificazione” del corpo è dunque un’offesa alla dignità della persona.

Persona e società

  • La persona non è una “parte” della società.
  • La società non è un “organismo vivente” (concezione organicistica). ⇒
  • La persona sta all’origine della società e prevale sugli interessi della collettività. L’individuo non esaurisce mai tutto se stesso nelle relazioni con la società.

La giusta nozione di bene comune

  • Non: la media statistica dei beni dei singoli individui (concezione quantitativa).
  • Ma: il bene di tutti che corrisponde al bene che si realizza in ciascun componente della società in maniera sufficiente e giusta.

Etica

Termine etica = dal greco èthos (uso, costume, modo di comportarsi); in latino mos, moris (da cui “morale”).

Cosa è l’etica (= morale)?

  • Etica filosofica (o filosofia morale) = quella parte della filosofia che studia la vita morale dell’uomo, cioè il suo libero agire. Indagine razionale e sistematica che ha per oggetto la vita morale, secondo la prospettiva della totalità, per metterne in luce gli aspetti più profondi ed universali. ⇒
  • Essa si distingue da una conoscenza morale spontanea; dalle discipline teologiche (per la diversità delle fonti) e dalle scienze positive. ⇒
  • È una disciplina pratica: si riferisce alle azioni umane e alla vita morale non solo per conoscerle, ma soprattutto per dirigerle.
  • Considera le azioni umane nella loro relazione al modo di essere che la persona acquisisce attraverso di esse.

Etica:

  • Tradizionalmente è una scienza che indica ciò che l’uomo deve fare per essere buono, cioè degno della propria umanità.
  • Secondo Vanni Rovighi: scienza che indica ciò che l’uomo deve essere, poiché la vita morale non consiste soltanto nel fare in senso stretto, ma nell’orientare tutta la nostra attività in un determinato modo, verso un determinato ideale umano.

Chiunque agisce, agisce in vista di un fine (intenzionalità dell’agire umano).

Si presenta come fine ciò che manifesta qualche pregio tale da attrarre i miei desideri (un valore).

Chiamiamo “bene” ciò che viene desiderato e si pone come il fine dell’agire; chiamiamo “male” il suo contrario.

Il concetto di bene

  • Concetto analogo, non univoco.
Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 15
Bioetica (Antropologia Filosofica) UER Pag. 1 Bioetica (Antropologia Filosofica) UER Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 15.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Bioetica (Antropologia Filosofica) UER Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 15.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Bioetica (Antropologia Filosofica) UER Pag. 11
1 su 15
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher josuawallbrecher di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia filosofica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Europea di Roma o del prof Calipari Maurizio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community