Concetti Chiave
- Il Regno italico, indipendente dall'888 al 961 d.C., comprendeva gran parte dell'Italia attuale, con capitale a Pavia.
- Berengario I fu eletto re dopo la deposizione di Carlo II il Grosso e iniziò una lotta per il potere con Guido di Spoleto.
- La rivalità tra Berengario e Guido culminò in una battaglia vinta da quest'ultimo, portando entrambi a essere riconosciuti come re.
- Berengario affrontò minacce esterne da parte degli Ungheri e dei Saraceni, ottenendo successo contro questi ultimi nel 915.
- Il regno di Berengario I terminò con il suo assassinio nel 924, avvenuto in una chiesa di Verona per mano di rivali insoddisfatti.
Il regno italico
Nell’IX secolo dopo Cristo, l’Italia era un regno indipendente che si estendeva su buona parte dell’Italia. Esso comprendeva l’Italia settentrionale (eccetto la marca di Verona e d’Aquileia, feudi germanici), la Corsica, la Toscana odierna e il Ducato di Spoleto, ossia gli Abruzzi odierni. Il regno è passato alla storia come “Regno italico”, con capitale Pavia, ed ebbe una durata di soli 73 anni, cioè dall’888 al 961 d.C. A capo del regno veniva nominato uno dei maggiori signore feudali che riceveva il titolo di re.
La lotta per il trono
Dopo la deposizione di Carlo II il Grosso, avvenuta nel novembre 887, ultimo degli imperatori carolingi, un’assemblea di feudatari riunitasi a Pavia, elesse “re d’Italia” Berengario, marchese del Friuli. Questi, essendo nato dalla figlia di Ludovico il Pio (a sua volta figlio di Carlo magno), era strettamente imparentato con la dinastia carolingia. Tuttavia, la sua nomina non fu vista di buon occhio da un altro potente signore, Guido, duca di Spoleto. Infatti, non appena Berengario salì al trono, Guido di Spoleto si mise in moto per contrastargli il potere. Tra i due scoppiò una lunga lotta che si concluse con una vittoria riportata dalle truppe di Guido di Spoleto sul fiume Trebbia. In seguito a questo successo militare, anche Guido di Spoleto venne riconosciuto re, contemporaneamente a Berengario I. Questi non si rassegnò alla dura sconfitta, ma il caso volle che Guido morisse nell’ 894.
Minacce esterne e fine di Berengario
Ma a questo evento non fece seguito un periodo di pace come si sarebbe immaginato. Infatti, ben presto, Berengario si trovò a dover fronteggiare, nella Pianura Padana, le continue scorrerie degli Ungheri e, nell’Italia centrale, la minaccia dei Saraceni, provenienti dal mare. Purtroppo, Berengario non riuscì a sconfiggere gli Ungheri., mentre riusc+ a condurre felicemente a termine la lotta contro i Saraceni (915), liberando così Napoli e Roma dalle loro scorrerie. L’insuccesso della lotta contro gli Ungheri costò la vota a Berengario. Poiché alcuni suoi rivalilo ritennero incapace di difendere il regno dalle invasioni barbariche, decisero di eliminarlo. Fu così che nel 924,, il primo sovrano del “Regno italico” fu assassinato in una chiesa di Verona.
Domande da interrogazione
- Qual è la durata e la capitale del Regno italico?
- Chi furono i principali contendenti per il trono del Regno italico?
- Quali furono le minacce esterne affrontate da Berengario durante il suo regno?
Il Regno italico ebbe una durata di soli 73 anni, dal 888 al 961 d.C., con capitale a Pavia.
I principali contendenti furono Berengario, marchese del Friuli, e Guido, duca di Spoleto, che si contesero il potere in una lunga lotta, culminata con la vittoria di Guido sul fiume Trebbia.
Berengario dovette fronteggiare le scorrerie degli Ungheri nella Pianura Padana e la minaccia dei Saraceni nell'Italia centrale, riuscendo a sconfiggere i Saraceni ma non gli Ungheri, il che contribuì alla sua caduta.