Ansiolitici: buspirone
Indicazioni terapeutiche
Si tratta di un ansiolitico serotoninergico. Ha come indicazioni terapeutiche i disturbi d'ansia, soprattutto se persistente e cronica nei pazienti con concomitante abuso di sostanze e nell'anziano, ma anche nei disturbi depressivi resistenti al trattamento.
Meccanismo d'azione
È un agonista parziale dei recettori 5-HT1 a somatodendritici: legandovisi impedisce alla serotonina di farlo, per cui il neurotrasmettitore si accumula nello spazio sinaptico. Nelle prime due settimane di trattamento si può manifestare un effetto paradosso, ossia un aumento dell'ansia, per attivazione iniziale dei recettori 5-HT1a e inibizione del rilascio di serotonina.
Oltre ad essere un agonista parziale dei recettori serotoninergici 5-HT1A, è un antagonista e un parziale agonista dei recettori dopaminergici D2 e α1. Non presenta interazioni con i recettori per le benzodiazepine né con l'alcol.
Effetti farmacologici
L'azione ansiolitica si esplica quando il farmaco si lega ai recettori presinaptici, mentre il legame a quelli postsinaptici determina senso di nausea e vertigini. Ha attività ansiolitica selettiva, quindi è privo di effetto anticonvulsivante e miorilassante. L'assenza di assuefazione e di sintomi da astinenza nonché scarso effetto sedativo-ipnotico lo rende utilizzabile nei pazienti con storia precedente di abuso di alcol o droghe. Il suo svantaggio è però il ritardo nell'esordio dell'azione ansiolitica.
Farmacocinetica
Viene somministrato per via orale, preferibilmente a stomaco vuoto. Ha un assorbimento quasi completo nel tratto gastrointestinale, con variazioni in dipendenza della contemporanea assunzione di cibo. Subisce un marcato effetto di primo passaggio epatico per opera dell'enzima CYP3A4 del citocromo p450, tanto che nel torrente ematico solo il 4% circa della quota totale di farmaco rimane immodificata. Viene trasformato quindi in un metabolita farmacologicamente attivo, l'1-pirimidinilpiperazina, dotato del 25% dell'attività. Raggiunge la concentrazione plasmatica massima (CMAX pari a circa 1-6 ng/mL) entro 60-90 minuti e lo steady-state entro due giorni. Ha una percentuale di legame alle proteine plasmatiche elevatissima, di circa il 95%. L'emivita varia da 2 a 11 ore, variabilità determinata da caratteristiche genetiche del paziente e dalla contemporanea assunzione di altri farmaci. Viene escreto dal 30 al 63% con le urine, mentre l'escrezione fecale copre dal 18 al 38% della dose.
Reazioni avverse
È tendenzialmente ben tollerato, ma le principali reazioni avverse sono:
- Tachicardia;
- Nervosismo;
- Secchezza delle fauci;
- Tremori;
- Diarrea;
- Nausea;
- Vomito;
- Galattorrea e irregolarità mestruali nelle donne;
- Disturbi sessuali nel maschio per stimolazione dose-dipendente.
È controindicato nelle seguenti situazioni:
- Gravidanza e allattamento;
- Grave insufficienza renale o epatica.
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Anestesia - Barbiturici
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Benzodiazepine e barbiturici
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Trasmissione Gabaergica - Barbiturici e Benzodiazepine
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Ansiolitici