Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Averroè esprime un'ammirazione incondizionata per Aristotele, considerandolo un modello di verità in tutti i campi del sapere.
  • Le interpretazioni di Averroè sulla metafisica collegano la filosofia a una teologia filosofica, identificando Dio come soggetto della filosofia prima.
  • Averroè critica al-Ghazali per aver messo da parte la filosofia in favore di pretese teologiche, minando la fiducia nelle capacità conoscitive umane.
  • Secondo Averroè, filosofia e religione non possono mai entrare in contraddizione, poiché entrambe conducono alla stessa verità unica.
  • Il Corano deve essere interpretato in modo da essere compatibile con la filosofia, con la distinzione tra lettura letterale e metaforica accessibile ai filosofi.

Perché c'è ammirazione per Aristotele?

Giurista, produce commenti a tutte le principali opere di Aristotele, con ammirazione incondizionata: egli è un modello a cui bisogna ispirarsi, perché ha raggiunto la verità in praticamente tutti i campi del sapere.

Interpretazioni personali di Averroè

Comunque, Averroè prende delle decisioni interpretative molto personali, riguardo la dottrina dell’intelletto e la questione del soggetto della filosofia prima, che lo diventa Dio e le altre sostanza separate (le intelligenze). Quindi metafisica come teologia filosofica.

Critica a al-Ghazali

Critica al-Ghazali nello scritto “L’incoerenza dell’incoerenza”: se si rinuncia alla filosofia per far posto a pretese teologiche non sufficientemente fondate, si distrugge ogni figucia nelle possibilità conoscive dell’uomo. In ogni caso, filosofia e religione sono “sorelle”, si implicano in qualche modo a vicenda.

o L’accordo tra filosofia e religione

Nell’opera-fatwa “Trattato decisivo sull’accordo tra filosofia e religione”, si analizza appunto questo rapporto.

Filosofia e diritto islamico

Secondo il diritto islamico, tutte le azioni umane si dividono in atti permessi/leciti, atti prescritti e atti illeciti. Se la filosofia non è altro se non la considerazione di tutto ciò che esiste in quanto è prodotto da Dio ed è segno di Dio, essa non è né vietata né soltanto lecita, ma prescritta dalla legge islamica come obbligatoria, o per lo meno meritoria. E anche lo studio dei filosofi del passato, anche se pagani e non musulmani, è in qualche modo obbligatorio.

Concordanza tra filosofia e religione

Ma che fare se si registra una discordanza tra gli insegnamenti della filosofia e quelli della religione? Un contrasto effettivo o reale non può mai aver luogo: la verità non può mai essere contraria alla verità, non può mai entrare in contraddizione con se stessa. Quindi la religione e la filosofia conducono sempre entrambe alla medesima verità, che è sempre unica. I contrasti sono puramente apparenti, nel senso che una delle due ipotetiche verità in conflitto deve in realtà essere interpretata più correttamente.

Interpretazione del Corano

E dato che, per le regole dettate dal modello sillogistico, qualsiasi dimostrazione scientifica o filosofica è indubitabile, allora è il testo coranico rivelato a dover essere sottoposto a un’interpretazione che lo rende compatibile con la verità filosofica. Ciò è accettabile perché il Corano ha diversi livelli di lettura:

i. Senso letterale/ovvio: per tutti i credenti

ii. Senso metaforico/profondo: accessibile a coloro che hanno gli strumenti per interpretarlo, cioè i filosofi.

Non ci saranno mai contrasti, perché i filosofi potranno sempre trovare l’interpretazione del testo sacro che risulti compatibile con quello che è possibile dimostrare scientificamente. Ma allora la gente semplice è tenuta ad attenersi esclusivamente al senso letterale della rivelazione. Inoltre, dall’interpetazione del testo devono essere esclusi anche i teologi, perché sono coloro che non intendono attenersi solo al senso letterale, ma voglio accedere a quello profondo pur non avendone i mezzi.

L’unica maniera corretta di pervenire al senso profondo o metaforico di un passo coranico è quella di interpretarlo secondo le regole della logica e della filosofia.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'ammirazione di Averroè nei confronti di Aristotele?
  2. Averroè esprime un'ammirazione incondizionata per Aristotele, considerandolo un modello da seguire poiché ha raggiunto la verità in quasi tutti i campi del sapere.

  3. Come interpreta Averroè la dottrina dell'intelletto?
  4. Averroè offre interpretazioni personali riguardo la dottrina dell'intelletto, trasformando la metafisica in teologia filosofica, dove Dio e le intelligenze separate diventano il soggetto della filosofia prima.

  5. Qual è la critica di Averroè a al-Ghazali?
  6. Nella sua opera “L’incoerenza dell’incoerenza”, Averroè critica al-Ghazali per aver rinunciato alla filosofia in favore di pretese teologiche infondate, sostenendo che ciò distrugge la fiducia nelle capacità conoscitive umane.

  7. In che modo la filosofia è vista nel contesto del diritto islamico?
  8. Secondo il diritto islamico, la filosofia è considerata obbligatoria, poiché essa rappresenta la contemplazione di tutto ciò che esiste come prodotto e segno di Dio, rendendo lo studio dei filosofi, anche non musulmani, meritorio.

  9. Come si risolvono i contrasti tra filosofia e religione secondo Averroè?
  10. Averroè sostiene che non possono esistere contrasti reali tra filosofia e religione, poiché entrambe conducono alla stessa verità; eventuali discordanze sono apparenti e richiedono una corretta interpretazione.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community