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Il positivismo

Auguste Comte

Il termine “positivo”, da cui deriva “positivismo”, designa tutto ciò che è concreto, reale, sperimentabile, in contrapposizione a ciò che è astratto e metafisico, ma anche ciò che è utile al miglioramento materiale dell'uomo, in contrapposizione a ciò che appare inutile, infecondo, ozioso.

La superiorità della scienza rispetto a ogni altra forma di conoscenza umana consiste nel fatto che la scienza è l'unico metodo per raggiungere una vera conoscenza, e in particolare le scienze naturali: fisica, chimica, biologia, astronomia.

La scienza positivista è per Comte il culmine di uno sviluppo storico ininterrotto verso la vera conoscenza delle cose. I modi in cui l'uomo si è accostato, nel corso del passato, a tale conoscenza sono principalmente tre, divisi da Comte in:

Stadio teologico

È lo stato in cui l'uomo spiega l'ignota origine dei fenomeni attribuendone le cause a forze divine superiori, ad esempio: “il fulmine è un dardo scagliato da Zeus”.

È il periodo dell'infanzia dell'umanità.

Stadio metafisico

È lo stato in cui l'uomo rifiuta la spiegazione divina e cerca nell'essenza astratta dei fenomeni la spiegazione a tutto, ad esempio: “il fuoco brucia perché possiede l'essenza del calore, virtù calorifica”.

È il periodo dell'adolescenza dell'uomo.

Stadio positivo

È lo stato che si trova a vivere l'uomo moderno, il quale spiega i fenomeni studiandone le leggi empiriche, ad esempio: “il fulmine è una scarica elettrica”.

È il periodo della maturità dell'uomo.

Si noterà quindi come gli stati di questo sviluppo tendano a un costante miglioramento.

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