Il positivismo di Gene Roddenberry
Un viaggio dentro l’universo di Star Trek
Con questa tesina intendo far ricordare il grande contributo che Gene Roddenberry e il suo Star Trek diede e continua tuttora a dare alla nostra cultura, soffermandomi su quei principi positivisti che ebbe in mente nel momento della sua creazione e che vennero preservati dagli autori successivi.
Tesina per l’anno scolastico 2013-2014 – Costantino Roberto V B liceo scientifico tecnologico
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Perché Star Trek?
Star Trek è spesso considerato come un semplice telefilm futuristico di fantascienza che poco ha a che vedere con le questioni attuali. In realtà, dietro a tutte quelle scene create con lo scopo di intrattenere, si nasconde un fitto insieme di valori e di pensieri che affondano le loro radici già nell’Ottocento positivistico, per poi comprendere temi come la lotta alla xenofobia, la futilità della guerra e della violenza in generale, e altri temi che erano molto presenti negli anni ’60.
Lo scopo di questa tesina è di riprendere i concetti e le idee che si nascondono dietro la sceneggiatura e gli effetti speciali di un telefilm che oggi viene sminuito rispetto ai vari valori che nel suo tempo è stato in grado di comunicare. Un altro punto in cui intendo vertere è che cosa il telespettatore percepisce, prova e impara guardando i vari episodi delle numerose serie di Star Trek: uno sviluppo tecnologico tale da rendere possibile, ad esempio, il teletrasporto può essere ottenuto solo accettando e credendo in determinati valori e lasciando che essi ci guidino nelle decisioni.
È interessante notare come, in seguito al debutto di queste serie TV, molti fisici si siano interessati sull’argomento, come ad esempio il professore di fisica e astronomia alla Case Western Reserve University di Cleveland Lawrence M. Krauss che pubblicò “La fisica di Star Trek” (2000) e “Oltre Star Trek” (2002).
Ho deciso di comporre la tesina seguendo il messaggio principale che il telespettatore può meglio apprendere da ognuna delle cinque maggiori serie, che riassumo brevemente qui di seguito:
- La serie classica è incentrata sui temi positivistici e presenta come, secondo Gene Roddenberry, debbano essere i valori di una società ambientata nel ventitreesimo secolo;
- La serie The Next Generation ci vuole trasmettere come lo sviluppo tecnologico guidato da principi positivisti possa progredire ad un ritmo sempre più elevato rendendo comuni pratiche come il teletrasporto e i viaggi interstellari;
- La serie Deep Space Nine ci fa capire come la guerra deve essere evitata in ogni modo, anche quando essa sembra inevitabile; il vero nemico dell’uomo è la guerra in sé. Inoltre è presente il tema del controllo sulle masse tramite l’uso di sostanze chimiche e di come questo sistema sia nelle sue fondamenta errato;
- L’etica e i propri principi morali non devono mai abbandonarci, nemmeno quando la società in cui essi si applicano è distante 70000 anni luce, questo è il messaggio della serie Voyager.
- La lezione della serie Enterprise è invece molto più vicina a noi: avere fede nello sviluppo tecnologico. Tuttavia acquisire troppe conoscenze può portare ad avere poteri molto pericolosi e l’inizio di una guerra fredda con altri popoli è inevitabile: è questo un altro punto di questa serie: la troppa conoscenza può creare prodotti temibili, come lo è già stata la bomba atomica.
Loghi delle cinque maggiori serie, in ordine di pubblicazione.
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Gene Roddenberry e la nascita di Star Trek
Gene Roddenberry, nome completo Eugene Wesley Roddenberry, è nato a El Paso, in Texas, nel 1921 e diventò famoso per essere il creatore di Star Trek, una delle saghe fantascientifiche più seguite ed ammirate. Si arruolò nell’aeronautica degli Stati Uniti nel 1941 e divenne un aviatore. Fu decorato con la medaglia Distinguished Flying Cross per le sue azioni nel teatro del Pacifico.
Dopo avere lasciato il servizio, fu pilota commerciale per Pan American World Airways e successivamente servì nel Dipartimento di Polizia di Los Angeles dal 1949 al 1956. Prima di Star Trek, scrisse le sceneggiature per molte delle serie popolari della televisione degli anni cinquanta. Provò inoltre a far decollare altre serie di fantascienza, ma senza particolare successo.
Una foto di Gene Roddenberry scattata sul set della serie classica di Star Trek.
I fan gli appiopparono l’affettuoso soprannome di “Grande Uccello della Galassia”, da una creatura mitica a cui si fa riferimento in un episodio della serie originale di Star Trek.
Roddenberry si sposò due volte: dal primo matrimonio con Eileen Anita Rexroat, durato 27 anni, ebbe due figlie, Darleen e Dawn, mentre dal suo secondo matrimonio (6 agosto 1969), con Majel Barrett (che ha interpretato il primo ufficiale della nave stellare Enterprise nel primo episodio pilota “Lo zoo di Talos”, l’infermiera Christine Chapel sempre nella serie originale di Star Trek e il personaggio di Lwaxana Troi) nacque un figlio, Eugene Wesley Roddenberry Junior.
Gene Roddenberry, che aveva ricevuto un’educazione religiosa e aveva frequentato regolarmente le funzioni della Chiesa Battista fino all’adolescenza, si considerava uno scettico razionalista e aderì nel 1986 alla American Humanist Association (associazione statunitense dell’umanesimo secolare), la quale nel 1991 gli riconobbe il premio Humanist Arts Award.
Dopo la sua morte, una piccola capsula con le sue ceneri fu spedita nello spazio per orbitare intorno alla Terra per sei anni (dopo i quali bruciò nell’atmosfera durante la caduta). In suo onore è stato battezzato un asteroide (4659 Roddenberry) e un cratere su Marte.
Prodotto in origine dagli studi Desilu e creato da Gene Roddenberry, Star Trek fu proposto per la prima volta l’11 marzo del 1964 con il titolo di “Star Trek is..”.
Con quest’opera, Roddenberry voleva rappresentare un futuro in cui l’intera umanità fosse unita nella ricerca del sapere, e non a combattersi e discriminarsi come la guerra fredda che stava vivendo poteva far pensare. I suoi sforzi ebbero i suoi frutti con la produzione di quella che passerà alla storia come “La serie classica di Star Trek”.
Star Trek: la serie classica
Star Trek, indicato in seguito con il nome completo di “Star Trek: The Original Series”, abbreviato “TOS”, fu la prima serie del brand ad essere pubblicata dalla BBC dal 1966 al 1969. Prima della sua cancellazione, sono state create tre stagioni per un totale di 79 episodi della durata di circa 48 minuti.
La Terra è uno dei quattro membri fondatori della Federazione Unita dei Pianeti, composta da centinaia di mondi che promuovono la pace e lo sviluppo tecnologico per poter approfondire la propria conoscenza della Via Lattea e di tutte le scienze in generale.
Le vicende narrate vedono impegnata la nave stellare federale USS Enterprise NCC-1701, capitanata da James T. Kirk, in una missione quinquennale, con lo scopo di esplorare nuove aree dello spazio in cerca di nuovi mondi e con lo scopo di imparare da essi.
Il capitano James T. Kirk, interpretato da William Shatner.
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L’influenza scientifica e culturale di Star Trek
Star Trek ha anticipato svariati oggetti tecnologici che solo a distanza di qualche decennio sono stati effettivamente realizzati (palmari, tablet, minidischi, metodi di comunicazione ecc.) e, allo stesso tempo, ha dato importanti ispirazioni su un ipotetico sviluppo di tecnologie che consentano il viaggio a velocità superiori a quelle della luce (dette superluminali) o la possibilità di teletrasportarsi da un punto a un altro molto distante.
Scienziati e ricercatori hanno subito l’influenza di questi telefilm, incoraggiando la ricerca scientifica verso questi ambiti, analizzando le teorie pensate dagli autori e prendendo spunto da esse. Secondo i più recenti studi, ad esempio, l’idea di teletrasporto così com’è proposta da Star Trek è concettualmente improbabile già nella fase iniziale di tale processo, sebbene alcuni concetti siano ripresi dalla fisica quantistica, in particolare nel cosiddetto “teletrasporto quantistico”.
Seppure nel contesto leggero in cui il telefilm è ambientato, in vari episodi gli autori hanno affrontato temi sociali importanti, se si pensa alle battaglie sociali in corso negli Stati Uniti degli anni sessanta, quando il telefilm è andato in onda per la prima volta; di primaria importanza il tema del razzismo e della comprensione tra i popoli, affrontato in vari episodi ma anzitutto nella composizione del cast, che vede tra i protagonisti un personaggio scozzese (Scott), un russo (Chekov, in piena guerra fredda), un giapponese (Sulu), addirittura un alieno (Spock) e un’africana (Uhura), la prima donna di colore a figurare in un ruolo di comando nella storia della televisione statunitense.
Un banale esempio è la somiglianza tra D-PAD (o PADD) della flotta stellare e un comune iPAD della Apple.
L’attrice Nichelle Nichols, che era intenzionata ad abbandonare la serie dopo la prima stagione per dedicarsi al teatro e ai musical, fu convinta a rimanere da Martin Luther King in persona.
La stessa interprete di Uhura è anche ricordata per essere stata protagonista, assieme al capitano Kirk, del primo bacio interrazziale nella storia della televisione negli USA, nel 1968 (episodio “Umiliati per forza maggiore”). Questo e altri episodi della serie non furono trasmessi dalla britannica BBC perché ritenuti inadatti a un pubblico di minori.
La scena del primo bacio interraziale nella storia della televisione americana tratta dall’episodio “Umiliati per forza maggiore”; il 12esimo episodio della 3 stagione.
Il teorico della fantascienza e dei media Alan Shapiro ha affermato che “i principi base di Star Trek sono una summa della filosofia, della storia, della letteratura, delle teorie politiche e scientifiche degli ultimi 250 anni a partire dalle rivoluzioni francesi e americane. Io definisco Star Trek l’erede e il protettore delle nostre migliori tradizioni intellettuali e dei nostri tesori culturali.” [Intervista ad Alan Shapiro di Mattia Nicoletti, Milano 9 novembre 2011]
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Per approfondire: Skype Translator e Star Trek diventa realtà
Si chiama Skype Translator il software capace di tradurre in “quasi” tempo reale le chiamate vocali sul più popolare servizio di VoIP del pianeta.
Non sarà un servizio gratuito, ma, ad esempio, poter parlare con un giapponese senza conoscere un solo ideogramma giustifica il prezzo. Questo progetto - che non è il primo, visto che Google da tempo ne sperimenta uno analogo - è stato presentato in forma demo dal nuovo CEO di Microsoft (proprietaria di Skype), Satya Nadella, che ha parlato anche di un sogno che si realizza.
“Da quando abbiamo cominciato a comunicare, ognuno di noi ha desiderato di superare il blocco delle differenze linguistiche”. La tecnologia adesso lo permette e gli spazi per mettere a punto un nuovo prodotto rivoluzionario, una killer application.
“Del resto Skype è un prodotto molto buono e la barriera della lingua è il principale ostacolo per una sua maggiore diffusione”. La sua forza, infatti, è tutta in quei trecento milioni di utenti collegati ogni mese, che messi insieme fanno due miliardi di minuti di conversazione al giorno.
Skype: uno dei maggiori software che permette chat vocale/video e testuale acquistata nel 2011 da Microsoft.
Skype Translator al momento è in grado di lavorare con inglese e tedesco, ma ovviamente l’obiettivo è quello di ampliarlo al numero maggiore possibile di idiomi.
Microsoft ha rivelato di lavorare sulla traduzione automatica da più di 10 anni. Ma l’accelerazione si è avuta quattro anni fa.
“Tra i gadget futuristici nella classica serie TV Star Trek”, si legge sul sito Microsoft Research, “nessuno sembrava più utile del traduttore universale, un aggeggio portatile che ha contribuito a favorire la comprensione tra le civiltà intergalattiche.
Beh, non dobbiamo viaggiare al di là del sistema solare per individuare la necessità di un tale dispositivo. Immaginate di essere in grado di parlare in inglese e avere i vostri pensieri espressi in grammaticalmente e semanticamente corretto mandarino o spagnolo. Quindi immaginate che la voce che esprime quei pensieri tradotti è la vostra”.
Skype translator dovrebbe arrivare in versione beta per Windows 8 entro la fine del 2014, gli utenti di fatto faranno da beta tester e poi, entro due o tre anni si arriverà a una versione commerciale che, secondo il progetto del colosso di Redmond, dovrebbe essere implementato su tutti i dispositivo, non solo in computer classici ma anche dispositivo mobili come smartphone e tablet.
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Il positivismo nell’universo di Star Trek
Il positivismo
Il positivismo è quel movimento filosofico, scientifico e culturale del secolo XIX che privilegia lo studio della realtà concreta, sperimentabile, in tal senso “positiva”, dichiarando priva di valore ogni conoscenza astratta e metafisica.
Si sviluppa parallelamente all’affermazione della prima rivoluzione industriale, di cui appoggia la convinzione ottimistica in un progresso sociale frutto della riorganizzazione tecnica e industriale della società.
Gli ideali del positivismo, ed in particolare quelli di Comte, sono stati utilizzati come base su cui Gene Roddenberry ha voluto erigere la sua visione del futuro, una visione che ha trasmesso a tutto il mondo grazie a Star Trek.
Le caratteristiche generali del positivismo
Il positivismo si basa sull’esigenza di attenersi ai fatti e sull’esaltazione della scienza, l’unico sapere in grado di comprenderli, misurarli e controllarli.
Secondo il positivismo la realtà sottostà a leggi precise, che le danno omogeneità e regolarità e vengono studiate dalle singole discipline scientifiche.
La scienza è ritenuta l’unico metodo di conoscenza valido. Le conoscenze che ricorrono a spiegazioni non controllabili dalla scienza, come la metafisica, sono considerate prive di valore e sottoposte a critica.
La scienza impiega un metodo descrittivo, che pone al centro la descrizione dei fatti e l’individuazione delle leggi che spiegano le relazioni costanti tra i fatti stessi.
Il metodo della scienza deve essere esteso a tutti gli ambiti del sapere. È tipico del positivismo sia un atteggiamento laico nei confronti della realtà, che può essere spiegata senza il bisogno di ricorrere a Dio o a principi metafisici, sia una grande fiducia nel progresso del sapere scientifico, ritenuto in grado di riformare la società e migliorare in generale la vita dell’umanità.
- La scienza è l’unica conoscenza e il metodo scientifico è l’unico valido.
- Critica alla religione e alla metafisica.
- La filosofia coincide con l’enunciazione dei principi comuni alle varie scienze.
- Sapere unificato e generalissimo.
- Positivismo.
- Il metodo scientifico va esteso a tutti i campi del sapere, compresi quelli che riguardano l’uomo e la società.
- Nasce la sociologia.
- Il progresso della scienza rappresenta il progresso dell’umanità.
- Riorganizzazione globale della vita in società che consenta di superare la “crisi” del mondo moderno.
Schema riassuntivo dei quattro principali punti chiave del positivismo.
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Auguste Comte
Il francese Auguste Comte (Montpellier 1798 Parigi 1857) è considerato il fondatore del positivismo. Si forma all’Ecole Polytecnique di Parigi, nella quale riceve una solida preparazione scientifica, secondo una prospettiva decisamente avversa allo spiritualismo francese.
Diviene famoso in Francia con la Politica positiva (1824) e poi in tutta Europa con la pubblicazione, nel 1830, del primo dei sei volumi della sua opera principale, il Corso di filosofia positiva, a cui lavora fino al 1842.
Il nucleo della sua concezione della storia è la “legge dei tre stadi”.
L’umanità dallo “stadio teologico”, nel quale ricorre al mito e al soprannaturale per spiegare i fenomeni, passa allo “stadio metafisico”, che ricerca la causa dei fenomeni in entità astratte, metafisiche appunto, per culminare infine nello “stadio positivo”, in cui la scienza ricerca i rapporti costanti, ossia le leggi che connettono i fenomeni dell’esperienza.
Ritratto del fondatore del positivismo Auguste Comte.
In questo stadio, alla filosofia spetta la classificazione delle scienze, di cui le principali sono sei: matematica, astronomia, fisica, chimica, biologia e sociologia.
La psicologia viene invece smembrata in quanto di per sé avrebbe come oggetto i sentimenti e le emozioni e, dato che non sono osservabili completamente, non vi è possibile applicare il metodo scientifico. La causa delle emozioni è, secondo Comte, oggetto di studio.
Per approfondire: il metodo scientifico
Fu lo scienziato pisano Galilei a ideare e sviluppare a cavallo tra il XVI e il XVII, il metodo scientifico, al cui successo contribuì il filosofo inglese Francis Bacon con importanti riflessioni.
Galileo non descrisse mai il suo metodo in chiare lettere, ma questo suo sistema risiede in tutti i suoi lavori. Esso stabilisce una serie di passi da seguire per affrontare lo studio di un fenomeno:
- Individuare il problema;
- Formulare un’ipotesi sulla sua soluzione;
- Prevedere le conseguenze di quell’ipotesi;
- Compiere esperienze per verificare le previsioni;
- Descrivere la più semplice regola generale in grado di organizzare i tre elementi principali del metodo: ipotesi, previsione, risultato sperimentale.
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