Concetti Chiave
- L'assolutismo si basa su un potere centralizzato e richiede un esercito statale per mantenere l'ordine e reprimere le insurrezioni.
- I monarchi cercarono di rafforzare la loro autorità eliminando vincoli e controlli, riducendo i diritti di assemblee e nobili per ottenere un territorio unificato.
- La borghesia giocò un ruolo cruciale nello sviluppo della burocrazia, sostenendo il potere del sovrano in cambio di stipendi e opportunità di carriera.
- Thomas Hobbes giustificò l'assolutismo come una necessità per garantire la sicurezza, mentre John Locke sostenne i diritti inviolabili e la razionalità umana, opponendosi a questa forma di governo.
- Il re emanava leggi senza un organo legislativo e le controversie venivano risolte da tribunali di fiducia, assicurando l'esecuzione secondo la sua volontà.
Il modello politico dell'assolutismo
L’assolutismo da “ab solutus” (sciolto da limiti o condizionamenti) è un nuovo modello politico con il potere totalmente centralizzato e che, di conseguenza, necessita un apparato di guardie reali e un esercito statale (non mercenario) che possa costantemente mantenere l’ordine reprimendo ogni minaccia di insurrezione; per fare ciò deve essere reperito del denaro tramite le tasse riscosse da funzionari (solitamente borghesi), infatti i prelievi fiscali diventarono sempre più ingenti.
Concentrazione del potere e controllo
A causa delle rivolte contadine, le guerre che sconvolsero l’Europa e la crisi generale, i monarchi cercarono di estendere e rinforzare la loro autorità per avere maggiore stabilità interna e quindi sviluppo economico, per fare ciò cercarono di eliminare qualsiasi vincolo o controllo su di essi concentrando tutti i poteri pubblici su di sé. Di conseguenza questi poteri devono essere sottratti ad altre autorità e il sovrano deve avere gli strumenti adatti per esercitarli; in tutti i paesi dove si affermò l’assolutismo, e quindi Francia, Spagna, Prussia e Russia, vennero soddisfatte tali caratteristiche riducendo i diritti delle assemblee dei sudditi (come i Parlamenti) e impedendo ai nobili di essere indipendenti, in modo da ottenere un territorio che non fosse frammentato come con i feudi, rendendoli inoffensivi e sottoposti al re. Anche i vescovi furono sottoposti al potere regio, inoltre i sovrani cercarono di incamerare le proprietà ecclesiastiche nonostante l’opposizione di Roma tranne che nei paesi dove si era diffuso il protestantesimo. Per prendere tutte le decisioni politiche il re era aiutato da consiglieri da lui nominati ma era comunque lui ad emanare le leggi (senza un organo legislativo). Le controversie venivano giudicate da tribunali di sua fiducia quindi bastava solo farle eseguire secondo la sua volontà grazie ai leali funzionari periferici.
Ruolo della borghesia e burocrazia
Lo stato era diventato un’entità effettiva perché le province erano governate da funzionari di nomina regia con direttive e leggi uniformi (mentre prima si teneva conto delle tradizioni di autonomia per evitare ribellioni). Il re era anche mecenate e promuoveva bellezza, cultura e arte. La borghesia divenne uno strumento per la concretizzazione dei poteri, nacque così la burocrazia ( buro-cratos, potere agli uffici), infatti rimanevano fedeli in cambio di stipendio e carriera.
Hobbes e la necessità dell'assolutismo
Il più convinto sostenitore dell’assolutismo fu il filosofo Thomas Hobbes, per lui questa forma di governo è una necessità poiché tutti gli uomini hanno stessi diritti e desideri ( “homo homini lupus”) e per evitare la condizione distruttiva della guerra continua ognuno deve cedere tutti i suoi diritti al re, ad esclusione della vita, così quest’ultimo può garantire la sicurezza.
Locke e la teoria liberale
Al contrario, il filosofo John Locke, riteneva che ognuno ha dei diritti inviolabili e non cedibili, che gli uomini sono esseri razionali e quindi capaci di conciliare la libertà fra tutti. Addirittura disse che era il sovrano a doversi sottoporre ai sudditi, ad essere approvato e apprezzato, proprio per questo John Locke è considerato il padre della teoria liberale.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale caratteristica dell'assolutismo?
- Come cercarono i monarchi di rafforzare la loro autorità durante l'assolutismo?
- Quale ruolo ha avuto la borghesia nell'assolutismo?
- Qual è la differenza tra le visioni di Hobbes e Locke riguardo all'assolutismo?
L'assolutismo è un modello politico con potere totalmente centralizzato, privo di limiti o condizionamenti, che richiede un apparato di guardie reali e un esercito statale per mantenere l'ordine e reprimere le insurrezioni.
I monarchi cercarono di estendere la loro autorità eliminando vincoli e controlli, concentrando tutti i poteri pubblici su di sé e riducendo i diritti delle assemblee e l'indipendenza dei nobili, per ottenere stabilità interna e sviluppo economico.
La borghesia divenne uno strumento fondamentale per l'assolutismo, contribuendo alla creazione della burocrazia, in cambio di stipendio e opportunità di carriera, e permettendo al re di governare in modo uniforme le province.
Hobbes sosteneva che l'assolutismo fosse necessario per garantire la sicurezza, richiedendo agli uomini di cedere i loro diritti al re, mentre Locke credeva nei diritti inviolabili degli individui e che il sovrano dovesse essere approvato dai sudditi, ponendo le basi per la teoria liberale.