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Assiriologia

L’assiriologia è lo studio della cultura e della lingua ma anche della storia della civiltà assira attraverso le fonti scritte. Queste solitamente utilizzano la scrittura cuneiforme, i segni possono essere polifonici.

Lez. 1 – 27/09/21

Il nome di questa disciplina deriva dal fatto che i primi scavi dell’800 vennero effettuati nell’antica regione dell’Assiria, Iraq settentrionale, con la scoperta delle prime tavolette in cuneiforme la cui lingua venne attribuita agli Assiri per alcuni termini decifrati su di essi.

L’assiriologia è lo studio della lingua e della cultura in epoca prepersiana/classica nell’area mesopotamica. Il documento più recente in scrittura cuneiforme risale al I secolo d.C., mentre il più antico al 3300 a.C.

Tuttavia, continuando con gli scavi si è scoperto che questa scrittura è usata anche per altre lingue, come nel caso degli scavi di Babilonia, più a sud: la lingua in questo caso diventa assiro-babilonese. Si tratta, comunque, di due dialetti della stessa lingua, l’accadico. Questo è un termine generale per definire varie lingue di tipo semitico nell’antica Mesopotamia in questo arco cronologico.

Fino all’800 queste civiltà erano sconosciute e solo con la decifrazione dei documenti diretti si è scoperto molto. Alcuni accenni sono presenti nell’Antico Testamento e in fonti greche classiche come Erodoto.

Nella stessa area è attestato anche il sumerico, la lingua degli inventori del sistema cuneiforme. I Sumeri si insediano nella parte meridionale della Mesopotamia, trovando altre popolazioni su cui si installano.

La lingua sumera è la più antica mai pervenuta e si estingue alla fine del III millennio a.C. come lingua parlata ma convive con l’accadico per tutto l’arco del millennio, influenzandosi reciprocamente. Sopravvive per il suo prestigio culturale e soprattutto nel contesto religioso almeno fino ai primi secoli del I millennio a.C.

L’accadico ha una struttura linguistica simile ad altre lingue semitiche come ebraico, aramaico e siriaco. Una volta decifrata la scrittura e i valori dei segni, è stato relativamente facile riconoscere le stesse parole con forme diverse o le stesse strutture morfologiche o grammaticali.

Documenti scritti

Per quanto riguarda i documenti scritti, sono pervenuti testi di natura differente:

  • Economico-amministrativi per la gestione dello stato e dei templi oppure archivi privati di commercianti e delle loro attività;
  • Storici che forniscono informazioni su eventi di vario genere, come ad esempio le iscrizioni reali;
  • Letterari-mitologici;
  • Letteratura religiosa inni alle divinità e rituali;
  • Letteratura sapienziale ammaestramenti di tipo etico e comportamentale sotto forma di dialogo, spesso una divinità che impartisce una lezione ad un ipotetico allievo/ascoltatore umano. Un esempio è il poema sumerico “Le disposizioni dell’agricoltura” in cui il dio Ninurta fornisce una serie di istruzioni che riguardano la coltivazione dei campi. Abbiamo anche raccolte di proverbi e detti oppure racconti tipo favole;
  • Letteratura profana tra cui quella erotica;
  • Documenti giudiziari;
  • Letteratura di tipo tecnico-scientifico trattati o testi astronomici e matematici;
  • Testi di divinazione il metodo divinatorio per eccellenza era la lettura delle viscere e del fegato, di un animale sacrificato. Abbiamo anche testi con la spiegazione dei sogni.

Lez. 2 – 28/09/21

Le più antiche attestazioni dell’accadico risalgono al 2900 a.C. mentre le ultime al I secolo d.C. e, come tutte le lingue, si è evoluta nel corso del tempo. La fase classica dell’accadico è rappresentata dal paleobabilonese, la lingua utilizzata nel Codice di Hammurabi. A livello cronologico ci troviamo nella prima metà del secondo millennio a.C.

Cronologia

Periodo di Uruk tardo (3400-3100 a.C.)

In questo periodo compare per la prima volta la scrittura proto-cuneiforme.

La scrittura in origine non è cuneiforme, cioè con gli elementi compositivi dei vari segni a forma di cuneo e realizzati attraverso una canna con la parte terminale a sezione triangolare, ma pittografici. Significa che ogni segno raffigurava qualcosa tramite la riproduzione di un disegno molto lineare.

I testi più antichi sono di tipo economico-amministrativi, un prodotto della burocrazia che si è venuta a formare già in un’epoca così remota. Registrano attività economiche che riguardano istituzioni pubbliche come l’ingresso e la distribuzione di beni e servizi. L’invenzione della scrittura si colloca in un contesto più generale di grandi trasformazioni dal punto di vista organizzativo sociale, politico ed economico.

In questa fase abbiamo una vera e propria “rivoluzione urbana”, assistiamo per la prima volta alla creazione di una “città”. A Uruk, oggi Warka, abbiamo un enorme sviluppo demografico e all’improvviso diventa una sorta di megalopoli. Comincia a comparire un tipo di architettura monumentale, fatta di edifici pubblici e templi.

Ma abbiamo anche una nuova struttura organizzativa che comporta due cose:

  • Suddivisione del lavoro;
  • Stratificazione sociale.

In particolare, questo ha comportato una maggiore organizzazione nelle opere pubbliche e soprattutto nella costruzione di dighe, bacini e canali per le acque. Serviva dotarsi di strutture dirigenziali per mobilitare e far lavorare in un certo modo il resto della popolazione cittadina. Queste strutture idrauliche hanno reso possibile un tipo di agricoltura che fosse indipendente dal variare delle precipitazioni e quindi ottenere dei raccolti di grande rendimento.

In questo modo, solo una parte della popolazione doveva occuparsi dei terreni, mentre altri potevano specializzarsi in altre tipologie di lavoro: nello stesso periodo abbiamo anche l’introduzione del tornio che comporta una produzione maggiore di ceramica e l’introduzione di nuove tecniche per lavorare i metalli.

Ci sono quindi ripercussioni a livello sociale, con ruoli e professioni che diventano puramente dirigenziali: una struttura gerarchica che permette di gestire questo tipo di organizzazione. Per tenere in piedi questo sistema occorreva instaurare un meccanismo ridistributivo con istituzioni capaci di drenare le risorse economiche. Assistiamo al comparire per la prima volta nella storia di una società complessa e stratificata, in particolare attraverso i primi testi in cui sono presenti personaggi con varie funzioni di comando.

La scrittura diventa lo strumento per controllare questi processi: serve per tenere conto e per fare previsioni/stime sull’economia. Molti testi oggi conservati sono di questo tipo e riguardano sia l’agricoltura che l’allevamento.

Inoltre, accanto a questi, compaiono alcuni definiti “di scuola” o lessicali. Sono degli elenchi di segni/parole in cui si assiste ad un tentativo di codificare e categorizzare la realtà attraverso lo strumento della scrittura. Infatti, mettono insieme cose appartenenti alla stessa realtà come ad esempio liste di animali, piante, alimenti, città, toponimi, professioni. Questi testi diventano canonici, fissati e tramandati anche in epoche successive nelle scuole scribali.

Nel corso del tempo la scrittura si evolve e i segni cambiano da pittografici a cuneiformi, divenendo sempre più stilizzati e schematici. Da un certo punto non è più possibile capire la forma originaria da cui il segno è partito, tuttavia, con questi testi, riusciamo a tracciare l’evoluzione nel corso del tempo dei segni. In questo modo si è potuto facilmente correlare i segni di epoca più tarda con quelli arcaici e ciò ha permesso di riconoscere molti segni protocuneiformi.

La scrittura cuneiforme vede due ipotesi circa la sua invenzione:

  • Sumeri;
  • Popolazione preesistente ai Sumeri, questi sarebbero arrivati in un momento successivo al periodo Uruk tardo.

La questione non è chiara: quando la scrittura compare nel periodo più antico è di tipo logografico, cioè i segni che la compongono sono delle parole.

Questi è presente anche all’interno del pantheon. Molte divinità sumere probabilmente sono precedenti e vengono adottate quando si stanziano in Mesopotamia.

Inoltre, alcuni toponimi fanno riferimento a parole che non derivano dal sumero ma sembrano essere precedenti. Esisteva un sostrato linguistico anteriore ai parlanti di lingua sumerica.

Spesso sia la forma accadica che quella sumerica di alcuni termini hanno un comune progenitore ma derivano in modo separato. Ad esempio, molti nomi di città come Uruk/Unuk, Nippur/Nibru, Larsa/Ararma, Sippir/Zimbir rispettivamente accadico e sumero. In molti casi il nome non è etimologizzabile in nessuna delle due lingue.

Lez. 3 – 29/09/21

Periodo di Uruk tardo (3400-3100 a.C.)

La toponomastica che incontriamo anche prima del III millennio a.C. non è sumerica. Ciò ci fa supporre l’esistenza di una popolazione precedente che viene identificata come proto-eufratici.

Interessante è la menzione dei fiumi Tigri ed Eufrate in sumero e in accadico, tali per cui non sia possibile ipotizzare una derivazione del nome accadico dal sumero ma che si siano evoluti partendo da un’ulteriore lingua chiamata proto-eufratica di cui sono sopravvissuti pochi resti nella toponomastica:

  • Tigri Idigna/Idiglat;
  • Eufrate Buragun/Purattum.

Rispettivamente sono il termine in sumerico e in accadico. Le parole sono simili nella parte iniziale, l’origine linguistica è la medesima ma sono presenti degli adattamenti. Inoltre, il logogramma che rappresenta il nome del singolo fiume è lo stesso per entrambe le lingue.

Sumerico e accadico hanno convissuto assieme per molto tempo e si sono influenzate vicendevolmente. In particolare, si può osservare nel prestito linguistico almeno una costante, ovvero la corrispondenza delle sonore nel sumerico nelle sorde dell’accadico. È dovuto considerazione il fatto che non esistano nomi di persona sumerici nei testi più antichi che possediamo, anche se in realtà questo non è vero. Da sola questa ipotesi non consente di dirci che i Sumeri siano gli effettivi inventori della scrittura.

Ci sono degli elementi che possono far propendere che siano stati proprio i Sumeri. Uno di questi è la presenza nel protocuneiforme di un segno particolare:

Questo segno si riferisce alla parola “bilancia” con la rappresentazione dei due piatti. In sumerico si leggeva eren. La parola può far riferimento anche a un gruppo di persone/lavoratori. Il segno era usato per scrivere entrambe le parole. Nei testi protosumerici è utilizzato nel secondo senso. Il fatto di avere queste due parole omofone ci fa pensare che la lingua fosse già il sumerico. Occorre una lingua già formata per poter utilizzare un segno non nel suo significato più immediato.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/03 Assiriologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher confortimarialuisa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Assiriologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Marchesi Gianni.
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