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Arto superiore

L’arto superiore si divide in tre parti che in senso prossimodistale sono: spalla, braccio e avambraccio.

Spalla

Lo scheletro della spalla è formato dalla clavicola e dalla scapola che formano insieme la cintura pettorale, un elemento di collegamento tra scheletro assile e appendicolare.

Clavicola

La clavicola è un osso pari e simmetrico, ha una forma ad S e appare come un osso lungo, in realtà per la modalità di ossificazione e perché presenta una cavità midollare solo nel 30% dei casi è considerata un osso piatto.

Presenta un’estremità sternale o prossimale e un’estremità acromiale o distale; tra le due estremità è compreso il corpo.

Il corpo presenta una faccia superiore che lateralmente, estremità scapolare, presenta una rugosità che offre inserzione a:

  • Deltoide
  • Trapezio

La faccia inferiore, più complessa, presenta:

  • Lateralmente, tubercolo conoide e linea trapezoidea che nel loro insieme formano la tuberosità del legamento coracoclavicolare
  • Al centro il solco per il muscolo succlavio
  • Medialmente, impronta del legamento costoclavicolare

Presenta inoltre un margine anteriore e un margine posteriore.

L’estremità sternale termina con una faccia articolare di forma triangolare per l’articolazione con il manubrio dello sterno; l’estremità distale presenta una faccia articolare appiattita che si articola con l’acromion della scapola, pertanto prende anche il nome di estremità acromiale.

Scapola

La scapola è un osso piatto, pari e simmetrico posto sulla superficie dorsale del torace tra T3 e T7.

Ha una forma triangolare con apice inferiore, presenta una faccia interna o ventrale, una faccia esterna o dorsale, tre margini e tre angoli.

La faccia ventrale appare concava e la concavità è rappresentata dalla fossa sottoscapolare in cui origina il muscolo omonimo.

La faccia dorsale appare separata in 1/4 superiore e 3/4 inferiori da una struttura ad andamento trasversale che prende il nome di spina della scapola; la spina della scapola divide la superficie dorsale in fossa sopraspinata, corrisponde al quarto superiore, e in fossa infraspinata, corrisponde ai 3/4 inferiori, dalle quali originano rispettivamente il muscolo sopraspinato e il muscolo infraspinato.

La spina della scapola origina dal margine mediale e si dirige lateralmente fino a che non cambia direzione con l’angolo acromiale e si porta in avanti per terminare con un processo appiattito, l’acromion, sul cui margine mediale si trova la faccia articolare per la clavicola.

Il margine superiore della scapola presenta lateralmente l’incisura della scapola che forma nello scheletro articolato un foro; ancora più lateralmente all’incisura origina un ennesimo processo che si dirige in avanti e lateralmente e che prende il nome di processo coracoideo che offre inserzione ai muscoli:

  • Piccolo pettorale
  • Coracobrachiale
  • Bicipite brachiale, capo breve

Il margine mediale è appiattito e parallelo alla colonna vertebrale.

Il margine laterale è obliquo dall’alto verso il basso e medialmente; in alto termina con il tubercolo infraglenoideo che offre inserzione al capo lungo del tricipite brachiale.

L’angolo superiore della scapola, compreso tra margine superiore e laterale, è appuntito e offre inserzione al muscolo elevatore della scapola.

L’angolo laterale, compreso tra margine superiore e laterale, dà origine alla cavità glenoidea, una superficie ovalare e concava rivestita di cartilagine per l’articolazione con la testa dell’omero. Al di sopra della cavità glenoidea si trova il tubercolo sopraglenoideo che dà origine al capo lungo del bicipite brachiale.

L’angolo inferiore è arrotondato, compreso tra margine laterale e mediale e raggiunge la 7ª costa.

Braccio

Omero

È formato dall’omero, un osso lungo che si articola prossimalmente con la cavità glenoidea della scapola e distalmente con ulna e radio.

È costituito da una diafisi o corpo centrale e da due epifisi, una prossimale e una distale.

Il corpo ha forma cilindrica in alto e prismatico triangolare in basso; si presentano quindi una faccia anterolaterale, una faccia anteromediale e una faccia posteriore e 3 margini, laterale, mediale e anteriore.

La faccia anteromediale, quella che guarda verso il tronco, presenta in modo incostante il foro nutritizio in cui entrano le arterie che nutrono l’osso.

La faccia anterolaterale presenta nel suo terzo medio una tuberosità che prende il nome di tuberosità deltoidea per l’inserzione del muscolo deltoide.

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La faccia posteriore è percorsa da un solco diretto dall’alto verso il basso e obliquamente in senso mediolaterale dal solco del nervo radiale.

Il margine mediale percorre tutta la lunghezza dell’osso e in basso termina con la cresta sopraepicondiloidea mediale.

Il margine laterale è interrotto dal passaggio del solco del nervo radiale e in basso termina con la cresta sopraepicondiloidea laterale.

Il margine anteriore divide la faccia anterolaterale dalla faccia anteromediale e in basso si biforca delimitando la fossa coronoidea.

L’epifisi prossimale ha una forma semisferica; l’epifisi prossimale si continua con il corpo tramite il collo chirurgico. La testa vera coincide con la semisfera che è rivolta in alto e medialmente, ed essendo una superficie articolare è rivestita da cartilagine ialina; il limite della semisfera è detto collo anatomico.

A livello del collo anatomico si distinguono due tuberosità, una anteriore che prende il nome di tubercolo minore e una laterale che prende il nome di tubercolo maggiore; a separare i due tubercoli è presente una profonda doccia che prende il nome di solco intertubercolare o bicipitale perché al suo interno scorre il tendine del capo lungo del bicipite brachiale.

Il tubercolo minore dà inserzione al muscolo sottoscapolare mentre il tubercolo maggiore dà inserzione a:

  • Superiormente, muscolo sopraspinato
  • Al centro, muscolo infraspinato
  • Inferiormente, muscolo piccolo rotondo

Il solco bicipitale è delimitato dalle creste dei tubercoli minore e maggiore che formano rispettivamente i labbri mediale e laterale del solco.

L’epifisi distale è appiattita in senso ventrodorsale, quindi possiede una faccia anteriore e una posteriore; lateralmente e medialmente presenta due rilievi, gli epicondili laterale e mediale.

Tra i due epicondili si trova un’ampia superficie articolare formata da:

  • Medialmente, troclea omerale, ha la forma di una puleggia e si articola con l’ulna
  • Lateralmente, condilo omerale, rilievo emisferico che si articola con il radio

Anteriormente sopra al condilo è presente la fossa radiale che accoglie il capitello del radio durante la flessione dell’avambraccio mentre sopra la troclea si trova la fossa coronoidea per il processo coronoideo dell’ulna.

Posteriormente al di sopra della troclea si trova la fossa olecranica che accoglie l’olecrano dell’ulna durante l’estensione dell’avambraccio.

Sulla superficie dorsale dell’epicondilo mediale è visibile il solco del nervo ulnare.

Avambraccio

Radio

Il radio è un osso pari e simmetrico che insieme all’ulna forma lo scheletro dell’avambraccio dove occupa una posizione laterale; prossimalmente si articola con il condilo omerale e con l’ulna mentre distalmente con le ossa del carpo.

Il corpo è prismatico triangolare e presenta 3 facce, una anteriore, una posteriore e una laterale separate da 3 margini.

La faccia anteriore è detta anche volare; al centro è presente il foro nutritizio dell’osso, in alto la faccia diventa concava e al limite con l’estremità prossimale presenta la tuberosità del radio che dà inserzione al tendine del muscolo bicipite brachiale.

La faccia laterale è convessa e circa al centro presenta la tuberosità pronatoria per l’inserzione del muscolo pronatore rotondo.

La faccia posteriore è arrotondata superiormente e pianeggiante in basso.

Il margine anteriore è smusso così come il margine posteriore.

Il margine mediale è anche detto cresta interossea, è acuto e si biforca distalmente a delimitare l’incisura ulnare, una struttura triangolare ad apice superiore per l’articolazione distale con l’ulna.

L’estremità prossimale o capitello è di forma cilindrica; la sua faccia superiore presenta una faccetta articolare concava per l’articolazione con il condilo dell’omero dell’omero mentre il suo contorno prende il nome di circonferenza articolare che si articola con l’incisura radiale dell’ulna.

Al di sotto del capitello è presente un restringimento anulare che prende il nome di collo del radio e che separa corpo ed estremità prossimale.

L’estremità distale è più voluminosa di quella prossimale ed è appiattita in senso ventrodorsale; la superficie dell’estremità distale è rivestita da cartilagine perché si articola con il carpo e la faccia articolare è divisa in due faccette più piccole da una cresta sagittale; la porzione laterale è triangolare e si articola con l’osso scafoide del carpo mentre la porzione mediale è quadrangolare e si articola con l’osso semilunare sempre appartenente al carpo.

La faccia anteriore dell’estremità distale è liscia e concava, quella posteriore è rugosa per la presenza di solchi tendinei separati da creste i quali danno inserzione ai muscoli estensori dell’avambraccio; la cresta più sporgente va a formare il tubercolo dorsale.

La faccia mediale dell’estremità distale presenta l’incisura ulnare, data dalla biforcazione della cresta interossea; questa è rivestita da cartilagine e si articola con l’estremità distale dell’ulna. Il margine laterale continua in basso con una cresta detta soprastiloidea che termina con un processo appuntito che prende il nome di processo stiloideo del radio.

Ulna

È un osso lungo, pari e simmetrico. È posta sul lato mediale dell’avambraccio e oppostamente al radio ha l’estremità prossimale più voluminosa di quella distale; prossimalmente si articola con la troclea omerale e con la circonferenza articolare del radio, formando un ginglimo laterale o trocoide, distalmente si articola in modo indiretto con le ossa del carpo e con l’incisura ulnare del radio.

Il corpo è prismatico triangolare in alto e cilindrico in basso, al contrario dell’omero; si possono quindi distinguere 3 facce, una anteriore, una mediale e una posteriore e anche 3 margini.

La faccia anteriore si presenta incavata e nel suo terzo superiore presenta il foro nutritizio; al limite con l’estremità prossimale presenta la tuberosità dell’ulna per l’inserzione del muscolo brachiale.

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La faccia posteriore si presenta leggermente convessa e dall’alto in basso presenterà dei solchi per le inserzioni di muscoli dell’avambraccio.

La faccia mediale è piana e in basso prosegue nel processo stiloideo dell’ulna.

Il margine anteriore è arrotondato.

Il margine posteriore deriva in alto dall’olecrano, è molto netto e palpabile attraverso i tegumenti.

Il margine interosseo in alto si sdoppia a delimitare l’incisura radiale che si articola con la circonferenza articolare della testa del radio.

L’estremità prossimale è complessa, presenta un processo diretto indietro e in alto che prende il nome di olecrano il quale termina con una porzione appuntita che si porta in avanti; alla base dell’olecrano è presente un secondo processo più piccolo che si porta orizzontalmente verso l’avanti e prende il nome di processo coronoideo.

Tra i due processi è presente una superficie concava, rivestita da cartilagine ialina che prende il nome di incisura trocleare e che si articola con la troclea dell’omero; la cartilagine ricopre anche sull’incisura radiale determinata dallo sdoppiamento del margine mediale che si andrà ad articolare con la circonferenza articolare del radio.

L’estremità distale o testa dell’ulna è piccola e arrotondata, rivestita abbondantemente da cartilagine ialina che va a formare la circonferenza articolare che si articola con l’incisura ulnare del radio; la cartilagine riveste anche la superficie inferiore la quale, tramite un disco articolare, si articola con l’osso piramidale del carpo.

Come già accennato la faccia mediale a questo livello presenta un piccolo processo detto stiloideo che si apprezza alla palpazione sulla faccia mediale dell’avambraccio in posizione anatomica nei pressi del polso.

Scheletro della mano

Carpo

Il carpo è un complesso osseo formato da 8 ossa brevi che si articolano tra loro, con radio e ulna e con le ossa del metacarpo; nell’insieme il carpo ha la forma di una doccia con concavità ventrale, in posizione anatomica.

Le ossa del carpo possono essere suddivise in una fila prossimale formata in senso lateromediale da: scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme; e in una fila distale che in senso lateromediale è formata da: trapezio, trapezoide, capitato, uncinato.

Ad eccezione del pisiforme che è sferico e si appoggia sul ventre del piramidale, le altre ossa del carpo hanno forma a parallelepipedo nel quale si possono descrivere 6 facce; le facce anteriori e posteriori sono rugose perché danno inserzione a legamenti e muscoli, le altre facce sono lisce e sono ricoperte da cartilagine ialina perché si articolano tra loro; le facce laterali e mediali delle ossa poste sui margini del carpo sono sì lisce, ma non rivestite da cartilagine.

Il margine laterale del carpo nel suo insieme si solleva nei tubercoli dello scafoide e del trapezio; il margine mediale è sollevato dal pisiforme e dall’uncino dell’uncinato. Così si forma il solco del carpo che è trasformato in canale o tunnel del carpo dal retinacolo dei muscoli flessori.

Osso Forma F. dorsale F. ventrale F. mediale F. laterale F. prossimale F. distale
Scafoide Asse maggiore trasversale Presenta il tubercolo dello scafoide che dà inserzione ai legamenti collaterale radiale e trasverso del carpo Si articola con semilunare e capitato Liscia, non rivestita da cartilagine Si articola con il radio Si articola con trapezio e trapezoide -
Semilunare Ha la forma di una semiluna - Si articola con il piramidale Si articola con lo scafoide Si articola con il radio Si articola con il capitato -
Piramidale Asse maggiore trasversale Presenta una faccetta articolare per il pisiforme Si articola con il semilunare Si articola con l’ulna tramite un disco fibrocartilagineo Si articola con l’uncinato
Pisiforme Forma rotondeggiante - - - - - Si articola con la faccia ventrale del piramidale
Trapezio Presenta il tubercolo dell’osso trapezio che dà inserzione ai muscoli Si articola con il trapezoide Si articola con lo scafoide Si articola con il 1° metacarpale e con il 2° metacarpale
Trapezoide Si articola con il capitato Si articola con il trapezio Si articola con lo scafoide Si articola con il 2° metacarpale
Capitato È il più grande delle ossa del carpo; presenta un rilievo arrotondato che si interpone in alto tra scafoide e semilunare Si articola con l’uncinato Si articola con scafoide, trapezoide e 2° metacarpale Si articola con il semilunare Si articola con il 3° e 4° metacarpale
Uncinato Presenta un processo a forma di uncino Si articola con il piramidale Si articola con il capitato Si articola con il piramidale Si articola con 4° e 5° metacarpale

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Metacarpo

Il metacarpo è formato da 5 ossa lunghe; esse presentano un corpo, una base prossimale che si articola con le ossa della fila distale del carpo e una testa distale che si articola con le falangi prossimali delle dita.

Il corpo è di forma prismatico triangolare, pertanto presenta 3 facce, una dorsale, una laterale e una mediale e 3 margini, laterale, mediale e palmare.

Il corpo del primo metacarpale è appiattito e presenta una faccia palmare e una faccia dorsale.

La base delle ossa metacarpali ha la forma di una piramide quadrangolare; la faccia prossimale si articola con le ossa del carpo ed è rivestita da cartilagine così come le facce laterale e mediale che si articolano con le ossa metacarpali contigue.

La faccia prossimale della base del primo metacarpale è a forma di sella e si articola con il trapezio del carpo; la base del secondo metacarpale si articola con trapezio, trapezoide, capitato, e 3° metacarpale; la base del terzo metacarpale si articola con il capitato e sulla faccia dorsale presenta il processo stiloideo del terzo metacarpale — inserzione muscolare; la faccia prossimale del quarto metacarpale si articola con il capitato e con l’uncinato; la faccia prossimale del quinto metacarpale si articola con l’uncinato.

La testa delle ossa metacarpali è arrotondata e convessa, presenta inoltre una faccia articolare per le falangi prossimali.

Falangi

Le falangi formano lo scheletro delle dita e sono 3: prossimale, media, distale; l’eccezione è rappresentata dal dito pollice che presenta solo 2 falangi, prossimale e distale.

Le falangi hanno lunghezza decrescente in senso prossimodistale.

Sono ossa lunghe formate da un corpo, una base e una testa; nelle falangi distali la testa presenta una tuberosità che accoglie l’unghia.

Il corpo delle falangi è appiattito e presenta una faccia dorsale e una palmare separate da due margini.

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.gelli97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Soldani Paola.
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