Arte e politica a Roma
A Roma c’è uno stretto legame tra arte e politica! Arte: strumento per veicolare messaggi di propaganda che siano facilmente comprensibili (si preferisce la standardizzazione delle forme).
Riutilizzo in maniera più duttile e funzionale del repertorio artistico di base fornito dai Greci.
Monarchia etrusca: dal 616 al 509 a.C. Tarquini → opere pubbliche e infrastrutture (Cloaca Maxima e pavimentazione Foro).
Periodi della storia romana
- Periodo regio: 754-3 – 509 (→ cacciata di Tarquinio il Superbo).
- Periodo repubblicano: 509 – 396; 396 – 202; 202 – 31/27.
- Periodo imperiale: 27 – 395 (476).
Fondazione e sviluppo di Roma
Roma: fondata nel 754/3 a.C., Varrone, in un territorio già abitato dal IX secolo (Palatino e Campidoglio) → posizione strategica: rilievi collinari scoscesi, valli profonde e fiume con isola Tiberina.
È nata per: sincretismo di villaggi contigui. V. B. Bandinelli → a) è nata nell’area dell’isola Tiberina, vicino al fiume (mercati, villaggio), Foro Boario e Olitorio ai piedi del Campidoglio e Palatino. Riva destra Tevere = litorale etrusco e il pons sublicius legava insieme Roma all’Etruria (Roma fu all’inizio città di civiltà artistica greca ed etrusca).
Preciso atto di fondazione sul Palatino.
Età regia
Trasferimento a Roma di maestranze etrusche e nel V secolo trasferimento in Italia e a Roma di maestranze magno-greche.
Servio Tullio: divise la popolazione in 4:
- Collina: Quirinale + Viminale.
- Esquilina: Cispio, Oppio ed Esquilino.
- Suburana: Celio.
- Palatina: Palatino + area Foro (il Campidoglio è arx!).
Realizzò le prime mura in cappellaccio, lunghe 1 km di tufo friabile. Con lui Roma assume l’aspetto di una città!
Valle del Velabro
Valle del Velabro: zona di scambio commerciale e culturale in corrispondenza dell’ansa del Tevere:
- Foro Olitorio: mercato ortaggi.
- Foro Boario: mercato buoi.
- Santuari di Eracle (Ara Maxima), e Fortuna e Mater Matuta (S. Omobono).
Aedes di Fortuna e Mater Matuta, 580 a.C.: pianta quadrata, vestibolo distilo in antis (nel IV secolo saranno 4 colonne e in pietra!) + terrecotte rivestono il gheison centrale e 2 sime laterali + 2 figure in terracotta (acroterio centrale o gruppo votivo).
Tempio ad alae.
Trovato nelle vicinanze deposito votivo: ceramica corinzia, laconica, bucchero etrusco, manufatti in ambra.
Foro Romano
Foro Romano: VI-VII secolo aveva una propria fisionomia:
- Polo religioso → reggia + santuario di Vesta.
- Polo politico: comitium + curia.
Area con pavimentazione in lastre di pietra nera (lapis niger) con sotto tempio a pianta greca, colonna e cippo (570 circa) con deposito votivo (tomba di Romolo?).
Campidoglio e tempio di Iuppiter Maximus
Campidoglio: arce della città, che per naturale configurazione si presta ad assumere il ruolo di agorà. Ha 2 alture tra cui vi è l’asilium, una depressione:
- L’Arx (Ara Coeli).
- Capitolium.
Tempio di Iuppiter Maximus: davanti a questo si concludeva la processione del trionfo.
Iniziato da Tarquinio Prisco che fa fare la statua di culto da Vulca, sarà finito con il Superbo e inaugurato nel 509! Distrutto nell’83 da un incendio, riedificato da Lutazio Catulo e risistemato anche in età sillana (importa le colonne corinzie del tempio di Zeus a Olimpia) e imperiale.
Cappellaccio + pars antica (pronao) metà della lunghezza totale e pars postica (3 celle).
Periptero sine postico (2 file di colonne ai lati).
Tempio tuscanico.
Capitolium di Cosa: 3 celle, mura prolungate, tetto con 2 spioventi aggettanti, frontone aperto che lascia vedere le travi le cui facce sono decorate in terracotta.
Lastre fittili in terracotta (lapis niger): di rivestimento architettonico, felini e minotauri, 580/70 a.C.
Lastre tipo Veio-Roma-Velletri, 540/30 a.C.: tematiche che si riallacciano a riti religiosi (processioni, corse o banchetti) in stile ionico internazionale.
Santuari e sepolture
Santuario delle 13 are: da metà VI a metà III.
Allineate 13 are ad ante + deposito votivo con ceramiche, bronzetti.
Afrodite etrusca (cfr. forme greche) + laminetta con i Dioscuri (mito che arriverà a Roma nel V secolo) → dedicato ad Afrodite, Penati o Enea?
Tomba a tumulo: metà VII secolo. Fossa nel terreno con sepoltura maschile, poi costruito un tempietto con naos. Nel IV secolo reinterpretato come Heroon di Enea.
Età repubblicana
Prima età: 509 - 396
Tempio dei Dioscuri: 494 a.C., votato dai generali vittoriosi contro i Latini nella battaglia del Lago Regillo. Tempio tuscanico + pars antica con 3 file di 4 colonne + podio in cappellaccio.
Terrecotte: di tipologia di Cuma figurate con teste di satiri o Iunus hospita o Iunus con orecchie di capra.
Aulo Postumio Albino fa costruire un altro tempio sull’Aventino di Cerere, Libera e Libero, di cui restano decorazioni in terracotta di Damofilos e Gorgasos (coroplasti greci).
Torso fittile dall’Esquilino: alta qualità dell’impasto, combattente con corazza ferito alla mammella (un gruppo acroteriale o a tutto tondo?) + forte policromia.
V secolo: crisi del mondo etrusco e avvicinamento di Roma alla Magna Grecia (cfr. dedica del tempio di Apollo Medico nel 431 dopo la pestilenza).
Testa greca dal Foro Romano: in marmo, importata dalla Magna Grecia. Stile severo.
Lupa Capitolina:
Documentata già nel IX secolo d.C. come simbolo di giustizia, Sisto IV la donerà al popolo trasferendola sull’Esquilino e aggiunge i gemelli.
Analisi del bronzo: opera medievale.
Lupa minacciosa con forme stilizzate (costole, cfr. riccioli a lumachella e pelame a fiammella, leoni di Delo), 470 circa.
Testa di Ariccia: 480-75 a.C. (Diana aricina-statua di culto?), riccioli a chiocciolina, sorriso arcaico, cfr. kuroi del 510/90.
Tomba del guerriero di Lanuvio: 480, a inumazione con il corpo rivestito di corazza, simile a Kleobis e Biton (virtus in battaglia e nell’atletica → disco con strigile), occhoi apotropaici, Exekias.
Media età: 396 – 202
396: conquista di Veio.
390: invasione dei Galli che distruggono Roma → mancata occasione per dare a Roma una urbanistica pianificata.
Tra IV e III secolo espansione coloniale in Italia → formazione di un ager publicus. L’erario si alimenta dei proventi dell’affitto dell’agro pubblico.
L’attività edilizia = fenomeno di concorrenza fra le gentes romane.
Mura in tufo di Grotta Oscura: lunghe 11 km, h 10 m e larghe 4, in opus quadratum (blocchi quadrati in filari alterni di testa e taglio).
Via Appia: nel 312 dal censore A. Claudio Cieco, da Roma a Capua, + 1° acquedotto.
Gaio Moenio: ricostruisce comitii e le taberne nel Foro (no macellai, solo cambiavalute) + crea balconata per far vedere i ludi al popolo e il Senato gli innalza nella piazza una colonna con la sua quadriga bronzea sopra (v. monete) per aver vinto la battaglia navale di Anzio nel 338 a.C.
Bruto Capitolino: testa montata su busto moderno → la torsione muscolare fa capire che era parte di una statua intera. Volto magro, bocca tagliente, barba corta, serietà → intorno al 300 arrivano a Roma i primi barbieri (barba corta) → datata tra fine IV e inizio III secolo.
Rispetto al Demostene (copia di originale 290-80) e al Teofrasto (copia di 310) ha forme più geometrizzate → le 2 teste greche sono più naturalistiche.
Ritratto da S. Giovanni Lipioni: bronzea = Bruto, capelli aderenti, sopracciglia a cordone + barba picchiettata. Confronta con:
- Testa da Fiesole.
- Testa di giovane in terracotta: no ritratto ma caratterizzato fisiognomicamente.
- Busto femminile: da Cerveteri, lineamenti nobili.
- Busto maschile da Faleri.
Teste isolate: dedicate come surrogato di una statua intera da committenza di basso livello (v. retro liscio) → volti generici + riflesso di Alessandro Magno.
Statue fittili da Lavinium: votive! Dal santuario di Minerva Tritonia.
- Sinistra → Minerva armata, stile severo V secolo → pieghe decorative, scudo con serpente su tritone.
- Centro → Minerva più naturalistica (II secolo).
- Destra → offerente, semplificazione anatomica vs decorativismo dei gioielli.
Messaggio sociale: donne ricche, nobili!
Terrecotte di Ariccia: da un deposito votivo: Cerere → donna matura con forme opulente e Libera → giovinetta con forme acerbe (i gioielli e la testa di Medusa sul bracciolo = ceramiche apule).
Sculture frontonali in terracotta: busto di Apollo dal tempio di Scasato a Faleri (decorazione per testate delle travi) + frammenti della decorazione frontale di un tempio su Palatino.
Testa Fortnum: dall’Esquilino, statua funeraria o decorazione di tempio = Alessandro Rondanini (capelli e pittoricismo viso).
Arule fittili: altarini trasportabili come corredi funerari. 30 cm, decorata solo parte anteriore.
Cista Ficoroni: recipiente cilindrico nella necropoli di Preneste, fatta di rame con decorazione ad incisione. Dono di una madre per la figlia + iscrizione in latino “Novios Plautios mi ha fatto a Roma”. (3 statuette, 2 satiri e 1 Bacco + al centro scena degli Argonauti + piedi fusi con applicazioni), fine IV.
Pocola: souvenirs ritrovati nelle tombe: vasetti/piatti standardizzati rivestiti di vernice nera con decorazione sovradipinta + piatto con elefante (Pirro nel 28 a.C.).
Trionfo e sepolcri
Trionfo: cerimonia canonizzata tra IV e III secolo, espressione massima della gloria degli imperatores + intento didascalico (pitture trionfali all’origine del rilievo storico).
Dal Campo Marzio (fuori dal Pomerio, dentro no armi) → Circo Flaminio → piedi → Campidoglio → Foro → Circo Massimo (attraverso Via Sacra) → sul Campidoglio fino al tempio di Giove Capitolino! Generale vincitore vestito della toga picta (porpora e bordi d’oro).
Sepolcro degli Scipioni: grandiosa tomba scavata nella roccia, ritrovata sulla Via Appia, conteneva il sarcofago del capostipite:
Sarcofago di L. C. Scipione Barbato: a forma di altare (peperino), fregio dorico + dentelli ionici + coperchio ionico, iscrizione postuma e in metrica. (Cfr. altare di Giove di Ierone di Siracusa).
Ipotesi per la facciata: piana con semicolonne (pitture laterali), 3 nicchie con statue dell’Africano, Asiatico e Ennio.
Ritrovato solo podio con 5 strati di intonaco (pittura rinnovata ogni volta che moriva uno) → scena di trionfo.
Necropoli esquilina → Tomba dei Fabi: frammento di pittura esterna (≠ tomba Vergina e mondo etrusco, pitture all’interno) su più registri. Guerriero armato con elmo, schinieri e schinapulo → Marco Fannio + togato → Quinto Fabio Rulliano. È la tomba del soldato romano M. Fannio (non il capo sannita sconfitto dai Romani – tomba troppo piccola!) che riceve l’asta pura da Q. Fabio, per aver ucciso un nemico. Esempio di narrazione continuata (autocelebrazione alla collettività).
Tomba Arieti: pittura da interno a fondo bianco su cui si stagliano figure approssimative contornate di nero (scena battaglia + processione).
Pittura a macchia: figure costruite col colore + profondità spaziale + proporzioni gerarchiche.
Necropoli a connotazione plebea eccetto queste 2 tombe a camera rettangolari.
Tardo-repubblicana: 202 – 27 a.C.
Ellenizzazione → conseguenza dell’espansione coloniale romana → importazione opere greche attraverso vari trionfi (212 conquista di Siracusa di Marcello + 168 trionfo di L. E. Paolo su Midna) → Luxuria Asiatica.
Divisione fra filoellenici e conservatori. Roma dai Greci era vista come una città barbara.
Si avvia un’imponente politica edilizia (censori, edifici pubblici) + inurbazione.
Regolarizzazione del Foro e specializzazione delle funzioni dei suoi ambienti.
Porticus Aemilia: 179 a.C., magazzino per derrate alimentari a 50 navate con copertura a botte in opus cementicium: conglomerato di malta e pietrisco che necessita di rivestimento esterno.
Porticus Metelli: 146-43 a.C., di Q. Cecilio Metello Macedonico. Area sacra quadrangolare circondata da portici, rifatta in età imperiale. All’interno Tempio di Giunone Regina, inaugurato da Lepido nel 179, e di Giove Statore di Ermodoro di Salamina, in marmo periptero + frontalizzazione, esterno in pentelico + al centro gruppo statuario di Lisippo con Alessandro e 24 soldati a cavallo (assimilazione). Le statue di culto realizzate dai figli di Timarchides, Polycles e Dionysios.
Tempio di Marte?: sotto la chiesa di S. Salvatore trovate 6 colonne ioniche di un tempio periptero su crepidoma (forse del tempio di Nettuno in Circo eretto da Enobarbo).
Le fonti: Giunio Bruto Callaico avrebbe innalzato un tempio votato a Marte nel 138, di Ermodoro, + statua colossale del dio seduto con Afrodite di Skopas minore.
Ares Ludovisi: trovata nelle vicinanze nel 1600, restaurata dal Bernini. Non può essere l’originale di Skopas minore, perché Plinio la cita come colossale, quindi è una copia.
Tempio di Ercole Olivarius: 120-110 (Tempio di Vesta), è dedicato da un commerciante di Tivoli, una tholos greca con peristasi di 20 colonne corinzie (capitelli asiatici) su crepidoma. Nel Foro Boario.
Tempio del dio Portunus: 140-30 (o Fortuna Virile - Foro Boario), compromesso di forme greche (prostilo tetrastilo ionico) e italiche (alto podio, frontalità), pseudo-periptero (semicolonne).
Foro di Pompei: piazza rettangolare con colonnati. Su un lato corto un tempio alla Triade Capitolina. Sull’altro 3 edifici absidati con funzione amministrativa.
Foro di Brescia: tripartito con sui lati brevi (incrocio del cardo e decumano – tipico dei municipi) tempio e basilica.
Basilica di Fano: a tipo chiuso.
Basilica di Pompei: “ ”.
Santuari di Giunone a Gabii: il più antico è del 150 a.C., architettura scenografica, tradizione ellenistica, terrazze su rilievi naturali, assialità, simmetria. Periptero sine postico + 4 cavità per alberi, in opus quadratum, cfr. bosco sacro.
Santuario della Fortuna Primigenia a Preneste, 110-100 a.C.: su più terrazze, scalinata assiale, reinterpreta il modello della città alta di Pergamo secondo i principi di assialità e simmetria:
- 1° terrazza: muro di fondo con portico e colonne i cui ambienti retrostanti sono coperti con volte a botte.
- 2° terrazza: portico con 2 navate su 3 lati.
- Cavea semicircolare con gradini e portico + edificio di culto a tholos (colonne rivestite di stucco e capitelli ionici).
Santuario Ercole a Tivoli: I a.C., ultimato da Augusto. Terrazza su sostruzioni + tempio octastilo su alto podio, dietro porticus triplex su 2 piani + cavea semicircolare.
Domus del labirinto (Pompei): ha 2 atri tuscanico e tetrastilo + oecus con colonnato.
Casa del Fauno: casa principesca di Pompei di stampo ellenistico ampliata con l’enorme peristilio nel II a.C., dove vi era il mosaico di Alessandro (esedra) + 2° ampliamento per un totale di 3000 m di domus! + pavimenti in opus sectile geometrico + impluvium decorativo.
Testa di Iunos Regina: di Dionysios, acrolito di, cfr. Apollo Citaredo di Timarchides e Prassitele. 74 cm, scavata sul retro per non appesantire il corpo ligneo.
Testa colossale di Ercole: di Polycles, in acrolito con testa di marmo (alle pendici Campidoglio), insulare con tagli, modelli del tardo classicismo reinterpretati con più colorismo.
Area sacra di largo Argentina: più importante complesso sacro:
- Tempio C: il più antico, periptero sine postico esastilo su alto podio.
- Tempio A: piccolo in antis, tempio di Giuturna?
- Tempio D: grande cella rettangolare con pronao esastilo, dedicato nel 179 da Emilio Lepido ai Lari Permarini.
- Tempio B: il più tardo, a forma di tholos greca su podio, dedicato da Q. Lutazio Catulo nel 101 per la Fortuna huiusce diei.
Monumento a Emilio Paolo: a Delfi, committenza romana e ambientazione greca. In seguito al trionfo del 168, usa la base del donario di Perseo e sostituisce la colonna con pilastro con fregio della battaglia di Pidna (+ statua equestre, cavallo imbizzarrito, carattere classicista).
Ofellius Ferus a Delos: di Dyonisios e Timarchides II, nel 110 a.C. → ricco commerciante nudo in posa erotizzante, modelli IV secolo tardo-classicisti.
Testa nel santuario della Fortuna Primigenia a Preneste: colossale seduta allattante Giove e Giunone (trovata nel pozzo di un giardino).
Testa della Fortuna huiusce diei: = al Kairos (8 m, acrolito seduta, retro testa, braccio, piede scavato), v. classicismo di V secolo, maiestas fredda, tensione muscoli facciali e contorni definiti.
Ercole: statua di culto bronzea dorata (dal Tempio di Ercole Vincitore, in S. M. in Cosmedin), modelli lisippei per proporzioni e ponderazione → Ercole alla fine delle fatiche (clava e pomi).
Frontone da via di S. Gregorio: decorazione in terracotta di scena del sacrificio mitico di Romolo dopo la fondazione della città. Togato che fa sacrificio + Marte + 2 dee (proporzioni ellenistiche) + 2 acroteri di donna ed Eracle contro mostro marino.
Sculture in peperino da S. Lorenzo: ma rifinite in marmo. Testa all’indietro, patetismo skopadeo e pergameno!
Ritrattistica di II secolo
Ritrattistica di II secolo → tendenza all’eroizzazione dei ritratti e assimilazione ai dinasti greci. Caratterizzazioni fisionomiche, anche di pelli cadenti, ma sempre torsione e sguardo eroici (eroicismo patetico!).
Moneta di Tolomeo I: fisionomia fedele + eroizzazione (sguardo, fronte contratta, diadema + benda).
Moneta di T. Quinzio Flaminio: fisionomia individuale (naso) + eroizzazione. Ma no diadema.
Principe delle Terme: bronzo trovato in una domus (spazio privato che giustifica la nudità per un’opera eclettica → ponderazione policletea, più massiccia, + gestualità lisippea, sinistra alzata = romano, l’Alessandro con la lancia; la destra dietro = Ercole Farnese). Testa ritratto di uomo maturo (T. Q. Flaminio o Attalo II?), data: 170-150 a.C.
Pseudo-atleta da Delos: fine II secolo, manifesto della statuaria iconica romana: corpo perfetto, proporzioni classiche + testa ritratto squadrata con orecchie a sventola (ricco mercante come un atleta).
Statua femminile da Preneste: matrona o sacerdotessa con corpo classico-ellenistico.
Periodo sillano
Nell’83: incendio colpisce il centro di Roma e il Campidoglio: si ricostruisce il Tempio di Giove Capitolino con planimetria analoga + colonne corinzie ateniesi + nuova statua di culto.
Tabularium: 78 di Q. Lutazio Catulo per tenere archivi di Stato.
Planimetria irregolare tra valle (1° piano: teatro motif → arcata incorniciata in un asilium e
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