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Concetti Chiave

  • Il primo motore immobile, secondo Aristotele, è una sostanza eterna e immateriale, priva di parti e collocata presso la sfera delle stelle fisse.
  • Nella Metafisica, Aristotele approfondisce come il motore immobile impartisca movimento, enfatizzando la sua natura come sostanza priva di movimento.
  • Il motore immobile è concepito come atto puro, in contrasto con ciò che è in potenza, e quindi non può essere soggetto a cambiamento.
  • Il primo motore immobile è descritto come vita e coincide con il divino, rappresentando una sostanza che è atto senza potenza.
  • Le proprietà del primo motore immobile sono tra le più importanti nella Metafisica di Aristotele, evidenziando la sua funzione come causa motrice eterna.

Che cos'è il primo motore immobile?

Nella Fisica, Aristotele si limita a postulare la necessità di un primo motore immobile eterno, enunciandone molto sommariamente le proprietà: privo di parti e di estensione, esso sarebbe collocato presso la sfera delle stelle fisse, cui impartirebbe il movimento come causa motrice.

Concezione metafisica del motore

Del primo motore immobile Aristotele si occupa però anche nella Metafisica. Ciò che contraddistingue l'esposizione della Metafisica è, da un lato, una differente concezione del modo in cui il motore immobile impartisce il movimento ai cieli, dall'altro, lo sforzo compiuto da Aristotele per approfondire le proprietà fondamentali del motore immobile o sostanza immobile. Questa ricerca, che riguarda una sostanza non fisica (è infatti priva di movimento), corrisponde alla parte teologica della filosofia prima aristotelica.

Proprietà del motore immobile

Al secondo aspetto, cioè alle proprietà del primo motore immobile, Aristotele dedica alcune delle pagine più note e solenni della Metafisica. Il primo motore immobile vi è concepito come sostanza immateriale, quindi come pura forma senza materia, e come atto. Infatti, argomenta il filosofo, ciò che è in potenza potrebbe anche non passare all'atto; il movimento, invece, è eternamente in atto, e dunque la sua causa, il primo motore immobile, non può che essere in atto.

Il motore immobile eterno non può però neppure essere atto di una potenza, come l'uomo adulto è atto del bambino: in quanto tale, infatti, potrebbe anche non attuarsi, non essere in atto. Deve perciò essere una sostanza che sia atto senza potenza, dunque atto puro. Così caratterizzato, come puro atto e anche come vita, il primo motore immobile viene a coincidere con il divino, con dio.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione del primo motore immobile secondo Aristotele?
  2. Il primo motore immobile è descritto da Aristotele come un'entità eterna, priva di parti e di estensione, situata presso la sfera delle stelle fisse, che impartisce movimento come causa motrice.

  3. In che modo Aristotele approfondisce il concetto di motore immobile nella sua Metafisica?
  4. Nella Metafisica, Aristotele esplora le proprietà fondamentali del primo motore immobile, considerandolo come sostanza immateriale e pura forma senza materia, e distingue il modo in cui esso impartisce movimento ai cieli.

  5. Quali sono le caratteristiche essenziali del primo motore immobile secondo Aristotele?
  6. Aristotele definisce il primo motore immobile come atto puro, privo di potenza, e lo identifica con il divino, sottolineando che esso è eternamente in atto e non può essere soggetto a potenzialità.

Domande e risposte

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