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Concetti Chiave

  • Aristotele identifica il movimento delle stelle fisse come causato da una sfera di etere, sottolineando che ogni movimento è provocato da un altro ente.
  • Il motore immobile è eterno e immutabile, rappresentando la causa fondamentale del movimento dell'universo, essendo atto puro e privo di materia.
  • Il motore immobile non si muove, ma esercita un'attrazione attraverso l'amore, motivando il movimento delle sfere celesti verso la perfezione.
  • Le sfere delle stelle fisse cercano di imitare l'immobilità del motore immobile attraverso un moto circolare, che è il più vicino alla fissità.
  • Il motore immobile non crea il mondo, ma garantisce l'ordine e la regolarità dei movimenti cosmici e naturali.

Il movimento delle stelle fisse

Aristotele arriva ad individuare il primo movimento del cielo come quello della sfera delle stelle fisse, perché immagina che le stelle siano incastonate su una sfera di etere. Occorre ricordare che il principio aristotelico fondamentale consiste nel fatto che tutto ciò che si muove è mosso da altri, non si muove da solo. Per cui è fondamentale individuare la causa del movimento della sfera delle stelle fisse da cui dipendono tutti i movimenti del cosmo e anche i movimenti del mondo sublunare, perché vede un’interrelazione nell’universo, un’interferenza tra gli strati, sia della terra sia fra quelli celesti, infatti, anche il mondo astrale esercita una qualche influenza sui processi fisici di quello sublunare. Aristotele individua come causa del moto del cielo e delle stelle fisse l’essere del motore immobile.

Il motore immobile

Questo è eterno, perché il mondo è eterno ed eterno è anche il movimento, quindi la causa del movimento non può che essere eterna, ma di un’eternità fuori dal tempo perché immobile. È immobile, infatti, perché se si muovesse bisognerebbe trovare un ulteriore motore, secondo il principio aristotelico già spiegato. Inoltre è immateriale, perché se avesse materia si dovrebbe muovere. Poiché il divenire naturale, cioè il passaggio dalla potenza all’atto, necessita di un principio eternamente in atto, quindi sottratto al divenire stesso, il motore immobile è atto puro e non potenza, pura forma e non materia: deve essere perennemente in atto perché non può mancare di nulla, è l’insieme delle forme della realtà perché se mancasse di qualcuna di esse sarebbe in potenza di ciò che gli manca.

L'amore come forza motrice

È pensiero che pensa se stesso. Muove in quanto è oggetto di amore da parte del cielo, l’unico modo in cui può muovere senza risultare mosso è infatti per attrazione prodotta dall’amore: se desidero qualcosa mi muovo verso l’oggetto del desiderio senza che questo si muova. Quindi muove in quanto amato dalle sfere delle stelle fisse che muove, e poiché l’amore è identificato con il desiderio di imitare la perfezione che in questo caso è l’immobilità, le sfere astrali, non potendo restare immobili perché formate dall’etere, si avvicinano a questa condizione con il moto circolare che è quello più vicino alla fissità. In conclusione il motore immobile è causa motrice e finale del movimento dell’universo e dell’intera natura. Questa divinità aristotelica non crea il mondo, ma si limita ad assicurarne l’ordine e la regolarità dei movimenti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principio fondamentale del movimento secondo Aristotele?
  2. Aristotele sostiene che tutto ciò che si muove è mosso da altri, non si muove da solo, e identifica la causa del movimento della sfera delle stelle fisse come il motore immobile, che è eterno e immateriale.

  3. Che ruolo ha il motore immobile nel pensiero aristotelico?
  4. Il motore immobile è considerato atto puro e causa del movimento eterno del cielo e delle stelle fisse, essendo l'insieme delle forme della realtà e sottratto al divenire stesso.

  5. Come si manifesta l'amore nel movimento delle sfere celesti?
  6. L'amore è visto come la forza motrice che attrae le sfere delle stelle fisse verso il motore immobile, permettendo loro di muoversi senza essere mosse, attraverso un moto circolare che simula la fissità.

  7. Qual è la funzione della divinità aristotelica nel cosmo?
  8. La divinità aristotelica non crea il mondo, ma garantisce l'ordine e la regolarità dei movimenti dell'universo, fungendo da causa motrice e finale del movimento della natura.

Domande e risposte

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