Lez 9 – 20/02/2020
Classificazione: Beazley 1885-1970
È stato il più eminente studioso di ceramica attica figurata del XX sec. Con il termine connoisseurship si indica negli studi specialistici l’attribuzione delle opere ad un singolo artista. Nei primi decenni del secolo Beazley fece circa 1500 disegni di raffigurazioni su esemplari attici. Attraverso questi e un attento studio comparativo degli esemplari, egli fu in grado di identificare migliaia di ceramografi e numerosi ceramisti attici. Solo di una quarantina di questi conosciamo il nome attraverso le firme (fine VI-inizi V sec a.C.).
Applica il suo metodo di analisi stilistica sulla produzione attica. È stato il primo a stabilire un metodo di studio e attribuzione, anche se prima di lui altri studiosi avevano iniziato a dare una classificazione per raggruppare i vasi per stile e per le firme dei ceramografi. Il metodo di Beazley prescinde dalle firme e utilizza i disegni, che riprende dal modello di Morelli (classificazione di opere moderne/rinascimentali attraverso analisi dettagliata degli elementi). Utilizza diversi tratti nei suoi disegni: quelli più spessi indicano la linea a rilievo.
La produzione figurata della ceramica attica si prestava a questa tipologia di analisi per riconoscere i diversi autori. Una volta stabilite le principali caratteristiche di un ceramografo, si può associare il nome. Non sempre il ceramista è anche ceramografo. All’inizio si concentra su grandi pittori (Pittore di Berlino/Kleophrades). A lui non interessava il nome del pittore, ma stile e personalità dell’autore. Considera anche la forma dei vasi utile per il riconoscimento di una determinata bottega. Nel disegno non guardava solo alla figura principale ma al sistema delle immagini in generale e alla loro disposizione.
Lez 10 – 03/03/2020
Procedendo con l’analisi dei disegni di Beazley, i primi sono molto simili a quelli di Karl Reichhold (fine XIX, grande interesse per la ceramica figurata). In un articolo del 1922 di Beazley analizza l’anfora del Pittore di Berlino che da spunto per parlare dello stile di questo pittore e gli permette di spiegare qual è il suo sistema di attribuzione. Non solo disegno ma anche un sistema di forme. Questo comprende le linee del corpo, i pieni e i vuoti, gli elementi di contorno. Beazley non ha mai spiegato il suo metodo di lavoro, ma ne ha parlato nei suoi articoli e questo è un aspetto della sua ricerca.
La comparazione dei diversi disegni permette di determinare la mano di uno stesso pittore. Per lo studio e l’attribuzione dei vasi è utile guardare i lati secondari, realizzati in modo meno originale e distintivo, probabilmente anche da collaboratori del maestro di bottega. Altri elementi utili per il riconoscimento della mano del pittore sono l’uso del chiaroscuro, la vernice diluita, i particolari anatomici. Questi vengono realizzati in modo quasi automatico dal ceramografo.
Il metodo Beazley riprende da quello di Morelli che proponeva di riconoscere lo stile dai particolari di un’opera, come il trattamento delle vesti e i dettagli anatomici, considerati peculiari di ciascun artista. Alla base vi è la scoperta che ogni artista disegna inconsapevolmente alcuni particolari (specialmente anatomici) e l’analisi di questi rivela l’identità di un artista. Tramite i particolari anatomici è possibile raggruppare vari vasi per lo stesso autore (orecchie, naso, piedi sono gli elementi maggiormente utilizzati).
Non usava disegni ma fotografie e si basava sull’osservazione diretta degli esemplari e sui suoi disegni. Inoltre non partiva mai dalle firme per riconoscere la mano di un artista. Le firme sono apposte da alcuni ceramografi e ceramisti. Per individuare quelli anonimi Beazley e altri studiosi successivi hanno utilizzato nomi convenzionali, partendo da diversi elementi come il luogo di conservazione di un vaso, caratteristiche stilistiche, nome di un personaggio acclamato (kalos) presente sui vasi, soggetto prediletto.
Cataloghi
- Attic Black-Figure Vase Painters, Oxford 1956
- Attic Red-Figure Vase Painters, Oxford 1963
- Paralipomena: additions to Attic black-figure vase-painters and to Attic red-figure vase painters, Oxford 1971
- T.H. Carpenter, Th Mannack, M. Mendoca. Beazley Addenda: additional reference to ABV, ARV2 & Paralipomena, Oxford 1989
- www.beazley.ox.ac.uk/index.htm
- Corpus Vasorum Antiquorum. È una raccolta di vasi antichi, produzioni greche ed etrusche, con diverse collezioni. Sono volumi suddivisi per paese e luogo di conservazione. Sono presenti immagini con dati ben precisi presi dalle schede (tavole/parte scritta). www.cvaonline.org/cva/projectpages/cva1.htm
Gli studi sulla ceramica greca negli ultimi decenni
Dopo la morte di Beazley, lo studio della ceramica greca si è sviluppato moltissimo perché è stato per alcuni anni monopolizzato dalla polemica tra i sostenitori di Beazley e quelli di Portieux. Tra il 1970 e il 1990 sono state realizzate moltissime mostre, congressi, studi dedicati alla ceramica greca. Dopo la morte di Beazley abbiamo nuovi approcci di studio:
- Stilistico: applicato a singoli pittori vascolari. Nuovi cataloghi e studi monografici su di essi. Stesso approccio per la ceramica figurata di altra produzione.
- Studi iconografici: immagine e mito (LIMC, dizionario dei miti catalogati attraverso le raffigurazioni). La ceramica greca è un campo di indagine interessante in questo senso. Altri elementi sono i collegamenti tra immagine e teatro con molteplici rappresentazioni di scene/opere.
La ceramologia si configura come campo di ricerca autonomo. Sono stati organizzati colloqui su singoli aspetti: tecnica; ateliers; diffusione e commercio; problemi tipologici (forme); aspetti iconografici.
Lez 11 – 04/03/2020
Dopo il 1990: le nuove tendenze
John H. Oakley, State of the Discipline. Greek Vase Painting, AJA 113, 2009, pp. 599-627. L’articolo presenta gli sviluppi nel campo di studi sulla ceramica figurata nel corso degli ultimi anni (dal 1996). Inizialmente vi è una lista di diversi tipi di pubblicazioni e campi di indagine in una cornice storica; successivamente prende in considerazione lo stato degli studi nelle diverse sottoaree di ricerca. La parte finale è dedicata al commento sui metodi di indagine più recenti, alle direzioni in cui sta andando la ricerca e ad alcune delle maggiori problematiche al centro del dibattito scientifico.
Storia degli studi
Oakley fa un richiamo al periodo iniziale, nascita della disciplina intorno al XVIII sec. in cui vengono affrontati i primi studi sulla ceramica vascolare greca. Si parla di un campo che già a partire dalla sua definizione non ha incontrato un accordo tra gli studiosi. La maggior parte considera pittura vascolare solo quella dell’età arcaica e classica, mentre altri la fanno risalire addirittura ad alcune produzioni tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro. Man mano nella storia degli studi si sono presi in considerazione aspetti differenti:
- Studio e interpretazione delle immagini
- Studio del collezionismo
- Tipologie vascolari
- Catalogazione e attribuzione
- Cronologia delle ceramiche
- Studio del contesto, del commercio, della tecnica, dell’iconografia
Importante strumento per l’aggiornamento degli studi di ceramica greca figurata è il Bullettin Archeologique (ultimo del 2013), presenta la bibliografia più aggiornata per lo studio della disciplina. Oakley pone l’accento su alcuni problemi della disciplina, in particolare quelli che riguardano la scarsità degli studiosi giovani che si stanno dedicando allo studio della ceramica greca (in Italia attualmente non sono presenti). La ceramica negli scavi è di fondamentale importanza per lo studio delle cronologie. Negli altri paesi si è portata avanti questa tradizione di studi, in particolare il volume XXX della Theon Agora dedicata alla ceramica attica a figure rosse (edito da Moore), importanza della ceramica nello scavo dell’agora di Atene, studi relativi al mondo anglosassone. Mentre per gli scavi tedeschi si ricordano i materiali provenienti di Olimpia.
Cataloghi
La pubblicazione di cataloghi è una delle tendenze maggiori e più antiche per la ceramica greca (fin dal 18° secolo), uno dei primi è del 1776 con la collezione di Hamilton che può essere considerato il più grande catalogo di questa produzione. Ma si afferma con le prime grandi collezioni museali, continuando fino ai giorni nostri. Dopo il 1990 sono apparsi molti nuovi cataloghi, alcuni di essi sono stati realizzati per mettere a disposizione vasi commercializzabili (mercato d’arte). In realtà nelle case d’asta circolano numerosi esemplari di attica figurata, grazie alle leggi di tutela dovrebbero circolare solo quelli delle vecchie collezioni. In alcuni casi sono il risultato di traffici illeciti (es. cratere di Euphronios).
Volumi supplementari al Corpus Vasorum dedicati a delle tematiche di ricerca. Ad esempio uno di esso è dedicato al rapporto produttore/consumatore e alla clientela dei vasi greci. Oppure le novità introdotte nella documentazione della ceramica greca, con le nuove tecnologie. Un catalogo simile è presente per la ceramica magno-greca, progetto iniziato con lo studioso Trendal. Altra fonte di immagini è la Perseus digital Library, con molte immagini di produzione greche.
Mostre
Oltre ai cataloghi, Oakley ci parla delle mostre realizzate tra gli anni 90 e il 2010. La mostra sulla figura di Herakles realizzata a Monaco nel 2003, nel 2019 c’è stata una mostra dedicata ad Exechias a Zurigo. La maggior parte si riferisce a luoghi scoperti attraverso gli scavi, come il catalogo del 2000 pubblicato ad Atene con rinvenimenti effettuati nella città per le olimpiadi di Atene 2004. Altra tendenza sono gli atti di convegni dedicati alla ceramica greca. The colors of Clay, atti di un convegno tenuto in California nella sede del Getty Museum. Ci spiega in modo approfondito le diverse tecniche utilizzate nella ceramica greca.
I problemi più recenti
- Connoisseurship, attribuzionismo post-Beazley: Inizia già del XIX secolo, Beazley ha rivoluzionato il metodo basandosi sullo stile della rappresentazione. Pone le basi per uno sviluppo e una migliore conoscenza della ceramica greca figurata. Affinamento della cronologia delle produzioni.
- Critiche al metodo: Tra gli anni 80 e 90. Polemiche al metodo di Beazley (Turner in opposizione, Oakley a sostegno). Oakley fa riferimenti a queste polemiche che ci sono state, ma afferma che il metodo non è stato messo in discussione nel suo complesso poiché è stato portato avanti anche da altri.
- Studio sulle singole forme, decorazioni, botteghe: Se consideriamo il contesto più ampio si può mettere in evidenza alcune relazioni tra i diversi autori. Ma lo studio non è limitato alla ceramica attica, si ricordano gli studi su quella laconica (Sparta VI-V sec a.C.) o quella corinzia. Bloesh (1940) pubblica una monografia su coppe attiche tra il 540 e il 450 a.C., Brijder studia le coppe di Siana. Alcune tipologie formali particolari rappresentano uno degli elementi più attuali nello studio della ceramica greca.
- Cronologia: È servita sempre da ancoraggio per
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