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Archeologia e storia dell’arte musulmana modulo 2008-2009 Fontana

Mohammad comparve nell’VII sec. e nel 622 da La Mecca si trasferì a Yatrib (futura al-Madina). Inizio dell’anno islamico (Egira) 622.

Alla morte di Mohammad gli successero 4 califfi, non per discendenza ma per elezione in quanto considerati i personaggi più rappresentativi. Sono i califfi ben guidati. Alla morte dell’ultimo califfo termina questo tipo di califfato e ne inizia uno dinastico (Omayyadi 661-750).

Dell’Islam vi erano popoli che si erano stabiliti qui portando parte della loro cultura, la quale poi si fuse con la cultura della Grande Siria. Era per lo più formata da politeisti.

Mohammad proveniva da una famiglia di commercianti; le carovane provenienti dall’oriente avevano la possibilità di scegliere due vie:

  • Via terrestre
  • Via marittima (il periplo del Mar Rosso ci fornisce molte informazioni sui commerci preislamici)

622: Yatrib Medina, la città per eccellenza. Qui Mohammed costruì la propria casa che in seguito diventerà il prototipo della moschea. Qui egli morirà e verrà sepolto.

A La Mecca prima dell’arrivo di Mohammed vi era un edificio, la Kaba, dove all’interno erano custoditi gli idoli dei signori politeisti. La tradizione vuole che un giorno Mohammed andò a Kaba e buttò giù questi idoli (fra le statue che distrusse lasciò in piedi quella di Gesù perché considerato un Profeta).

632: morte di Mohammed, manca ancora un concetto di Stato islamico.

Il primo successore è il suocero, l’ultimo (dei 4) è il genero Ali. Ali era un uomo che aveva una visione precisa dell’Islam: governare un vasto territorio che nel 650 arrivò ad incorporare l’impero sasanide, l’Egitto, la Siria e l’Iran. Ali decide così di trasferire la capitale a Cufa, nell’Iraq meridionale. Il primo palazzo del potere che esiste tuttora è proprio quello di Cufa.

Ali fu assassinato nel 661 mentre era in preghiera nella Moschea di Medina: scisma tra:

  • Sunniti: 5° califfo eletto dal popolo Omayyadi
  • Sciiti: 5° califfo discendente di Ali

In questo periodo l’Islam si concentra ovviamente sulla politica e sull’espansione, tralasciando la cultura e l’arte.

Elementi assorbiti dall’Islam

Civiltà, etnie e culture diversissime fra loro, unico vasto territorio.

L’islamizzazione non sarà forzata ma si sviluppò nel corso del tempo.

Nelle campagne il bottino era importante perché serviva a spronare l’esercito a combattere ancora.

In 20 anni i musulmani conquistarono territori molto ampi; questa nuova comunità ha nuove esigenze: deve riconoscersi come comunità, deve potersi ritrovare in alcuni punti di riferimento. Devono avere autorità giuridica, organi di raccolta e di rappresentanza, un luogo dove potersi scambiare opinioni. Questo luogo non deve per forza essere un edificio, ma anche solo un punto di riferimento che inizialmente era una porzione di territorio tracciata sul terreno.

Il primo luogo di riferimento fu la casa di Mohammed. La Moschea nasce quindi per l’esigenza di avere un punto di riferimento della giovane comunità islamica (non è la casa di Dio!). Molto spesso erano solo aree rettangolari con fossato attorno. Poi una serie di esigenze porteranno a costruire un vero e proprio edificio come Moschea.

Vi sono 2 soluzioni urbanistiche:

  1. Insediarsi in città già costruite come Damasco
  2. Costruire nuove città

L’Islam è una cultura cittadina e per sopravvivere ha quindi bisogno delle città.

Moschea: struttura, non monumento!

In esse si cominceranno, col passare del tempo, a creare centri specializzati per la trascrizione in arabo di opere (Case della Cultura).

Mattone crudo

Mattone crudo: diffusissimo nell’Islam (mancano tufo, pietre etc.). Più economico del mattone cotto, scelta precisa (non solo economica) perché in climi aridi è un ottimo coibente termico; viene fabbricato già diversamente dal mattone cotto, in quanto nell’impasto presenta più elementi di coesione, con paglia o derivati vegetali: paglia + argilla + acqua = più coesione perché non c’è la cottura.

È molto spesso ed è quasi sempre messo in opera intonacato. A volte si usano grandi massi di argilla compattati, spesso usati per le fondazioni (elevato in mattoni crudi).

Il caravanserraglio

Carovana + serraglio “sarai”, palazzo.

Edificio distintivo della cultura islamica in tutti i territori islamici, con planimetria ben precisa, quasi immutata.

Si trovavano sulle vie carovaniere (rete pre-islamica): riproduzione in piccolo di città carovaniere in posizioni strategiche. Area anatolica e iranica: esempi meglio conservati.

Caratteri:

  • Luogo sicuro da briganti e predoni, con corpo di guardia, alte mura di cinta, bastioni, come una città fortificata in pietra o mattoni, pareti robuste con spalti e camminamenti di ronda.
  • Pianta quadrangolare (a volte quadrata, a volte rettangolare) con sempre una grande corte interna.
  • Corte interna usata per animali (da commercio e da trasporto).
  • Ad unico piano (cortili più piccoli).
  • A due piani (cortili più grandi, parte bassa per animali, 2° piano per stanze degli ospiti).

Da un certo momento cominciano a sorgere caravanserragli di città con scopi simili a quelli extraurbani:

  • Strutture simili ai precedenti con corti non sempre scoperte.
  • Posizionati nell’area del mercato (Bazar, quartiere mercantile).
  • Funzione di albergo-stalla cittadina per soste commerciali.
  • No edificio fortificato, solo edificio semplice con grande area centrale con ambienti intorno a uno o 2 piani.
  • Funzione di deposito merci, luogo di contrattazione, vendita all’ingrosso.

Il bagno

Funzioni:

  1. Lavaggio
  2. Riposo e relax
  3. Incontro e circoli: vi sono state prese molte decisioni politiche

Successione degli ambienti:

  1. Ambiente spogliatoio, Apoditerium
  2. Sequenza delle 3 sale:
    • Frigidarium
    • Tepidarium
    • Calidarium (acqua calda prodotta in una caldaia a legna sotterranea)
  3. Palestra, Gymnasium (costruzione a sé)

Bagni islamici:

  • Assenza del frigidarium, già assente nei territori bizantini conquistati (es. Tebe in Tessaglia): c’era una sorta di camera fredda (già nei bagni bizantini) con piccole vasche per le abluzioni.
  • L’ambiente di ingresso non era solo spogliatoio ma anche una specie di sala delle udienze.

Sala delle udienze: i bagni sorgevano fuori dalle città in luoghi fertili e verdeggianti, erano palazzi fuori città di principi omayyadi (con annessi bagni o bagni staccati), qui i principi erano soliti trascorrere mesi perciò esigevano ambienti per la vita politica; l’ambiente di ingresso raggiunge dimensioni immense superando la somma delle dimensioni dei 3 ambienti delle vasche!

Scuola coranica (Madrasa)

Nasce alla fine dell’XI sec.

L’insegnamento del Corano era già presente e il ruolo dell’insegnante era affidato ad un personaggio importante (che imparava a memoria il Corano). I luoghi erano di riunione (quasi sempre moschee). Vi erano 4 scuole coraniche!

Abbasidi (subentrano nel 750 spostando la capitale da Damasco a Baghdad di nuova fondazione): regnano fino al 1258, anno dell’arrivo dell’orda mongola che prende Baghdad con un’inondazione del fiume.

XI sec. dinastia Selgiuchide: ha inizio nel 1038 nei domini iranici fino al 1258 (poco prima degli Abbasidi); succede ai Buiti; fa sì che il primo ministro sia anche primo ministro del califfato abbaside assumendo quindi il controllo (non ufficiale) su Baghdad.

Il 1° ministro Nisan Almuk (sotto Malek Sha, sovrano selgiuchide) decide di apportare rivoluzioni in ambito sociale, economico e politico e inventa la Madrasa per mettere fine alle tensioni per l’insegnamento del Corano all’interno delle Moschee creando un nuovo edificio ex novo (1° Madrasa Nisanìa).

Ospedale (Maristan)

Maris “malato”, an “luogo”: luogo del malato.

  • Istituzionalizzazione di un luogo pubblico per la cura dei malati.
  • I Maristan più monumentali sono quelli dei Mammelucchi.
  • Si diffonde soprattutto nei territori Egiziano-Nordafricani.

La moschea

Non è un luogo sacro, no tempio, no casa di Dio!

È un luogo per la comunità musulmana: luogo di riferimento, tribunale, foro, cassa comune.

Casa di Mohammad a Medina

Fu inglobata dalla futura moschea di Medina.

Della casa oggi non ci resta nulla ma sappiamo come era organizzata:

  • Era quadrata e non eccessivamente grande, costituita da un recinto di 3 m in mattoni crudi.
  • Il lato devoluto alla preghiera era quello Sud (verso Mecca).
  • Sud: tettoia molto semplice in pali di legno.
  • Est: stanze destinate alle donne della casa (moglie, figlie, nuore).
  • Nord: tettoia per gli ospiti (l’ospite era “sacro”!).

Non è la planimetria originale delle moschee. Seguiva la tradizione locale, tradizione della penisola arabica preislamica, architettura templare non dissimile da concetto di grande spazio aperto con portico su 1 o più lati.

Anche le sinagoghe siro-palestinesi (ma anche arabiche) avevano planimetrie simili.

La basilica orientale a pianta larga con o senza portico è un concetto, anch’esso, molto simile a queste tradizioni.

Quando Maometto era ancora in vita si comincia a diffondere l’idea dei punti/centri di riferimento: uno dei primi è Qufa (fondata dal 4° califfo Ali) dove abbiamo notizia di una primissima moschea che fu costruita (secondo la leggenda) nel punto indicato dalle 4 frecce scoccate da un arciere. Ha aperture lungo tutti 4 i lati con una tettoia lungo il lato rivolto verso Mecca.

In epoca omayyade fu ingrandita fino a raggiungere l’aspetto della vera moschea a sala larga porticata con il portico più grande dal lato della preghiera.

Qibla: “la direzione” della preghiera, muro qibli “muro della qibla”.

Una moschea fu delimitata anche al Fustat (accampamento di un generale musulmano del Cairo, per conquistare l’Egitto), forse era soltanto tracciata nel terreno.

Moschea di Medina (710-711)

Medina è una città che si dotò ben presto di una moschea costruita inglobando la casa del Profeta.

Per la prima volta compare il cd Mihrab, una sorta di nicchia nel muro qibli che assume 2 forme caratteristiche:

  • In Occidente
  • In Oriente

Fonti scritte: nessun canone giustificato.

Fonti archeologiche: nicchie preislamiche:

  • Abside: concetto sbagliato perché troppo grande.
  • Sinagoga: sempre presente una nicchia per la Tora! Ha tutte le proporzioni del Mihrab delle prime moschee islamiche.

Davanti il Mihrab si crea uno spazio di rispetto che la introduce.

Elementi tipici delle moschee:

  1. Minareto
  2. Mihrab
  3. Minbar

Minareto: occidentalizzazione di al-Manar, “faro” di duplice significato:

  1. Segnale, avverte il fedele che lì c’è una moschea.
  2. Aspetto molto vicino ai fari, sviluppati in altezza.

Funzione: annuncio della preghiera (5 volte al giorno) del Muezzin.

Può assumere diverse forme:

  • Occidente: base quadrata e si sviluppa come torre quadrata.
  • Oriente: raramente solo base quadrata con fusto circolare o poligonale (esagono, ottagono, decagono, dodecagono o stellare).

Per es. a Istanbul sono aghiformi.

Possono essere esterni alla moschea (agli angoli) o interni (in diverse posizioni).

Minbar deriva dagli sgabelli dei generali in guerra; elemento mobile della moschea di solito posto accanto al mihrab. Da un certo momento in poi diventa un elemento fisso in legno o murato nella parete (in mattoni rivestiti).

Sviluppo della planimetria delle moschee

  • Variazioni geografiche.
  • Schema tipico: corte centrale + portico sui 4 lati.

Elementi di spolio sottratti a edifici precedenti (bizantini, chiese, palazzi, templi) erano gli elementi più belli delle prime moschee (es. colonne corinzie). Non sono sempre posti in luoghi visibili.

La prima pianta “deriverebbe” dalla casa di Mohammad o da edifici templari yemeniti.

Comincia a cambiare negli anni 749-50 con l’avvento degli Abbasidi:

  • Sviluppo verticale molto più pronunciato.
  • Sala di preghiera sul lato breve, classica pianta di tipo iranico.
  • Navate perpendicolari al muro qibli.

Dinastia Selgiuchide, XI sec., area iranica:

  • Si riallaccia alle planimetrie della madrasa.
  • Planimetrie con inserimento di 2 o 4 elementi identici sistemati in modo speculare e cruciforme: l’Ivan.

Ivan: ambiente con 1 lato completamente aperto abbinato ad una copertura a botte. Nasce da un’esigenza cerimoniale. Adottato per la prima volta dai Parti (che sconfissero i Seleucidi): lo adottarono nei palazzi ed erano utilizzati come spazi destinati all’attesa per le udienze (quindi le persone erano ben controllate): schema a 4 ivan, accoglienza = controllo sui ricevuti.

I Parti vengono sconfitti dai Sasanidi: usano 1 solo ivan e lo usano solo come luogo per l’accoglienza perché il 3° elemento è una sala quadrata cupolata: corte centrale – ivan – sala quadrata cupolata (sala del trono).

L’Islam sintetizzò il tipo partico e il tipo sasanide: 4 ivan con uno seguito da sala cupolata.

XI sec. Almuk pensa: 4 ivan = 4 scuole coraniche in un unico edificio! Quindi vennero inseriti per la prima volta nella moschea congregazionale (Moschea del Venerdì).

La moschea a 4 ivan ha una pianta cruciforme e presenta sempre ambiente quadrangolare cupolato in direzione dell’ivan principale. I 4 ivan vengono così realizzati per la prima volta in una moschea alla fine dell’XI sec. nei territori dominati dai governi formatisi durante il regno abbaside. In Mesopotamia, Iran, Afghanistan, India ecc. questa planimetria dei 4 ivan dura fino ai giorni nostri.

Se il territorio è montuoso il cortile centrale viene ristretto ma i 4 ivan persistono sempre.

Un’altra planimetria di moschee relativamente importante, che non presenta però particolari differenze con la maglia araba, è una moschea siro-palestinese che poi si svilupperà in Africa (nel Maghreb e nell’attuale Tunisia): il dispositivo a doppia T. In questo complesso vi è una navata parallela al muro qibli ed un’altra sottostante collegate da un transetto, che formano una doppia T. Questa planimetria sarà dunque tipica delle moschee africane prendendo il nome di pianta ifrichena.

Produzione artistica ifrichena

Alla morte di Ali nel 661 sale al potere Wavia che instaurerà una vera e propria dinastia che regnerà per meno di un secolo: gli Omayyadi.

’Abd al-Malik è un personaggio di grande rilievo, un califfo che capisce che l’ambito economico e quello politico devono andare di pari passo: + territori conquistati = + bottino!

Era uno stratega geniale. Egli attuava una politica di lungimiranza, faceva sì che tutte le popolazioni soggette all’Islam non mutavano in maniera drastica le proprie abitudini. Abd fa una serie di passi brevi, logici e consequenziali ottenendo così delle piccole e continue rivoluzioni. Una sola manifestazione di grandezza all’interno della quale però ha tenuto sempre in considerazione le grandi religioni presenti nel suo regno: è lui che decide di edificare a Gerusalemme un monumento per l’Islam!

Le grandi opere di ‘Abd al-Malik:

  1. Cupola della Roccia
  2. Riforma monetaria
  3. Ripresa del sistema delle pietre miliari usate dai romani (le fa trascrivere in arabo)

La Cupola della Roccia (Qubat al-Saqra)

Abd fa erigere il suo monumento all’interno del recinto sacro, sulla spianata di Gerusalemme, sopra una roccia: secondo la tradizione su di essa si sarebbe dovuto compiere il sacrificio di Abramo (secondo l’Islam era Ismaele a dover essere sacrificato e non Isacco).

Da questa roccia Maometto ha spiccato anche il suo volo notturno nel quale ha attraversato i regni dell’oltretomba (Mirag “scala”, ascensione).

  • Pianta ottagonale (non ha nulla delle moschee).
    • Tipica di martiria e battisteri bizantini.
    • Ispirata anche al Santo Sepolcro che sorgeva in prossimità con pianta molto simile.
  • Planimetria a perimetri concentrici (3 recinti):
    1. 4 pilastri ogni 3 colonne.
    2. 1° recinto ottagonale.
    3. 2° recinto ottagonale.
  • Monumento maestoso sia in ampiezza che in altezza con una cupola molto alta (doppio scafo di legno rivestito): concetto di Axis mundi, concetto molto antico (IV
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/11 Archeologia e storia dell'arte musulmana

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