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Archeologia cristiana e medievale

Giulia Maria Polimeno

Prof.ssa: Elisa Possenti

Programma

  • Edilizia urbana alto e basso medioevo
  • Esercitazioni con Arch. Giorgia Gentilini (tot. 20h)

Esame

Domande su appunti e tesina (sulla lettura stratigrafica di un edificio)

Info

Edilizia urbana -> Intrecciata al concetto di urbanistica. Inserimento degli edifici in un contesto.

Città classica -> Punto di riferimento, perché gli insediamenti medievali sono innestati su queste strutture più antiche preesistenti.

7/10

Contesto storico

Siamo in pieno VI – VII sec.

L’Italia è sotto il regno di Teodorico (re ostrogoto).

Ma la penisola è rimasta unificata, ed è per questo che le realtà del Nord della penisola non sono così diverse da Sud e Centro.

In questo periodo la città era andata molto in crisi: gli edifici pubblici e privati sono stati abbandonati. Era molto frequente la tecnica edilizia del riuso: riutilizzo del materiale costruttivo tardoantico.

Con l’arrivo dei Longobardi (568 d.C.): in Italia si crea una frattura, una divisione territoriale che verrà risanata solo nell’Ottocento con l’Unità d’Italia.

C’è una spaccatura fra i loro territori e quelli dei Bizantini.

Romania e Langobardia

Romania (Bizantini)

  • Romagna
  • Esarcato di Ravenna
  • Territori del Lazio
  • Ita meridionale

Langobardia (Longobardi)

  • Ita centro – settentrionale
  • Ita meridionale (in parte)

Romània

I Bizantini si autodefinivano “romani”, poiché si consideravano gli eredi dell’Impero. Questa continuità effettivamente noi la riscontriamo a livello delle architetture.

Per quanto riguarda il secolo precedente (IV – V), gli studiosi hanno rilevato varie tipologie edilizie e diverse qualità. Alcune di queste tipologie di età T.A. erano destinate a sparire (sia in territorio bizantino che longobardo).

Sopravvive un tipo di edilizia rustica (o a livello decoroso), fino al VI sec.

Caratteristiche: ex-novo.

  • Edifici costruiti
  • Muratura
  • Legati da malta
  • Materiale edilizio di reimpiego (ambito urbano)
  • Elementi lapidei sbozzati in modo poco accurato (ambito rurale)

Ancora nel VII sec. l’archeologia ha documentato in alcuni centri bizantini la continuità delle costruzioni in muratura.

Classe (RA), edificio di VII secolo

Es.: Classe (RA), edificio di VII secolo.

Domus. Sarà il tipo edilizio che nel medioevo soppianterà completamente la domus.

A chi era destinato?

  • Pianta rettangolare con divisorio interno
  • Piano superiore
  • Piccola corte interna con pozzo circolare
  • Edificio costeggiato sui due lati da due strade

La qualità della cultura materiale ritrovata all’interno e le fonti ci dicono che era per la classe medio-alta. Questo ci fa pensare: se in età altomedievale gli edifici si rimpiccioliscono (anche quelli dei più altolocati) può essere conseguenza di una contrazione economica!

≠ da domus, seppure di qualità decorosa.

Edifici simili li troviamo nell’Impero Bizantino d’Oriente.

Venezia, S. Pietro di Castello

Es.: Venezia, S. Pietro di Castello (sede del castrum bizantino di Olivolo, edificio di VII sec)

VI sec: bonifica grazie ad interventi lignei.

VII sec: edificio realizzato ex-novo.

  • Persistenza della muratura
  • Edificio per una persona con una posizione di rilievo
  • Da questo scavo provengono: tre bolle bizantine e un tremisse di Eraclio
  • Manufatti di solito in piombo per sigillare doc. importanti.
  • Monetazione di Eraclio

Trovare tre di queste bolle ci dice che il personaggio esercitava una certa funzione.

Luni (SP), area bizantina

Es.: Luni (SP), area bizantina, edificio di VI sec. Luni divenne centro bizantino di un certo rilievo. Scavi archeologici nel foro hanno trovato un edificio in cui ritroviamo l’utilizzo della muratura.

  • Costruito sul lastricato del foro: ci dice che quindi il foro aveva cessato di esistere
  • Zoccolo in muratura realizzato ex-novo: riuso.
  • Muratura utilizzata solo per la parte inferiore dell’edificio. Sullo zoccolo si posizionavano dei pali che servivano per sostenere il resto dell’alzata, in materiale deperibile (legno), così come il tetto.

Langobardìa

Edilizia esclusivamente in legno.

Come se non ci fossero maestranze in grado di costruire in muratura. Tutt’al più riutilizzavano pezzi murari già composti, rattoppandoli, riassemblandoli con parti lignee.

1 Ipotesi): Forse frutto del riemergere di tradizioni costruttive dell’Età del Ferro? Ipotesi che ha perso valore poiché mancano attestazioni di continuità tra un periodo e l’altro.

2 Ipotesi): Forse conseguenza dell’arrivo di popolazioni che costruivano esclusivamente in legno.

3 Ipotesi): Era una condizione economica di sussistenza: usiamo quello che c’è già (muratura) e lo reintegriamo (legno).

Brescia

Es.: Brescia

Esemplare di questo modo di porsi. Soprattutto zona S. Giulia, in età romana occupata da alcune domus, poi frazionate nel IV sec.

Prima metà VII sec: realizzazione di alcuni edifici in legno, ricondotto alla conquista longobarda.

Assonometria ricostruttiva degli edifici di età Longobarda:

  • Ambienti monovano in tecnica mista
  • Pavimenti in battuto (= terra che con il tempo si comprime)
  • Focolari a terra
  • Superficie 39-67 mq

Capanne interrate di fine VI – inizi VII sec.

  • Murature tardo-antiche utilizzate anche come delimitazioni di aree all’interno delle quali erano state scavate capanne interamente in legno
  • Capanne semi-interrate
  • Probabile che il piano di calpestio fosse sopraelevato, magari c’era un’intercapedine che isolava l’assito ligneo dal fondo (tipico delle dispense).
  • Per lo stoccaggio, magari degli alimenti o forse aree produttive
  • Pali verticali
  • Pareti in ramaglia o argilla
  • Ipotesi che qui stavano degli schiavi (in mezzo agli insediamenti rinvenute anche sepolture poverissime), probabilmente schiavi del re longobardo.

Oderzo (TV)

Es.: Oderzo (TV)

Oderzo conquistata dai Bizantini nel 600 e nel 700 ca.

Troviamo capanne interrate di inizi VII sec. Cronologicamente appartiene ancora alla fase bizantina di Oderzo. Quindi cosa ci fanno queste capanne? Sappiamo che i Longobardi friuliani avevano dei rapporti molto stretti con i Bizantini, quindi magari avevano qualche collaborazione.

Grubenhaus (= casa a fossa)

  • Capanna interrata
  • Pali infissi nel terreno che sostengono la copertura lignea

Langhaus (= casa lunga)

Accanto a queste grubenhaus e agli edifici in tecnica mista, potevano essere presenti anche capanne di maggiori dimensioni realizzate interamente in legno, per cui possiamo affermare una funzione sia residenziale che artigianale (stalla ecc..). La pianta di queste capanne non è molto diversa da quelle in tecnica mista, ma:

  • Non c’è lo zoccolo, ci sono dei pali in corrispondenza dei perimetrali che sostengono il tetto e racchiudono la restante parte della parete lignea.
  • Il piano è a livello del terreno
  • Pavimentazione in battuto

8/10

Gli alzati

Gli alzati. Com’erano?

Su base etnografica e sui confronti transalpini sono ipotizzabili 4 tipi:

  • A travi orizzontali sovrapposti
  • Assi o pali verticali incastrati su “trave dormiente” = un unico palo orizzontale sulla cui superficie superiore veniva fatto un solco, dove venivano infisse delle assi
  • Ramaglia intrecciata rivestita di argilla
  • Solo terra

Edilizia tra seconda metà VII e VIII sec. nei territori longobardi

Seconda metà VII sec.

È un periodo di incubazione, difficile da decifrare, il quadro cambia. Questo periodo avrà esito nell’Età di Liutprando.

Ervegetismo regio = fenomeno che è esclusivamente legato all’ambiente Pavese. La famiglia si concentrò sulla costruzione di edifici religiosi, dei quali non rimane alcuna traccia, solo fonti scritte (P. Diacono). Probabilmente si trattava di chiese riservate alla famiglia regia.

Com’erano queste chiese?

Es.) Pavia, Chiesa di S. Giovanni Domnarum (Gundiperga)

  • Edificio costruito da Gundiperga
  • Distrutto, ne emerge un elemento a pianta circolare

Es.) Pavia, S. Maria delle Pertiche (Rodelinda)

  • Anche qui pianta circolare
  • Ricostruibile sicuramente perché sono state redatte delle piante prima della distruzione.

Pianta circolare si rifaceva all’edilizia funeraria romana, è il tipo di edilizia funeraria imperiale preferito (Es. vedi Costantino).

Età liutprandea (712 – 744) – prima metà VIII sec.

Numerose fondazioni di chiese con questo sovrano, delle quali purtroppo non rimane nulla.

Periodo di fioritura artistica: ci rimangono frammenti di decorazioni.

NB: edilizia privata -> in legno; edilizia religiosa -> in pietra.

L’appropriarsi dell’edilizia in pietra da parte del Longobardi era già stato anticipato nelle campagne, dove vennero costruite piccolissime chiesette funerarie private in muratura.

Terzo quarto dell’VIII sec.

Fioritura di cantieri edilizi di matrice pavese: si ritiene che la spinta sia sempre proveniente da Pavia, che lascia l’impronta anche in altri centri (es. Brescia).

Rinuncia a costruire in muratura: sappiamo che le sedi di potere longobarde si instauravano su edifici preesistenti. La questione è: per costruire in muratura sono necessarie delle condizioni, come ad esempio disporre di maestranze adeguate.

  • Sappiamo che al loro arrivo in Italia non avevano queste competenze
  • Salto possibile solo grazie al coinvolgimento di maestranze di origine romano–bizantina

Il memoratorium de magistris commacinis (VII – VIII sec.)

Il memoratorium de magistris commacinis (VII – VIII sec.)

Documento che descrive tutte le attività che questi magistris erano in grado di fare. È considerato come una sorta di capitolato d’appalto. Al suo interno vengono citate le seguenti competenze tecnologiche:

  • Produzione di tegole e tubi fittili (producevano elementi laterizi)
  • Competenze nell’attività di cava (taglio di lastre marmoree ecc.)
  • Carpenteria (sagome di archi, telai per il tetto, impalcature ecc.)
  • Costruzione di edifici in legno e pietra, anche con un piano superiore: i solaria (= primo piano) coperti con tegole e provvisti di camini, volte, ipocausti, forni, ecc.
  • Opera romanese (= era il modo di costruire dei romani) particolarmente attestata a Pavia.

Cividale, S. Maria in Valle

Es.) Cividale, S. Maria in Valle (metà VIII sec.)

  • Pianta rettangolare e divisione in tre volte a botte.
  • Famosa per decorazioni in stucco all’interno, opera di maestranze orientali.

Brescia, S. Salvatore

Es.) Brescia, S. Salvatore (seconda metà VII sec.) --> oggi S. Giulia

  • Area in Età Romana occupata da domus, poi fase di occupazione con capanne, come già accennato in precedenza.
  • S. Salvatore I fase (VII sec): probabilmente costruita una prima chiesa con pianta a “T” triabsidata, secondo alcuni già parte di un primo monastero (di cui non resta traccia).
  • S. Salvatore II-III fase (metà VIII sec): questa fu sostituita da una chiesa più grande, che si collocava nell’ambito di un monastero fondato da re Desiderio e sua moglie Ansa. Sempre edificio triabsidato con tre navate, che ingloba in parte i perimetrali della chiesa preesistente.

Ricostruzione prospettica ideale del monastero altomedievale desideriano S. Salvatore.

Edilizia di ambito laico / residenziale

L’utilizzo della muratura sembra assente. Immaginiamo che i Longobardi continuassero a vivere in edifici di legno: semplici capanne a pianta rettangolare, eventualmente divise in due (parte residenziale e parte di servizio) e con gli alzati realizzati secondo le tecniche già elencate (con trave dormiente, o in terra ecc.), oppure in capanne interrate, le grubenhaus.

[Articolo di J. Jarnut Dove abitavano le aristocrazie longobarde] DA LEGGERE X ESAME

Parla di come i longobardi chiamavano le loro abitazioni.

Interessante perché passa in rassegna i termini che compaiono in P. Diacono. Ne emerge che non è sempre così facile ricondurre un termine ad un tipo edilizio.

L’edilizia di IX – X sec. (Età carolingia ottoniana)

Siamo in un momento che, dal punto di vista cronologico, ricongiunge un po' quella divaricazione politica longobardi contro bizantini (che aveva caratterizzato l’Età Romana).

Proprio dalla fine dell’VIII secolo riemerge il ruolo delle città: non che prima fossero abbandonate, ma durante VI – VII sec avevano vissuto un momento di contrazione e crisi significativo, anche con una contrazione delle classi sociali.

Proseguono alcuni trend dei secoli precedenti, con alcune novità.

Emerge un’edilizia “laica”: evidente soprattutto nelle aree longobarde.

In alcune aree centro-settentrionali continua l’edilizia in legno, in alcuni casi fino a XII – XIII sec.

Proseguono tecniche edilizie in muratura e del riuso di edifici di età precedente.

Smussarsi delle differenze tra nord e sud.

L’emblema dell’edilizia carolingia-ottoniana!

Roma, Foro di Nerva

Es.) Roma, Foro di Nerva, edifici in muratura che continuano, in area bizantina, la tradizione dei sec precedenti.

Messi in luce negli anni ’90 a Roma.

I fori nell’alto medioevo venivano quasi percepiti come una sorta di lotti edilizi.

Ma il Foro di Nerva ha avuto un destino diverso, forse dovuto al fatto che ancora durante i secoli IX – X le strutture murarie del foro sono conservate, addirittura sul lato anche il porticato.

Le ricerche archeologiche rilevarono che il piano di calpestio del foro non si era di molto alzato rispetto a quello originario, ma si era sufficientemente alzato affinché si creassero al suo interno degli strati di riporto, al di sopra dei quali erano stati costruiti degli edifici divisi tra loro da una viabilità interna.

Questi edifici sfruttavano le murature di età precedente, ed erano in buona parte costruiti in muratura sfruttando il materiale di recupero.

Erano attribuiti alla media aristocrazia.

Caratteristiche di questi edifici:

  • Compatti
  • Corte esterna
  • C’è secondo piano

Il riuso di edifici pubblici di età romana

Il riuso di edifici pubblici di età romana.

Fenomeno attestato in tutta la penisola in questo periodo.

È strettamente legato al potere pubblico, che cede porzioni delle sue proprietà ai privati, affinché vi possano costruire le proprie abitazioni.

Es.) Fenomeno esemplare a Verona:

Sappiamo da fonti scritte che Berengario I (re d’Italia 888 – 924) donò parti dell’Arena a scopi abitativi.

Sempre a Verona, altri documenti attestano donazioni di torri del circuito murario, germe che avviò il fenomeno delle case-torri.

Roma, area della Crypta Balbi

Es.) Roma, area della Crypta Balbi con il Castrum Aureum (IX sec):

Il teatro Balbo, una fondazione ben antica, in una frazione venne occupato nell’alto medioevo da un monastero e nella porzione delle gradinate fu occupato da una serie di abitazioni che avevano sfruttato le strutture del teatro medesimo. Il teatro dava un aspetto chiuso, conchiuso, come una specie di piccolo castello urbano (molto simile doveva apparire anche l’Arena di VR).

La presenza di piccole fortificazioni urbane all’interno di una cerchia muraria più ampia è una delle caratteristiche della città carolingia-ottoniana.

Il persistere dell’edilizia in legno

Il persistere dell’edilizia in legno.

Prevalentemente attestata in Italia centro-settentrionale.

Condizionata da fattori culturali, ma anche dovuta a condizioni climatico-ambientali favorevoli.

La troviamo tanto nelle città quanto in alcuni insediamenti accentrati (villaggi) di area rurale. Da questi ultimi provengono la maggior parte delle attestazioni: questo perché nelle città, quando si reimpose l’edilizia in muratura (XII – XIII sec), le tracce dell’edilizia in legno scomparvero.

[articolo: E. Possenti “La regione atesina tra tardoantichità e alto medioevo”]

Questo tipo edilizio trova i suoi antecedenti nell’ambiente bizantino-anatolico.

Sarà poi il tipo edilizio che si imporrà nella tipologia del palazzo di età pienamente medievale e poi rinascimentale. Con il primo piano che è il piano nobile.

Piadena (CR), insediamento fortificato

Es.) Piadena (CR), Insediamento fortificato (= castello)

Castello con fossato.

Siamo nell’area di un dosso fluviale (oggi attraversato dalla statale che porta a Piadena città), ansa del fiume Oglio.

Villaggio citato per la prima volta nel 990 e descritto come un “castello con fossato”, ma risale almeno all’850 -> quando partì lo sfruttamento a scopi abitativi di questo sito.

Fase più antica (metà IX – X sec):

  • Solo edifici in legno, pianta rettangolare
  • Dimensioni medio-piccole.
  • Edificio 1: dimensioni 5,40 x 6,60 m, capanna con pali angolari e due mediani che sostenevano il tetto, pareti realizzate con trave dormiente e assi verticali che costituivano le pareti
  • Pavimentazione in legno (in assito)
  • Focolare all’esterno
  • Ci colpisce una certa pianificazione di questo insediamento: edifici rettangolari accostati gli uni agli altri, separati da degli spazi intermedi e all’esterno dei quali correvano percorsi viari interamente in assito.

NB: Soluzione frequentissima in Europa settentrionale nello stesso periodo. C’è un rapporto tra questo modo di costruire a sud delle Alpi in Età Carolingio-Ottoniana e la presenza di aristocrazie laiche ed ecclesiastiche, nello stesso periodo di tempo, di origine transalpina?

Fidenza, edifici di IX – X sec.

Es.) Fidenza, edifici di IX – X sec.

Esempio di come si pres

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher polimeno.giulia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia cristiana e medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Possenti Elisa.
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