Arcata orbitaria
L’arcata orbitaria, anche, si modifica, consentendo una maggiore mobilità delle sopracciglia e di trasmettere i propri stati emotivi facilitando la comunicazione sociale. Le arcate dentarie si sono ridotte, lasciando poco spazio a disposizione per lo sviluppo del terzo molare, considerato un retaggio del passato. Lo sviluppo della posizione eretta è, però, connessa anche all’insorgenza di diverse patologie, principalmente, l’artrosi dell’anca, ovvero, una condizione che porta a una degenerazione della cartilagine dell’articolazione coxo-femorale. Questo processo degenerativo è più tipico in età avanzata. Altre conseguenze associate alla posizione eretta è l’ernia al disco, dovuta al carico sulle vertebre lombali. In questo caso, l’anello fibroso intervertebrale, che ammortizza la sollecitazione tra le vertebre, può rompersi o deformarsi facendo fuoriuscire il nucleo-polposo.Importanza della mielinizzazione
La mielinizzazione che avviene a livello del lobo frontale, il quale è fondamentale per il movimento, la pianificazione ed il problem solving, la parte anteriore, il lobo prefrontale, è invece fondamentale per diverse attività tra cui il controllo dell’attenzione e l’inibizione che noi esercitiamo sui nostri comportamenti ed impulsi.Il picco della mielinizzazione è raggiunto intorno all’età di 45 anni, ed in seguito inizia, seppur lentamente la degenerazione del sistema nervoso che porta ad una diminuzione sul controllo dei propri impulsi.
C’è anche da tenere in considerazione che le donne hanno comunque un bacino leggermente più ampio di quello degli uomini (e ciò comporta degli svantaggi in attività agonistiche come la corsa.
Quali sono state le soluzioni trovate dall’evoluzione a questo dilemma ostetrico?
La prima soluzione è proprio la durata della gestazione, che è di 266 giorni, tempo limite per consentire il passaggio della testa dei nascituri dal canale del parto, nonostante ciò il parto nella donna è un evento molto più traumatico di quanto sia negli altri animali, anche scimpanzé o gorilla, le cui femmine partoriscono senza aiuti e con poche difficoltà.
Il quadro clinico dell’idrocefalo è differente in rapporto all’età. Nella prima infanzia, finché le suture craniche non sono saldate, l’idrocefalo si manifesta con aumento della circonferenza cranica, diastasi (allontanamento) delle suture, fontanelle beanti, bozze orbitali sporgenti. Nel bambino più grande e nell’adulto (quando le suture sono saldate), l’accumulo di liquor e l’ipertensione endocranica provocano dilatazione ventricolare ed ipertensione endocranica, c’è da notare che mentre una volta l’idrocefalo era una patologia molto frequente, oggi la medicina riesce molto spesso a rimediare ed a evitare questo fenomeno.
La terza soluzione che è stata trovata al dilemma ostetrico è l’affidamento dello sviluppo ancora incompleto del neonato (conseguente, come appena visto, alla necessità di dover transitare “anzitempo” dal canale del parto), alle cure parentali, ovvero alle ben note attenzioni che ogni mamma ed ogni papà della nostra specie rivolgono ai loro figli nei primi anni di vita.