Periodizzazione
Quando parliamo di Medioevo parliamo di un periodo storico che possiamo definire come convenzione cronologica. Siamo di fronte a una convenzione cronologica volta a calibrare in maniera differenziata lo scorrere delle vicende nella storia.
Periodizzazione= articolare in periodi distinti il flusso continuo delle vicende storiche umane. Ha anche un’origine del tutto lontana nel tempo. L’uomo appena ha una consapevolezza di sé ferma nei suoi ricordi la sua vita e la vita di quanti lo hanno preceduto, quindi fare storia e periodizzare è una esperienza innata. Gli storici latini anche facevano questo lavoro, per l’alternarsi di anni e di secoli. Pensiamo ad esempio agli Annales. Tra i cronisti e i filosofi cristiani si seguiva un ragionamento diverso tipo prima e dopo Cristo. Oppure secondo i periodi della vita dell’uomo. O un andamento per secoli, per anni, per settimane. Modalità diverse di periodizzazione che possiamo recuperare nella tradizione culturale. Tipo aggancio nella e che periodizzava per le età dell’uomo.
Questa operazione concettuale consiste nel formulare un giudizio storico vero e proprio. Identificazione delle caratteristiche essenziali nelle forme di organizzazione delle società del passato con un rilievo tale da costituire un periodo rilevante rispetto agli altri.
È un’operazione che ha anche delle conseguenze ben precise se non focalizziamo l’attenzione su eventi e fenomeni ben precisi ma se ragioniamo su queste componenti che hanno un elemento culturale e una durata ragionevolmente lunga, e non esclusivamente su vicende della civiltà o politici puntuali. Questo ci pone già davanti a un problema ovvero i limiti cronologici del periodo. I limiti cronologici del Medioevo sono stati individuati.
Limite iniziale
- Ad esempio il 313 anno dell’editto di Milano equiparazione del cristianesimo alle altre religioni dell’impero romano a cui segue l’editto di Tessalonica 384 che lo proclama come religione ufficiale dell’impero.
- Oppure il 476 la deposizione di Romolo Augustolo ultimo imperatore d’occidente.
- Oppure il 568 con l’irrompere della popolazione germanica dei longobardi in Italia.
- Oppure quando si delineano rapporti del tutto nuovi tra occidente e oriente perché si sposta il baricentro dal Mediterraneo al nord dell’Europa, tesi sostenuta da Henry Pirenne in Maometto e Carlomagno. L’unità mediterranea si rompe quando gli arabi uscendo dalla penisola arabica irrompono nel mediterraneo.
Limite finale
- 1492 l’apertura Europa mondo
- 1453 la conquista di Costantinopoli
- Oppure la pace di Lodi nel 1454 e la pacifica convivenza dei maggiori stati italiani.
Se ci muoviamo in questa ottica tradizionale non teniamo conto del discorso sulla periodizzazione. Se ragioniamo in questi termini ci poniamo nell’ottica che non è più possibile individuare una data puntuale, precisa, in riferimento all’inizio o alla fine del Medioevo e non è possibile individuare una serie di eventi più significativa di altri. Bisogna ragionare quindi per fasi cronologiche. Quindi l’inizio del Medioevo si può collocare in un arco di almeno tre secoli dal 3 al 7 secolo. Questa fase cronologica viene generalmente indicata come tarda antichità, che ha un po’ del carattere precedente ma con modificazioni che avranno poi la loro risoluzione più avanti. È un termine che ha sostituito il vecchio termine di basso impero (dove basso aveva in sé un giudizio negativo)
Periodizzazione
Quando parliamo di Medioevo parliamo di un periodo storico che possiamo definire come convenzione cronologica. Siamo di fronte a una convenzione cronologica volta a calibrare in maniera differenziata lo scorrere delle vicende nella storia.
Periodizzazione= articolare in periodi distinti il flusso continuo delle vicende storiche umane. Ha anche un’origine del tutto lontana nel tempo. L’uomo appena ha una consapevolezza di sé ferma nei suoi ricordi la sua vita e la vita di quanti lo hanno preceduto, quindi fare storia e periodizzare è una esperienza innata. Gli storici latini anche facevano questo lavoro, per l’alternarsi di anni e di secoli. Pensiamo ad esempio agli Annales. Tra i cronisti e i filosofi cristiani si seguì un ragionamento diverso tipo prima e dopo Cristo. Oppure secondo i periodi della vita dell’uomo. O andando per secoli, per anni, per settimane. Modalità diverse di periodizzazioni che possiamo recuperare nella tradizione culturale. Tipo aggancio nella De Civitate Dei che periodizzava per le età dell’uomo.
Questa operazione concettuale consiste nel formulare un giudizio storico vero e proprio. Identificazione delle caratteristiche essenziali nelle forme di organizzazione delle società del passato con un rilievo tale da costituire un periodo rilevante rispetto agli altri.
È un’operazione che ha anche delle conseguenze ben precise se non focalizziamo l’attenzione su eventi e fenomeni ben precisi ma se ragioniamo su queste componenti che hanno un elemento culturale e una durata ragionevolmente lunga, e non esclusivamente su vicende della civiltà o politici puntuali. Questo ci pone già davanti a un problema ovvero i limiti cronologici del periodo. I limiti cronologici del Medioevo sono stati individuati.
Limite iniziale
- Ad esempio il 313 anno dell’editto di Milano equiparazione del cristianesimo alle altre religioni dell’impero romano a cui segue l’editto di Tessalonica 384 che lo proclama come religione ufficiale dell’impero.
- Oppure il 476 la dep
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