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La storia come forma di conoscenza

La storia è una forma di conoscenza, chiamata anche scienza storica -> aspetto scientifico di questa disciplina. Aspetto molto diverso dalle scienze esatte: si tratta di una scienza che si basa su dati certi -> le conclusioni che si traggono dalla ricostruzione degli eventi hanno a che fare con un rigore scientifico basato innanzitutto sugli strumenti.

Questi sono:

  • L'osservazione della realtà presente: per comprenderlo meglio dobbiamo ricorrere alle sue radici (legame fondamentale tra passato e presente).
  • Raccolta di dati empirici: nella storia del passato si parla di "tracce" (tracce del passato che sono nel presente).
  • Metodologia: cercare di ricostruire gli eventi facendo collegamenti tra loro. In questa metodologia è d'aiuto la bibliografia, così come la storiografia (tutto ciò che è stato scritto su un dato argomento -> dibattito storiografico [dibattito che si sviluppa sulle diverse interpretazioni di un evento]) e i documenti (cioè le tracce).

Rivoluzione storiografica nel 900

Rivoluzione storiografica avvenuta nel 900.

Nel 1929 Febvre e Bloch fondano la rivista "Annales d'histoire economique et sociale" -> fino ad allora chi aveva scritto di storia scriveva su classi dirigenti e storia politica; questa rivista si occupa di storia sociale, quindi storia della società nel loro complesso, non solo classe politica, dirigente.

  • Per loro l'oggetto della conoscenza storica sono gli uomini e le donne: la storia è considerata come conoscenza del passato, e l'oggetto non è l'uomo in generale, ma uomini e donne vissuti in un contesto ben precisi (-> forte impronta umanistica).
  • Insistono fortemente sul fattore "relazioni": la storia ricostruisce le relazioni che esistevano tra gli uomini (le relazioni tra uomini e uomini e donne si sono modificate nei secoli).

Quando parliamo di società del passato occorre scomporre tra le diverse componenti: diversi ceti sociali (storia dei marginali: storia dei ceti marginali della società, non dei grandi protagonisti, ma di quelle fasce sociali deboli della società che hanno inciso sulla storia) [Storia della follia; storia dei popoli senza storia].

Storia come scienza inclusiva -> Braudel, discepolo di Bloch.

  • Tutto è storia, quel che è stato detto o pensato o fatto o soltanto vissuto -> grande numero di tracce del passato, la storia riguarda il vissuto degli uomini e delle donne, la storia della mentalità: come si pensavano, quale coscienza avevano di sé stessi e del contesto in cui vivevano.
  • La storia è una dialettica della durata -> non riguarda solo un evento, ma ogni evento è inserito in un percorso, in un lungo periodo.
  • Lo studio del sociale è studio del passato e del presente, entrambi inseparabili -> la storia serve alla comprensione del presente.

Storia alleata di altre scienze umane

  • Geografia: il luogo degli avvenimenti.
  • Sociologia: dinamiche sociali, composizione della società del passato.
  • Antropologia: studio dei comportamenti umani.
  • Etnologia: studio comparato delle popolazioni -> confronto tra popoli diversi.
  • Psicologia: studio dei processi psichici, mentali, nelle loro componenti consce e inconsce.
  • Economia: (oikos=casa + nomos = legge).

Marrou e la conoscenza storica

Marrou (storico cristiano) scrisse "La conoscenza storica".

  • Passato è una dimensione temporale altra: è altro da sé -> è qualcosa che noi non conosciamo di per sé.
  • Per conoscere l'altro devo conoscerlo attraverso le tracce e il lavoro degli storici.
  • Le virtù dello storico: lo storico non deve essere precluso nei confronti delle altre culture, deve affinare la propria sensibilità umana e avere una certa profondità spirituale.
  • La storia non serve a giudicare, non è un tribunale, e lo storico non è un giudice.
  • Non c'è storia senza simpatia per coloro che cerchiamo di conoscere -> bisogna cercare di immedesimarsi, parla dello sforzo di uscire da sé, cercare di distaccarci dal nostro contesto e modo di pensare per entrare nel modo del pensare dell'altro, nel passato; così si instaura un dialogo a distanza, un rapporto tra me che vivo nel presente e l'altro che è vissuto nel passato.
  • Simpatia nel senso originario del termine significa immedesimarsi, cogliere i sentimenti e i ragionamenti dell'altro -> rapporto tra storia ed etica: (Hitler) non devo condividere le sue idee, ma indagarle e comprenderle: quali erano le radici del suo pensiero? (comprenderlo senza giudicarlo, lasciare l'etica da parte, accettarlo come uomo).

Bloch: antiquario e storico

Bloch in "Apologia della storia" -> differenza tra antiquario e storico: l'antiquario colleziona oggetti del passato con un fine commerciale, parte da un'esigenza soggettiva; lo storico invece non parte da un'esigenza soggettiva, ma si guarda intorno e per capire cosa sta accadendo deve interrogare il passato.

  • Interrogare il passato per comprendere il presente ma anche per rispondere alle sfide del presente -> dimensione del futuro (ci offre degli strumenti per capire in che direzione sta andando il futuro).

Testimonianze orali e memoria

Per la storia contemporanea abbiamo il privilegio delle testimonianze orali -> Hampate Ba: "quando muore un vecchio, è una biblioteca che brucia".

  • Es: Rita Levi Montalcini (1909-2012) -> età giolittiana, fascismo e persecuzione ebrei, Italia repubblicana, senatrice quindi vede le trasformazioni del mondo politico, partecipa alle vicende della "seconda" repubblica.

Testimonianza video di Nedo Fiano.

Rimarca importanza della testimonianza.

  • Contatto tra due dimensioni: uomo del passato (che emerge dal racconto) e uomo del presente (la sua coscienza attuale, sofferenza della narrazione -> indelebilità del ricordo, certe esperienze segnano la vita).
  • La storia ci allarga al concetto di memoria: non solo la dimensione del ricordo, ma della memoria storica, che trasmette e ha un messaggio (mentre il ricordo non ha un messaggio, è fine a sé stesso).

A che serve la storia?

Più che magistra vitae, la storia è innanzitutto maestra di umanità (insegna i comportamenti delle persone del passato).

  • Conoscenza storica libera da giudizi sommari.
  • Insegna a comprendere l'altro.

La comunicazione mediatica è soggetta a pregiudizi (opinione non documentata che si diffonde su una base di un sentire collettivo, base emotiva) e stereotipi (gruppo incasellato in categoria di carattere molto generico) -> la conoscenza storica si contrappone a queste semplificazioni: scompone in tanti elementi.

Estreme semplificazioni della storia: ebrei=sfruttatori=usurai, Islam=terrorismo.

Rapporto tra storia e giornalismo

Giornalista = colui che deve raccontare la realtà, l'attualità -> si occupa principalmente di cronaca, anche se poi il fatto riportato viene interpretato.

Il giornalista con capacità di conoscenza storica riesce a ricostruire e interpretare meglio un fatto di cronaca.

Sergio Zavoli, giornalista che negli anni 90 fece una serie di inchieste dette le inchieste sugli anni di piombo, riguardo il terrorismo in Italia negli anni 70.

Queste inchieste si svilupparono con interviste ai diretti interessati, tra cui anche gli assassini di Aldo Moro.

Il ruolo dello storico è passare dalla cronaca alla storia: interpretare il passato e ragionare sul lungo periodo. Lo storico non si limita a ricostruire un evento, ma deve collocarlo in un arco temporale più ampio e in un determinato contesto, deve interpretarlo.

Storico interpreta il passato, giornalista interpreta il presente.

Rapporto tra storia e psicologia

Il lavoro dello psicologo richiede l'uso della conoscenza storica: storia del suo assistito e contesto in cui è vissuto.

Rapporto con il futuro

La storia dimostra che il mondo è soggetto a cambiamenti, il passato è qualcosa di diverso dal presente.

Si parla di tempi diversi e comportamenti diversi -> mondi alternativi, mondi altri.

Datazione

La storia si costruisce sulle date. Nella storia la data acquista una carica simbolica.

Cronologia diversa da ricostruzione storica.

Il documento è il mezzo che ci permette di entrare in contatto con il passato.

Metodi di datazione:

  • Datazione diretta: compare sul documento stesso.
  • Datazione indiretta: assenza della data -> analizzare il tipo di documento, carta, inchiostro, mittente, destinatario, ecc.

Fonti della storia contemporanea

  • Testimonianze orali.
  • Documenti scritti e dattiloscritti.
  • Documenti scritti editi e inediti (carteggi, diari, ecc.).
  • Archivi sono il luogo della conservazione dei documenti.
  • I luoghi della memoria.
  • Le fonti vanno collocate nel contesto storico in cui sono prodotte -> è necessaria una bibliografia e rintracciare altri documenti.

Periodizzazione della storia contemporanea

  • 1789: Rivoluzione francese -> cominciano a nascere le nazioni, si modernizza il sistema economico, nascono i primi complessi urbani industriali e l'urbanesimo (con lo spopolamento delle campagne); si trasforma la mentalità.
  • Altri lo fanno iniziare dal Congresso di Vienna (1815); altri ancora dalla Primavera dei Popoli (1848).

Ci sono poi anche altri tipi di periodizzazione:

  • Storico anglosassone Barraclough, cerca di sottolineare le correlazioni tra Europa e mondo extraeuropeo.
  • Storico Mayer la fa iniziare nel 1914.
  • Hobsbawm, storico di impostazione marxista, scrive "Il secolo breve" -> sostiene che età contemporanea va dal 1917 al 1989.
  • Centrale la vicenda del modello comunista.

Di tutte queste periodizzazioni quello che emerge è l'interpretazione.

Nella storia contemporanea si parla di coscienza storica: idea di quello che accade e come noi ci pensiamo dentro quello che sta accadendo, la storia è cambiamento, che la coscienza mi permette di cogliere.

  • Memoria del passato.
  • Attenzione del presente.
  • Attesa del futuro.

Intervista a Emilio Gentile

  • Trasformazione radicale del mondo della belle époque, che conteneva un entusiasmo emotivo per il progresso, ma anche forti elementi psicologici di paura del progresso, della modernità, dell'uomo. Sono gli anni del decadentismo.
  • Al problema della data si lega tutta un'interpretazione di carattere storico.
  • Gentile parla di scontro tra vecchio e nuovo, che scoppia nell'800 e si risolve nel 900 con la vittoria del nuovo (anche a costi altissimi, come la guerra mondiale).
  • Crisi delle identità dei partiti, annebbiamento della politica italiana -> Gentile ne parlava con un forte riferimento all'Italia degli anni 90 (la "seconda" repubblica) -> analogie importanti non per dimostrare che la storia si ripete, ma per maturare una riflessione, non solo sugli eventi passati ma anche sul presente.

Il ruolo delle masse

Rivoluzione francese

  • Partecipazione popolare.
  • Uguaglianza politica -> estensione dei diritti politici a tutti i cittadini; concetto di cittadinanza che diventa un concetto universale.
  • Cesura -> apertura di una nuova stagione.

Protagonismo delle masse molto importante nel corso del 900 in quanto determinano anche il corso politico, l'opinione pubblica, legittimano i sistemi politici -> consenso.

La battaglia per l'uguaglianza politica ha come obiettivo primario il suffragio, l'estensione al suffragio universale (diritto di voto esteso a tutti i cittadini, uomini e donne).

Questa conquista si sviluppa attraverso una serie di battaglie:

  • Le rivoluzioni del 1848 -> in Francia suffragio universale maschile.

Le classi dirigenti, i ceti intellettuali, davanti al protagonismo delle masse come reagiscono?

Vengono percepite come un pericolo sociale, perché possono rovesciare l'ordine sociale. Si possono identificare derive rivoluzionarie.

Le masse cambiano radicalmente il sistema economico e urbanistico delle società.

  • Nuovi ceti sociali che lavorano in fabbrica (donne e bambini): masse marginali che entrano nel sistema economico -> siamo davanti alla nascita di nuovi soggetti storici.
  • Masse di lavoratori che lasciano le città, si inurbano in quartieri operai nei dintorni delle fabbriche -> viene modificato anche l'assetto urbanistico delle città.

Nuovo rapporto tra ricchezza e povertà: categorie globali.

Economia diventa centrale: non basta più la potenza militare, ma importante è lo sviluppo economico.

L'economia influenza lo stesso sviluppo della nazione. Nasce un nuovo ceto, il proletariato, l'associazionismo operaio, forme di sindacato (trade unions), lo sciopero come strumento di lotta a difesa dei propri diritti.

Lo sviluppo si lega all'industrializzazione, processo che si estende dall'Inghilterra al resto dell'Europa continentale.

L'industrializzazione provoca la nascita della produzione in serie (Taylorismo + Ford) -> lavoro parcellizzato standardizzato, operaio svolge un lavoro ripetitivo, non vede un lavoro finito, catena di montaggio.

  • Richiesta la manodopera specializzata -> trasformazione della mentalità, come questi nuovi ceti si pensano (battaglie per aumento salariale, difesa diritti, ecc.).

Battaglie associazioniste.

Nel 900 i ceti marginali (operai e contadini) si impegnano in battaglie per la rivendicazione dei diritti.

Aumenta il divario tra mondi ricchi e poveri; con la I guerra mondiale c'è la prima grande cesura del 900, ricaduta gravissima: l'Italia nel 19 esce dalla guerra, mito della vittoria mutilata (no Dalmazia e Fiume), problema dei reduci impossibilitati a lavorare, problema di una riconversione delle industrie da bellica a produttiva -> crisi economica in Italia produce una destabilizzazione soprattutto tra i ceti medi, che in Italia sono determinanti e favoriscono l'ascesa del fascismo perché spaventati di perdere le conquiste (anche di carattere economico) ottenute prima della guerra. Da qui si innesca il fascismo.

Questione economica determinante anche nella stabilità internazionale: crolla la Borsa di NY, la crisi esplode negli USA ma ha ricadute anche in Europa, soprattutto in Germania -> Weimar, repubblica fragile, Germania condannata al risarcimento dei danni di guerra -> paradosso della politica economica: la Germania non era in grado di pagare questi debiti, e gli USA sospendono gli aiuti nel momento della crisi -> questa crisi in Germania favorisce l'avvento del fascismo.

La crisi del 29 svela anche un altro elemento: per la prima volta il capitalismo che si era affermato in questo secolo svela le sue contraddizioni: crisi di sovrapproduzione -> entra in gioco il ruolo dello stato, piano di Roosevelt (New Deal): il problema era ricreare posti di lavoro tramite opere pubbliche, soccorrere cittadini più colpiti dalla crisi -> nasce il Welfare state.

Altro paradosso della politica economica di quel periodo riguarda l'Unione Sovietica: Stalin vuole farne una grande potenza economica e militare, ma con la rivoluzione si era affermato un sistema collettivista; era lo stato che possedeva i mezzi di produzione. L'esclusione dal mercato internazionale (sistema chiuso di economia) la protegge dagli effetti della grande crisi -> negli anni 30 si trasforma in una grande potenza militare ed economica: coinvolge la popolazione in questo sforzo di sviluppo, rafforza il mito sovietico, produzione bellica -> diventa modello per molti partiti comunisti dell'Europa occidentale.

Guerra finita nel 45, si afferma espansione del modello americano; USA paese che aiuta principalmente la ricostruzione dell'Europa (Piano Marshall) -> USA hanno un ruolo determinante nel dopoguerra.

Nel 46 si profila una divisione del mondo, mondo bipolare diviso tra USA e USSR -> modelli contrapposti di società, modelli politici, ideologici ed economici.

Modello americano: American way of life basato sulla società dei consumi, negli USA si era già affermato negli anni 20 e 30 e nel secondo dopoguerra si espande in tutta l'Europa occidentale: consumo di massa, idea del Welfare state.

Modello collettivista sociale: rivoluzione cinese rappresenta un passaggio fondamentale, mostra che anche il modello collettivista aveva una sua forza espansiva. Cambia rapporto tra ricchezza e povertà: nel secondo dopoguerra questo divario riguarda soprattutto l'asse nord-sud. (interferenza tra due assi: il primo est-ovest vede la lotta tra due mondi ideologicamente avversari, asse nord-sud processo di decolonizzazione. Sud vede mondo coloniale che si va liberando dal dominio europeo (fine anni 50).

In questo divario di un nord ricco che conosce lo sviluppo in tempi rapidi e un sud povero che resta arretrato, si inizia a parlare di interdipendenza: categoria sempre più presente nell'età contemporanea, eventi che accadono in un luogo e hanno una ricaduta immediata negli altri. Oggi potremmo parlare di interconnessione globale.

Esempio: petrolio, risorsa energetica fondamentale del secondo 900 -> nel 1973 durante una delle guerre arabo-israeliane, uno dei paesi arabi che sostenevano la causa palestinese contro Israele, alzano i prezzi del petrolio grezzo -> mette in ginocchio l'Europa per la mancanza di petrolio -> si svela una debolezza dell'economia occidentale e anche un'incapacità di gestire mercati così larghi.

Ideologie

Le ideologie si basano su sistemi concettuali con l'obiettivo non solo di interpretare un mondo, ma anche di modificarlo -> vive nell'anima delle lotte politiche ed economiche.

Nella prima metà dell'800:

  • Reazionarismo -> corrente che si oppone ai principi liberali nati dalla rivoluzione francese.
  • Ordine sociale immodificabile -> reazione al cambiamento, conservazione dello status quo.
  • Difesa dei privilegi acquisiti (da parte dei ceti più ricchi).

Accanto al reazionarismo abbiamo il conservatorismo che si oppone in generale alla modernizzazione.

Liberalismo:

  • Principi di libertà e uguaglianza.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pozzo1997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Borruso Paolo.
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