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Sociologia del linguaggio: costruzione sociale tra individui

Il paradigma dell’azione parte dal fatto che la società è una costruzione sociale. Parte dal paradigma della struttura, osserva il comportamento degli individui come costruiti dal sociale, nel senso che io mi comporto così diversamente da un’altra perché ho incorporato i valori della società in cui sono cresciuta.

Sociologia e il campo di studio

La sociologia si occupa di studiare la società, anche se nasconde tutta la complessità nella definizione del "campo di studio", e la difficoltà sta nel delimitare tutti i suoi confini. Il termine società è polisemico, complesso e non è l’unica scienza che studia la società ma ci sono altre discipline:

  • Antropologia culturale la quale si interessa sullo studio dei popoli territorialmente delimitati, studio degli indigeni, comportamenti e culture in alcuni ambiti subculturali e ne trae un ritratto. Oggi ci sono ambiti molto vicini quasi sovrapponibili all’antropologia.
  • Storia si occupa di fenomeni storici e la sociologia di fatti contemporanei ma utilizza e fa riferimento alla storia del passato.
  • Psicologia analizza le dinamiche interne a singoli individui con problemi che essi incontrano nel processo di integrazione. Studia in modo centrato le caratteristiche psicologiche dell’individuo, mentre il sociologo i caratteri esterni, cerca di capire perché si comportano così e cerca le cause non nel carattere ma nei contesti sociali e nell’ambiente esterno.
  • Economia e scienza politica la differenza consiste nel fatto che sono discipline che non guardano con un obiettivo di riscontro pratico. Sono teoriche più che empiriche.
  • Demografia invece è la scienza che studia quantitativamente i fenomeni dello stato e il movimento della popolazione, studia i flussi migratori e va a mapparli. La sociologia spiega le cause delle migrazioni, le guerre, la fame, va a vederne le origini.

Campo della sociologia

Il campo della sociologia si occupa di:

  • Soluzione gerarchica avanzata dal primo sociologo, August Comte. Parla della scienza comprensiva di tutte le altre, gerarchicamente superiore a tutte le altre. Ci permette di capire come alcune scoperte possano avvenire in alcuni stati invece che altri.
  • Residuale opposta alla visione di Comte. Dice che la sociologia come ultima nata si riferisce a comunità troppo grandi per essere studiate dall’antropologia. Tutto è troppo poco discorsivo per essere chiamato storia. Secondo questa teoria accontenta dei resti che le altre scienze hanno lasciato da parte. La sociologia studia lo stesso ambito di fenomeni che sono oggetto delle altre scienze sociali.
  • Formale soluzione più recente in base alla quale essa è definibile non in base agli oggetti, ma piuttosto si differenzia dalle altre grazie a una prospettiva analitica. Studia le forme di subordinazione, di dominio, la competizione e la concorrenza, le forme di rappresentanza, le alleanze. È quindi la grammatica sociale, la geometria della società, i meccanismi che rendono conto dei fenomeni sociali e le forme delle relazioni che definiscono la società.

Organizzazione sociale e sociologia

L’organizzazione sociale è l’oggetto d’indagine primario della sociologia. La specificità della sociologia è ben espressa e sintetizzata nella domanda: Come è possibile la società? La sociologia studia dunque quando l’organizzazione sociale funziona bene e quando non funziona. Studia quindi il comportamento dell’uomo nel contesto degli altri uomini con cui entra in contatto.

Origini della sociologia

La sociologia nasce in un momento di cambiamenti sociali dovuto al susseguirsi delle tre rivoluzioni:

  1. Scientifica: ne determina l’idea di come si crea il sapere che si ancora all’esperienza e allo studio empirico.
  2. Industriale: importante per l’origine della sociologia perché scardina le società tradizionali. Le masse si trovano concentrate in stesse abitazioni in situazioni di sfruttamento nelle grandi città. Rottura dei legami sociali, riorganizzazione sociale nei contesti urbani, mistura di persone con background e contaminazioni di tradizioni e culture.
  3. Francese

Le tre grandi rivoluzioni affermano anche i temi della sociologia classica su cui riflettono i primi sociologi: ordine, mutamento, conflitto, integrazione sociale.

Mutamento secondo i sociologi

Karl Marx, evoluzione teoria e sociale è determinata dalle contraddizioni oggettive legate alle forme di produzione, ovvero alle disponibilità di risorse materiali e tecniche. Secondo lui la rivoluzione crea una classe sociale con nuovi bisogni, nuove culture in un ambiente di classe con élite e potenti, fanno in modo che ci sia un conflitto che porti un nuovo ordine sociale. Vedono il mutamento attraverso fasi di antitesi e sintesi e quindi fasi alterne di conflitto e nuova sintesi.

August Comte, fisica sociale, Spencer, teoria dell’evoluzione sociale, da Darwin, quasi la società evolve naturalmente secondo la legge naturale. Durkheim, divisione sociale del lavoro e forme della solidarietà sociale.

Il problema della conoscenza sociologica

Due correnti di pensiero:

  • Il positivismo, sostiene che la scienza della società non sia diversa da quelle della natura. Il fine è spiegare, guarda la struttura sociale.
  • Lo storicismo tedesco sostiene che le scienze della società sono diverse dalle scienze della natura. Il fine è comprendere.

Il paradigma positivista in sociologia

Il pensiero e le tecniche della sociologia sono condizionati dal periodo in cui nasce. La sociologia nasce sotto gli auspici del pensiero positivista, che fonda la conoscenza dei fenomeni sociali su basi empiriche. Il pensiero positivista afferma una conoscenza che si basa su osservazione empirica dei fatti. Ne mutua gli apparati concettuali metodologici e tecnici con cui si studia la società. I fondatori della disciplina, Comte e Spencer, condividevano una fede nei metodi naturali.

Al centro si trova l’affermazione del primato, come nella fisica e nell’astrologia, il sociologo va a studiare i fenomeni sociali, con gli stessi strumenti e anche con gli stessi obiettivi; di proporre spiegazioni causali, non generalizzazioni intuitive rispetto allo svilupparsi di un fenomeno sociale. La società per loro era un organismo unico, come la natura che evolveva per leggi endogene, come la natura avrebbe al suo interno delle formule che la fa evolvere in modo naturale. Quindi per studiarla guardavano al lavoro, alla religione, fuori dallo specifico, in relazione con le altre parti sociali.

Il suicidio secondo Émile Durkheim

La prima ricerca: Émile Durkheim, in cui egli lo studia in maniera empirica, esempio dell’affermazione positivista, atto intimo, in cui si cerca di spiegare il suicidio con altri fatti sociali. Egli proietta con tutti i dati statistici sui diversi paesi europei e inizia a ragionare sul perché nei paesi del sud il numero dei suicidi fossero inferiori a quelli del nord. Ragiona e trova altri fatti sociali che spiegano questa differenza. Utilizza la religione, guarda il numero degli sposati e single, il numero famiglia.

Regole del metodo sociologico

Teoria del fatto sociale in cui egli descrive che la prima regola impone di considerare i fatti sociali come delle cose. Questi anche se non sono materiali hanno le stesse proprietà delle cose; da un lato non sono soggetti alla volontà dell’uomo, possono essere studiati al di là della nostra presenza, dall’altra parte sottolinea che fatti sociali avvengono perché seguono regole proprie ed essi sono l’obiettivo della sociologia.

  1. Esiste una realtà sociale fuori dall’individuo, esiste a prescindere da noi.
  2. Questa è oggettivamente conoscibile.
  3. Essa è studiabile con le scienze naturali, è un metodo induttivo, processo di conoscenza che dall’osservazione empirica trae regolarità e ricorrenze che permette di pervenire a leggi naturali. Obiettivo: generalizzare sapere che si basa sull’esperienza empirica, raccolgo dati e quantifico i fenomeni traendo leggi universali che sono la spiegazione del fenomeno.

Storicismo e Max Weber

Lo storicismo si oppone e quasi in contrapposizione alla fine dell’Ottocento. La critica al naturalismo si fa risalire a Dilthey 1833-1911 che formula la prima critica nei confronti di Comte. Si sostiene un’idea di autonomia delle scienze umane. Dilthey opera una distinzione tra scienze della natura e spirito. Noi apparteniamo a ciò che studiamo. L’oggetto di studio per le scienze sociali, la conoscenza viene attraverso la comprensione: non può mirare alla spiegazione ma deve mirare alla comprensione dei fenomeni sociali. Qual è il senso che porta all’azione? La conoscenza è il prodotto tra due mondi: attore sociale e osservatore, da un lato sono simile a ciò che osservo.

Max Weber (1864-1920) riflessioni sulla validità delle scienze sociali. La conoscenza è una riduzione della realtà, non si può conoscere la realtà totale, tutto ciò che studiamo è una interpretazione. Le scienze sociali si distinguono per il loro orientamento verso l’individualità; il loro metodo è trovare e arrivare a determinare tipologie, idealtipi che spiegano l’intenzione dell’azione. Suggerisce che le persone non agiscono solo da calcoli economicisti, costi benefici, lo dimostra con gli idealtipi, l’azione non è mossa verso il profitto, ma noi agiamo attraverso un modo perché credo e ho dei valori che prescindono dagli interessi provati. Si agisce per razionalità rispetto allo scopo, al valore e affetto, lo scopo della sociologia è comprendere e questo varia da società a società.

La trasformazione del concetto di scienza

Lo storicismo tedesco pone l’accento sulla comprensione dei significati effettivamente vissuti dagli attori sociali e delle forme espressive cui hanno dato luogo. In fare questo, sottolinea come la conoscenza è sempre il prodotto dell’incontro tra due mondi di significato diverso, quello dell’attore sociale e quello dell’osservatore.

  • La parzialità di ogni sapere scientifico

Popper - Il principio di "falsificazione", il problema della validità del sapere scientifico.

La crisi del concetto di oggettività e naturalità delle scienze crea problemi circa la specificità del sapere scientifico rispetto ai discorsi di senso comune. Weber, per questo propone di distinguere il momento iniziale dell’impostazione di una ricerca in cui vengono formulate le ipotesi dal procedimento successivo alla ricerca stessa volto a verificare le ipotesi. È possibile distinguere il momento iniziale in cui parte la ricerca al momento in cui viene fatta, il primo si precisa il punto di vista a partire dal quale il fenomeno viene studiato, deve essere distinto da quello della ricerca in cui vengono formulate le ipotesi. Prima vengono precisate le ragioni e andremo sul campo con pregiudizi e esperienze, sapere parziale caratterizzato da cosa pensiamo, da qui nascono ipotesi e applichiamo metodi logici e selezioniamo un campione, interviste che seguono un protocollo che raccolgono i dati che potrebbero contraddire i nostri pensieri. Non dobbiamo falsificare i dati secondo ciò che pensiamo.

I paradigmi di riferimento

Si definiscono paradigmi scientifici quegli assunti di base di natura teorica e metodologica sui quali una comunità di scienziati in un determinato campo sviluppa un consenso storicamente accettato da tutti i suoi membri. Thomas Kuhn, The structure of scientific Revolution, 1962. Scrive come avvengono i cambiamenti scientifici.

In sociologia ci sono tradizionalmente due paradigmi che attraversano la storia della disciplina. Questi forniscono due modi alienativi di accostarsi alla realtà sociale data da due gruppi di scienziati con due idee opposte:

  • Il paradigma della struttura: I suoi sostenitori partono dalla società per studiare il comportamento delle persone. Questa precede l’individuo; tutti gli uomini sono uguali ma si comportano in maniera diversa perché vengono socializzati in culture diverse. Nasciamo in un mondo sociale preformato. Cresce in un ambiente da cui ne prende abitudini, caratteri, frequenta individui, sviluppa idee, credenze condizionate dalla sua esperienza. La struttura è un reticolo di strade preformate all'interno delle quali noi scegliamo. Non sono infinite. Ciò non vuol dire che egli non sia libero di compiere scelte; ma ha dei limiti nella struttura sociale.
  • Il paradigma dell’azione: Nasce nello storicismo tedesco. Si parla di individualismo metodologico; guardiamo all’individuo. Max Weber si sofferma nella sua critica sul fatto che la sociologia non può che procedere dalle azioni di alcuni individui, essa deve dotarsi di metodi individualistici. Contrasta l’opinione olistica. Si deve tener conto dei motivi dell’azione. Tema della vita quotidiana. Si afferma questo approccio sociologico che parte dalle interazioni che gli individui hanno con la società. Qui si dice che le strutture sono una struttura sociale: non esisterebbe niente senza interazioni tra individui, bisogna indagare nei micro contesti e vedere come le strutture si producono e riproducono. Dobbiamo guardare vicino all’individuo.

I due paradigmi che partono da due elementi opposti sviluppano tecniche di analisi e raccolta dati diverse.

Come si passa dalla teoria alla ricerca?

Metodi della ricerca sociale

Bisogna scegliere il problema/tema di ricerca da cui partire (es. suicidio, le comunità dei senzatetto, la differenza di genere tra uomini e donne nella scelta delle carriere); si passa alla definizione delle ipotesi (formulare delle ipotesi personali che provano a spiegare il problema); è importante per avanzare delle ipotesi utilizzare l’immaginazione sociologica. Dopo essersi documentati si passa alla formulazione del disegno della ricerca che prevede l’individuazione della metodologia che può avere un approccio da paradigma della struttura, andando in cerca di spiegazioni e adottando metodi quantitativi (indagini statistiche, analisi dei contenuti legislativi etc.) o ad un approccio qualitativo che sta nell’indagine all’interno della vita quotidiana, tenendo conto delle condizioni culturali, mettendosi nei panni dell’individuo; ci si mette in gioco con la persona riducendo la distanza ricercatore-ricercato. Segue a questo punto la codifica e analisi dei dati: per l’analisi delle interviste il tempo è più lungo, l’intervista dev’essere trascritta paragonata ad altre, selezionate le parti principali e infine si approda all’interpretazione dei risultati. Dopo averli raccolti, gli indizi sociologici vanno interpretati alla luce anche delle ipotesi che avevamo formulato.

Due metodi di analisi

Tecniche quantitative

Inchiesta campionaria (interviste telefoniche) svolta su campioni rappresentativi da cui si estrapolano teorie generali. I campioni devono essere costruiti per ridurre la numerosità delle persone da contattare, selezionati in base a quote (campioni stratificati: ovvero una selezione di persone che abbiamo determinate caratteristiche che vengono valutate in maniera scrupolosa; ci sarà per esempio una fascia che comprenderà donne di 40 anni del nord, che saranno comunque limitate). Con tecnica delle scale si intende quando ti rivolgono la classica domanda da 1 a 5 (es. quanto sei d’accordo con questo da 1 a 5?). Le fonti statistiche ufficiali invece, ti permettono di cogliere le informazioni da dati ufficiali come nel caso del censimento. L’analisi quantitativa del contenuto si effettua guardando e codificando in maniera sistematica determinati dati e ti permette di visionare i cambiamenti in atto.

Tecniche qualitative

Osservazione partecipante: osservare direttamente sul campo prendendone parte (studiare i contadini andandoci a lavorare); l’osservazione può essere palese o dissimulata; nel primo caso dichiarare la tua posizione, nell’altro non rendere noto il tuo lavoro o il motivo per cui sei lì. L’ingresso in una comunità dichiarando il tuo status di ricercatore provoca sicuramente un certo effetto e può condizionare il comportamento, sapendo che la persona ti studia; è per questo che in alcuni casi si preferisce l’osservazione dissimulata, la quale però può riscontrare dei problemi etici (farsi amici per estorcere informazioni non è eticamente corretto), pertanto spesso prima di iniziare una ricerca ti sottopongono un codice etico da sottoscrivere.

C’è poi l’intervista qualitativa che può essere di diversi tipi: fissa (ovvero delle domande aperte), attiva o interattiva; ci sono diversi modi per analizzare il materiale, software o manuali e si possono eseguire interviste con tecniche miste (ad esempio partire solo dal tema e sviluppare il dialogo in base all’interazione).

Ci sono poi i focus group molto veloci che ti permettono di interpellare più soggetti per investigare.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mela1912 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Forno Francesca.
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