Estratto del documento

Sociologia generale di Maria Adelaide Gallina

Introduzione alla sociologia

La sociologia indaga le relazioni fra gli uomini, le collettività e le norme che essi si danno per vivere in società. Non esiste una sola definizione di sociologia. Per interpretare il sociale utilizziamo un metodo: la ricerca empirica. Il nostro compito è quello di porsi delle domande.

Definizione sociologia: ”La scienza che studia, con propri metodi di indagine e tecniche di ricerca empirica e non empirica i fondamenti, i fenomeni essenziali, i processi ricorrenti di strutturazione e destrutturazione, le manifestazioni tipiche della vita associativa e le loro trasformazioni, i condizionamenti che i rapporti e le relazioni sociali esercitano sulla formazione e sull’azione degli individui e che gli individui esercitano su di loro, quali si ritrovano globalmente nella società e di ogni tipo di collettività, seppure di minor scala.” (Dizionario di sociologia di Gallino).

I processi di strutturazione e destrutturazione significano la costruzione e la distruzione nella società. Si sente il bisogno di cogliere la reciprocità. In sintesi: la sociologia è una scienza che studia e interpreta con propri metodi empirici e non empirici i fenomeni sociali in particolare le azioni individuali e collettive degli attori sociali. La sociologia ci aiuta non solo ad analizzare quelli che sono i modelli di vita sociale, ma anche ad individuare possibili scenari futuri, cioè come potrebbero andare se noi tentassimo di cambiarle. Le dimensioni disciplinari che distinguono l’identità della sociologia sono: l’area teorica e l’area empirica.

Ogni teoria è uno strumento di conoscenza parziale, relativamente autonomo rispetto ad altre teorie, la cui validità è data dalla sua capacità di fornire modelli utili all’interpretazione di fenomeni sociali. L’area empirica è l’area della ricerca.

Gli elementi sociali elementari sono: il comportamento (della monade sociale), l’azione (razionale e non dell’individuo, dell’attore sociale), l’interazione (combinazione di rappresentazione reciproca in un contesto sociale), la relazione (tipo ideale-processo vissuto), l’associazione (famiglia, gruppo, comunità, …), il fatto sociale (la norma morale integrativa-regolativa), la materialità sociale (struttura dei rapporti di produzione).

Oggetti d'indagine

  • Il divenire della società.
  • Le relazioni esistenti tra i fenomeni sociali che rientrano nelle diverse sfere (come la politica, la religione, la conoscenza).
  • I rapporti d’interdipendenza tra gli individui, settori, funzioni della società.
  • Le interdipendenze tra valori, norme, significati, simboli.
  • I fattori e le modalità dell’azione sociale di soggetti individuali e collettivi.
  • La descrizione metodicamente orientata della realtà sociale.
  • Il linguaggio necessario per descrivere in modo rigoroso i fenomeni sociali, per collegarli tra loro in costruzioni fornite di senso.
  • Gli aspetti, i processi, le strutture comuni a tutte le classi di fenomeni sociali.

La sociologia che studia la società attuale procede per problemi e si avvale di altre discipline, come la pedagogia, la psicologia, l’antropologia. Infatti, come sostiene anche il sociologo Cavalli, per analizzare la complessità dei vari fenomeni sociali è importante un approccio multidisciplinare che consenta però un’interdipendenza tra le discipline.

L’oggetto di studio della sociologia è la società mondo (Niklas Luhmann). È l’idea di una società senza limiti regionali che non intende negare le profonde differenze e disuguaglianze che si osservano tra le condizioni di vita nelle singole regioni del globo terrestre, ma intende richiamare l’esistenza di interdipendenza di portata mondiale che richiede una capacità di ragionamento globale.

La sociologia mondo studia i processi di strutturazione e destrutturazione, di integrazione e scambio, di conflitto esterno e riduzione interna dell’economia, della politica, della cultura e del sistema comunitario. Essi sono modernizzati come sotto-sistemi di una società che non ha più alcun confine statuale e nazionale.

Edgar Morin considera la società mondo come un fatto sociale che va emergendo e un’opzione cognitiva che consiste nella scelta di osservare il mondo come se fosse una sola società. I sette saperi fondamentali di Edgar Morin nell’insegnamento e nell’educazione di ogni società e di ogni cultura:

  • La cecità della conoscenza: l’errore e l’illusione.
  • I principi di una conoscenza pertinente.
  • Insegnare la condizione umana.
  • Insegnare l’identità terrestre.
  • Affrontare le incertezze.
  • Insegnare la comprensione.
  • L’etica del genere umano.

Caratteristiche della società attuale

I tratti che caratterizzano la nostra società sono:

  • Maggiore dinamismo contemporaneo attraverso lo svuotamento di tempo e spazio che non coincidono più necessariamente. Il luogo come contesto fisico di interazione è separato dallo spazio.
  • Globalizzazione.
  • Nuovo individualismo: soggetti più in grado di scegliere il proprio destino.
  • Problemi sociali, ecologici, demografici, di divario nord-sud del mondo.

Il sociologo Ritzer dice che la tesi della convergenza della cultura globale indica tendenza all’unificazione degli stili di vita, dei simboli culturali e dei modelli di consumo. Ne risulta l’immagine di un unico mondo, in cui le culture locali sono sradicate. Si parla di Mcdonaldizzazione del mondo (Es. McDonald's). Mentre Robertson respinge questa teoria perché la globalizzazione culturale non significa che il mondo viene omologato culturalmente. Il processo è dialettico e fa coesistere particolare e universale.

Cambiamenti nei processi di socializzazione

Nel contesto di una società complessa come la nostra, connotata da brusche accelerazioni e da verifiche continue del potere di socializzazione:

  • I modelli formativi conosciuti fino ad oggi subiscono un progressivo deperimento.
  • Tramonta il percorso unico, normativo e garantito della formazione, caratterizzato da una scoperta del mondo senza urti e da una maturazione gradualistica e protetta dell’individuo.
  • Le vie della socializzazione appaiono sempre meno chiare e ordinate rispetto al passato.

Come avviene la ricerca di senso?

Secondo Bauman siamo immersi in un mondo imprevedibile, fatto di liberalizzazione, flessibilità, competitività, il nostro io ci appare l’unico elemento stabile nel bel mezzo di un mondo estremamente volatile. Così, per trovare rimedio ai disagi dell’incertezza, ricorriamo all’autopreservazione e investiamo sull’integrità del nostro corpo e di tutte le sue estensioni e baluardi: la nostra casa, i nostri beni. Al contrario, il ripiegamento sulle risorse e sulle capacità individuali finisce con alimentare maggiormente nel mondo quell’insicurezza che tentiamo di rifuggire.

Attori transnazionali

Gli attori sono diversi. Al numero crescente di interazioni contribuiscono una serie di attori transnazionali come: gruppi economici, organizzazioni intergovernative (ONU, Commissione Europea), organizzazioni internazionali non governative (ONG), diaspore globali di popoli profughi (palestinesi, armeni, tamil), cittadini comuni (migranti, turisti, studenti, professionisti). L’azione di tutti questi attori transnazionali, insieme alla visibilità della medesima garantita dai media, produce globalità.

La società deve essere in grado di riadattarsi e esistono 3 aspetti di cambiamento della pandemia:

  • Crisi economica mondiale
  • Distanziamento sociale
  • Gestione della sanità

La sociologia studia aspetti che permangono nel tempo e mutano nel tempo.

Le origini della sociologia

Da quanto tempo esiste l’attività intellettuale che chiamiamo sociologia? È nata nell’antichità. Le origini della sociologia sono evidenti fin dall’antichità in quanto la maggior parte dei problemi che fondano la sociologia sono emersi nel corso della tradizione del pensiero filosofico, storico, politico, giuridico. Nasce da quando ci si pone il problema di come mantenere l’ordine sociale.

Aristotele e Hobbes sono filosofi e entrambi hanno posto le basi per la sociologia. Secondo Aristotele: l’uomo è incapace di realizzare il bene e di conseguire la felicità al di fuori della comunità e dell’unione con gli altri individui. La società si forma grazie al progressivo ampliamento dell’istinto associativo.

Secondo Hobbes: in contrasto con Aristotele lui vede l’uomo come un essere fondamentalmente asociale che ricerca l’associazione con altri individui spinto da motivazioni puramente utilitaristiche. Alla base di tali motivazioni vi è la paura della morte.

La sociologia come scienza è nata nel 1839. Auguste Comte è il fondatore della sociologia grazie ai suoi primi lavori dedicati alla fondazione concettuale e metodologica della sociologia. Nel 1824 ha scritto una lettera a un amico Valat e usa per la prima volta l’ibrido latino-greco: socio-logia. In una sua opera vediamo per la prima volta il termine sociologia e viene equiparata alla fisica sociale.

Comte ha elaborato la legge dei 3 stadi perché considerava la sociologia come l’ultimo risultato dello sviluppo delle scienze. Credeva che lo studio della sociologia avrebbe portato l’umanità a uno stato di benessere. Come per la fisica ci sono delle leggi, anche in sociologia possiamo individuare delle leggi per spiegare il comportamento umano. La scienza avrebbe avuto un posto centrale nella vita degli uomini. I 3 stadi sono:

  • Stadio teleologico: la società è spiegata attraverso idee religiose e la ricerca delle cause dei fenomeni viene attribuita a esseri soprannaturali.
  • Stadio metafisico: la società è spiegata attraverso principi astratti corrispondendo a quello dell’adolescenza o giovinezza del pensiero in cui gli agenti soprannaturali sono rimpiazzati da forze astratte.
  • Stadio positivo: la società viene spiegata attraverso il metodo scientifico. Chiamata anche età positiva perché attraverso la scienza è possibile risolvere i problemi.

Il ricorso ai fatti, alla sperimentazione, alla prova della realtà, è ciò che ci permette di uscire dai discorsi speculativi e dalla ricerca dell’assoluto. È il primo principio del positivismo. Quali sono i tratti che contraddistinguono il Positivismo?

Il positivismo è una corrente di pensiero filosofico che nasce in Inghilterra e in Francia nella prima metà dell’Ottocento da radici illuministe. La scienza diventa l’unico mezzo per poter interpretare il mondo, viene a costruirsi una nuova religione laica, la fiducia nella scienza. La scienza viene vista come un unico edificio in cui coabitano le diverse discipline. Caratteristiche principali del positivismo: il metodo scientifico è unico, indipendentemente dall’oggetto di ricerca (natura o società). Le scienze naturali esatte forniscono un ideale modello metodologico, in base al quale misurare il grado di sviluppo e di perfezione di tutte le altre scienze. La spiegazione dei fenomeni osservati avviene attraverso il ricorso a leggi naturali.

Comte porta l’attenzione su 5 significati diversi al termine positivo e sono: reale, utile, certo, preciso e costruttivo. Questi 5 significati permettono di definire il carattere della nuova concezione filosofica.

Le ragioni storiche: sono riconducibili alle rivoluzioni politiche. Le guerre di liberazione nazionale, sostenute e guidate da classi sociali e da élite in grado di costruire Stati indipendenti con istituzioni politiche e giuridiche ben strutturate. Parlare di rivoluzione vuole dire fare riferimento a un insieme di mutamenti sociali profondi che hanno origine in una parte di rivoluzione sociale o della cultura. Inducono o influenzano direttamente mutamenti sociali in ogni altra parte dell’organizzazione sociale. Prendiamo in considerazione la rivoluzione industriale che ha modificato il vivere sociale. Ci troviamo di fronte a una trasformazione del lavoro, del modo di produrre, dell’organizzazione, del mercato del lavoro. Molte persone abbandonano la campagna e vanno a vivere in città. Questo produce una rivoluzione nelle mentalità individuali e collettive e delle rappresentazioni sociali.

Le ragioni cognitive: si creano nuovi modelli della conoscenza. In quel momento c’è l’attenzione al metodo scientifico. La scienza non ha più nulla di divino, ma è semplicemente un’impresa umana problematica. La verità e la razionalità non sono mai attingibili in modo compiuto, ma ci si può faticosamente avvicinare ad esse.

Le ragioni etiche: l’individuo. La dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 26 agosto 1789 è molto importante. L’individualismo extra-mondano (l’uomo è l’essere umano nella sua essenza) si intreccia con l’individualismo intra-mondano (l’uomo e il cittadino). Affermazione dei diritti universali come espressione di una religione civile.

L’epistemologia del Novecento ha messo chiaramente in luce come equiparare sociologia alle discipline fisico-matematiche sia improprio sotto molteplici aspetti. È utile soffermare l’attenzione su 3 limiti fondamentali:

  • Gli esseri umani non sono molecole o corpi celesti.
  • Gli esseri umani sono dotati della capacità di attribuire significati e scopi al loro agire.

Con il 1900 la sicurezza del paradigma positivista perde la sua chiarezza e linearità e va incontro a continue revisioni. Tra il 1939 e il 1960 si sviluppa una nuova corrente che è il neopositivismo. Le teorie non sono più viste come leggi matematiche ma vengono legate a tecniche probabilistiche. Con Lazarsfeld si introduce il linguaggio delle variabili atto a operazionalizzare i fatti sociali e renderli osservabili, comparabili e quindi sottoponibili a controlli scientifici.

Le scienze sociali assumono un senso di provvisorietà e perdono le certezze di prima, una teoria è controllata positivamente fino a che qualcuno non dimostra il contrario. Si passa dal neopositivismo al postpositivismo. Non si abbandona il fondamento empirista delle scienze sociali, le tecniche di ricerca quantitativa, ma anzi si apre alle tecniche qualitative e pone l’accento sulla provvisorietà della ricerca scientifica e sulla possibilità di continua revisione.

Dopo Comte abbiamo una serie di sociologi e sono Weber, Simmel, Pareto, Durkheim, i quali posero le basi teoriche della sociologia.

Paradigmi antagonisti

Nel corso del tempo sono stati individuati due paradigmi antagonisti principali:

  • Il paradigma della struttura: La società con le sue istituzioni è un meccanismo dotato di leggi proprie, che funziona in modo totalmente indipendente dalle azioni e dalle scelte degli individui che la compongono, alle quali si impone dall’esterno.
  • Il paradigma dell’azione: I sostenitori del paradigma dell’azione ritengono invece che ciò che chiamiamo società sia semplicemente il prodotto delle azioni e delle interazioni tra gli individui che, indefinitamente ripetute, si cristallizzano fino ad oggettivarsi, istituzionalizzandosi.

Emile Durkheim (1858-1917)

Ha subito l’influenza del positivismo. È un intellettuale, un repubblicano e un riformista. È il sostenitore di una morale laica. Coglie il ruolo essenziale della sociologia. Il pensiero di Durkheim è nato considerando il contesto in cui ha vissuto. Analizziamo il contesto storico, cognitivo ed etico. La situazione storica della Francia induce Durkheim a riflettere sul problema dell’integrazione sociale.

Principali opere: “La divisione del lavoro sociale” (1893), “Le regole del metodo sociologico” (1895), “Il suicidio” (1897), “Le forme elementari di vita religiosa” (1912).

Uno dei problemi che hanno interessato Durkheim è stato il problema dell’interazione sociale. Durkheim vede nella divisione del lavoro sociale uno strumento primario di integrazione, di coesione e di solidarietà sociale. Individua 2 forme storiche di solidarietà sociale:

  • Meccanica: è tipica delle società premoderne ed è basata sulla somiglianza degli individui. Società molto piccole dove c’è poca divisione dei lavori.
  • Organica: caratteristica delle società moderne, industrializzate e urbanizzate. È basata su un’elevata differenziazione sociale e su una elevata specializzazione dei ruoli sociali.

Nel testo “La divisione del lavoro” (1893) porta l’attenzione sul fatto che la solidarietà organica è una forma di coesione sociale più forte di quella che genera la solidarietà meccanica. Il mutamento sociale troppo profondo o repentino spezza la coscienza comune degli individui e le vecchie norme sociali non sono più valide oppure sono confuse o non riconoscibili agli individui.

Ha ragionato sulla questione del metodo. Secondo lui la sociologia deve essere una scienza dei fatti sociali. Un fatto sociale è ogni modo di agire, di pensare e di sentire esterno all’individuo e che agisce sull’individuo come una coercizione o come un vincolo.

Definizione di fatto sociale di Durkheim: un fatto sociale è un modo di fare che deve essere analizzato attraverso il metodo. Il metodo ha il compito di considerare i fatti sociali come se fossero cose. Posso trovare una legge che ha l’obbligo di definire con chiarezza e di isolare i fatti sociali che si studiano. Vi è l’obbligo di distinguere il normale dal patologico. Un fatto sociale è per esempio la disoccupazione.

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 39
Appunti lezioni Sociologia generale Pag. 1 Appunti lezioni Sociologia generale Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Sociologia generale Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Sociologia generale Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Sociologia generale Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Sociologia generale Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Sociologia generale Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Sociologia generale Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 39.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti lezioni Sociologia generale Pag. 36
1 su 39
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiarastevenin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Gallina Maria Adelaide.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community