Patologia generale
Indice unità didattica
- Introduzione alla patologia generale
- Classificazione delle cause di malattie
- Cause estrinseche di malattia: fisiche, chimiche, biologiche, nutrizionali
- Cause intrinseche di malattia: malattie ereditarie (eredità patologica) e malattie congenite non ereditarie
- Patologia dei processi regressivi
- Atrofie, degenerazioni cellulari, necrosi, apoptosi, calcificazioni patologiche
- Patologia dei fenomeni progressivi: ipertrofia e iperplasia.
- Caratteristiche fondamentali, biologiche e morfologiche, dei processi neoplastici
- Infiammazione: generalità e cause flogogene. Mediatori chimici dell'infiammazione.
- Turbe circolatorie, fenomeni essudativi, fenomeni istogeni, formazione della componente liquida dell'essudato, formazione della componente cellulare dell'essudato.
- Infiammazioni acute e croniche. I vari tipi di infiammazione essudativa. Infiammazione granulomatosa.
Unità didattica 2
- Immunopatologia: reazioni da ipersensibilità immediata e ritardata. Autoimmunità e malattie autoimmuni negli animali (esempi). Immunodeficienze primarie e secondarie.
- Fisiopatologia
- Della termoregolazione: ipotermie, ipertermie, colpo di sole (cause fisiche), colpo di calore, febbre.
- Dell’apparato urinario: insufficienza renale acuta e cronica, sindrome uremica, sindrome nefrosica, urolitiasi.
- Dell’equilibrio acido-base e idro-elettrolitico (disidratazione, iperidratazione, edema).
- Dello shock: s. ipovolemico, s. vasculogeno o distributivo, s. cardiogeno, s. ostruttivo; fasi dello shock e meccanismi di compenso.
- Dell’apparato cardio-circolatorio: alterazioni della funzionalità cardiaca (difetti organici e funzionali del cuore), insufficienza cardiaca; alterazioni locali del circolo periferico (emorragia, iperemia, ischemia ed infarto, trombosi, embolia).
- Del sangue: anemie e policitemie, alterazioni quantitative (leucocitosi, leucopenie) e qualitative dei leucociti, alterazioni dell'emostasi.
- Dell'apparato respiratorio: insufficienza respiratoria, pneumotorace, atelettasia, edema ed enfisema polmonare, alterazioni del ritmo e della profondità del respiro.
- Dello stress: concetto di benessere animale, fattori stressanti negli animali e risposta adattativa allo stress, sistema dello stress, concetto di "eustress" e "distress": effetti dello stress su sistema immunitario ed attività riproduttiva, indicatori per la valutazione del benessere animale.
- Dell'apparato digerente.
- Epatica: insufficienza epatica acuta e cronica, ittero.
Introduzione alla patologia generale
La patologia generale è la scienza della malattia: è la disciplina che studia la natura, le cause, l’evoluzione e l’esito della malattia. Viene definita scienza del “come” e del “perché”, ovvero dell’eziopatogenesi delle malattie. Gli aspetti fondamentali sono la definizione di una determinata condizione patologica, eziologia generale (cause → perché), patogenesi (i meccanismi come si instaura una determinata condizione patologica). L’organismo si trova in una condizione di equilibrio dinamico (omeostasi) influenzato dal costante rapporto con l’ambiente. I sistemi di controllo intra/extracellulari permettono il mantenimento dell’integrità biochimica, strutturale e funzionale a livello di cellule, tessuti ed intero organismo.
Causa: agente eziologico/fattore causale/noxa patogena
La causa di una malattia è un fattore capace di indurre un effetto patologico quantificabile e rapportabile ad un danno morfo-funzionale di cellule, tessuti e/o organi. Un organismo può avere condizioni di alterata funzionalità pur non presentando anomalie da un punto di micro/macroscopico. Es. assenza di molecole carrier alterato riassorbimento tubulare.
Rapporti causa effetto:
- Causa effetto aspecifici: un determinato effetto è dato da più cause. Es. febbre (è un sintomo)
- Causa effetto specifici: un effetto è dato da una singola causa.
Patognomonico: un insieme di segni clinici-patologici fortemente indicativi di una determinata condizione patologica. Es. corpi inclusi virali osservabili al M.O. di subunità o virioni raggruppamento all'interno del nucleo o del citoplasma neuronale (effetto citopatico del Rhabdovirus e degli Herpesvirus).
Risposta di un organismo ad una noxa patogena
Un agente eziologico non sempre riesce a dare una condizione di malattia e questo dipende da molti fattori, tra cui quelli legati all'ospite.
- Organismo recettivo: ne subisce le conseguenze. Es. Diversa recettività intraspecifica e tra specie umana-animali (furetti/visoni/gatti/uomo sono recettivi al covid; i cani invece sono meno recettivi). Es. Tossicità selettiva del giglio vs gatto (deficit enzimi metabolici)
- Organismo refrattario: non subisce alcuna conseguenza.
- Organismo resistente: presenta dei meccanismi di difesa molto efficienti (immunità aspecifica, barriere mucosali/prime linee di difesa).
- Organismo reattivo (immunocompetente): presenta la capacità di attivare risposte immunitarie specifiche efficienti (umorale o cellulo-mediata idonea). Un organismo può diventare reattivo o se ha subito una precedente infezione e l’ha sconfitta o attraverso una profilassi vaccinale riceve una reattività specifica nei confronti di una componente antigenica del patogeno.
Malattie morbose
Fenomeno morboso: la deviazione più semplice della norma di un carattere morfologico, biochimico o funzionale di una cellula, di un tessuto, di un organo. L’organismo riesce a stabilire un equilibrio. Es. abrasione, eritema, pallore.
Processo morboso: associazione di più fenomeni morbosi che, generalmente, compaiono in regolare successione con caratteristiche che contraddistinguono l’evento patologico. Es. infiammazione: rossore (primo fenomeno morboso) iperemia → calore → tumefazione (una successione di fenomeni che portano all'instaurarsi di un processo reattivo da parte dell’organismo).
Stato morboso: condizione patologica stazionaria, localizzata, ben definita, spesso asintomatica, in cui l’organismo ha una deviazione rispetto la normalità, ma comunque riesce ad instaurare un equilibrio tra organismo e condizione patologica. Es. grave traumatismo che porta all’esigenza di asportare un arto l’animale trova un nuovo equilibrio, riesce ad adattarsi per tornare ad una situazione di normalità: la muscolatura dell’altro arto sarà particolarmente sollecitata, diventando ipertrofica. Es. miopia.
Malattia: condizione dinamica evolutiva che si manifesta con l’alterazione anatomo-funzionale di uno o più organi che turba la condizione omeostatica fisiologica ed induce uno stato di reattività dell’intero organismo → reazione infiammatoria. Le alterazioni dell’omeostasi possono essere di vario tipo in base alla patologia che consideriamo:
- Transitorie: ritorno alle condizioni omeostatiche originali
- Persistenti: raggiungimento di un nuovo stato stazionario, diverso dall’originale.
Esito dei processi patologici:
- Guarigione
- Cronicizzazione
- Morte
Cause fisiche di malattia
Tra le cause fisiche di una malattia possiamo considerare:
- Energia meccanica: cause meccanico-traumatiche
- Energia termica: cause relative alle variazioni di temperatura
- Energia elettrica
- Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti
- Variazioni di pressione atmosferica.
Cause meccanico-traumatiche
L’energia meccanica applicata bruscamente sulla superficie corporea è in grado di provocare dei traumi ovvero delle lesioni a tessuti superficiali di rivestimento e/o ad organi interni. Es. Trauma da investimento o contusivo: l’assenza di lesioni a livello della cute non esclude lesioni a carico degli organi interni o del sottocute coperto dal pelo un animale traumatizzato deve rimanere sotto osservazione per 24/48h per escludere, attraverso delle indagini strumentali, che non ci sia il coinvolgimento degli organi interni.
L’energia meccanica può portare a vari tipo di lesioni:
- Ferite: soluzioni di continuità dei tessuti di rivestimento (cute e mucose). Le ferite possono avere delle conseguenze più o meno gravi:
- Emorragia: rottura dei vasi sanguigni. Possibile penetrazione di germi nei tessuti sottostanti → infezione e coinvolgimento di altri organi e tessuti.
- Rottura di vasi sanguigni senza soluzioni di continuità dei tessuti di rivestimento:
- Ecchimosi: fuoriuscita di sangue nell’interstizio (a livello cutaneo è visibile il ‘livido’).
- Ematoma: il sangue all’interno dei tessuti è in una quantità superiore rispetto a quella che riesce ad essere contenuta nell’interstizio tissutale creazione di una cavità neoformata nella quale il sangue si viene a raccogliere. L’ematoma è visibile attraverso esami radiografici ed ecografici dopo che il sangue si è coagulato. Gli ematomi che si localizzano negli organi interni possono andare secondariamente incontro a rottura in quanto sono zone con minore resistenza. Es. Ematomi splenici il sangue rimane all’interno del parenchima e senza la rottura della capsula splenica.
- Fratture ossee che causano la rottura di organi interni.
Milza
La rottura completa della milza a causa di traumi contusivi (→ esplosione della milza) è rara in quanto presenta una struttura capsulare molto ricca della componente elastica, muscolare e liscia che la porta a contrarsi e evitare emorragie interne. Solo nel cane con trauma da investimento importante è frequente la rottura completa della milza. I punti neri nell’immagine possono essere dei piccoli coaguli o più probabilmente frammenti di tessuto splenico che sono in grado di impiantarsi sul grande omento e di riprendere una propria vascolarizzazione senza andare incontro a necrosi → impianti di milza.
Fegato
Nell’immagine è visibile un fegato con tante lacerazioni definite linee di rottura nei tessuti molli (linee di frattura per i tessuti duri). Si può considerare:
- L'entità dell’energia meccanica applicata grazie al grado di lacerazione
- Il colore tipico di animali con degenerazioni grasse
- Ingrossamento del fegato
- L’animale potrebbe avere delle condizioni non ottimali degli organi interni anche prima del trauma → può bastare anche un trauma di scarsa entità per avere delle lacerazioni addirittura spontanee.
Variazioni di temperatura
- Elevate temperature
- Basse temperature
Elevate temperature
- Applicazione diretta sulla superficie di rivestimento corporea ustioni da calore. La gravità delle ustioni è legata al grado e all’estensione del danno dalla superficie esterna (cute) agli strati sottostanti.
- 1° grado: la lesione interessa la superficie epidermica causando eritema e lieve essudazione sierosa → lesione dolorosa data dall’integrità delle terminazioni dolorifiche.
- 2° grado: la lesione può interessare l’epidermide ma non lo strato germinativo rendendo possibile la "restitutio ad integrum" della barriera epiteliale oppure si può avere l’interessamento parziale del derma che porta alla formazione di accumuli di essudato sieroso plasmatico (edema essudatizio sieroso) tra l’epidermide e il derma. Nel secondo grado rimangono ancora integri gli annessi cutanei.
- 3° grado: necrosi completa che coinvolge epidermide, derma e annessi cutanei (follicoli piliferi, strutture ghiandolari); si forma l’escara necrotica → tessuto necrotico asciutto destinato ad essere eliminato e sostituito da una cicatrice.
- 4° grado: completa carbonizzazione dei tessuti dalla cute alle parti più profonde come sottocute, fasce muscolari e anche strutture ossee.
Aspetti da considerare in caso di ustione:
- Percentuale corporea coinvolta nell’ustione: se il paziente presenta un 20% di superficie corporea ustionata è necessario provvedere all’ospedalizzazione, se si supera il 50% la situazione diventa difficile da gestire.
- Coinvolgimento di parti differenti del corpo: un’ustione che interessa gli arti ha una rilevanza clinica differente rispetto alle zone toraco-addominali.
Nei grandi ustionati vittime di incendi si devono considerare: i danni alla superficie corporea, forme di edema, sindromi respiratorie acute legate all’inalazione del fumo caldo e lesioni termiche a carico dell’apparato respiratorio.
Colpo di calore: aumento di temperatura patologico che può influire nei meccanismi di termoregolazione dell’animale. Il colpo di calore ‘classico’ si verifica quando l’animale non riesce a termo disperdere il calore a causa dell'aumento eccessivo della temperatura esterna. Il colpo di calore si può manifestare anche a seguito di esercizio fisico intenso.
È necessario considerare:
- Grado di temperatura
- Durata dell’esposizione
- Umidità dell’aria
Segni del colpo di calore sono:
- Ipertermia
- Vasodilatazione
- Ipotensione
- Tachicardia
- Tachipnea
- Disidratazione
Basse temperature
- Congelamento: una temperatura molto bassa ambientale o applicata a zone limitate del corpo può portare a una condizione di congelamento delle estremità fino ad arrivare all’incapacità dell’organismo di mantenere costante la temperatura corporea (ipotermia). I meccanismi di termoregolazione e termogenesi smettono di funzionare e anche la cessione dell’ossigeno da parte dei globuli rossi ai tessuti comincia a ridursi. Gradualmente si vengono a deteriorare anche le attività vitali.
- 1° grado:
- Vasocostrizione periferica: risparmio di calore
- Ischemia cutanea: coinvolge zone che già normalmente sono poco irrorate (le dita, la coda).
- Vasodilatazione riflessa: i tessuti in ipossia cominciano a mandare dei segnali e si formano i ‘geloni’.
- 2° grado: formazione di bolle o flittene
- 3° grado: necrosi
Malattie da raffreddamento: sottrazione limitata ma generale di calore corporeo per improvviso abbassamento della temperatura esterna associato ad elevata umidità e forte corrente d’aria atmosferica. Es. malattie respiratorie. Il freddo agisce come elemento coadiuvante di cause di varia natura determinando la sottrazione di calore. L’organismo che subisce uno sbalzo termico improvviso può abbassare le prime linee di difesa, soprattutto dell’apparato respiratorio (e urinario) riducendo la funzionalità dei macrofagi in quei distretti. Il freddo può essere inteso come un fattore coadiuvante in quanto:
- Favorisce la conservazione dei virus e la loro trasmissione ambientale → agisce sulle patologie da raffreddamento (raffreddore = combinazione di rinite e congiuntivite).
I virus del raffreddore si manifestano soprattutto laddove la T° esterna è fredda e laddove l’azione del freddo (correnti di aria fredda, sbalzi di temperatura) facilita l'instaurarsi dell’infezione nelle prime vie respiratorie.
L’apparato respiratorio ha delle linee di difesa primarie che proteggono dai virus circolanti come l’apparato muco-ciliare: intrappola nel muco le particelle e gli agenti esterni e li espelle, impedendo il legame e l’infezione dell’epitelio respiratorio. In condizione di temperature basse viene meno il movimento dell'apparato muco-ciliare che non riesce a bloccare l’entrata dei microrganismi. Anche il fumo delle sigarette blocca questo movimento (a livello di trachea e bronchi), infatti, quando viene meno l’azione tossica del fumo riprende l’azione delle ciglia e il muco torna ad essere espulso tramite una tosse più forte di quella che si ha mentre si fuma.
Assideramento
Eccessivo abbassamento della temperatura esterna.
- Ipotermia
- Anossia tissutale
- Compromissione delle funzioni vitali
Elettricità
I danni causati dall’elettricità prevedono il passaggio di corrente elettrica attraverso il corpo → folgorazione. Si distinguono due tipi di folgorazione:
- Di natura atmosferica: fulmini
- Di natura artificiale: legata agli impianti elettrici
La folgorazione può essere di varia entità e la gravità dei danni dipende:
- Tipo di corrente: continua o alternata - alternata > continua - alternata bassa frequenza > alternata alta frequenza
- Voltaggio e amperaggio
- Percorso della corrente
- Durata del flusso di corrente
- Resistenza del corpo: un corpo bagnato ha una resistenza inferiore → conducibilità maggiore della corrente.
La corrente può interferire con la conducibilità nervosa, ma anche causare danni di tipo termico dati dal calore trasferito durante il passaggio attraverso il corpo. Manifestazioni cliniche dei danni da elettricità:
- Corrente continua: contrazione convulsiva nei muscoli attraversati dalla corrente.
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