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Linguaggi e codici dei nuovi media

Introduzione al corso

Per capire i linguaggi e i codici dei media bisogna partire da un po’ lontano. Oggi tutti sappiamo usare i social, ma non siamo a conoscenza dei linguaggi e dei codici, dello storytelling = scambio, atto linguistico, oggi più che mai è una comunicazione multimodale.

Multimediale = utilizza diversi tipi di media ≠ multimodale = utilizza diversi tipi di codice (verbale, visivo, auditivo, gestaltico), i quali contribuiscono alla costruzione del senso = dato da come noi filtriamo la realtà, un medium (piazza, arte, pubblicità etc.)

Piattaforme ibridate: usano la stessa tecnologia in contenitori diversi, per questo lo storytelling è molto importante. Chi sono gli interlocutori? Non c’è più locutore ed interlocutore. La narrazione con l’avvento dei media tradizionali si è complicata, utilizza tanti codici. I nuovi media sono bidirezionali, noi possiamo interagire con loro, quindi i protagonisti del senso sono molti di più.

I nuovi media nascono attraverso lo sviluppo della cultura materiale, ovvero la storia della tecnologia, il suo sviluppo.

Grandi invenzioni alla base

  • Daguerre inventa il dagherrotipo nel 1939, l’antenato della macchina fotografica. Questo porta ad una visione del mondo già selezionata, dava la possibilità alle persone di incorniciare il mondo dove più allettava. Le immagini sono da sempre un modo per controllare il mondo, il limite umano. Consentiva di ricreare il reale in modo fedele, come capita oggi, diventa la normalità (prima le immagini erano dipinti, spesso non se li poteva permettere chiunque).
  • Nel 1833 Babbage progetta la macchina analitica, che effettuava ogni operazione matematica, l’antenata della calcolatrice. → macchina di Turing: ispirata alla macchina di Babbage, è un modello di agente di calcolo adatto a simulare la logica di qualsiasi algoritmo computazionale.
  • Nel 1800 Jacquard inventa un telaio controllato automaticamente da schede perforate, avendo bisogno così di un solo operaio.

I nuovi media sono frutto di questi progetti. I mass media e l’elaborazione dei dati sono tecnologie complementari, compaiono contemporaneamente e si sviluppano fianco a fianco, permettendo la nascita della moderna società di massa. Il parallelo prosegue con i fratelli Lumière, che nel 1895 presentano un ibrido tra macchina fotografica e cinepresa.

I nuovi media oggi possono essere intesi come il mix tra le convenzioni culturali più antiche della rappresentazione e il nuovo accesso e manipolazione dei dati tramite software. I vecchi dati sono rappresentazioni della realtà visiva, vale a dire immagini, narrazioni basate su testo e audiovisive - ciò che normalmente chiamiamo “cultura”. I nuovi dati sono numerici.

Media digitali

Media digitali = sono media sia nuovi che riproducono contenuti digitali, sia vecchi che sono stati modificati. Sono fluidi e molto più disponibili dei media tradizionali, si strutturano sempre più come ambienti, come schermi in cui la società si riflette, un nuovo territorio geografico, culturale, di esperienza ed espressività per i soggetti. Sono: computer, mouse, radio, web, telefono, cuffie, microfono, ecc. Creano storie aperte.

  • Fluidi = le immagini superano i limiti del supporto cartaceo.
  • Disponibili = perché liquidi e immutabili, comunicazione nello spazio integrato.
  • Territorio di esperienza = ampliano le possibilità dell’uomo di fare uso delle sue facoltà con vantaggi immediati per la produzione e gestione dei contenuti.

Sono molte le tipologie di social media oggi presenti nel world wide web; la diffusione dei social media tra il pubblico è avvenuta principalmente tramite la creazione e il costante aggiornamento dei blog = abbreviazione di web log, indica un sito web autogestito dove vengono pubblicate in tempo reale notizie, informazioni, opinioni o storie di ogni genere, visualizzate in ordine cronologico inverso.

Social networking

Il social networking nasce dal punto d’incontro di:

  • Uso dei nuovi media come supporto della propria rete sociale (organizzazione ed estensione).
  • Uso dei nuovi media come espressione della propria identità sociale (descrizione e definizione).
  • Strumento dell’analisi dell’identità sociale (esplorazione e confronto).

I nuovi media sono passati da una comunicazione unidirezionale a una comunicazione bidirezionale (interlocutori → entrambi attivi) da una comunicazione drop down (dall’alto al basso) a una comunicazione peer to peer (da pari a pari).

Teoria dell’argomentazione

Teoria dell’argomentazione = studio delle tecniche discorsive, codici comunicativi che mirano a provocare o ad accrescere l’adesione delle menti. L’interesse per l’argomentazione non è recente, risale infatti ai sofisti del V secolo che se ne servivano al fine di ottenere l’adesione degli uditori. Nel V secolo, infatti, l’eloquenza attica prende coscienza dei propri mezzi, con l’espandersi della democrazia ateniese, scopre i poteri e i mezzi della parola, che è incaricata di sostituirsi agli altri tipi di dominazione, così come di affermare e di descrivere i valori della città.

In questo periodo cronologico della storia della retorica stiamo prendendo atto della costruzione del linguaggio come medium. Il linguaggio diventa uno strumento di relazione consapevole e non semplicemente come una dote naturale. Con la nascita della retorica il potere della parola diventa uno strumento di giustizia, di potere, di trasformazione dell’esistenza consapevole che deve utilizzare strategie.

Sofisti

  • Protagora: sviluppò con grande successo la dottrina dell’antitesi mostrando come uno stesso argomento potesse essere trattato da punti di vista opposti; l’antitesi, infatti, è l’accostamento di due parole o frasi di senso opposto. → Attualizzazione: think different > l’annuncio invita a pensare in modo differente, ma in realtà la pubblicità si fonda su di un macro-messaggio implicito che è quello di uniformarsi all’atto del comprare. Invitare dunque a “pensare differentemente” è contraddittorio? Ci invita a comprare tutti la stessa cosa e a essere diversi: è una presa in giro? È un atteggiamento disonesto? È una strategia per sorprenderci? Cerca di creare un pubblico ampio, ma selezionato? Questo headline compie un ulteriore atto linguistico per differenziarsi dalle campagne pubblicitarie di prodotti simili, che utilizzavano una comunicazione di tipo descrittivo; si vuole creare un’élite di creativi.
  • Gorgia da Lentini: mentre Protagora muove dal relativismo, Gorgia muove dal nichilismo e su di esso costruisce la sua retorica. Egli nega la possibilità di raggiungere una verità assoluta, in quanto non siamo neppure in grado di esprimere l’essere o il non essere della natura, poiché la parola non può comunicare in modo veritiero qualcosa che sia altro da sé. Gorgia mette in evidenza il fatto che il linguaggio è un medium che rappresenta, non presenta. Il linguaggio serve a metterci in relazione con il mondo, non a riprodurre il mondo. Questo vale non solo per il linguaggio verbale, ma anche per quello visivo, musicale ecc. Il linguaggio è un filtro, non un calco. → Nichilismo: non si può esprimere la realtà tramite la parola, che è un medium che rappresenta. La parola può creare suggestioni e credenze, non può ricreare il vero.

Social network al giorno d’oggi

Che cos’è un social network: l’uomo è un essere sociale, per questo l’esperienza sociale rappresenta un’esperienza importante per le decisioni del soggetto. A definire l’esperienza sociale del soggetto sono due dimensioni:

  • Identità sociale = le caratteristiche della propria posizione all’interno dei gruppi sociali di riferimento (Davier Harré).
  • Rete sociale = l’insieme delle persone a cui sono legato da qualsiasi relazione sociale.

La nascita e lo sviluppo di internet ha consentito l’allargamento delle proprie relazioni, creando un nuovo spazio sociale a cui diamo il nome di cyber spazio, grazie al quale si possono fare entrare nella propria rete sociale anche amici “virtuali”.

L’evoluzione dell’interfaccia resa possibile dal web 2.0 ci ha permesso di passare da un diario chiuso a un diario aperto. Si è notata a questo punto un’evoluzione della narrazione del sé, che è andata dal descrittivo al narrativo-creativo. Sempre maggiore importanza viene data al social media marketing e alle possibilità che tale settore offre alle imprese. I social media non possono più essere ignorati dalle aziende, indipendentemente da quale sia la loro dimensione e la loro vision/mission, anche perché il social media marketing offre alle imprese più innovative interessanti strumenti per fidelizzare il rapporto con i propri clienti.

Oggi siamo ancora immersi nel web 2.0 (il web sociale o delle persone), ma abbiamo già un piede nel web 3.0 (il web semantico o dei dati) e andiamo verso il web 4.0 (agenti personali intelligenti). → Al giorno d’oggi internet of things: lo sviluppo futuro è previsto soprattutto in ambito urbano, nel monitoraggio e nel controllo di tutti gli aspetti più dinamici di quella che viene definita “smart city”.

  • Potenzialità e modalità dei nuovi media come dispositivi linguistici e tecnologici.
  • Tutti i media sono specchio e matrice della società.
  • I new media forniscono vere e proprie esperienze comunicative.
  • L’eloquenza ha il compito di rendere le opinioni accettate dal numero maggiore di persone possibile.

Retorica, stampa

Il linguaggio dei media si è evoluto di pari passo con la cultura materiale, ovvero con l’evoluzione delle scoperte tecnologiche, e ci trasforma, perché trasforma l’uso delle nostre competenze e i nostri limiti, influenzando così il nostro modo di comunicare. Il linguaggio come medium è diventato tale nel V secolo con la nascita della retorica e con la nascita del linguaggio visto come un filtro, uno strumento. I primi retori hanno la grande intuizione di prendere appunti e di archiviare gli argomenti principali, rendendoli disciplina. Il linguaggio quindi nasce come medium per far giustizia, dopo si sviluppa come medium per creare leggi, per intrattenere, per educare etc.

Generi della retorica

  • Deliberativo
  • Giudiziario
  • Epidittico

Nella storia del linguaggio i sofisti sono i protagonisti, i quali mettono in dubbio la questione filosofica del linguaggio, dicendo che non ci possiamo occupare della verità perché siamo limitati, quindi il linguaggio non potrà essere oggettivo. Aprono le porte al linguaggio come grande strumento. Introducono il discorso doppio, sperimentano l’antitesi ecc.

Damien Hirst è un artista inglese che fa parte del gruppo degli “Young British Artists” e noi lo ricordiamo per la sua opera “The impossibility of death in the mind of someone living” (titolo dell’opera che mostra uno squalo dentro una teca riempita di formaldeide), nella quale notiamo un’attualizzazione del nichilismo di Gorgia: è impossibile rappresentare con qualsiasi linguaggio, verbale, visivo, auditivo, etc. un’esperienza che non abbiamo vissuto. In questo caso Damien Hirst, come Gorgia, ci mostra che è impossibile parlare e rappresentare la morte nella mente di chi vive (traduzione e senso del titolo), infatti quando guardiamo quest’opera ci sembra di vedere un pesce che nuota e non un pesce morto, la vita di cui abbiamo esperienza prevale sulla morte di cui non abbiamo esperienza.

  • Retorica globalizzante: è una sorta di filosofia della comunicazione in cui si fa uso di elementi formali, → informali ed etici Cicerone. Nel De Oratore, Cicerone ha una visione ampia della retorica: si immagina un dialogo tra Licinio, Crasso e Antonio, nel quale essi sostengono argomenti convergenti che corrispondono alla visione di Cicerone a proposito del valore della retorica. In particolare, Crasso si scaglia contro il punto di vista tecnicistico, che vede la retorica solo come una disciplina che usa bene le parole, indipendentemente dal contenuto. Secondo Crasso, invece, l’oratore non deve lavorare solo sulle parole, ma deve anche essere in grado di riempire di contenuti. La retorica è applicabile in modo universale, estendibile a tutti gli interessi umani, proprio come l’arte e la poesia. Cicerone rifiuta lo specialismo e il tecnicismo in favore di una retorica che supera le pretese e i limiti di una “scienza” sempre uguale a sé stessa, poco utile al fine di fondare i rapporti umani che vengono veicolati dal linguaggio. Viene semplificato il sistema aristotelico, in quanto si pone l’accento su altri elementi per ristabilire la dignità della retorica. La visione di Cicerone si avvicina a quella di Perelman.
  • Retorica ridotta: fa riferimento alla retorica generale del Groupe μ. Secondo loro, lo stile della retorica fa riferimento a una funzione specifica del linguaggio, che costituisce una potenzialità da sviluppare. Inoltre, viene articolata una teoria delle figure retoriche, che si applica a un intero testo e tiene in considerazione l’importanza del contesto come spazio limite della creazione del linguaggio figurato. I meccanismi del funzionamento del linguaggio possono spesso incrociarsi e confondersi a seconda del referente. Dunque, c’è una revisione dell’elocutio. È una riflessione strettamente legata al livello applicativo della retorica.

Aristotele Dopo i sofisti abbiamo, il quale trasforma la retorica in una vera e propria disciplina, a cui dedica un trattato. Secondo lui è analoga alla Dialettica, la quale parte da dei concetti veri, mentre la retorica parte da un’opinione, quindi non è necessariamente una menzogna come si pensava all’epoca; inoltre, la retorica si occupa di tutto ciò che è comunicabile:

  • Si occupa di tutto
  • La retorica è un’arte: arte del persuadere e arte del discorso

Aristotele fa grandi sperimentazioni sul ragionamento deduttivo, che lui chiama sillogismo = ragionamento dimostrativo che parte da una tesi maggiore, seguita da una minore, e la fusione che ne consegue produce una conclusione. La creazione è la base del ragionamento. Nel caso della retorica non abbiamo un ragionamento che si conclude in una formula che non può essere messa in discussione, ma si può applicare questo tipo di ragionamento ad un’opinione più generale, che però non è vera assoluta. Si fonda sul verosimile.

La retorica poi arriva in ambito romano e diventa più concreta, in particolare uno strumento formativo: viene vista come uno strumento importante anche per celebrare il potere dell’Imperatore, per educare. Vengono ripresi i modelli greci di Aristotele e dei post-aristotelici.

Cicerone porta la figura dell’oratore non solo come qualcuno che è in grado di gestire l’arte del parlare, ma in una persona che ha a cuore il suo mondo, il suo sociale, che quindi vede nell’oratore qualcuno che forma.

Quintiliano: L'institutio oratoria = pedagogia dell’oratore: l’oratore va preparato stilisticamente, ma anche dal punto di vista comportamentale e della gestualità (linguaggio non verbale ACTIO).

Sant’Agostino →: stile ogni volta che si parla c’è bisogno di uno stile, che avrà degli effetti persuasivi diversi (social media oggi):

  • Umile e Disadorno DOCERE > insegnare
  • Medio per il discorso epidittico VITUPERARE LAUDARE > lodare
  • Elevato per indurre all’azione FLECTERE > politica

A seconda di quello che si vuole fare con il linguaggio, bisogna usare uno dei tre tipi di linguaggio. Cambia anche il concetto di uditorio.

Marziano Capella →: cerca di dire cosa sono le materie che possono raggruppare la conoscenza sette arti liberali= grammatica, dialettica, retorica, geometria, aritmetica, astronomia, musica.

Cartesio Nel 600 arriva: penso, dunque sono > l’essere umano ha diritto di esistere e va rispettato grazie alla ragione, non perché è cristiano. Inoltre, la ragione ci consente di usare il metodo scientifico, ci permette di dimostrare; tutto quello che non è dimostrabile viene visto in modo meno nobile. La retorica torna quindi ad essere un’apparente povera, perché lavora sul ragionevole, non sul razionale > decadenza della retorica.

La nuova retorica di Perelman

Prima la retorica era filosofia, ma con la sua decadenza si era costituita in uno schema molto analizzato, preciso, veniva vista come uno strumento di decoro, non più di educazione. La parte più importante della retorica diventano, infatti, le figure retoriche.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rebecca-stella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggi e strategie della comunicazione pubblicitaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Cattani Annalisa.
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