Sociologia 2 marzo 22
Sociologia?
Cos’è la sociologia? È lo studio scientifico della vita umana, dei gruppi sociali e del mondo umano.
Qual’è l’oggetto di studio? L’oggetto è il nostro comportamento di essere sociali.
E l’ambito di interessi? L’ambito di interessi è molto vasto: dagli incontri casuali alle relazioni internazionali.
Come nasce? Nasce con Comte e il positivismo.
Principi e metodi della sociologia
Infatti la sociologia:
- Studia la realtà applicando i principi del positivismo.
- Analizza sia gli ambiti sociologici micro, studio del comportamento quotidiano, che macro sociologici, analisi di grandi strutture sociali.
- Non si pone come scienza di laboratorio ma si muove nella realtà tramite i metodi di ricerca qualitativi e quantitativi.
Due approcci
Approccio francese: si occupa di enunciare ipotesi teoriche anche tramite ricerche con l’intento di spiegare i fenomeni sociali, individuare leggi dai fenomeni della società e hanno attenzioni verso le istituzioni sociali, strutture e istituzioni sociali.
Approccio tedesco: in esso gli autori sono influenzati dalla filosofia di quei anni, è un approccio micro e dall’analisi dell’azione sociale partono, es. come gli individui socializzano tra loro.
Charles Wright Mills
Il lavoro sociologico dipende dallo sviluppo di quella che Charles chiamò “immaginazione sociologica”, essa richiede di vedere le cose da un altro punto di vista e di uscire dalle nostre abitudini.
Il ricorso all’immaginazione sociologica ci permette di vedere il modo in cui molti eventi che sembrano interessare al solo individuo in realtà riflettono questioni più ampie, es. il divorzio, la disoccupazione.
Lo studio degli individui e della società è la scienza della società. Viene detto spesso che la sociologia è la scienza della società.
Ma cos’è la società?
- La società è un gruppo di persone che vivono in un determinato territorio, condividono caratteristiche culturali comuni tipo la lingua, i valori, le norme di comportamento. Ma la società comprende anche le istituzioni, es il governo, le scuole e la famiglia e le relazioni tra esse.
- Le relazioni tra persone, gruppi e istituzioni formano la struttura sociale.
Durkheim e funzionalismo
Durkheim, funzionalismo, fatti sociali. Lui afferma che bisognava “studiare i fatti sociali come cose”.
Ma cos’è un fatto sociale? I fatti sociali per lui sono tutte quelle istituzioni e regole che determinano il comportamento umano.
Scrive “La divisione del lavoro sociale” (1893), in cui elabora un’analisi del mutamento sociale in cui si afferma un nuovo tipo di solidarietà:
- Meccanica: la solidarietà è data dalla scarsa divisione del lavoro, specializzazione dei ruoli lavorativi, in cui si dedicano a mansioni simili, sono legati da credenze condivise ed esperienze comuni.
- Organica: la solidarietà meccanica viene scalzata con la specializzazione delle mansioni e la differenziazione sociale.
Parla dei suicidi dovuti da anomia, assenza di norme sociali, e di come un fatto che sembra puramente personale invece è influenzato dal mondo sociale.
Tipi di suicidio:
- Per carenza di integrazione sociale.
- Egoistico = individuo isolato.
- Anomico = società senza norme, individuo perso.
- Per eccesso di integrazione sociale.
- Altruistico = troppi rapporti che soffocano l’individuo.
- Fatalistico = eccesso di norme sociali, l’individuo non riesce ad agire.
Comte e funzionalismo
Comte, funzionalismo. Lui ambiva a creare una scienza della società che potesse spiegare le leggi del mondo sociale credendo che la loro scoperta potesse cambiare il nostro destino e accrescere il benessere dell’umanità.
E voleva che la sociologia fosse una “scienza positiva” in grado di applicare allo studio della società gli stessi metodi scientifici della fisica o chimica.
Positivismo = dottrina secondo cui la scienza si applica solo a fenomeni osservabili tramite osservazione, confronto e sperimentazione.
Legge dei tre stadi = essa afferma che gli sforzi umani per comprendere il mondo sono passati attraverso questi tre stadi:
- Stadio teologico: il pensiero viene guidato dalle idee religiose.
- Stadio metafisico: la società viene vista in termini naturali, e non soprannaturali.
- Stadio positivo: applicazione del metodo scientifico al mondo sociale.
Preoccupato per le disuguaglianze generate dall’industrializzazione lui credeva che la soluzione era una nuova “Religione dell’umanità” per mantenere la società unita.
Karl Marx e teorie del conflitto
Karl Marx, teorie del conflitto. Si concentrò sul capitalismo in cui individua 2 elementi principali:
- Il capitale: cioè i mezzi di produzione, es. le macchine e fabbriche.
- Il lavoro salariato: l’insieme di lavoratori che non avendo mezzi di produzione cercano occupazione dai proprietari del capitale.
I capitalisti, i proprietari del capitale, rappresentano la borghesia e sono la classe dominante.
I proletari, i lavoratori salariati, invece sono la classe subordinata.
Il capitalismo quindi è un sistema classista in cui le classi sono in un rapporto conflittuale e secondo Marx questo si può risolvere soltanto con l’avvento di una nuova società: il comunismo, in cui non ci saranno più classi.
Max Weber e approcci dell’agire sociale
Max Weber, approcci dell’agire sociale. Secondo lui i sociologi dovevano studiare l’agire sociale.
Cos’è l’agire sociale? Sono le azioni significative che il soggetto compie verso un’altro.
Importante il concetto weberiano di tipo ideale.
Cioè? I tipi ideali sono modelli utilizzabili per indagare fenomeni sociali e per comprendere il mondo.
Parla di “razionalizzazione” come un processo portato dall’affermazione della scienza, della tecnologia e delle burocrazie.
Rivoluzione industriale, francese. Altri approcci importanti: conflittualità, interazionista e funzionalista (?)
3 marzo 22
La socializzazione
Processo attraverso cui l’individuo apprende valori, norme e stili di vita della società in cui entra a fare parte. È un processo di apprendimento, e apprendono anche coloro che sono coinvolti in questo processo.
2 tipi/fasi di socializzazione:
- Socializzazione primaria: processo di origine di sviluppo, il bambino diventa membro della società e si gioca tutto nei gruppi sociali primari es famiglia, pari, amici.
- Socializzazione secondaria: processo di sviluppo per cui l’individuo entra a far parte dei gruppi sociali secondari es. lavoro.
Anche dopo la secondaria questo processo continua “dalla culla alla tomba”, è fatta di momenti importanti es. a un anno inizia a parlare, ai 14 mesi a camminare.
Se si parla di socializzazione si parla anche di cultura, c’è una forte connessione tra cultura e società.
Ma cos’è una cultura? Sono gli stili di vita della società, oppure es. abitudini matrimoniali, lavoro, religione, etica.
Non si può avere una società senza cultura e una cultura senza società.
La cultura interviene anche negli stili alimentari, es sushi.
Teorie collegate al gioco
La socializzazione viene studiata attraverso teorie importanti che considerano possibile la socializzazione attraverso il gioco.
Dorothy Parten: negli anni 30 e 40 fu una delle prime a parlare del gioco e parla di 4 momenti del gioco:
- Giochi solidali indipendenti: ad 1 anno, dove il bambino agisce in modo indipendente ed isolato.
- Attività parallele: a 2 anni, inizia ad imitare gli altri.
- Gioco associativo: a 3 anni, guarda gli altri cosa fanno.
- Gioco cooperativo: a 4 anni, inizia a interagire.
Per lei si raggiunge l’autonomia a 5 anni.
Sigmund Freud e sviluppo psicologico
Sigmund Freud, sviluppo psicologico. Afferma che i bambini alla nascita avvertono bisogni importanti es. fisiologici, fisici e erotici e poi lo sviluppo comporta delle tensioni che imparerà a controllare ma non spariranno.
Anche per lui a 5 anni si raggiunge l’autonomia che è legata al superamento del complesso edipico cioè quando il bambino maschio reprime la sua attrazione verso il sesso opposto. Antagonismo padre/madre.
Mead, linguaggio e interazionismo simbolico
Mead parla del linguaggio e di interazionismo simbolico: attraverso il gioco i bambini imitano gli adulti.
Intorno ai 5 anni impara ad “assumere un ruolo dell’altro” e attraverso il gioco arriva a capire l’io, forma più anarchica, il me, io socializzato, e poi il sé, io + me.
L’io conta di più per Mead, al contrario di Blumer.
Importante anche il periodo tra 8 e 9 anni in cui giocano a giochi più complessi attraverso cui imparano norme che devono rispettare, e diventano socializzati.
Jean Piaget e gli stadi
Jean Piaget parla dello sviluppo cognitivo del bambino che avviene per stadi:
- Stadio sensomotorio: fino ai due anni il bambino esplora l’ambiente.
- Stadio pre operatorio: il bambino acquisisce la padronanza del linguaggio ma resta presente l’egocentrismo.
- Operazioni concrete: si acquisiscono le idee astratte e diminuisce l’egocentrismo.
- Operazioni formali: fino ai 15 anni, non viene raggiunto da tutti, e dipende dal processo di scolarizzazione.
La socializzazione pertanto attraversa diverse fasi della vita:
- Infanzia.
- Adolescenza.
- Giovani adulti.
- Adulti.
- Vecchiaia.
Nel tempo è cambiata la visione di queste fasi, prima non si vedeva l’ora di diventare anziani perchè erano diciamo i più saggi e ora invece quasi non si vuol essere considerati anziani.
Beck e Bauman sono proprio loro a parlare di fasi di vita e del fatto che noi siamo più liberi nelle scelte da fare ma proprio per questo anche più liberi di sbagliare.
8 marzo 22
Il genere
Genere = sono le caratteristiche di ordine culturale, sociale, psicologico che ha a che fare con distinzione tra uomo e donne.
Sesso = si intende l’insieme delle caratteristiche di ordine biologico.
Socializzazione di genere = è l’apprendimento dei ruoli di genere che avviene tramite i contesti di apprendimento sociali come famiglia, scuola ecc...
Essa è molto radicata nella società ed è dura metterla in discussione, per esempio nel tipo di lavoro da fare, interpretazione dei ruoli genitoriale, il lavoro domestico, o il lavoro di cura.
La società condiziona gli individui molto e si aspetta che essi agiscano da maschi o femmine.
Attraverso con
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