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Appunti di letteratura italiana moderna e contemporanea

Presentazione del corso

L'obiettivo del corso è quello di analizzare la particolare funzione della categoria del lettore nella struttura dell'opera narrativa, vedendo soprattutto la dimensione critica, il rapporto tra testo e lettore, e come questo si concretizza sia nelle soluzioni del testo che a loro volta producono degli effetti sul lettore stesso, sia quando la stessa funzione del lettore viene presa in considerazione come espediente narrativo.

Per la considerazione della funzione del lettore facciamo riferimento a testi tra 800 e 900 e cercheremo di individuare come si inserisce il lettore nella struttura narrativa, sia come viene prevista la fisionomia del lettore precisa da un testo, sia come il lettore stesso si rapporta al testo anche nel modo fisico, e i margini di manovra che il lettore ha quando si avvicina al testo.

Testi in programma

  • Le sei passeggiate nei boschi di Eco: Esplora da un punto di vista teorico e attraverso testi, analizza la funzione del lettore, come si sviluppa il rapporto tra testo e lettore. È uno studio critico di tipo teorico sulla funzione del lettore.
  • Se una notte d'inverno un viaggiatore di Calvino: Vedremo come la funzione del lettore, oltre a essere presente in ogni testo, viene da Calvino presa in considerazione come vero e proprio espediente letterario, come elemento con ruolo attivo nella dimensione narrativa: l'autore prevede e gioca con la funzione del lettore stesso. Il protagonista è un lettore.
  • Daniel Pennac, "Come un romanzo": Considerazione del rapporto tra lettore e testo in un modo più pratico, la descrizione di ciò che un lettore reale può fare o non fare nei confronti del testo durante la lettura. Diritti e doveri del lettore nei confronti del testo.
  • Hermann Grosser: "Narrativa": Testo di narratologia, non ci saranno domande specifiche sul manuale, serve per integrare. Utile come sostegno, testo tecnico. Non da studiare ma utile come strumento nel momento applicativo di analisi del testo scelto.

Ogni soluzione narrativa particolare (esempio, descrizione, rallentamento tempo narrativo ecc.) produce un effetto sul lettore. Nella seconda parte del corso svolgeremo delle analisi attive, applicate di testi a nostra scelta analizzabili nella luce del rapporto testo e lettore. Non è obbligatorio ma utile. Chi lo vorrà potrà presentare un'esposizione seminariale di 30, 45 min in cui presenterà la propria analisi di un testo a scelta, alla voce degli elementi che ora vedremo.

Secondo Eco, ogni testo va bene, perché ogni testo prevede un lettore particolare. Ovviamente ci sono dei testi più adatti a un'analisi attiva, ad esempio "La storia infinita": è un romanzo che ha come protagonista un personaggio che legge un libro da cui partono altre aperture, la lettura è integrata nel sistema narrativo, o "Il nome della rosa".

Modalità d'esame per letteratura italiana moderna e contemporanea SP 2021-2022

  • Esame da non frequentante: Come da programma, i testi di Eco, Pennac e Calvino, il volume di Grosser come lettura tecnica integrativa e la lettura di un testo a scelta concordato a ricevimento, in cui sia attiva e rilevante la funzione del lettore.
  • Esame normale da frequentante: Argomenti trattati a lezione, il testo di Eco, il testo di Pennac, il testo di Calvino e il volume di Grosser come lettura tecnica integrativa.
  • Esame con tesina senza esposizione in aula: Tesina da consegnare una decina di giorni prima dell'esame e da esporre in sintesi in sede d'esame; un paio di domande ulteriori sul testo di Eco, in linea di massima su quanto trattato a lezione.
  • Esame con tesina esposta in aula: Esposizione in aula (dai 30 ai 45 minuti) secondo il calendario concordato; consegna della tesina in forma definitiva una decina di giorni prima dell'esame; in sede d'esame una breve conversazione in relazione alla tesina stessa.

Prima lezione: rapporto tra testo e lettore

Partiamo da Grosser che ci fornisce delle coordinate di base del rapporto tra testo e lettore. Chatman quando si riferisce a un'opera narrativa distingue 2 piani: uno del contenuto e uno dell'espressione: contenuto: lui lo definisce con il termine "storia", quello dell'espressione è "il discorso". In una opera narrativa si distinguono questi 2 piani, quello della storia: ciò che viene raccontato e discorso: come questo viene raccontato.

Genette: Quando si riferisce a un'opera narrativa, lui distingue il piano del contenuto, "storia" (ciò che viene raccontato, avvenimenti, situazioni, racconto, personaggi), il piano del "discorso" (piano narrativo, enunciato narrazione, narrativo), e il piano della cioè l'atto stesso di narrare. Un narratore insomma con la narrazione racconta eventi, situazioni riguardanti personaggi, ambienti, azioni (storia), che viene presentata secondo un discorso orale o scritto (discorso), che è il racconto che arriva al fruitore. Siamo nella situazione in cui un fruitore si trova davanti a un testo.

Patto narrativo

È importante un altro concetto: quello del (Grosser)= nella narrazione naturale, quando qualcuno racconta qualcosa, il racconto traespunto da fatti realmente accaduti, nella narrativa letteraria invece ci troviamo spesso di fronte a personaggi immaginari che vivono eventi immaginari: ad esempio la vicenda di Renzo e Lucia: 2 personaggi immaginari che vivono vicende immaginarie. Ma nei Promessi Sposi abbiamo anche personaggi reali che vivono avvenimenti immaginari, ad esempio il cardinal Federigo. In realtà anche se nella narrativa letteraria ci troviamo di fronte a personaggi reali e scritti mentre vivono eventi reali, il discorso non cambia molto: nel contesto della narrativa letteraria, è come se fossimo di fronte a personaggi ed eventi immaginari, nel senso che eventi e personaggi sono trattai dall'autore in modo tale che non sono verificabili, l'autore prende spunto dal personaggio reale per costruire storie reali ma facendolo integra, inventa, aggiunge (ad esempio emozioni e pensieri che vengono scritti nella ricostruzione di personaggi reali), è importante capire che quando siamo di fronte a una narrazione, abbiamo distinto tra narrazione naturale (quando qualcuno ci racconta qualcosa) e narrazione letteraria, quando uno scrittore ci presenta un racconto letterario, il meccanismo dice Eco del fruitore verso il racconto è simile sia che si tratti di narrazione reale che narrazione letteraria, vediamo che anche quando uno scrittore ci presenta fatti e personaggi reali, il problema è come il fruitore, lettore si pone di fronte a questi avvenimenti, cioè è più importante che sia il lettore a credere a quello che lo scrittore gli propone proprio perché abbiamo detto anche quando la storia dei personaggi si basano sulla realtà sono comunque assimilabili a eventi immaginari.

Cesare Segre ricorda i diritti che uno scrittore si prende nei confronti del lettore: ci dice che lo scrittore ha 3 diritti:

  • Instaurazione di mondi possibili: Può parlare di mondi immaginari, ha la piena libertà di inventare quello che vuole.
  • Alla onniscenza su questi mondi: Può dire tutto quello che vuole su questi mondi, riferire pensieri dei personaggi, può chiarire circostanze più oscure, ha completa onniscenza sul suo universo narrativo.
  • Lo scrittore ha il diritto a una selezione di carattere funzionale: Può scegliere di dire quello che vuole dell'universo narrativo, omettere elementi, di raccontare qualcosa o di non farlo, può invertire l'ordine di situazioni, gestire come vuole il suo universo narrativo.

Quindi il narratore è un bugiardo autorizzato (Segre), ha il diritto di fare quello che vuole. Ci possono essere stando a questi diritti, delle opere che però sono più coerenti con le regole dell'universo normale, cioè nonostante lo scrittore possa fare quello che vuole è plausibile che per presentare il proprio universo narrativo segua comunque alcune regole riconosciute della realtà empirica: ci sono opere più vicine verso il reale. Opere più realistiche e opere che si discostano da queste regole, le opere fantastiche. Ogni narrazione letteraria è da ascrivere alla dimensione dell'immaginario: il problema non è tanto quale è il grado di realtà del racconto, ma se il racconto che abbiamo davanti sia qualcosa a cui il lettore può prestare fiducia, a cui il lettore può effettivamente credere, che sia verosimile. Lo scrittore deve quindi rispettare alcuni criteri, la verosimiglianza, quel canone che fa sì che l'opera narrativa sia credibile, verosimile. Quindi tutta la responsabilità si sposta sul lettore che deve credere a quel testo e quindi più il testo è verosimile meno il lettore farà fatica a considerarlo credibile. È quindi l'obiettivo dello scrittore stesso: punto a produrre un testo che trovi una sorta di riscontro, che sia accolto dal lettore, l'idea di avere credibilità verso il lettore.

Altro esempio: Il fu Mattia Pascal: tratta la storia di un personaggio che muore e che poi torna, all'uscita molti critici lo hanno criticato perché la storia era inverosimile. Pirandello aggiunse una postilla in cui si racconta una vicenda simile nella realtà a quella successa nel fu Mattia Pascal. Quindi nonostante fosse dimostrata dallo stesso Pirandello che era stata una storia realmente accaduta, l'effetto verso il lettore era stato negativo.

Il fatto che si cerchi di ottenere questa credibilità, viene confermato da particolari espedienti in cui anche a livello narrativo l'autore cerca di dare al lettore anche a livello di dettagli di contorno elementi per far capire che la storia che sta narrando è vera, per dare maggiore verosimiglianza alla storia, aspetti di verosimiglianza: il manoscritto ritrovato, il fatto che lo scrittore ci dica che è stato testimone diretto dei fatti, che ha sentito raccontare la storia di un altro personaggio e che si passi poi la parola a questo personaggio stesso ecc.: Tutti questi espedienti sono un segnale di quando sia importante che il testo abbia dei caratteri di credibilità e verosimiglianza, perché il giudice della credibilità. Della verosimiglianza di un testo è proprio il lettore. Il lettore deve quindi credere al racconto, deve stringere quello che viene indicato come il patto narrativo.

Digressione 1: Patto narrativo

Quando si parla di patto narrativo, si parla di un atteggiamento da parte del lettore nei confronti del testo in cui il lettore è disposto a credere al testo stesso, a dare credibilità al testo: so che è un testo immaginario ma faccio come se fosse qualcosa di credibile, come se fosse reale/verosimile. "È un po' come se lo scrittore dicesse voi non credete a quello che vi racconto e io so: ma una volta stabilito questo seguitemi con una buona volontà cooperativa come se io vi stessi dicendo la verità": quando il lettore sospende la incredulità, sa che ha davanti un testo che è un racconto immaginario e sulla base degli aiuti che il testo stesso dà di verosimiglianza, è disposto a credere, sta al gioco dell'autore stesso.

Digressione 2: Rapporto tra lettore e testo

Il lettore deve stipulare questo patto narrativo però ogni lettore ha il diritto di porsi nei confronti del testo in modo diverso, il lettore collabora con il testo in modi molto diversi. Cosa fa il lettore quando si avvicina al testo: nel processo di lettura il lettore si deve porre in modo attivo, cioè deve compiere quelle che vengono chiamate "inferenze": il testo non può essere completo, non è possibile che venga presentato tutto dell'universo narrativo qualcosa viene omesso, il lettore è chiamato a fare un lavoro attivo nei confronti sia di quello che c'è o che non c'è, deve interrogare il testo in modo costante, deve farsi delle domande verso il testo e darsi delle risposte: l'atteggiamento del lettore potrà portare a inferenze pertinenti o non pertinenti.

Esempio: (Grosser) = Promessi Sposi: Don Abbondio quando incontra i bravi "egli tenendo sempre il breviario aperto...di coloro": il lettore può chiedersi in modo pertinente: magari ha paura Don Abbondio? Se ci facciamo sta domanda facciamo un'inferenza pertinente, domanda che porta una conclusione pertinente.

Manzoni poco dopo scrive: "Don Abbondio (il lettore se ne è già avveduto) non era nato con il cuor di leone: il lettore che effettivamente ci ha pensato se aveva paura, trova in questa frase la conferma della sua inferenza. Il testo dà conferma di qualcosa non scritto ma previsto che il lettore si chiedesse. Anche il lettore che non si fosse fatto la domanda, viene informato con questa frase. Ciò rappresenta quel ruolo attivo che il lettore deve avere nei confronti del testo. Se il lettore si fosse chiesto "di che colore ha gli occhi Don Abbondio" sarebbe stata una domanda non pertinente. Il lettore abile, (Grosser) è quello che si fa il maggior numero di domande pertinenti e riesce a compiere il maggior numero di inferenze pertinenti rispetto al testo che ha davanti.

Ciò è servito per introdurre i 3 livelli di lettura che delinea Grosser.

Grosser individua 3 livelli di lettura

Lettura ingenua: È un errore, è quella lettura di chi si immedesima talmente nel testo, entra talmente nella situazione narrativa non solo da dare fiducia al testo, ma crede proprio che sia vero, lettura che prende per vera la storia che gli viene proposta anche nei suoi aspetti fittizi. È un atteggiamento rischioso: siamo di fronte a un lettore ingenuo che prende per vero ciò che gli viene raccontato.

Lettura disponibile: In cui il lettore sa che ha davanti un testo parzialmente fittizio, però è disposto a credere che sia verosimile. A sospendere le proprie facoltà critiche. La storia la si prende per vera, non la si scambia, ci si comporta come se fosse vera, il lettore presta la propria credibilità, per permettere una maggiore immedesimazione nei personaggi e vicende. Questa lettura conferma la disponibilità del lettore a essere benevole verso il racconto, accetta la storia come se fosse vera, sa che non è vera. (=patto narrativo).

Lettura critica: In cui il lettore è portato a analizzare le cose, è una lettura che spesso infrange la struttura del testo narrativo, è un tipo di lettura si fa qualcosa che infrange l'integrità del sistema narrativo così come è stato pensato dall'autore, si va avanti e indietro, non è quella che l'autore si aspetta. Non è necessariamente negativa: fruire il testo non secondo le sue regole ma secondi propri metodi, interessi, spesso la lettura critica è lettura seconda, è un passaggio di lettura che avviene dopo quella disponibile. (si legge un libro una seconda volta si saltano alcune pagine, si passa dall'inizio alla fine ecc.).

Se la prima lettura garantisce un effetto particolare: un romanzo poliziesco una prima volta proverò suspense, sorpreso dal finale e seguirò tutti i momenti che il testo prevede, successivamente potrò verificare che il testo sia stato corretto e apprezzerò dei meccanismi di scrittura che hanno costruito gli effetti che ho avuto nel corso della lettura disponibile: se ho avuto un piacere estetico nella lettura disponibile nella lettura critica posso apprezzare l'efficacia del meccanismo narrativo. Anche Eco sottolineerà questi due livelli di lettura.

Lettura disponibile: Questa disponibilità, quanto il lettore possa essere disponibile verso il testo, non dipende solo dal lettore e dagli espedienti dal testo, ma anche da alcune circostanze particolari: Cappuccetto rosso è una favola, accettiamo che il lupo parla, perché siamo nel genere della favola, quindi sarà molto facile per il lettore sapendo che è di fronte a una favola prestare la propria disponibilità al racconto. Come il drago che parla in un fantasy o la presenza di nani elfi ecc. proprio perché sappiamo che siamo in un genere letterario in cui questi elementi sono considerati plausibili (presenza della magia in un fantasy).

Quindi quando siamo in un certo genere letterario siamo disponibili anche in base ad alcuni elementi specifici. Questo vale anche per alcuni periodi, tradizioni di tipo culturale, in cui alcuni tipi di narrazione potevano essere meno credibili. Quindi la credibilità, la stipula del patto narrativo dipende anche da una serie di elementi collaterali. Eco parlerà che quando ci troviamo di fronte a cappuccetto e al lupo che parla l'autore ci specifica che il lupo parla, è un elemento significativo però per il resto usa tutte le nozioni che il lettore ha dell'universo del reale, prende a prestito per costruire il proprio racconto le nozioni che il lettore deriva dall'universo reale: si dice che il lupo parla ma può anche darci qualche dettaglio estetico del lupo ma non ce lo descrive perché noi ce lo immaginiamo come lo vediamo nella realtà, anche il bosco non ce lo descrive perché lo immaginiamo normalmente, sottolinea l'elemento dell'eccezionalità (il lupo che parla) ma per il resto si basa su elementi che sono propri dell'universo reale del lettore.

Coordinata circa il rapporto tra testo e lettore

Schema della comunicazione narrativa (Chatman): Funzioni del testo, funzioni contenute/dipendenti dal testo cioè autore implicito, Narratore, Narratario e Lettore implicito, quelle esterni sono elementi esterni al testo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nora96_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Zava Alberto.
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