Luigi Lanzi e il contesto culturale del XVIII secolo
Luigi Lanzi (Treia – Macerata 1732 - Firenze 1810) è una figura centrale nel panorama culturale del XVIII secolo italiano. Il suo percorso si intreccia con eventi storici e culturali significativi, dando vita a un periodo di grande fermento artistico e intellettuale.
La lega delle collezioni medicee e l'inizio del Granducato di Toscana
Nel 1737, Anna Maria Ludovica de’ Medici lega alla città di Firenze le collezioni medicee, un evento cruciale che mantiene il patrimonio artistico nella città.
Nel 1765, Pietro Leopoldo di Lorena, figlio di Maria Teresa d’Austria e di Francesco Stefano, diviene Granduca di Toscana. Il suo governo segna l'inizio di una stagione di assolutismo illuminato, restituendo a Firenze e alla Toscana un ruolo centrale nel panorama culturale dell'epoca, come riconosciuto da Leopoldo Cicognara nella sua Storia della scultura (1813-18).
Riforme e iniziative di Pietro Leopoldo
- 1766: Promulgazione della legge sul commercio dei grani per incrementare lo sviluppo economico.
- 1769: Promozione di forme di centralizzazione amministrativa e fiscale.
- 1770: Riforma delle leggi sui dazi e abolizione del tribunale dell'Inquisizione.
La soppressione della Compagnia di Gesù
Nel 1773, Clemente XIV sopprime universalmente la Compagnia di Gesù, dopo le espulsioni dei gesuiti avvenute in Portogallo (1759), Francia (1762), e Spagna (1767).
Luigi Lanzi e la sua carriera
Nel 1772, Lanzi lascia Roma e la sua attività di insegnamento presso il Collegio. A 41 anni, è senza stipendio, occupazione e dimora, e si rifugia a Siena. Grazie alla mediazione di Angelo Fabroni, nel 1775 è nominato dal Granduca Pietro Leopoldo antiquario della Galleria degli Uffizi in aiuto al direttore Giuseppe Pelli Bencivenni.
Riforme di politica culturale
Tra le riforme di politica culturale avviate da Pietro Leopoldo, con la collaborazione di Angelo Fabroni, ci sono:
- Istituzione dell'archivio di Stato.
- Organizzazione delle biblioteche.
- Potenziamento e riorganizzazione dell'Accademia di Belle Arti.
- Soppressione dell'Accademia della Crusca.
- Promozione dell'editoria, tra cui il sostegno al libraio di Livorno Giuseppe Aubert per la riedizione dell'Encyclopédie di Diderot e D’Alembert.
- Fondazione del museo di storia naturale.
- Riorganizzazione e valorizzazione delle collezioni della Galleria degli Uffizi.
Il "Giornale de' Letterati di Pisa"
Nel 1771, Angelo Fabroni riorganizza e dà nuovo avvio al Giornale de’ Letterati di Pisa, di cui è il principale animatore fino al 1796. Nel 1782, Luigi Lanzi pubblica sul giornale la sua prima opera: la Real Galleria di Firenze.
Al Giornale de’ Letterati di Pisa collaborano, tra gli altri, Tiraboschi, e vengono recensite opere importanti italiane e straniere, come la traduzione italiana del Discorso sulle arti del disegno di Joshua Reynolds (1778) e quella della Storia della decadenza e rovina dell’Impero romano di Edward Gibbon (1779). Cfr. F. Haskell, Gibbon e la storia dell’arte, in Le metamorfosi del gusto, Torino, Bollati Boringhieri, 1989, pp. 29-51. Nel 1780 viene recensita anche la traduzione di: Storia delle arti del disegno presso gli antichi di Winckelmann.
-
Appunti esame Storia della critica
-
Appunti esame Storia della critica - l'attribuzione
-
Appunti Istituzioni della storia della critica d'arte
-
Appunti Storia della critica d'arte