Economia pubblica lezione 1. 13-09-2021
Elementi di base metodo scienza economica applicato al contesto dello stato sociale. Lo stato sociale è l’insieme di programmi di distesa e azioni per aiutare i cittadini nella loro vita sociale. Materia economica ha una struttura piramidale, bisogna studiare le basi per seguire la materia nel suo complesso.
Fondatore della scienza economica moderna è stato Max Weber.
Scritto e orale facoltativo
Il compito ha due domande, risposte a parole o a grafici, qualsiasi metodo purché si faccia capire il ragionamento. Risposte da applicare ad un contesto i ragionamenti fatti in aula.
Programma d’esame
- N.G. Mankiw e M.P. Taylor, Principi di Economia, Bologna, Zanichelli, 2012 (V ed.), capp. 21-22 oppure capitoli corrispondenti di altra edizione.
- Balestrino, E. Galli e L. Spataro (a cura di), Scienza delle Finanze, Torino, UTET, 2019, parti I, II (solo capp. 1 e 4) e III.
Prima lezione
Metodo economico > Economia nasce in un ambito umanistico. Adam Smith di mestiere faceva il professore universitario e educatore privato di famiglie benestanti scozzesi, e scriveva libri di filosofia morale. L’opera più orgoglioso era la teoria delle opinioni morali. Non pensava a sé stesso come economista, e non studiava in maniera metodica il libero mercato, che è collegato all’idea di un ordine sociale in cui individui spontaneamente trovano soluzioni efficace e giuste. Ognuno pensa a sé stesso e questo produce ordine sociale efficace. In realtà i suoi temi preferiti erano temi sulla simpatia (sentimenti comuni, compassione).
Quindi si è persona che ha riflettuto su temi economici ma con una prospettiva, punto di vista diverso (dottrine politiche ecc.). Dopo di lui altri autori, tipo Marx, hanno riflettuto su temi economici ma sempre secondo il punto di vista storico-economico. La formalizzazione della matematica arriva un po’ dopo Smith e un po’ al termine della parabola di Ricardo e di Marx. La psicologia moderna e sociologia moderna e antropologia moderna e economia politica, queste branche sono le scienze sociali importanti, tutte queste nascono a fine ‘800 (Comte, Weber, Durkheim ecc. tutti fine 800).
Un possibile motivo di questo fiorire ha a che fare con la pubblicazione dell’origine della Specie di C. Darwin (1859). È questo lo spartiacque perché in qualche modo la teoria evoluzionistica sradica il ruolo primario della teologia e filosofia come sapere umano. Quando è nata l’università a Pisa come studio vescovile nei primi anni si studiavano tre cose: teologia, giurisprudenza e medicina (queste ultime due per anni si sono considerate intellettualmente inferiori).
La teoria dell’evoluzione sradica la concezione e importanza della divinità, e quindi la sociologia e le altre branche ricercano di nuovo un senso, perché viene sradicato il senso dell’orizzonte finale (Marx pensa che la storia vada a confinare nel socialismo, questo paradiso in terra dove c’è parità ecc.). Con Darwin non c’è più un obiettivo, si perde il senso, e quindi filosofia e teologia perdono presa e quindi diventa interessante il qui e ora, le nostre società, tutte lo fanno in un modo, studiano le stesse cose ma con metodi diversi (economia in un modo, sociologia in un altro ecc.).
Perché metodi diversi? Perché, mentre la sociologia è essenzialmente una disciplina di stampo romantico (culturalmente, come movimento), la scienza economica è di stampo illuminista. Il Romanticismo è movimento culturale, letterario, filosofico ecc. in cui i nostri eroi sono le persone che sconvolgono la normalità, privilegia la rottura con la normalità, l’evento sorprendente. Atteggiamento che in qualche modo si ribella ai canali normali per l’esistenza e procede verso soluzione nuove.
Darcy è romantico, spezza gli schemi. Le eroine romantiche per eccellenza sono Madame Bovary e Anna Karenina. Abbiamo anche gli imprenditori romantici: Steve Jobs che è stato un grande innovatore dell’industria. Noi viviamo imbevuti in una cultura romantica che privilegia questi elementi culturali che sono fortemente ancorati sull’immaginazione, sul vederci in un ruolo, luogo diverso da quello in cui siamo.
Al contrario la teoria economica è fortemente di stacco illuministico. L’illuminismo è una filosofia basata sull’idea che quello che conta è il raziocinio: individui accomunati da avere un intelligenza uguale, e quindi condividono tutto un certo schema di convivenza sociale. Gli economisti vedono i soggetti come dei soggetti razionale che gli conduce a massimizzare il proprio stile di vita.
In realtà è una roba schizofrenica perché quando compiamo scelte economiche siamo razionali quando compiano altre scelte romantici: ma poi viene rimbalzata quando economisti tentano di spiegare tutti i tipi di scelte in maniera razionale (Esiste una teoria economica del matrimonio, della criminalità, di tutto). Si arrogano lo studio su tutte le scelte sociali, in cui lo studio non è più guidato dall’immaginazione ma è di stampo economico, illuminista basato sull’individuo razionale che persegue i suoi obiettivi in maniera ottimale.
Questa universalità dei comportamenti razionali gli economisti lo riprendono dagli illuministi, per tutte le sfaccettature della vita moderna: ad esempio costituzione USA è stata fondata su principi illuministi, perché la classe dirigente americana erano influenzati dagli illuministi francesi ai tempi della Rivoluzione francese: la Rivoluzione francese è la madre dei tre poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario), moderni: devono bilanciarsi tra di loro. Il presidente deve fare certe cose ma il congresso può bloccarlo in certe cose ecc. La radice illuministica di questo pensiero ha influenzato tutte le democrazie moderne dell’occidente, fatto con la divisione dei poteri. Tutto questo nasce dalle idee degli illuministi.
Contrapposizione tra illuminismo e romanticismo è un conflitto che si vive nella storia. Gli economisti hanno sempre un approccio di tipo illuministico. Una differenza fondamentale è che raramente in economia, ma spesso in sociologia, vengono fuori le scelte tragiche, l’illuminismo non contempla le scelte tragiche, perché dal punto di vista del raziocinio si può sempre trovare una soluzione tra costi e benefici. La scelta tragica non rende possibile individuare soluzione tra costi e benefici ottimale.
Le scelte tragiche appaiono raramente in economia perché il raziocinio trova sempre la soluzione ottimale, questo è il punto che deve guidare la nostra impostazione alla materia, la teoria economica adotta una filosofia utilitarista. Invece nelle vicende di tutti i giorni possono apparire queste scelte tragiche (derivato da tragedia greca, in cui c’è sempre un conflitto tra valori inconciliabili).
Seconda lezione - 15.09.21
La scienza economica moderna nasce come una riflessione di filosofia politica morale sulla convivenza delle persone, poi piano piano diventa una scienza sociale 100 anni dopo Adam Smith, fine 800 nascono le cattedre di economia politica, segnale di emancipazione dalla filosofia e dalle altre scienze sociali. Max Weber era professore di economia politica. Questi autori sono stati molto importanti perché hanno cominciato a dare una forma alla disciplina moderna.
Originariamente le scienze sociali non erano ben distinte, autori passavano da una disciplina all’altra: ad esempio Mathematical Physics è il termine usato da Edgeworth, questo è un manuale di elementi di economia politica che lui ritiene che scienza economica secondo lui deve essere interpretata come una matematizzazione di leggi psicologiche: gli psicologi studiano il comportamento umano e trovano in via sperimentale comportamenti prevalenti, lui studioso di economia politica vuole trovare disciplina che sistematizza questi risultati empirici e li trasforma in leggi generali di comportamento. Dal particolare comportamento scoperto io faccio discendere una legge del comportamento che attraverso formula matematica che mi descrive questo comportamento.
Lui ha utilizzato molto il concetto di utilità marginale decrescente: utilità è il benessere delle persone, marginale vuol dire addizionale, incrementale. Utilità dipende dal consumo di beni. Il consumo addizionale di una risorsa mi farà aumentare il benessere. L’incremento di benessere dovuto al consumo di un unità addizionale di bene di consumo si chiama utilità marginale.
Secondo questo studioso l’utilità marginale degli individui è decrescente: se io passo da 0 a 1 mela, l’incremento è alto. Però la seconda mela è già un pochino meno importante della prima, il salto in avanti non è così marcato come da 0 a 1, e via via la mela in più diventa sostanzialmente meno utile, importante, finché l’utilità marginale diventa 0, la mela in più mi fa anche stare male.
Gli era venuto in mente perché aveva letto negli studi della seconda metà dell’800 degli studi di psicologi di Berlino che avevano studiato il comportamento delle persone di fronte alla reazione degli stimoli, come la reattività agli stimoli cambia a seconda del livello di partenza della fonte dello stimolo: stanza buia, si apre uno spiraglio di luce minimo, noi lo percepiamo, se siamo in una stanza completamente illuminata lo spiraglio non lo partecipiamo, perché cambia a seconda del livello di partenza. Aveva una concezione dell’economia politica simile alla Fisica.
E in questo Edgeworth era allineato con gli economisti del suo tempo che venivano dalla branca filosofica dell’utilitarismo. L’utilitarismo, associato a nomi come Bentham (noto anche per la sua teorizzazione del Panopticon: carcere con la torre al centro con cui guardiano può controllare tutte le persone in carcere), Stuart Mill, era unica branca filosofica di stampo illuminista che sopravvive nell’800, nell’eccellenza del Romanticismo: filosofia che interpreta la giustizia sociale come relativa al piacere, utilità dei singoli individui.
Secondo loro obiettivo di una buona società è massimizzare l’utilità dei suoi membri. Per cui una situazione sociale è migliore di un'altra se la prima i livelli di utilità sono maggiori che in B. Queste sono osservazioni interessanti perché essendo una filosofia di matrice illuminista che vede il soggetto come una figura razionale di cui possiamo fidarci attribuisce un peso molto importante al benessere individuale del singolo aldilà dei doveri sociali imposti al singoli.
Non ci sono elementi di doveri di reciprocità ecc. Bentham dice che è sbagliato fare quello che ci peggiora il livello di utilità. Non ci sono doveri o obblighi assoluti, c’è solo la ricerca, l’obiettivo del massimizzare l’utilità complessiva. Questo utilitarismo ha influenzato molto gli economisti, e ha messo l’economia in una posizione a parte dalle altre disciplina, si tende a svalutare tutti che gli obblighi di cui non si percepisce un raziocinio in termine di benessere.
Può avere indicazioni sia che noi tendiamo a considerare progressiste che no: ad esempio un utilitarista guarderebbe all’immigrazione irregolare come una sciocchezza, che danno procura? Perché deve essere un reato ad un paese, che danno c’è qui? In che misura una persona che entra in Italia senza permesso crea danni a qualcuno? L’utilitarismo costituisce una specie di bacillo di cultura che la teoria economica moderna nel corso dell’800 e Edgeworth lavora all’interno di questo campo di idee ancora abbastanza magmatico da cui vengono fuori talvolta intuizioni interessanti ma da cui mancano delle cose, non è sistematico.
Tutto questo riflettere magmatico sulla economia politica, questo movimento molto vasto e poco sistematico in cui vengono buttate idee sull’economia politico sfocia poi ai primi del 900 in un tentativo di sistematizzazione dovuta a un economista e sociologo che si chiama Pareto: ingegnere di professione, insegnava però economia e sociologia in molte università. Era un’epoca in cui gli intellettuali parlavano oltre che inglese, francese anche l’italiano. E quindi era in qualche modo possibile anche per lui italiano essere influente a livello mondiale nell’ambito economico. Sotto il fascismo e nazismo l’economia fu bandita, emigrarono tutti in Inghilterra o in America e da lì è nato un totale anglo centrismo del pensiero economico, dal 1920 in poi.
Pareto ha lanciato la separazione della scienza economica dalla sociologia e psicologia: non più economia politica basata sulle evidenze empiriche ma come disciplina astratta sul modello della matematica basata su assiomi di comportamento. Non l’utilità marginale decrescente come idea tratta da un’osservazione empirica ma la costruzione di un sistema matematicamente coerente che parte da certi postulati (proposizione indimostrabile alla base della costruzione logica che poi uno va a farci sopra) del comportamento umano e andando a studiare in maniera specifica l’Homo economicus, che è un soggetto razionale, che agisce solo per massimizzare il proprio benessere.
La disciplina economia politica secondo Pareto deve studiare l’individualità della società quando si prende decisioni economiche e si comporta come un soggetto perfettamente razionale. La sociologia invece studia l’Homo sociologicus, agisce in base a una credenza, una abitudine.
Secondo Pareto quello che compie l’homo economico sono azioni economiche.
L’homo sociologico compie azioni non logiche, che non sono orientate rispetto a un fine ben preciso. Andare alla messa si fa per consuetudine, non è un azione mirata ad un obiettivo immediato, questa è un azione logica.
Pareto dice di non fare confusione tra gli oggetti di studio della sociologia ed economia. Simultaneamente lui ha inventato le curve di indifferenza e ha inventato questa idea che non importa dare un valore numerico specifico all’utilità, basta mettere in ordine le curve di indifferenza: Pareto è il promotore dell’idea dell’utilità ordinale che rappresenta un ulteriore distacco dall’utilitarismo di Edgeworth, perché lui pensava che l’utilità fosse misurabile, tramite un misuratore di piacere (edonimetro?).
Pareto invece ci fa presente che è sufficiente mettere in ordine le curve di indifferenza, la curva di indifferenza messa più in alto rappresenta una utilità più alta di una curva messa più in basso, non importa dire quanto è utile.
È ancora più astratto quindi. L’utilità marginale è una specie di concetto empirico, ci sono studi sulla costruzione di scale misurabili dell’utilità condotte da psicologi e economisti insieme. Ma Pareto sosteneva importanza verso questo passo verso l’astrazione, misurazione inutile per teoria economica che si poteva fare anche senza misurare l’utilità.
Quindi siamo passati da una riflessione filosofica a scienza sociale in breve, poi è diventata una disciplina autonoma prima un po’ più empirica, adesso più astratta. Negli anni ’30 si sistematizza con Robbins e Von Hayek (?) Loro arrivano a una definizione e a un metodo di lavoro mutuato da Marx Weber. Loro cambiano anche nome, non più economia politica ma la economics per indicare la natura scientifica della disciplina. È la disciplina che studia l’allocazione di risorse scarsa a fini alternativi: è una disciplina che studia come faccio io quando ho risorse limitate ad allocarle al meglio per ottenere i fini, che sono diversi, che mi propongo.
Qual è il metodo adottato da questi due autori, in particolare pensato da Von Hayek, e che adesso è adottato dagli economisti contemporanei. È insieme alla matrice illuministica un altro dei motivi per cui scienza economica è in disparte rispetto alle altre discipline.
Individualismo metodologico: aggettivo metodologico è pensato dal distinguerlo dall’idea politica dell’individualismo. Adottato e introdotto nella teoria economica da Von Hayek, lo ha pensato però Weber. E chi l’ha battezzato, il nome, è Schumpeter, un economista molto sui generis e un rarissimo caso di studioso dell’economia che non adotta individualismo metodologico e non la visione di homo economicus ma economistica romantico, studioso dei cambiamenti tecnologici: ritiene che periodicamente l’assetto delle aziende venga sovvertito da un cambiamento tecnologico, un movimento che distrugge le aziende più antiche e crea aziende nuove.
Due caposaldi
- Solo gli individui compiono azioni sociali dotate di senso. Lo studioso sociale può studiare solo le azioni dei singoli individui perché sono le uniche dotate di senso. Questo va in opposizione al Marxismo ove esiste la volontà collettiva, l’identità di classe. All’individualismo metodologico interessano le singole azioni individuali, uniche dotate di senso.
- I suddetti individui possono essere considerati come dei soggetti perfettamente razionali, ai fini di studio è utile pensarli in tal modo.
Sono essenzialmente gli ideal-tipi weberiani. È utile per semplificarci la vita pensare a questi soggetti come perfettamente razionali. Persone che raccolgono tutte le info necessarie ad una conclusione e perseguono in maniera efficacie il proprio obiettivo.
I due capisaldi del metodo economico, che noi adotteremo sistematicamente in questa carrellata di economia pubblica, sono indipendenti. Sono però tipicamente usati insieme. Un po' in tutta la teoria economica moderna si utilizza ancora individualismo metodologico modificando un po’ il secondo dei due elementi che lo compongono. Dagli anni 30 utilizza, fino a oggi, si raffina sempre di più questa visione molto tecnica e astratta. Una grande influenza l’ha data il comportamentismo: sono quelli che vogliono insegnare a parlare
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