Appunti di didattica delle lingue moderne
Il linguaggio
Definizione: “Sistema di comunicazione capace di trasmettere informazioni tra emittente e destinatario.” Con linguaggio possiamo intendere il linguaggio umano, ma anche quello degli animali (es. danza delle api), il linguaggio del computer, ecc.
Non tutti i linguaggi però sono identici nella struttura. Il linguaggio umano (o naturale) presenta queste caratteristiche:
- Unicamente umano = viene acquisito solo dagli uomini (gli animali non possono acquisirlo).
- Discreto = si basa infatti su unità discrete, ovvero è composto da foni (unità minime, di numero finito, che non hanno delle vie di mezzo tra una e l’altra). Il linguaggio animale è detto invece continuo (si adatta perciò alle circostanze in cui si trova, non possiede unità minime di misura).
- Produttivo (Output potenzialmente infinito) = possiamo infatti combinare i suoni in parole e le parole in frasi potenzialmente all'infinito (ricorsività).
- Indipendente dal contesto = possiamo parlare di cose che non sono presenti (o visibili, tangibili, reali) nel momento in cui avviene la comunicazione.
- Altamente strutturato = il linguaggio possiede una complessa e precisa struttura (sintassi). Con essa abbiamo capacità di formare frasi grammaticalmente corrette, pur senza senso logico.
- Facilmente acquisibile = per quanto riguarda la lingua materna di un individuo (e non la seconda lingua), l'acquisizione è un processo naturale, senza eccessivo bisogno di sforzo.
Nota
La lingua materna viene appresa da tutti gli esseri umani più o meno allo stesso modo, ovvero: sulla base di evidenze (con l’esperienza), con la stessa sequenza temporale, nello stesso ordine (prima si apprendono nomi, poi verbi, ecc.) e commettendo errori simili nelle varie fasi. Questo vale in tutte le lingue.
Lingua e linguaggio
In alcune lingue (es. inglese e tedesco) i termini “lingua” e “linguaggio” non hanno due vocaboli diversi, in italiano sì. Facciamo distinzione tra:
- Linguaggio = capacità comune a tutti gli esseri umani di sviluppare un sistema di comunicazione dotato di caratteristiche proprie.
- Lingua = la forma specifica che questo sistema di comunicazione assume in varie comunità di parlanti.
Cos’è la glottodidattica?
È una disciplina che analizza e mette in pratica scienze del linguaggio e scienze dell’educazione. In realtà è un insieme di discipline, comprende infatti anche psicologia, ecc. In inglese prende il nome di Applied Linguistics.
Lingue naturali
Lo studio dei fonemi linguistici delle lingue naturali si basa sulla:
- Linguistica = lessico, fonetica e fonologia, morfologia e sintassi, grammatica, semantica e pragmatica.
- Psicolinguistica = cervello umano, sistema percettivo, sistema articolo-motorio, canali condivisi con altre capacità cognitive e con la comunicazione in generale.
Linguistica
Scienza del linguaggio. Secondo Saussure (approccio esternalista) i compiti primari sono:
- Descrivere il maggior numero possibile di lingue storico-naturali e famiglie di lingue sia nella loro funzionalità in un dato momento, sia nel loro divenire attraverso il tempo; sia da un punto di vista interno sia da un punto di vista psico-sociologico, culturale, storico e, in generale, esterno.
- Individuare i fattori normalmente in gioco nel funzionamento e nel divenire di tutte le lingue.
- Definire e delimitare i propri metodi di indagine, le proprie nozioni fondamentali.
In conformità a tali compiti, la linguistica si è venuta articolando in diverse direzioni di ricerca.
Ci sono però due visioni sullo studio del linguaggio:
- Internalista = si basa sulle capacità cognitive del parlante (capacità con le quali si nasce, senza bisogno di andare a scuola). Si pensa infatti che il linguaggio sia uno strumento proprio (interno) della mente dell’essere umano.
- Esternalista = si considera il linguaggio come oggetto esterno al parlante. Quindi è un approccio che studia il linguaggio in base al suo uso esterno (uso sociale, culturale, politico, psicologico), la sua produzione.
Approccio esternalista nello specifico
Secondo Saussure, l’oggetto della linguistica non è la totalità del linguaggio, ma la sua parte essenziale e costitutiva, ovvero la lingua. Dobbiamo perciò fare chiarezza sulla differenza tra lingua e parola:
- La lingua non è altro che l’insieme di regole apprese da un individuo nella sua comunità, così come sono, senza libertà creativa.
- La parola è l’esercizio delle regole di una lingua, soggetto pertanto a modifiche dell’individuo.
Approccio internalista nello specifico (Chomsky)
Ciò che è importante in un linguaggio è la competenza (tutto ciò che un parlante conosce della propria lingua) e l’esecuzione.
Significato e significante
Partiamo col soffermarci sul fatto che quando cerchiamo di comprendere una parola scritta, ci basiamo sul segno che possiamo leggere. Questo segno in semiotica corrisponde all’elemento minimo a cui si possa attribuire una relazione. Il segno si caratterizza quindi per essere (secondo Saussure), un’unità indissolubile di due elementi: significante e significato.
- Significante = se ciò che vediamo scritto è il segno*, il suono emesso per leggerlo è il significante.
- Significato = è il concetto che racchiudono suono (significante) e segno.
Il dizionario diventa quindi la raccolta delle corrispondenze tra segni, significanti e significati di una lingua.
*Quindi, detto in maniera più formale, il segno è l’espressione grafica del significante.
Quando vado a cercare una parola sul dizionario però, non è detto che il significato trovato sia un concetto che conosca. In tal caso avremo bisogno della definizione (spiegazione) del concetto, che troveremo a lato della parola. La definizione del concetto prende il nome di interpretante, ed è stata istituita da un interprete.
I segni
Esistono diverse tipologie di segno:
- Icone = identificano un significato per somiglianza (convenzionale).
- Indici = rappresentano un significato da un elemento (ad esempio dal fumo si potrebbe capire che ci si sta riferendo ad una sigaretta).
- Simboli = la stringa di foni e codici che identificano una parola (arbitrarietà).
Codice e messaggi
Jakobson riflette sulla differenza che c’è tra codice e messaggio, ovvero:
- Codice = è un sistema di regole astratto (es. codice morse).
- Messaggio = è l’atto concreto, quindi quando le regole scelte dal codice vengono utilizzate e rispettate. Nel linguaggio le unità minime sono i fonemi (codice), i quali combinati assieme formano il messaggio.
Esempio: /p/ /n/ /a/ /e/ ---> così come sono questi fonemi non significano nulla, sono elementi del codice da assemblare. Ma se vengono combinati con le regole prescelte, ecco che si forma il messaggio / pane /.
Riassunto: Saussure, Jakobson, Chomsky
Livello astratto:
- Saussure: lingua
- Jakobson: codice
- Chomsky: competenza
- Saussure: parola
- Jakobson: messaggio
- Chomsky: esecuzione
Nota: La lingua (Saussure) è un elemento sociale e trascende l’individuo. Spetta all’individuo curarla per sé stesso. La competenza (Chomsky) è invece un elemento individuale.
Facoltà del linguaggio
Il grafico rappresenta l’intero organismo umano. Tutto ciò che è compreso all’interno del cerchio più esterno rappresenta il nostro sistema cognitivo, adatto a comunicare. Se osserviamo bene però, il cerchio presenta due aree: una esterna arancione chiaro, e una racchiusa al suo interno, arancione scuro. La prima rappresenta la facoltà del linguaggio in senso ampio, mentre la seconda la facoltà del linguaggio in senso stretto. Infatti, quando parliamo di linguaggio, si può intendere:
- Facoltà del linguaggio in senso ampio (FLB) = capacità di unire un significato ad un suono. È una capacità che possiedono anche gli animali. Si divide in parte sensorio-motoria (capacità fisica di emettere e recepire un suono, segno, percepibili da un altro essere vivente) e concettuale-intenzionale (capacità di comprendere il significato).
- Facoltà del linguaggio in senso stretto (FLN) = capacità di mettere insieme elementi (foni, parole, frasi) all’infinito tramite la ricorsività. Capacità propria solo all’essere umano.
Livelli di rappresentazione
- Fonetica e fonologia = suoni che possiamo produrre e comprendere. Si studiano tutte le combinazioni di suoni ammissibili in una lingua. I foni sono tutti i suoni linguistici presenti nelle lingue del mondo.
- Lessico = riconoscere unità minime di significato. Capire ad esempio che gatto è composto da desinenza + radice.
- Sintassi e morfologia = si parla della struttura della frase, combinare parole e morfemi (unità minime dotate di significato).
- Semantica = si considerano i concetti che portano le parole o le frasi.
- Pragmatica = riguarda il contesto di una frase o di un discorso. Permette di rendere una frase grammaticalmente corretta, dotata anche di senso coerente alla realtà.
Rappresentazione fonetica
Capacità di identificare i suoni acustici e tradurli in segni. Il sistema IPA (International Phonetic Alphabet) permette di usare dei simboli prestabiliti per individuare gli stessi suoni di tutte le lingue del mondo.
Esempio: la rappresentazione fonetica della parola inglese “home” è --> / həʊm /
In questa disciplina è importante lo studio delle capacità articolatorie, la segmentazione, il sistema vocalico, sistema consonantico.
Principi universali e parametri: le dimensioni della variazione
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Principi universali = regole comuni a tutte le lingue, inscritte nella biologia dell’organo del cervello umano. Esempio:
- Principio di Proiezione Esteso = ogni frase deve essere dotata di soggetto (sebbene possa essere espresso o meno ---> “mangio la pasta” il soggetto non è esteso, ma implicito).
- Principio del Movimento (“muovi alfa”) = un costituente grammaticale può essere spostato da una posizione all’altra della frase.
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Parametri = regole variabili nelle varie lingue del mondo, i cui valori vengono acquisiti dai bambini nei primi 3 anni. In base alle variazioni abbiamo differenze tra le lingue. Esempio:
- Parametro Pro-Drop = stabilisce se una lingua possiede (lingua pro-drop) o meno (lingua non pro-drop) la capacità di usare un pronome implicito che possa fungere da soggetto. L’italiano è una lingua pro-drop, in quanto sono possibili frasi come “Piove.” --> il soggetto non è esteso, perché è implicito nel verbo. Mentre in lingue come l'inglese o il francese, questo fenomeno non esiste, il soggetto va sempre espresso --> “It is raining”.
- Parametro testa-complemento = esprime la correlazione che c’è tra l’ordine lineare e l’ordine N-Adi V-O (verbo-oggetto) (nome-aggettivo). Quindi se una lingua ha il verbo prima dell’oggetto e l’aggettivo prima del nome, si dice che ha prima la testa e poi il complemento (come l’italiano); mentre se presenterà l’oggetto prima del verbo e avrà il nome prima dell’aggettivo, si dirà che possiede prima complemento e poi la testa (come il giapponese).
Nota: Ogni parametro “controlla” diversi aspetti (ha effetti a cascata su diverse costruzioni grammaticali). Questo fenomeno si chiama clasterizzazione. Prendendo ad esempio il parametro testa-complemento, possiamo vedere che sebbene esso stabilisca solo l’ordine delle lingue VO / OV e NA / AN, questo avrà conseguenza anche sulle preposizioni; di fatti si è visto che nelle lingue in cui l’ordine è VO è frequente anche l’uso delle preposizioni, mentre le lingue OV sono spesso posposizionali (es. giapponese).
Oltre ai parametri più comuni, esistono poi macroparametri (grosse differenze tra lingue), microparametri (differenze minime tra “sistemi” altrimenti molto omogenei = microvariazione), nanoparametri (elementi residuali, difficilmente individuabili, di cambi parametrici diacronici --> in spagnolo ci sono delle variazioni nelle regole grammaticali che valgono solo nella terza persona).
Le lingue del mondo
Le lingue del mondo sono circa 6.000, ma calcolando i dialetti il numero aumenta considerevolmente, fino a oltre 8.000. Un numero così alto necessita pertanto di metodi di catalogazione (classificazione), che ci permettano di creare dei gruppi. Queste catalogazioni le possiamo trovare ufficialmente su Linguasphere.
Tipi di classificazioni delle lingue
- Numero di parlanti nel mondo = quante persone parlano attualmente le varie lingue del mondo.
- Distribuzione geografica = in quali luoghi del mondo vengono parlate le varie lingue.
- Classificazione genealogica = classificazione in base alle famiglie linguistiche. Le lingue fanno parte ad una stessa famiglia linguistica se hanno una stessa lingua madre. All’interno di una famiglia abbiamo gruppi, al loro interno abbiamo sottogruppi e infine rami.
- Classificazione areale = lingue che sebbene siano genealogicamente diverse, presentano caratteristiche comuni in quanto sviluppatesi nella stessa area geografica. Questo permette di organizzare le lingue in leghe linguistiche (es. Lega balcanica).
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Classificazione tipologica = lingue genealogicamente diverse e in aree diverse, ma con la stessa tipologia (caratteristiche) in comune. Esistono due tipi di tipologie:
- Tipologia sintattica = classificare le lingue in base all’ordine degli universali linguistici.
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Tipologia morfologica = riguarda i tratti di accordo o meno (plurale, singolare, femminile, ecc.), ovvero come si organizza la morfologia flessiva. Le lingue da un punto di vista morfologico possono essere:
- Lingue isolanti (es. cinese) sono prive di flessioni: il genere, il numero, ecc. vengono espressi da intere parole a sé stanti.
- Lingue flessive (es. latino) un unico morfema grammaticale può racchiudere dentro di sé contemporaneamente più significati (es. cani – la desinenza in questo caso indica sia il plurale del nome che il genere maschile). Esiste sia la flessione sintetica, che permette di esprimere l’accordo in un’unica parola (es. mangiai), sia la flessione analitica, che utilizza parole aggiuntive come gli ausiliari (es. ho mangiato).
- Lingue agglutinanti (es. turco) rapporto biunivoco con tra morfema e significato. C’è quindi un singolo morfema che indica il plurale, un singolo morfema per il femminile, ecc. Anche in questo caso radice e morfema si fondono in un’unica parola.
- Lingue incorporanti o polisintetiche (es. lingue nord-americane) unione di più morfemi e più radici in un’unica parola.
Universali linguistici
Ci sono caratteristiche presenti in tutte le lingue, ovvero gli universali linguistici (principi). Pinker e Jackendoff elencano le proprietà condivise da tutte le lingue naturali:
- Organizzazione fonologica e struttura sillabica delle unità delle lingue.
- Parole ovvero associazione di suoni a contenuti concettuali.
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Sintassi la quale racchiude 4 dispositivi per poter combinare le parole in frasi:
- Raggruppamento delle parole in costituenti.
- Ordine reciproco (di parole e costituenti).
- Accordo della flessione con gli elementi nominali.
- Utilizzo del caso = l'uso di flessioni o altri dispositivi formali che indicano la funzione grammaticale di un costituente (soggetto, oggetto diretto e indiretto, ecc.).
Famiglie linguistiche nel mondo
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Famiglia indoeuropea:
- Lingue germaniche sono articolate in 3 gruppi principali: lingue germaniche occidentali, settentrionali e orientali (quest’ultime sono estinte).
- Lingue romanze derivano dal latino. Le lingue romanze statuarie (ufficiali) sono portoghese, gallego, spagnolo, catalano, ecc.
- Lingue slave articolate in sottogruppo occidentale, orientale e meridionale.
- Lingue baltiche lingue nazionali in Lettonia e Lituania.
- Lingue celtiche articolate in sottogruppo continentale (estinto) e insulare.
- Gruppi linguistici estinti della famiglia indoeuropea --> lingue anatoliche diffuse nella Turchia asiatica (Anatolia); lingue tocarie parlate da una popolazione indoeuropea (Cina occidentale); due varietà, denominate convenzionalmente “tocario A” e “tocario B”, ovvero lingue indoeuropee più orientali, sopraffatte da lingue turciche e cinesi.
- Lingue indoeuropee isolate --> neogreco deriva dal Greco antico, albanese distinto in ghego e tosco, armeno parlato in Repubblica d’Armenia.
- Lingue indoeuropee fuori Europa --> lingue indo-iraniche parlate in Asia.
- Lingue non indoeuropee in Europa --> basco parlato tra Spagna e Francia, gruppo uralico (ungherese, finnico e estone), turco parlato nel Balcani, lingue semitiche es. maltese, lingue mongole come il calmucco, lingue caucasiche come il giorgiano.
- Altre famiglie linguistiche: afro-asiatiche, austronesiane, niger-kordofaniane, sino-tibetane.
Nota: le lingue isolate non fanno parte di alcuna famiglia linguistica.
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