Valutazione della sostenibilità economica dei progetti
Prof. Diego Ferrando, Arch. Alice Barreca – Anno accademico 2021/2022
Programma
- Valutazione economica dei progetti e sostenibilità: il quadro di riferimento.
- I significati del termine "valutazione", con riferimento a beni e progetti, in contesti privati e pubblici o in partenariato pubblico-privato.
- Quadro sinottico delle discipline teoriche e degli approcci operativi.
- Il quadro regolamentativo in materia di sostenibilità nel contesto internazionale/nazionale (Standards, Direttive europee, etc.).
- Il "concetto di ciclo di vita".
- I concetti di "total cost", "global cost" e "cost optimal".
- La strutturazione del costo.
- La "filiera valutativa".
- Gli strumenti per la verifica della fattibilità economico-finanziaria dei progetti, con particolare riferimento ai contesti privati (Discounted Cash-flow Analysis).
- Gli strumenti per la verifica economica degli interventi immobiliari nella fase di gestione (Discounted Cash-flow Analysis "gestionale").
- Il trattamento delle componenti di rischio nel processo di sviluppo immobiliare, con riferimento agli approcci finanziari e alle dinamiche di mercato.
- Esempi e simulazioni + esercitazione in aula.
- L’approccio Life Cycle Costing (LCC) per la verifica della sostenibilità economica (e cenni ai suoi collegamenti con l’approccio Life Cycle Assessment - LCA per la verifica della sostenibilità ambientale).
- Esempi e simulazioni + esercitazione guidata in aula.
- L’approccio Project Management, con particolare attenzione verso la pianificazione e il trattamento degli elementi di costo.
- Il Project Construction Management e gli strumenti per supportare le attività di monitoraggio e controllo, in particolare il metodo Earned Value.
- Esempi e simulazioni + esercitazione guidata in aula.
- Lezioni "OPEN": Sommario dell’intero corso + Question and Answers.
L’esame finale sarà orale. Il riferimento bibliografico fondamentale è: E. Fregonara, "Valutazione, sostenibilità, progetto. Life Cycle Thinking e indirizzi internazionali", Milano, Franco Angeli, 2015.
Lezione 1 – Framework di riferimento (04/10/2021)
Durante questa lezione risponderemo a delle domande che rappresentano i framework di riferimento per la valutazione economica dei progetti e la sostenibilità, seguono le prime:
- Quale legame c’è tra ambiente ed economia?
- Perché sostenibilità ambientale ed economica?
Siamo in un periodo molto particolare, basta pensare alla crisi del 2008 fino ad arrivare alla pandemia da COVID-19; anche se il nostro governo ha annunciato una crescita del PIL del 3%, ciò non vuol dire "ricchezza", ma molto probabilmente aumento della disuguaglianza, appunto una delle conseguenze legate alla crisi COVID-19. Altre conseguenze: aggraverà le conseguenze delle crisi climatiche e sociali già in corso ed è già stata usata come scusa per indebolire le azioni a protezione dell’ambiente; ha aumentato la consapevolezza della nostra fragilità come comunità, come economia globale e come amministratori del clima terrestre; ha accelerato il lavoro di miglioramento delle norme ambientali, sociali e di governance.
I più rilevanti rischi a lungo termine cui l'economia globale sarà soggetta nel prossimo futuro riguarderanno:
- I cambiamenti climatici, sia in termini di probabilità di verifica degli impatti connessi, sia in termini di peso della spesa economica da sostenere per rimediarne gli effetti.
- Le conseguenze della pandemia da COVID-19 per la crescita economica, il debito pubblico, l'occupazione e il benessere umano. (World Economic Forum 2020 e 2021)
Come mai la sostenibilità ambientale è così importante? La sfera economica e la sfera ambientale da sempre sono collegate in una profonda relazione influenzandosi reciprocamente: il sistema economico, rappresentato dalle attività antropiche, richiede l’utilizzo di risorse naturali. L’equilibrio tra le due sfere ha cominciato ad essere compromesso dopo il cambiamento dei processi produttivi, dovuto all’industrializzazione, che ha introdotto un modello di crescita economica incentrata sul consumo quantitativo di beni e ancora oggi alla base dell’economia.
Tale impostazione comporta che la sfera economica pesi, sempre di più, su quella ambientale, sfruttando le risorse naturali, alterando il clima e, conseguentemente, minacciando gli ecosistemi (esternalità negative ambientali).
L’economia circolare è una delle opzioni dello sviluppo dei modelli economici della sfera chiamata Sostenibilità debole che è all’interno dell’ambito dell’Economia ambientale, un tipo di teoria economica portata avanti da economisti. Questo filone è in parallelo con un filone chiamato Economia ecologica portata avanti da ecologisti dove all’interno si trova la Sostenibilità forte di cui fanno parte i servizi ecosistemici. La Sostenibilità debole è definita così perché nel ciclo di produzione di economia circolare ammette l’esistenza di scarti e sostiene che la tecnologia molto avanzata sia in grado di sopperire all’uso delle risorse naturali; la sostenibilità forte, invece, non ammette più l’esistenza di scarti, quindi il ciclo di produzione, consumo e riciclaggio è un ciclo chiuso e soprattutto sostiene che lo sviluppo non è necessariamente legato alla crescita (nella sostenibilità debole la crescita e lo sviluppo sono inscindibili).
La sostenibilità forte e quindi l‘economia ecologica hanno come obiettivo principale quello di tutelare i servizi ecosistemici per poter trasmettere alle generazioni future un pianeta che permetta di fare tutti gli usi che facciamo oggi, è una garanzia per le generazioni future.
Altre domande:
- Da quando se ne parla e come si è sviluppato questo concetto nel tempo?
- Adesso dove siamo/cosa sta succedendo?
- E in architettura?
1. 1987 – Our Common Future la World Commission on Environment and Development) con il rapporto Brundtland (Our Common Future) definisce l’obiettivo di uno "sviluppo sostenibile" che "soddisfi le necessità delle attuali generazioni senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare le proprie".
2. 1992 – Conferenza di Rio nella Conferenza di Rio, per la prima volta, si parla di green economy; il termine è stato coniato molto prima (1989) in un libro, ma la conferenza che lo ha messo al centro del suo programma è quella del 2012. La green economy è assunta dalle Organizzazioni Internazionali come World Bank of UNEP, che è il programma ambientale delle Nazioni Unite come un riferimento per orientare le azioni nell’ambito della sostenibilità. Viene definita come un’economia "a basso contenuto di carbonio, con uso efficiente delle risorse e socialmente inclusiva" enfatizzando la crescita del reddito e dell’occupazione attraverso investimenti pubblici e privati che mirino all’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio e l’inquinamento, di aumentare l’efficienza energetica e delle risorse e di prevenire la perdita di biodiversità e dei servizi ecosistemici. Il modello economico di riferimento per la green economy è la green growth, il concetto di crescita, anche se verde, rimane.
3. 2014 – "Verso un’economia circolare: programma per un’Europa a zero rifiuti"; dato che l’economia lineare (tradizionale) non andava bene, si è cambiato modello economico. La Commissione Europea sostiene la transizione verso un’economia circolare per "mantenere il valore di prodotti, materiali e risorse più a lungo possibile, riducendo al minimo la generazione dei rifiuti".
Sulla base di queste teorie si delineano le linee fondamentali per l’affermazione di una prospettiva di economia circolare: «I prodotti devono essere progettati e ottimizzati per facilitarne il disassemblaggio, il riuso e il riciclaggio, deve essere promossa la condivisione e devono essere individuate ed eliminate le esternalità negative, come l’inquinamento di aria, acqua e suolo».
4. 2015 – Accordo di Parigi è un punto molto importante perché il primo accordo universale giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici. Tra i principali obiettivi quello di contenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C (con impegno a limitarlo al di sotto del 1,5°), mirare a rinforzare le capacità dei vari paesi di affrontare l’impatto determinato dai cambiamenti climatici e sostenere le nazioni creando strategie non solo per contenere il riscaldamento globale, ma anche per aumentare la resilienza, la capacità dei paesi ad affrontare i cambiamenti. Per questo ogni paese aderente deve presentare ogni 5 anni un report Nationally Determined Contributions (NDCs), dove i paesi sono autonomi e propongono obiettivi nazionali ambiziosi per ridurre il surriscaldamento globale. L’Italia è una delle 113 nazioni e ha presentato il primo NDC.
5. 2016 – Agenda 2030 le Nazioni Unite hanno adottato i Sustainable Development Goals. L’Agenda 20-30, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, rappresenta il pano di azione globale per il conseguimento di una trasformazione sostenibile della società, dell’economia e dell’ambiente (3 pilastri della sostenibilità). Con i suoi 17 Goals (SDGs) ha portato avanti strategie per la realizzazione di target specifici (in realtà sono 169); questi Goals sono universali, interconnessi e indivisibili e tengono conto delle realtà territoriali per essere potenzialmente applicabili ovunque, a livello globale, nazionale e locale (regionale e/o urbano). I Goals sono declinati ai tre ambiti biosfera (ambiente), società ed economia; gli indicatori utilizzati da ogni nazione per vedere se sta rispondendo ai goals sono 232 uguali per tutto il mondo.
6. 2019 – The European Climate Law a livello europeo, viene pubblicato l’European Green Deal dove l’azione per il clima è al centro di questo ambizioso pacchetto di misure e strumenti che vanno dalla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra all’investimento in ricerca e innovazione a favore della sostenibilità ambientale e propone una serie di iniziative: la legge europea sul clima (approvata questo anno), l’impatto europeo per il clima, un piano 2030 "Climate Target Plan" che ha l’obiettivo di ridurre il 55% di emissioni entro il 2030 e poi una nuova strategia dell’Unione Europea per l’adattamento al clima e per una totale resilienza ai cambiamenti climatici entro il 2050 (l’obiettivo è quello di arrivare a 0 emissioni nel 2050).
Quali sono le azioni di interazione tra Green Deal e SDGs?
Il Green Deal è diventato un veicolo fondamentale per raggiungere gli SDGs, in particolare nei settori: cambiamento climatico, del degrado degli ecosistemi, della nutrizione e della promozione di un’economia circolare. Il Green Deal ha come obiettivo quello di essere un patto sociale (infatti ha come slogan "nessuno verrà lasciato indietro") e quindi l’Unione Europea vuole trasformare l’istruzione, lo sviluppo delle competenze nell’innovazione, accelerare la trasformazione digitale di tutti gli stati membri e affrontare le disparità e disuguaglianze. A questi obiettivi si aggiunge la revisione della sanità pubblica a seguito della pandemia. Guardando il Green Deal attraverso una lente SDG, può coprire quattro trasformazioni: uso verso l’energia sostenibile; uso sostenibile del cibo; della terra e degli oceani; comunità; mobilità e alloggi sostenibili; un’economia pulita e circolare a inquinamento zero.
Cosa succede nel settore edilizio? Gli edifici sono responsabili dell’uso del 40% di energia primaria, utilizzando acqua, materiali e suolo. La riduzione dell’impatto ambientale degli edifici si profila come priorità per affrontare i cambiamenti climatici e le altre sfide della sostenibilità, in linea con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile a livello internazionale. Gli edifici ristrutturati ed efficienti nell’UE contribuiranno a spianare la strada a un sistema energetico decarbonizzato e pulito, poiché gli edifici responsabili di oltre un terzo delle emissioni dell’UE. Il 75% degli edifici in Europa è energicamente insufficiente.
7. 2020 – A Renovation Wave for Europe nel 2020 al fine di rafforzare i processi di transizione ecologica e soprattutto di accelerare il retrofit energetico degli edifici è stata emessa una comunicazione della commissione europea chiamata A Renovation Wave for Europe - rendere più verdi gli edifici. Negli obiettivi c’è la ristrutturazione degli edifici sia pubblici che privati come azione essenziale all’interno del Green Deal per poter promuovere l’efficienza energetica nel settore e raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. Altri obiettivi del Renovation Wave: creare lavoro e migliorare la qualità di vita.
8. 2020 – EC Next Generation EU (NGEU) è uno strumento temporaneo pensato per stimolare la ripresa dopo la pandemia di COVID-19, un pacchetto di misure di stimolo mai finanziate che hanno come obiettivo rendere l’Europa più ecologica, digitale e resiliente. In Italia questa comunicazione viene ripresa da quello che precedentemente si chiamava Decreto Rilancio diventata poi Legge 17 luglio 2020, n.77 recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro, all’economia nonché di politiche sociali connesse all’emergenza della pandemia (in positivo ha scatenato un’accelerazione alle questioni ambientali). All’interno del Decreto Rilancio c’è il Superbonus 110%, strumento importante che dà la possibilità di ritrarre il 110% delle spese sostenute tra il 1/7/20 e il 3/12/22, con parziali proroghe fino al 2023 per una serie di interventi di efficientamento dell’involucro e degli impianti.
9. 2021 – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede 6 missioni: 1. Digitalizzazione, innovazione, competitività; 2. Rivoluzione verde e transizione ecologica (è quella che ci interessa di più); 3. Salute; 4. Infrastrutture per la mobilità; 5. Istruzione, formazione, ricerca e cultura; 6. Equità sociale, di genere e territoriale. Il piano prevede misure e risorse per l’efficientamento energetico e alla riqualificazione del parco immobiliare pubblico e privato esistente, per l’economia circolare e agricoltura sostenibile, l’energia rinnovabile, la mobilità sostenibile, la tutela del territorio e della risorsa idrica. Con questo abbiamo tutti gli "ingredienti" per affrontare i cambiamenti climatici e favorire anche nel campo immobiliare la transizione verso un’economia circolare e sostenibilità ambientale.
Ci sono stati diversi cambiamenti in modo particolare nella progettazione e nella valutazione economica di progetto. I pilastri della progettazione tradizionale architettonica erano tempo, costo e qualità che è necessario unire ai pilastri della sostenibilità (ambiente, economia, società). Questo sta portando alla definizione di un approccio per la progettazione di una architettura sostenibile, di cui i pilastri sono tempo, società, uso, costo, ambiente e qualità. Questo nuovo approccio di progettazione fa riferimento all’economia circolare. La disciplina dell’estimo si è contaminata con la sostenibilità ambientale portando ad un’evoluzione sul piano teorico che sul piano metodologico. Sul piano metodologico abbiamo:
- Produzione edilizia verso lo sviluppo di strumenti di valutazione economica per supportare le scelte di investimento fra scenari di progetto/tecnologici alternativi nell’ottica dell’ottimizzazione dei costi in rapporto alle performance energetiche, dati i requisiti minimi della normativa.
- Mercato immobiliare verso l’analisi dell’impatto della performance energetica degli edifici sui processi di formazione dei prezzi e sulle dinamiche di domanda/offerta.
Questo schema spiega il ciclo di vita della valutazione della sostenibilità di progetto, al centro tutte le fasi della produzione edilizia, nei cerchi concentrici ci sono alcuni strumenti classici (Studi di Fattibilità, l’Analisi Costi Ricavi) uniti ad uno strumento importante innovativo che è il Life Cycle Costing; tutti quanti formano il Whole Life Cycle Costing. Questa lezione per farci capire che è un processo ben strutturato ed è importante capire il passaggio da economia lineare ad economia circolare, la quale parte dalla fase di progettazione ed arriva ad una serie di azioni per riutilizzare la maggior parte dei materiali impiegati nell’immobile per un altro manufatto.
Lezione 2 – Metodi estimativi e approcci alla valutazione: inquadramento sinottico (05/10/2021)
- Approcci alla valutazione e relativi riferimenti disciplinari: una tassonomia
- Aspetti operativi della valutazione: una classificazione degli strumenti
Partiamo oggi con un excursus del concetto di valutazione, un concetto molto ampio che può essere impiegato per descrivere differenti azioni.
Quelle che più direttamente ci interessano e che esamineremo sono le azioni che comportano la valutazione dei beni e la valutazione di progetti o piani oppure azioni pari di implementazione di particolari politiche. Possiamo valutare beni economici (che soddisfano qualche esigenza o necessità e che sono disponibili in quantità limitata).
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