Lezione 1: La definizione di museo
La definizione di museo è molto complessa. La parola museo deriva dalla parola Museum, legato al tema delle muse protettrici delle arti. Luogo delle Muse. Omaggio e legame con le muse, divinità legate alle arti e alle scienze.
Origine e storia del termine "museo"
La prima testimonianza nel mondo antico dell’uso di questo termine lo troviamo ad Alessandria, città fondata da Alessandro Magno nel 300 a.C., periodo della cultura ellenistica. Sorse nel Mediterraneo, di fronte all’isola di Faro, zone collegate da una diga. La città nasce con spirito commerciale. I Tolomei la trasformarono in centro culturale ed economico. Dalla cartina della città possiamo vedere il Museum, spazio che faceva parte degli edifici regi della città.
Una delle prime testimonianze che abbiamo è un'iscrizione dedicata a Tiberio Claudio Balbillo, in cui viene ricordato il suo ruolo di sovrintendente di biblioteca e museo alessandrini, edifici quindi collegati. L’altra fonte è il testo di Strabone, Geografia, dove nell’ultimo libro Strabone parla dell’Egitto. Nella descrizione di Alessandria fa un accenno del Museo.
«È poi una parte dei regii palazzi anche il Museo in cui trovansi un portico, un'esedra ed una gran sala dove solevano cenar in comune gli eruditi dei quali si componeva il Museo. Quest'adunanza è provveduta di rendite comuni ed ha un sacerdote che le presiede, eletto una volta dai re, ora dall’imperatore».
L'esedra era un cortile scoperto e fornito all'intorno di seggi dove i filosofi solevano radunarsi. Ciò trovasi chiaramente espresso da Vitruvio: Constituantur autem in tribus porticibus exedrae spatiosae, habentes sedes, in quibus philosophi rhetores reliquique qui studiis delectantur, sedentes disputare possint Strabone, Geografia, Libro XVII, 14-23 d.C.
Il concetto di museo nel tempo
Il museo è dipendente dal governo. È un portico, spazio aperto, a forma di esedra. Il termine museo va ad indicare non solo il luogo fisico, ma anche la comunità che frequenta lo stesso. Lo stesso Strabone ci spiega cosa fosse l’esedra, citando Vitruvio stesso. È molto più simile ad un’accademia. Non ci sono oggetti custoditi o collezioni. È il luogo degli studiosi. Tutti i libri che passavano da Alessandria venivano copiati, tramite l’editto delle navi. Oggi Alessandria è dotata di una biblioteca che cerca di riproporre il modello antico.
L’uso del termine continua sia in Grecia che nell’Impero Romano, e andrà ad affiancarsi al termine studium. Luogo proiettato verso lo studio, sia in situazioni collettive che non.
Un primo passaggio del termine lo abbiamo nel 1500. Erasmo da Rotterdam usa il termine ancora con l’accezione di studio. Il termine si evolve nello stesso periodo in Italia. Paolo Giovio, vescovo di Nocera, storico, medico e biografo, mantiene le accezioni di Museo, aggiungendone di nuove. Figura itinerante fra le varie corti italiane. Fortemente legato a Roma e Firenze. Tra il 1536-1543 fa costruire una villa sul lago di Como, luogo per Ozio, meditazione e riposo. In antichità su quel luogo sorgeva la villa di Plinio. Ci racconta che quando il lago è fermo vede l’entrata della villa di Plinio. Anche architettonicamente riprende le ville e i templi classici. La villa non esiste più, gli eredi la lasciarono in stato di abbandono.
«Apollo, suonatore di cetra e le muse fanno festa, con i loro strumenti, a chi cena. Poi Minerva invita tutti quelli che vogliono cambiare posto nella sua stanza, lì accanto, dove si vedono le effigi degli antichi comaschi: anzitutto quelle dei due Plini, poi quelle dei poeti Caninio Rufo e Cecilio (...) e ancora, quelle del grammatico Attilio e di Fabato (...) Alla stanza di Minerva è attigua la biblioteca, piccola, ma piena di libri molto selezionati, dedicata a Mercurio. Da qui si passa alle Sirene (...) dedicata alle ore di nobile svago. Dopo viene l'armeria, vicino all'ingresso, a buon diritto protetta dalle sacre imprese dell'imperatore Carlo. (...) A quella stanza più grande che è il Museo, è congiunta la nobile sala da pranzo, a buon diritto consacrata alle tre Grazie.»
Ci descrive la villa. Troviamo una camera definita Museo. Si tratta della stanza che fuori esce dall’edificio, che dà direttamente sul lago. Conteneva la collezione di ritratti raccolti in 30 anni da Giovio. L’obiettivo di Giovio era quello di raccogliere il maggior numero di ritratti di uomini illustri, verosimili, uomini di cultura, politica, chiesa, senza prevalenza di un periodo storico e geografico. Per controllare la verosimiglianza usava gli eredi dei personaggi, o statuaria antica o le medaglie. Ogni ritratto era associato ad un elogio che decantava la vita e i meriti della figura ritratta. Il risultato di questo lavoro diventò un testo, del 1546, con edizioni successive con illustrazioni dello stesso. Secondo quanto raccontato da Vasari nel 46 dal cardinale Farnese, questi personaggi si incontrano e il cardinale Farnese declamando le doti di Giovio suggerisce a Vasari di unire alle sue biografie delle illustrazioni. Vasari sostiene che Giovio non fosse in grado di fare un lavoro così importante per aggiungere ai suoi elogia gli artisti.
Definizione moderna di museo
È un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto, promuovendone la conoscenza presso il pubblico e la comunità scientifica. Definizione moderna di Museo ICOM – International Council of Museums 1951 – 2014
Concilio internazionale dei musei, associazione nata nel 1946, nata da una precedente istituzione (IOM) francese per occuparsi dei problemi dei musei francesi e internazionali. Fin dall’inizio nascono problemi tra il concetto francese e americano di museo. Per gli americani deve essere per il pubblico e in relazione del pubblico, per i francesi è prima di tutto un’istituzione, qualcosa di burocraticamente definito. Il museo è qualcosa di mobile, rispetto a società e luogo. Come si può notare dalle date, la definizione è in continua evoluzione. Nel 2019 era prevista un ulteriore modifica, ma non si arrivò ad una conclusione.
Istituzione vuol dire che ha compiti e scopi definiti, i musei hanno quindi delle regole. Per essere museo devo avere una collezione permanente e uno spazio. Ha un ruolo di tipo sociale. Ha un pubblico eterogeneo, aperto a tutti. Rendere accessibile un museo vuol dire tante cose. Ad esempio garantirne l’apertura, dichiarare orari di chiusura. Deve essere raggiungibile e accessibile a tutti. Il biglietto deve essere adeguato a ciò che offre. Il museo deve rendere fruibile le proprie opere, con pannelli, didascalie, percorsi chiari.
Lezione 2: La Scarzuola
La Scarzuola è uno spazio privato, accessibile solo su appuntamento, per questo motivo non lo si può considerare museo. Non esistono professionalità che lavorano all’interno, ma è l’erede ad accompagnare i visitatori. La definizione di museo descrive poi le finalità e le missioni del museo. Questo deve contenere testimonianze materiali, oggetti legati all’attività dell’uomo, e immateriali, tutto ciò che è legato alla cultura dell’uomo ma senza forma fisica (musica, danza, video…).
L’acquisizione implica costante ricerca di nuove opere e di aggiornamento. I lasciti possono essere temporanei. L’altro aspetto fondamentale è la conservazione. Questo vuol dire avere spazi nel percorso o nei depositi che ne garantiscano la conservazione tramite luce, umidità e temperatura. La conservazione implica anche manutenzione. Comunicare l’opera vuol dire permettere al visitatore di conoscere l’opera, mettendola in mostra o rendendola accessibile dai depositi. Le motivazioni sono studio, educazione e diletto. Le ricerche degli addetti ai lavori devono essere condivise con il pubblico e la comunità scientifica. Lo studio è personale, l’educazione riguarda l’apertura al pubblico nella sua vastità e eterogeneità. Rientrano tutte e attività didattiche, per scuole, famiglie, ragazzi, laboratori. Il museo deve essere aperto anche solo per il diletto delle persone, libertà del fruitore che può decidere che tipo di esperienza avere nei musei stessi.
Il museo deve comunicare se stesso all’esterno, iniziative, orari, risultati di ricerche, acquisizioni, restauri. Le istituzioni pubbliche come hanno assimilato questa definizione ICOM?
Il museo è un’istituzione permanente destinata alla pubblica fruizione, e che espleta un pubblico servizio, che acquisisce, conserva, ordina e espone beni culturali per finalità di educazione e di studio. Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004, art. 101)
Troviamo gli stessi elementi, ma in numero ridotto. La definizione è stata poi modificata nel 2014, rendendola uguale alla definizione ufficiale dell’ICOM.
Il museo è una istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell'umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e le espone a fini di studio, educazione e diletto, promuovendone la conoscenza presso il pubblico e la comunità scientifica. Decreto ministeriale MIBAC 23 dicembre 2014 (aggiornamento 2018) - Organizzazione e funzionamento dei musei statali (art.1)
Iconologia e iconografia
Museologia e museografia
Cosa intendiamo con il termine museologia? Termine recente. Affianca un termine più antico, 1727, museografia. Compare nella prima volta in un testo di Caspar Friedrich Neickel, Museographia: Guida per una giusta idea ed un utile allestimento dei Musei. L’autore intende tutto ciò che riguarda la collezione, il museo e i problemi legati ad allestimento e gestione.
Museografia: insieme delle tecniche sviluppate per adempiere alle funzioni museali e in particolare quelle che concernono l’allestimento del museo, la conservazione, il restauro, la sicurezza e l’esposizione.
Architettura museale: arte di concepire e allestire o costruire uno spazio destinato ad accogliere le funzioni specifiche di un museo e, più in particolare, quelle di esposizione, conservazione preventiva e attiva, studio, gestione e accoglienza.
ICOFOM - International Committee for Museology of the ICOM. L’ICOFOM è un comitato interno dell’ICOM. Attività più di natura pratica. Interessa le attività legate alla gestione del patrimonio. Questi problemi vanno risolti con professionisti e addetti. Competenze altamente specializzate. All’interno dello studio dell’architettura troviamo una specializzazione per musei, per operare all’interno di strutture preesistenti per risolvere problemi pratici, come l’inserire in una struttura architettonica opere d’arte. Degli aspetti pratici se ne occupa la museografia. La museologia si occupa di ambiti più teorici e generali. Non sono due ambiti separati, ma due lati della stessa medaglia. La museologia è legata al museo, meno alla mostra temporanea.
Ruoli professionali
In Italia nel 2005 viene realizzata la carta nazionale delle professioni museali (approvata nel 2006). Queste considerazioni non so sono AVUTE solo in Italia. Nel 2008 l’ICOM ha pubblicato uno studio che fa riferimento alle varie attività. Si sono individuati 4 nuclei tematici, per poi individuare le figure in ogni nucleo. Queste figure dovrebbero trovarsi in ogni museo. Ci sono poi situazioni diverse che permettono organizzazioni diverse.
- Direttore: “Il direttore è il custode e l’interprete dell’identità e della missione del museo, nel rispetto degli indirizzi dell'amministrazione responsabile. È responsabile della gestione del museo nel suo complesso, nonché dell’attuazione e dello sviluppo del suo progetto culturale e scientifico” che il museo rispetti i caratteri e le missioni che vengono richieste. A Verona il direttore deve occuparsi non di un singolo museo, ma di un polo museale. Figura che ha avuto modo di specializzarsi in economia e management, oltre che storia dell’arte, ma deve anche aver avuto esperienza sul campo.
- Conservatore: figura direttamente collegata al direttore. Si occupa delle collezioni, ne conosce la storia, conosce tutte le opere, conosce i problemi conservativi, si occupa delle ricerche storiche artistiche. Nei musei più piccoli capita che la figura del direttore e del conservatore coincidano. Possiamo anche avere più conservatori, magari con competenze diverse.
- Catalogatore, catalogazione e schedatura delle opere. Per progetti specifici può essere anche una figura esterna.
- Registrar: segue la movimentazione delle opere. Sa dove sono ubicate le opere. Segnare e registrare gli spostamenti, i prestiti. Segue i problemi di trasporto e imballaggio.
- Restauratore: può non essere una figura fissa. Ci sono poi restauratori specializzati.
- Assistente addetto alle collezioni: assistente dei conservatori.
- Responsabile dei servizi educativi: addetto alla gestione delle comunicazioni ad esempio con scuole o università.
- Educatore museale: prepara i materiali didattici e li eroga al pubblico. Figure non ancora pienamente inquadrate dal punto di vista accademico.
- Coordinatore: gestisce bookshop e biglietterie.
- Operatore: sta al book.
- Responsabile: ha anche una specializzazione in archivistica.
- Responsabile della biblioteca: ha anche una specializzazione in archivistica.
Ambito amministrativo, finanziario, gestionale e delle relazioni pubbliche
- Responsabile amministrativo e finanziario
- Responsabile della segreteria
- Responsabile dell’ufficio stampa e delle relazioni pubbliche. L’unico ruolo che non richiede una formazione economica o amministrativa.
- Responsabile per lo sviluppo: fundraising, promozione e marketing.
- Responsabile del sito web
Strutture e sicurezza
- Responsabile delle strutture e dell’impiantistica
- Responsabile della rete informatica
- Responsabile della sicurezza
- Progettista degli allestimenti degli spazi museali e delle mostre temporanee. Il museo può avere spazi per mostre temporanee. Questo porta costante attenzione da parte del pubblico. Ci sono poi luoghi non interni a musei che si occupano di mostre temporanee. Ad esempio palazzo reale. Può essere il conservatore a proporre una mostra o un professionista esterno. Possono essere mostre precostituite. La prima categoria rientra nel problema di museologia, toccano anche la museografia, mentre l’ultima parte riguarda specificatamente la museografia.
Nel 2019 è stato pubblicato un decreto ministeriale relativo ad un elenco nazionale dei professionisti. Prima abbiamo visto professioni che sono solo indicative generali. Queste sono strutture più rigide. Chi opera all’interno di questi ambiti deve rispettare determinate regole di formazione. L’elenco serve per la partecipazione ai bandi pubblici.
Il ruolo possibile è quello del registrar, Collaboratore di studio e ricerca, attività di laboratorio e iniziative educative.
Requisiti di accesso
Laurea triennale in beni culturali (L/1) con un numero di crediti minimi nelle discipline storico-artistici (L-ART/01,02, 03,04) corrispondenti a 48 CFU e con un elaborato finale sostenuto in dette discipline + 12 mesi, anche non continuativi, di documentata esperienza professionale. III FASCIA – Attività caratterizzanti C Cura delle collezioni museali e delle mostre.
- Collabora alla gestione e alle procedure di prestito e di mostre e l’iter della movimentazione dei beni storico – artistici all’esterno e all’interno dei musei e in strutture pubbliche e private.
III FASCIA – Attività caratterizzanti D Svolgere attività di studio, ricerca educazione nel campo della storia dell’arte e delle discipline affini e collegate.
- Collabora ad attività di studio e ricerca, di redazione e pubblicazione di test scientifici nelle discipline attinenti.
- Collabora alla predisposizione e conduzione delle attività di laboratorio e delle altre iniziative educative, adattando le specificità dei contenuti ai beni storico - artistici e alle categorie di visitatori di riferimento.
II FASCIA Requisiti di accesso
Laurea quadriennale in Lettere o Beni Culturali o Conservazione dei beni culturali (indirizzo storico artistico), o Laurea Specialistica o Magistrale in Storia con 96 CFU nelle discipline storico-artistiche (L-ART/01,02,03,04) più + 18 mesi di documentata esperienza professionale (compresi i tirocini).
II FASCIA – Attività caratterizzanti
A Individuazione e conoscenza
- Svolgere attività di inventariazione e catalogazione dei beni di interesse storico artistico anche in collaborazione con altre professionalità.
C Cura delle collezioni museali e delle mostre
- Collaborare all’ordinamento e alla gestione dei musei con riferimento alle discipline di competenza.
- Collaborare all’organizzazione e cura anche in collaborazione con altre professionalità, di mostre temporanee con riferimento alle discipline di competenza.
- Gestire procedure di prestito per mostre e l’iter della movimentazione dei beni storico – artistici all’esterno e all’interno dei musei e in strutture pubbliche e private.
D Svolgere attività di studio, ricerca formazione ed educazione nel campo della storia dell’arte e delle discipline affini e collegate. Necessità di una laurea magistrale + 18 mesi di attività. Catalogatore, assistente conservatore, collaboratore per mostre temporanee, registrar. Studio ricerca, editoria, liste di insegnamento, attività educative formative di educazione.
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