Letteratura inglese e definizione di modernismo
Definizione di modernismo di Malcolm Bradbury
Malcolm Bradbury definisce alcuni degli aspetti chiave del modernismo in sé, della critica sul Modernismo, e delle tendenze interpretative che si sono andate affermando nel corso del secolo. Bisogna tener conto delle differenze che c'è tra l'autorepresentazione dei modernisti (ovvero il modo in cui si propongono, in cui si autorappresentano come portatori del nuovo assoluto, della rivoluzione delle forme e della rottura con la tradizione) e quello che sono effettivamente.
Gli elementi chiave e principali motivi di critica agli autori del periodo sono: lo sperimentalismo e la complessività formale (> quest’arte è considerata complessa tanto da essere definita come oscura ed elitaria, cioè compresa solo da chi ha degli strumenti culturali validi e delle abilità di lettura specifiche).
Lo stesso sperimentalismo modernista non presenta una complessità gratuita, ma è legata ad un senso di necessità che a sua volta è ulteriormente legata allo stato di complessità del mondo. Gli autori sono consapevoli di star realizzando opere in netta rottura con la tradizione, quindi sono altrettanto consapevoli del rischio di impossibilità di fruizione delle opere. Si tratta di un’arte che necessita di una forte componente autoriflessiva e di una critica che parte dagli scrittori stessi; che contiene elementi di distruzione così come di creazione > Questo è evidente nella prima fase del Modernismo, in cui c'è una tendenza decostruttiva nei confronti della tradizione precedente e in particolare del realismo (che diventa “l’idolo polemico” dei modernisti).
Il realismo però non è inteso in senso tale come realtà, non è un’arte astratta o che mira all’astrazione, bensì mira a reinventare delle forme che sono sentite come necessarie nell'ambito di rappresentazione della realtà. La rottura del realismo nella poetica modernista rappresenta un allontanamento dalla cultura del novel (che era fondato sul realismo).
Rottura con la tradizione e sperimentazione
Nell’ambito delle arti figurative viene attaccata la rappresentazione illusionistica della realtà, e in particolare, viene contestata e rifiutata la prospettiva secondo cui il quadro "è una finestra sul mondo". Questo comporta una rivoluzione di quelli che sono i generi e le forme ereditate dalla tradizione: vengono messi in dubbio i confini tra i generi letterari, tant’è che gli autori spesso non sanno classificare le proprie opere.
Per quanto riguarda i generi narrativi viene meno la distinzione tra lirica e prosa. Viceversa la poesia assume sempre più tratti propri della prosa attraverso l'eliminazione della rima e il ritmo che non è più quello della tradizione (no pentametro giambico).
Si discute sul senso di apocalisse culturale e di disastro > pensiamo allo scoppio della 1GM, prima guerra mondiale sullo sfondo europeo. È un periodo di trasformazioni estreme.
C’è inoltre anche una discussione legata alla datazione del Modernismo, con due concezioni diverse: una prima che è più ampia, e che considera il periodo di diffusione del fenomeno modernista quello che va dagli anni 80 dell’800 al 1945 (con la fine della 2GM); ed una seconda invece, più ristretta, che considera la fascia di anni compresa tra il 1890 e il 1930. Per molti critici il “terminus ad quem” (= anno finale del modernismo) è il 1939 > anno della pubblicazione di ‘Finnegans Wake’ di Joyce > che porta ad un livello estremo di sperimentalismo, anno dello scoppio della 2GM.
“It was only in the 1960s that modernism and modernist became widely used to describe a generation of writers and a literary phase that was both identifiable and in some sense over” - Peter Childs.
Temi e caratteristiche del modernismo
- Enfatizzano la forma spaziale: fortemente legato alla riflessione sull’epifania (istante privilegiato di conoscenza intuitiva) che provoca una rottura dell’organizzazione cronologica della narrazione.
- Tendenza verso modalità ironiche: l’ironia è un elemento che indica una presa di distanza e auto-osservazione, costituisce l’elemento auto-riflessivo perché si tratta di un’arte che per necessità è auto-consapevole.
- Problematizzazione del plot: messa in dubbio dei nessi causa-effetto, della linearità perché si affermano l’elemento puntuale e l’immagine.
- Disumanizzazione dell’arte: legata alla poetica dell’impersonalità (non in tutti i modernisti).
Il termine modernismo è legato ad ulteriori tre parole chiave quali: modern, modernity e modernisms.
- Modern: Etimologicamente parlando, la parola moderno deriva dall’avverbio latino “modo” e aggettivo “modernus” che è un termine legato alla contemporaneità, a ciò che è attuale. Da questa accezione dunque il Modernismo si può riferire a qualunque artista innovativo, cui arte segna un’innovazione quali ad esempio Donne e i metafisici, Sterne, Blake, Coleridge... È la parola che rientra nella concezione TIMELESS di modernismo = concezione meta storica associata all’idea di innovazione.
- Modernity: è il termine che si ricollega alla concezione di tempo come TIMEBOUND. La parola “modernity” venne usata per la prima volta a metà del XIX secolo da Baudelaire in un saggio intitolato “Le peintre de la vie moderne”. Presenta un fortissimo legame con le trasformazioni sconcertanti delle condizioni di vita materiali ed intellettuali di tutto questo periodo, poiché si trova l’esito estremo di alcune caratteristiche che si affermano nell’età moderna come l’industrializzazione, l’urbanizzazione e la secolarizzazione = elementi chiave di quella che è la modernità. A ciò si aggiunge anche lo sviluppo tecnologico derivato con la nascita e lo sviluppo dei mass-media. Si trova poi ulteriori collegamenti quali la frammentazione, il cambiamento rapido e l’insicurezza (= senso di accelerazione che fa sentire sbagliati, che provoca ansia > tant’è che questo periodo è soprannominato come “the Age of Anxiety”). Tutto questo è contornato da una nuova concezione del TEMPO e dello SPAZIO = trasformazione profonda della vita quotidiana e che segna il crollo di tutte le certezze dell’uomo.
- Modernisms: modernismo inteso come fenomeno trans-nazionale e trans-mediale.
Prospettive critiche sul modernismo
- Una prospettiva critica secondo cui la grande determinante rottura con la tradizione è quella che si realizza con il Romanticismo. Pensiamo alla rottura con la legge del decorum, che definisce una corrispondenza tra la forma, il genere e l’oggetto della rappresentazione; all’ampliamento dell’orizzonte del poetabile, (facendo riferimento alla prefazione delle Lyrical Ballads di Wordsworth); la concezione dell’arte secolarizzata, con la concezione romantica del poeta come profeta veggente, in quanto depositario di una sensibilità umana superiore. Altro tratto centrale come innovazione romantica è il valore dell’originalità, si afferma come nuovo principio per determinare il valore estetico. In una tradizione plurisecolare il valore era invece determinato dall’imitazione degli antichi che a loro volta imitavano la natura. Dunque si osserva come siamo ancora tutti eredi della nuova sensibilità inaugurata dal Romanticismo.
- C’è poi la prospettiva opposta, secondo cui il Modernismo ha segnato una rottura senza precedenti, definendosi quasi come un “grosso terremoto” che ha sconvolto tutto ed è di magnitudo pari o superiore a quella di altri. Affonda la propria radice nel Romanticismo, ma tuttavia per intensità e radicalità tutto questo fa sì che l’opera d’arte modernista si ponga ben oltre l’orizzonte romantico.
- Per ultimo c’è una visione più articolata che comporta una riconsiderazione di tutte le categorie (qualcosa che si continua a fare con molta fatica). Un elemento centrale della cultura modernista è senza dubbio la rottura rispetto all’eredità vittoriana.
Il modernismo come fenomeno trans-nazionale e trans-mediale
Il Modernismo è di per sé un fenomeno che presenta caratteristiche comuni, ed è fortemente trans-nazionale e trans-mediale. I due momenti del Modernismo che vanno dagli anni '90 dell’800 agli anni '30 del 900 sono:
Modernismo pre-bellico
Il periodo prima della 1GM, è la fase della pars destruens del Modernismo, caratterizzata da una sperimentazione radicale e dalla rottura delle forme tradizionali. È un momento di rottura violenta, di volontà di distruzione del passato. Non a caso, questo è il periodo in cui nasce e si diffonde la ‘grande scrittura’ dei movimenti di avanguardia (quindi non è più solo presente la scrittura sperimentale), delle cosiddette avanguardie storiche – vale a dire, gruppi propriamente organizzati con un proprio programma, e spesso con dei manifesti.
Caratteristiche del periodo: è un momento nel quale affiorano tutta una serie di avanguardie storiche quali il Dadaismo (Zara), il Cubismo (Picasso), il Futurismo (Marinetti), l’Espressionismo (Kandinsky) e il Surrealismo (Breton). Per quanto riguarda l’ambito angloamericano ci sono due avanguardie di riferimento connesse tra loro, quale Imagismo > di cui massimi esponenti incontriamo Hulme e Pound e dove al centro si vede la dimensione dell’immagine (connessa al tempo come la letteratura), concezione della visione folgorante come ad esempio l’epifania Joyciana.
- Hulme dice che “ogni parola deve essere un’immagine vista”, la parola dunque deve essere vista in qualche modo.
- Pound, d’altra parte, afferma che “l’immagine è tutto ciò che presenta un complesso intellettuale ed emotivo in ogni istante di tempo”.
Altro movimento importante è il vorticismo > il cui protagonista è Louis e la rivista “BLAST” (pubblicata tra il 1914 e ’15) in cui tale corrente si connette al Futurismo e il Cubismo. È una rivista manifesto molto innovativa, con dei colori accesi in copertina per attirare l’attenzione del pubblico e cui significato è “esplosione, scoppio”.
Non è un caso che le avanguardie storiche abbiano vita breve, non riescono ad accedere alla seconda fase del periodo post-bellico, della pars construens. Il surrealismo sarà quella che avrà vita più longeva, poiché crea tutta una serie di connessioni con altri orizzonti di pensieri, in particolare con la psicoanalisi e il marxismo, che fa sì che tale avanguardia abbia una sua storia ulteriore.
In questo stesso periodo si colloca la prima produzione sperimentale di quelli che sono gli artisti che continueranno la loro opera in seguito, e che porteranno alla stesura delle opere più importanti nel periodo successivo. Come esempio di una digressione che ha a che fare con la rottura che si colloca nel periodo precedente alla 1GM, vi è un brano di Virginia Woolf, tratto dal saggio Mrs Bennet e Mr Brown (che, insieme a Modern Fiction, sono vere e proprie dichiarazioni di poetica dell’arte della Woolf e manifesti di poetica modernista in senso più ampio).
Il brano parla di una rottura, quella che ci presenta l’artista è una VISIONE DISTRUTTIVA (Mr Bennett e Mrs Brown venne pubblicato nel 1924) e ripensa agli anni che sono stati quelli della nascita del Bloomsbury Group e gli anni di rottura della nuova generazione in mezzo a quelle precedenti. Nel testo si nota una caratteristica rilevante della saggistica di Woolf, cioè la tendenza di non costruire un’argomentazione astratta enunciata da un soggetto neutro, che cerca di assumere una prospettiva oggettiva e distaccata. È una saggistica che ha una forte componente immaginifica e narrativa (lei spesso crea dei personaggi che poi uno di questi sarà quello del saggista), e sono tutti degli elementi che contribuiscono all’efficacia retorica di questi testi. L’affermazione che cita all’inizio sembra quasi un sunto del Modernismo: “nel dicembre del 1910, il carattere umano è cambiato…” -> La Woolf, con un gusto giocoso, è consapevole dell’arbitrarietà della periodizzazione, in cui tutte le condizioni umane sono cambiate, quelle tra padroni-servi; mariti-mogli e genitori-figli.
C’è la necessità di cambiamento connessa ad una serie di azioni in ambito sociale, politico e di rapporti interpersonali, e anche attraverso la letteratura. Il 1910 per l’ambito inglese è una data molto importante per due motivazioni principali:
- Anno in cui venne organizzata una grande mostra Post Impressionista alla Cartoon Gallery di Londra da parte di Roger Fly -> uno dei più importanti critici d’arte del 900 inglese, pittore e teorico d’arte, grande organizzazione culturale e membro del gruppo di Bloomsbury (con cui ebbe un legame di amicizia con Virginia Woolf). Questa mostra fece conoscere per la prima volta nel Regno Unito l’opera dei pittori post-impressionisti, esponendo opere di Gauguin, Matisse, Manet, Van Gogh che ebbero un forte effetto pungente sulla popolazione inglese, cui reazione è quella di sdegno, di schifo addirittura, definendo che sono opere che rappresentano ‘la carne in decomposizione’. La mostra ebbe un impatto dirompente, dando una forte scossa alla cultura inglese dell’epoca.
- Altro avvenimento importante è il fatto che il 1910 segna l’inizio di un nuovo regno, quello di Giorgio V (1910-1936).
Virginia Woolf in questo periodo dunque, crea una contrapposizione generazionale tra i poeti del suo tempo, quali proprio i georgians, coloro che divennero attivi con l’inizio del regno di Giorgio V, più spirituali e che si occupano dell’essenza delle cose; VS gli edwardians, più materialisti, coloro che si occupano di cose non importanti.
Modernismo post-bellico
La fase che segue la guerra mondiale rappresenta la pars costruens del Modernismo, definito anche come il periodo del “rappelle a l’ordre” (= richiamo all’ordine). È un momento in cui prosegue la sperimentazione radicale di prima, ma c’è una maggiore attenzione rivolta alla creazione di nuove forme, e un focus alla ripresa del rapporto con la tradizione (quindi vediamo la differenza con il periodo pre-bellico in cui si cercava di distruggere la tradizione, allontanandosi; mentre ora si recupera, si sente il bisogno di riprendere il rapporto con la tradizione stessa), e di creare la propria tradizione -> definizione quale the tradition of the new. Sarà in questo periodo che si colloca la pubblicazione di alcuni dei capolavori del modernismo.
Caratteristiche del periodo: prosegue la forte sperimentazione, ma c’è l’attenzione maggiore alla creazione di nuove forme e a ristabilire una connessione con la tradizione. Da questo punto di vista il testo che può rappresentare in maniera più limpida e chiara questo periodo letterario è “Tradition and individual talent” di Eliot > è un saggio fondamentale e uno dei più noti per la definizione delle poetiche moderniste. Il punto forte è il bisogno di riflettere e riuscire a negoziare un rapporto con la tradizione che in un primo momento si cercava di allontanare e distruggere. I monumenti esistenti dell’arte formano un ordine ideale tra di loro, che è poi modificato dall’introduzione del nuovo. L’ordine esistente è completo prima dell’arrivo della nuova opera, e affinché l’ordine possa persistere nonostante l’arrivo della novità, tutto l’ordine esistente deve essere poco alterato. Il passato dunque, è alterato dal presente, tanto quanto il presente è guidato dal passato. Vi è l’affermazione forte secondo cui l’artista non opera mai nel vuoto, è sempre frutto di una tradizione e trasmissione di modalità costruttive, di forme; però questa è una concezione del sistema artistico nel suo complesso come un sistema > visibile affinità tra questo tipo di riflessione e quello che è lo sviluppo dello Strutturalismo (prospettiva strutturalista legata all’idea che sia presente un ordine specifico, ovvero quello delle arti ereditate. Se all’interno di quest’ordine in cui tutto è in relazione con l’altro viene introdotto un cambiamento, allora tutto il sistema si ALTERA).
-> il presente dunque, altera il passato, noi siamo frutto del passato, della trasmissione di ciò che ci è arrivato, ma attraverso la percezione di qualcosa di nuovo, di una novità, noi siamo in grado di cambiare il sistema.
Annus mirabilis del modernismo
1922 è l’anno in cui si incontrano in ambito pubblicistico, diversi capolavori:
- “Ulysses” di Joyce (= novel,
- “Jacob’s room” di Virginia Woolf (= novel),
- “The waste Land” di T.S Eliot (= poetry),
- “The Garden Party and other stories” di Mansfield (= short story, e in generale le forme brevi molto diffuse per la poetica della frammentarietà, riflettendo quindi le inquietudini del periodo storico).
In questo periodo dunque, si diffonde l’idea secondo cui la modernità NON è soltanto un dato, qualcosa che ci si ritrova, bensì diventa un programma, uno scopo da accettare e costruire da parte degli artisti.
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