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Intelligenza artificiale

WHO? WHEN? 1950 1956 convegno fondativo al Alan Turing: uno strumento Dartmouth College (USA): meccanico può manifestare un comportamento intelligente? Psicologi cognitivi pensare come un essere nascita del termine umano “intelligenza artificiale” comportarsi come se pensasse come un essere umano.

WHAT? Intelligenza artificiale: studio di agenti intelligenti che percepiscono il loro ambiente e producono azioni volte a massimizzare la probabilità di successo nel raggiungere i loro scopi percepire gli stimoli dell’ambiente produrre delle risposte à processi cognitivi 1.

Definizioni di intelligenza artificiale

Scopo dell’IA: costruire agenti intelligenti, riproducendo processi mentali complessi.

Prospettiva ingegneristica

Meccanismo in grado di imitare emulare comportamenti che possono essere definiti come intelligenti e, dove possibile, superare le capacità della mente umana.

FOCUS ON: risultato che si ottiene.

Prospettiva delle scienze cognitive

Meccanismo che riproduce simulare in maniera più fedele possibile il comportamento umano, anche quando questo non è funzionale.

FOCUS ON: modalità di funzionamento del cervello umano.

Prospettiva ingegneristica

Intelligenza artificiale intesa come tecnologia AIM? emulare imitare l’intelligenza umana.

Test di Turing: mettere un essere umano in una stanza, con possibilità di comunicare solo a distanza attraverso un terminale con un’altra persona: l’essere umano non sa se dall’altro capo del terminale c’è un’intelligenza artificiale e ne accorge, superato il test si considera 2.

Principali applicazioni tecnologiche:

  • Visione e riconoscimento visivo.
  • Riconoscimento del parlato e traduzione.
  • Elaborazione del linguaggio naturale.
  • Sistemi di guida assistita/autonoma.
  • Supporto alla decisione.
  • Rappresentazione della conoscenza.
  • Ricerca e recupero di informazioni.

Aspettative sugli sviluppi dell’intelligenza artificiale

“nell’arco di 3-8 anni avremo macchine con un livello di intelligenza artificiale paragonabile Marvin Minsky, 1967 a quello di un essere umano medio” – 3.

Recenti successi nel campo dell’intelligenza artificiale

Riconoscimento di immagini Riconoscimento del parlato % errore odierno 2% % errore odierno 5% à à.

  • Analisi di immagini complesse.
  • Descrizione scritta delle immagini.

Deep learning: la macchina viene posta di fronte ad uno stimolo e deve riconoscerlo.

HOW? Processo di apprendimento presentazione ripetuta di una grande quantità di stimoli da analizzare 4.

Problemi nel riconoscimento delle immagini

Sensibilità all’aggiunta di rumore.

Mancata considerazione del contesto analisi frammentata e non globale dell’immagine.

Intelligenza artificiale “stretta” o debole: intelligenza qualsiasi intelligenza artificiale in grado di eguagliare o superare le artificiale capacità cognitive umane, dato un contesto controllato, definito e odierna strutturato. Necessario riaddestramento per contesti diversi.

Intelligenza artificiale “generale” o forte: non ancora qualsiasi intelligenza artificiale in grado affrontare e risolvere con sviluppata successo molteplici compiti, anche nuovi, che vengono presentati in contesti differenti tra loro.

Capacità di applicare quanto appreso in contesti diversificati 5.

Le 2 vie verso l’intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale classica e intelligenza artificiale neurale.

Approccio logico-simbolico Approccio del connessionismo Turing, McCulloch, Newell e Simon Pitts e Hebb.

WHO? 1950-1967 1943-1949 WHEN? attività di neuroni che formano manipolare, attraverso regole, strutture DEFINIZIONE DI complesse reti neurali simboliche di rappresentazione della intelligenza conoscenza.

L’IA si può realizzare al computer L’IA si può realizzare al computer scrivendo un programma simulando reti neurali.

Processi mentali: sono il risultato delle Processo di inferenza: recuperare una connessioni che i neuroni instaurano tra serie di informazioni sugli attributi di un loro, simili ad una rete concetto attraverso i legami che tale informazione ha con altri concetti.

Modello di rete semantica Attivare à una serie di informazioni che richiamano una serie di concetti collegati.

PROCESSI I processi simbolici sono indipendenti dallo I processi mentali emergono da uno specifico specifico medium su cui vengono realizzati medium: neuroni collegati in una rete il cervello umano oppure un computer 6.

  • Base di conoscenza: rappresentazioni simboliche strutturate à ontologie insiemi di concetti, assiomi e relazioni che descrivono un dominio di interesse.

STRUTTURA:

  • Motore inferenziale: sistema di regole.

Le informazioni devono essere è inserite nel sistema da un essere umano.

Il sistema non può mettere in è relazione le conoscenze pregresse con il problema attuale, LIMITAZIONI ma si limita a trarre conclusioni in modo deterministico in base alle informazioni in suo possesso nel momento attuale.

Conoscenze empiriche implicite è sono difficili da trasmettere.

Recenti sviluppi:

  • Approccio probabilistico.
  • Apprendimento da dati 7.

Fondamenti matematici delle reti neurali

Algebra lineare.

Formalismo matematico formula.

Media pesata variabile net = sommatoria di moltiplicazioni variabile w*a.

Funzione di Loss indica quanto la risposta di una rete neurale y funzione di errore è diversa dalla risposta desiderata t.

SE differenza = 0 SE differenza = 1 NO errore SI errore.

Variabile gradiente gradiente della funzione errore rispetto ai pesi delle connessioni sinaptiche.

Sigmoide funzione a forma di S.

Funzione del tasso di apprendimento 8.

Teoria della probabilità Teoria dei grafi Algebra lineare Analisi matematica Sistemi non lineari Definizione di algoritmo.

Teoria dei grafi

TEORIA DEI GRAFI formalismo matematico che si utilizza per descrivere qualsiasi sistema rete di elementi che interagiscono tra di loro.

  • Atomi e molecole.
  • Geni.
  • Sistemi immunitari.
  • Specie di animali, ecosistemi.
  • Reti di telecomunicazione.
  • Flussi di migrazione.
  • Flussi di traffico.
  • Relazioni sociali.
  • Neuroni che interagiscono con altri neuroni = rete neurale.

I nodi possono essere: A. Singoli neuroni B. Aree cerebrali 9.

Elementi fondamentali di un grafo

Nodi: anche detti vertici o unità, definiscono quali sono le variabili implicate nello studio.

Archi: anche detti connessioni o spigoli, definiscono quali variabili interagiscono direttamente tra di loro.

Pesi: definiscono la forza delle interazioni.

0 relazione nulla à numeri + grandi relazione eccitatoria à numeri – grandi relazione inibitoria à.

Architettura di una rete neurale architettura della rete neurale topologia + direzionalità del grafo =.

TOPOLOGIA specifico schema di connettività su un piano 2D esempio: macchina di Boltzmann bipartito à 10.

Direzionalità

Grafi direzionati Grafi non direzionati.

Codificano relazioni di parentela tra le Codificano la correlazione tra le variabili variabili, ossia esiste una direzionalità grado di affinità specifica del processo Grafi non direzionati bidirezionali + simmetrici.

  • Quando le variabili interagiscono attraverso una connessione non direzionata è come avere due connessioni direzionate simmetriche con stesso peso.
  • SE l’influenza bidirezionale ha pesi diversi, bisogna specificarlo con due archi separati 11.

Teoria della probabilità

Formalismo matematico usato per studiare i sistemi stocastici.

Perché sono utili i sistemi stocastici? i sistemi sono spesso osservabili solo parzialmente, perciò alcune cose sono osservabili mentre altre possono essere IGNORANZA solamente inferite.

Test diagnostici per il COVID-19.

SPESSO I DATI CONTENGONO il rumore è sempre presente quando si misura un certo ERRORI dato.

ALCUNI SISTEMI SONO sistemi complessi, sistemi quantistici sono sistemi non INTRINSECAMENTE STOCASTICI descrivibili in altri modi che non siano probabilistici.

Probabilità condizionata P(A|B): probabilità di osservare un certo comportamento di una variabile dato il valore di altre variabili.

Probabilità congiunta P(A,B): probabilità dell’intersezione di due o più variabili casuali che si verifichino entrambe.

Indipendenza statistica: due variabili sono indipendenti se non si influenzano a vicenda.

In tal caso, la loro probabilità congiunta: P(A,B) = P(A) * P(B) P(A|B) = P(A) à à quindi 12.

Variabile casuale o aleatoria

Variabile casuale o aleatoria: variabile misurabile che può assumere valori diversi in dipendenza da qualche fenomeno aleatorio, rappresentato attraverso una distribuzione di probabilità.

Impredicibile Predicibile quando assume valori troppo grandi quando la varianza diminuisce.

Esempi distribuzioni di probabilità uguali con.

Esempio del lancio di 2 dadi:

  • Probabilità che esca un certo numero VARIABILI INDIPENDENTI ogni numero ha la stessa P.
  • Risultato di un dado e risultato dell’altro dado i dadi sono indipendenti distribuzioni di probabilità diverse con VARIABILI NON.
  • Persone con pelle scura INDIPENDENTI.
  • Colore degli occhi è ++ probabile che persone con la pelle scura abbiano gli occhi scuri 13.

Statistica bayesiana

Niente è definitivo, tutto è in evoluzione.

La stima ottenuta viene aggiornata e riaggiustata progressivamente in base alle nuove osservazioni.

Esempio E H probabilità che vi sia il sole probabilità a priori che vi sia il sole se siamo in classe di riferimento estate e in Italia, è alta à.

Inferenza: data una certa evidenza osservazione, E, vogliamo trovare la distribuzione di probabilità delle variabili non osservate ipotesi, H.

Degree of belief grado di cioè il valore stesso della variabile viene costantemente credibilità di ciascuna ipotesi aggiornato a seguito dell’accumulo di sempre maggiori osservazioni ed esperienze.

Apprendimento: capacità di fare inferenze dipende dalla quantità di esperienza acquisita, che permette il rafforzamento delle associazioni tra alcuni stimoli e altri apprendere le relazioni tra le à variabili.

Stima di massima verosimiglianza Dato un insieme di esperienze, trovare il set di parametri che meglio descrive la situazione 14.

Algebra lineare

Descrivere attraverso vettori e matrici dei concetti geometrici quali rette, piani, campi di forza, traslazioni, rotazioni…

Vettore: colonna o riga à.

Matrice: Trasformazioni lineari: insieme di numeri indicata da una combinazione lineare di vettori lettera maiuscola tabella moltiplicazione, somma à.

Trasformazione mapping lineare: 2 2 funzione tra 2 spazi vettoriali R R che preserva le operazioni di addizione tra vettori e à moltiplicazione scalare.

Può:

  • Stirare i vari punti.
  • Riprodurre in scala diversa i vari punti.

Non può:

  • Alterare la curvatura dello spazio cioè alterarne la linearità 15.

Spazio vettoriale: Somma e moltiplicazione insieme di entità chiamate vettori, che di vettori in uno spazio possono essere sommate tra di loro e 2 bidimensionale R moltiplicate per uno scalare.

Matrice: insieme ordinato di elementi, rappresentato in forma tabulare, ovvero disponendo gli elementi su righe e colonne.

N.B.: un vettore può essere scritto come una matrice uni-dimensionale cioè con una sola riga e più colonne o con una sola colonna e più righe dimensionalità di.

Iperpiano: una rete neurale sottospazio di dimensione inferiore di uno = n – 1 rispetto a quella dello spazio in numero dei suoi cui è contenuto n parametri.

Iperpiano SE HO UNO SPAZIO BIDIMENSIONALE Retta 1D SE HO UNO SPAZIO TRIDIMENSIONALE Piano 2D 16.

Analisi matematica

Studio di come una quantità varia nel tempo studio di funzione à.

Curvatura di una funzione.

Punti di massimo e minimo.

Punto di max velocità di cambiamento indice RT.

Limiti.

Funzioni multivariate: non più solo x, y ma più variabili.

Derivata: sensibilità al cambiamento di una certa quantità VD, la quale è determinata da un’altra quantità VI.

Graficamente: derivata = pendenza della tangente in uno specifico punto della necessario che la funzione sia continua in quel punto curva.

++ pendenza della tangente ++ derivata elevata à.

Gradiente: curvatura di una superficie è la derivata per funzioni multivariate = vettore le cui componenti sono le derivate parziali della funzione.

Graficamente: quanto una certa curva sta crescendo o decrescendo nel tempo 17.

Massimo e minimo: punto in cui la derivata = 0.

Graficamente: tangente parallela all’asse delle x.

Massimo e minimo locali: se esiste un punto in cui vi è un max più elevato o un min più basso.

Applicazioni del massimo e del minimo di una funzione in IA

Funzione d’errore quando la funzione d’errore è lineare quando la funzione d’errore è multivariata.

Tecnica di discesa del gradiente: per minimizzare una certa funzione come quella d’errore, è necessario spostarsi sulla curva nella direzione trovare i punti dove la derivata = 0 dove il gradiente è maggiore 18.

Rappresentazione di un neurone artificiale

Rappresentazione di una rete neurale feed-forward.

Vettore dei pesi per un singolo neurone h peso forza della connessione sinaptica fra il neurone i e il neurone h 4 2 19.

Modelli non lineari

Sistema lineare Sistema non lineare alla minima perturbazione possono avere un comportamento completamente diverso da quello atteso.

La traiettoria del pendolo può essere predetta la traiettoria del pendolo può essere predetta con precisione tramite una semplice equazione solo in termini probabilistici molto più espressivo comportamento caotico: e informativo, perché più flessibile.

Algoritmi

Algoritmo: serie finita e ordinata di istruzioni dettagliate ed elementari date al sistema, che deve eseguirle in sequenza per ottenere un determinato risultato in un tempo finito con Python:

Machine learning algoritmi di apprendimento algoritmi che modificano in modo autonomo la propria struttura i propri stati interni in base all’esperienza input acquisita in precedenza modificazione dei pesi delle proprie connessioni sinaptiche à.

Algoritmi di pruning: Algoritmi incrementali: rimuovono le connessioni inadeguate con l’esperienza, aggiungono connessioni con data una grande quantità di connessioni fornite dal l’esperienza molto complessi programmatore all’inizio imposto peso = 0 per le connessioni da eliminare 20.

Computazione neurale

Computazione neurale modello di elaborazione dell’informazione eseguita dalle reti di neuroni, siano essi biologici o artificiali VS computazione digitale!

Reti neurali biologiche

Definizione funzionale di neurone: rilevatore che riconosce il verificarsi di determinati eventi e segnala ciò che ha rilevato attraverso una frequenza di scarica.

PROPRIETÀ strati di rilevatori I neuroni formano adattive, Le relazioni tra i neuroni sono complessi, cioè possono ricevere segnali cioè si modificano con l’apprendimento da altri neuroni e inviarne a loro volta codifica di una certa informazione creazione di una rappresentazione di quanto rilevato à.

Preso a sé stante, è specializzato per la rilevazione di un certo tipo di informazione.

Comunica agli altri neuroni la presenza o l’assenza dell’informazione per la quale è tarato.

Elaborazione complessa: gruppi di rilevatori specializzati in una certa il neurone si specializza a seguito della comunicazione informazione, se organizzati in strati, possono à ripetuta con altri neuroni e grazie agli input ambientali rilevare informazioni via via più complesse 21.

Codifica dell’informazione nel neurone biologico

Hubel e Wiesel WHO?

Impianto di elettrodi nel cervello di un gatto area V1 per registrare l’attività di singoli neuroni durante la presentazione di diversi tipi di stimoli visivi OUTCOME preferenza per un particolare stimolo.

1. Ogni neurone possiede una se è presente lo stimulo visivo preferito, la risposta del neurone è più forte frequenza di scarica maggiore.

Campo recettivo di un neurone.

2. Porzione di spazio sensoriale porzione di retina… che attiva la risposta del neurone.

STRUTTURA DEL CR DI UN NEURONE SEMPLICE STRUTTURA DEL CR DI UN NEURONE COMPLESSO.

Risposta a barre orientate.

Centro vs periferia.

  • SI risposta.
  • Risposta massima se stimolo parte on del neurone: solo se sono stimolati.
  • NO risposta tutti i neuroni al se stimolo parte off centro del suo campo recettivo appartenenti allo strato precedente a complessità minore principio à di elaborazione gerarchica.
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Scienze matematiche e informatiche INF/01 Informatica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gaiadancer00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di intelligenza artificiale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Zorzi Marco.
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