Indice
- Parte monografica
- Cos'è la scrittura
- Parte
- Tipi di scrittura
- Istituzionale
- Sumero-Accado
- Nozioni preliminari
- Fenicio-Greco
- Variazione e invarianza
- Dal Greco al Latino
- Variabili e vari tipi di sociolinguistica
- Maiuscole e minuscole
- Lingue e culture
- Religioni e alfabeti
- Etnolinguistica
- Cirillico
- Lingua e orientamento spaziale
- Particolarità di kirillika e latinica
- Le tassonomie
- Trascrizione e Traslitterazione
- Cosa sono le lingue?
- Scrittura e lettura
- Abstandsprache e Ausbausprache
- Paesaggio linguistico
- La comunità linguistica
- Alfabeti e cultura
- Tipi di identità linguistica
- Principio di cooperazione
- Atti linguistici
- Speaking
- Repertori linguistici
- Assi di variazione linguistica
- Continuum linguistico
- Varietà sociali dell'italiano
- Rete sociale
- Pidgin e Creoli
- Contatto linguistico
- Tipi di Code Switching e Code Mixing
- Vitalità linguistica
Appunti di etnolinguistica e sociolinguistica
Prof. Iannaccaro
Anno accademico 2020/2021
Istituzionale
Bibliografia:
- Introduzione all'etnolinguistica - Giorgio Raimondo Cardona, Torino, UTET 2006
- Manuale di Sociolinguistica - Gaetano Berruto, Massimo Cerruti, Torino: UTET 2015
- Altre fonti: it.wikipedia.org/wiki, treccani.it/enciclopedia
Nozioni preliminari
La linguistica generale (fonetica, fonologia, sintassi, ecc.) si occupa della descrizione dei principi operativi del linguaggio umano e delle lingue e della formulazione di teorie generali su di queste. La linguistica della variazione invece comprende: linguistica storica (studio del mutamento delle lingue nel tempo), la dialettologia, la pragmatica, la sociolinguistica e l'etnolinguistica.
Sociolinguistica
Studia la variazione linguistica in relazione alle condizioni sociali del parlante delle comunità linguistiche.
Etnolinguistica
Indaga il rapporto tra i componenti linguistici codificati all'interno di gruppi sociali nel quadro socio-antropologico in cui tali comportamenti si manifestano.
Variazione e invarianza
La variazione linguistica è il carattere delle lingue di essere mutevoli e presentarsi sotto forme diverse. Un modo per capire e vedere le variazioni è compararle con qualcosa che non varia, un'invarianza, ovvero una norma, una regola. La legge di Grimm e la legge di Verner sono delle leggi fonetiche che caratterizzano l'evoluzione del Germanico dall'Indoeuropeo. Si parla di leggi in quanto fenomeni regolari avvenuti in maniera sistematica in presenza di un contesto fonetico specifico e di un'evoluzione diretta.
Legge di Grimm
- Prima rotazione consonantica. Prevede i seguenti cambiamenti:
- Le occlusive sorde diventano fricative sorde (p>f)
- Le occlusive sonore diventano occlusive sorde (g>k)
- Le occlusive sonore aspirate diventano occlusive sonore (bh>b)
La legge di Grimm spiega le variazioni costanti tra le parole di diverse lingue indoeuropee: piscis > pesce > fish.
Legge di Verner
Successivamente alla prima rotazione consonantica si ha una evoluzione ulteriore delle fricative sorde che, quando non sono iniziali di parola e quando non sono immediatamente precedute dall'accento, si sonorizzano. La prima rotazione consonantica è avvenuta intorno al I secolo d.C., la seconda rotazione, che vale solo per il tedesco, è avvenuta nel VII secolo d.C.
La ricerca di William Labov
William Labov è un linguista statunitense, considerato fondatore della sociolinguistica. Negli anni '60 fece un esperimento in tre diversi e famosi grandi magazzini per osservare come i commessi pronunciassero la lettera "r" e le differenze di pronuncia tra i più ricchi e socialmente elevati e i più modesti. In inglese vi è una variabile /r/ per quanto riguarda la pronuncia di questo suono in alcune posizioni della parola.
Davanti a una vocale la /r/ è sempre pronunciata (es. rose, true…) e quindi non è variabile; davanti a una consonante (es. word, world, arm) oppure alla fine di parola (car, liar…) esistono due possibili varianti:
- La /r/ viene pronunciata, quindi variante /r/
- La /r/ non viene pronunciata affatto, variante zero.
La sua indagine si strutturava nella seguente modalità: egli ha fatto finta di essere un commesso e ha fatto in modo che la gente dicesse la parola “Four” e il modo in cui lo diceva. Successivamente condusse interviste individuali con schema fisso:
- Lettura di coppie minime
- Lettura parole a casaccio
- Lettura di un brano
- Parlato in forma di intervista
- Parlata spontanea
Con questa indagine ha sviluppato la sua teoria della luce nel frigo: come posso sapere che quando il frigo è chiuso la luce si spegne? Come la luce del frigo che si spegne quando lo chiudiamo, così gli eventi linguistici si verificano solo quando il linguista non è nei paraggi. La gente non parla spontaneamente davanti a un linguista, ma anche il linguista che registra una conversazione non sarà portato a parlare in modo spontaneo, e di conseguenza non creerà una conversazione spontanea.
Il caso di Susan Salto
Intervistata da Labov, Susan è stata l'unica ad essere interrotta da una telefonata durante l'intervista e, in questo modo, ha parlato in modo naturalmente spontaneo. Dai dati raccolti da Labov si può notare che man mano che l'attenzione linguistica cala, salgono le forme spontanee di /r/, mentre man mano che si sale di classe sociale salgono le forme di /r/ non spontanee. Gli assi di variazione inoltre non si sovrappongono mai nelle classi sociali.
I dati di Labov hanno dimostrato quindi che i fattori che incidono maggiormente sulla pronuncia della /r/ sono: la classe sociale (variabile indipendente) e l'attenzione linguistica (variabile dipendente).
Variabili e vari tipi di sociolinguistica
Una variabile è un elemento della lingua che presentava variazione, ovvero ciò che si può manifestare in due o più forme. La variante invece è ognuna delle forme in cui la variabile si può presentare. Una variabile è dipendente da altre variabili se esiste una relazione tra di esse che la coinvolge, altrimenti è indipendente da esse. Due o più variabili indipendenti l'una dall'altra sono dette variabili indipendenti. In assenza di una relazione, le variabili sono solitamente supposte indipendenti.
La sociolinguistica correlazionale si occupa delle correlazioni tra lingua e società assumendo gli aspetti o fattori sociali come variabili indipendenti che agiscono sui fatti linguistici: questi vengono analizzati in base al loro rapporto con determinati aspetti o fattori sociali. La direzionalità va quindi dalla società alla lingua; si studia come la lingua è influenzata dalla società. La sociolinguistica interpretativa pone l'accento sull'interpretazione di quello che fanno o intendono fare i parlanti, che “costruiscono” significati interazionali e valori sociali usando in un certo modo le risorse fornite dal sistema linguistico. Secondo questa visuale, la lingua in qualche misura crea essa stessa la società. La direzionalità va dalla lingua alla società; si studia come la lingua influenza e determina la società e i rapporti sociali.
La macrosociolinguistica prende come oggetto di trattazione gli interi organismi delle lingue e delle varietà di lingua nella collocazione che esse hanno preso i parlamenti e nelle società. La microsociolinguistica ha come oggetto specifici fatti e produzioni linguistiche (pronuncia, parole, strutture frasali, ecc.).
Lingue e culture
La cultura può essere definita come l'insieme delle conoscenze comuni, norme di comportamento, categorie di analisi della realtà, che formano la visione del mondo condivisa da una comunità (Goody, 2004). La lingua è un sottoinsieme della cultura. La lingua determina il tipo di comunicazione sociale che si vuole intrattenere con l'interlocutore. È l'elemento primario della vita in comunità e lo strumento fondamentale dell'interazione tra esseri umani. La sua struttura determina delle restrizioni mentali e di pensiero. Le categorie di pensiero si adattano alla morfologia della lingua.
Lingua e cultura non fanno parte della natura, ovvero non fanno parte del nostro armamentario biologico; lingua e cultura devono essere apprese esplicitamente; lingua e cultura costituiscono sistemi di segni per comunicazione.
Etnolinguistica
L'etnolinguistica si occupa dei rapporti tra lingua e cultura, intesa in senso antropologico come insieme delle conoscenze, delle regole di comportamento e delle categorie di analisi della realtà che formano la “visione del mondo” condivisa da una comunità. Il mondo è tutto ciò che accade e si manifesta. È la totalità dei fatti, non delle cose.
Alcuni degli argomenti tipici dell'etnolinguistica sono:
- Interazione tra lingua e cultura, la relatività linguistica e i suoi legami con l'antropologia culturale e la linguistica interna;
- Influenza dell'ideologia (sociale e individuale) sugli usi linguistici corretti;
- Correlazione fra lingua e visione del mondo:
- Tassonomie animali e vegetali
- Sistemi terminologici per i termini di parentela
- Sistemi terminologici per i termini di colore
- Norme socioculturali e comportamento linguistico;
- Manifestazione dell'identità sociale e personale attraverso il linguaggio;
- Tipologia e sistemi di scrittura.
In verità non c'è una etnolinguistica, ma un modo sociale culturale di guardare ai fatti della lingua.
Lingua e orientamento spaziale
Noi organizziamo le nostre categorie in base alla percezione dei sei lati del mondo: davanti, dietro, destra, sinistra, alto, basso. Chi parla un’altra lingua non si limita a dire “in modo diverso le cose” ma scandisce in modo più o meno diverso il mondo che lo circonda. Per concepire mentalmente gli oggetti proiettiamo le parti del corpo umano su di essi; le categorie non sono universali, sono influenzate dall'ambiente che ci circonda.
Modello corporeo Huave
La barca “cuna” in lingua Huave (popolazione del centro America) viene descritta attraverso il modello corporeo, per cui si utilizzano termini corporei (naso, faccia, labbra…) per descrivere le varie parti della barca. È un metodo che serve per capire come la barca funzioni e per aiutare gli utilizzatori ad orientarsi su di essa.
Tarasco
I suffissi corporei costituiscono un sesto di tutti i suffissi della morfologia e si integrano in un sottosistema di 32 suffissi spaziali. Es. il suffisso -mu ha come referente primario la bocca e viene utilizzato in termini come “baciare”, “essere sdentato” e “assaggiare”… ma si riferisce anche alla vagina, a un bocciolo, alla porta, all’apertura di un recipiente, un vaso, un sacco…
L'estensione del riferimento corporeo a metafora spaziale non è un fattore universale, ma costituisce la spiegazione che permette di ricondurre a una unità, a un modello.
Italiano e Inglese
Lingue simili tra di loro possono avere caratteristiche diverse nei diversi modi di intendere gli oggetti nello spazio, questo porta alla creazione di diversi modi di guardare al mondo. In inglese si distingue la posizione nello spazio degli oggetti tra oggetti a contatto e non a contatto con la superficie, a differenza invece dell'italiano.
- Italiano: Sul tavolo
- Inglese: On the table (tocca il tavolo)
- Inglese: Above the table (non tocca il tavolo)
- Inglese: Over the table (passa sopra il tavolo)
Casi locativi del Finlandese
Il Finlandese è una lingua agglutinante e poiché queste tipologie di lingue funzionano attaccando morfemi tra loro, questo dà la possibilità ad esse di manipolare le parole, infatti nella lingua finlandese si sfrutta ciò per poter descrivere le cose in modo molto dettagliato e ciò spiega l'esistenza di molti locativi spaziali (es. kato-lle = attraverso la superficie del tetto, kato-lla = sopra il tetto, kato-lta = da sopra il tetto, etc.).
Alcuni casi del Lak
La lingua Lak è una lingua caucasica che necessita di un gran numero di termini spaziali poiché è parlata sulla catena montuosa del Caucaso che è caratterizzata da valli molto tortuose e in cui si potrebbe perdere l'orientamento.
- qatlu-w-u: dentro la casa (stato in luogo)
- qatlu-w-un: dentro la casa (moto a luogo)
- qatlu-w-un-maj: verso l'interno della casa
- qatlu-w-uχ: attraverso l'interno della casa
- qatlu-w-atu: dall'interno della casa (moto da luogo)
Orientamento islandese
Il sistema dei quattro punti cardinali è unificato sin dalla terminologia del Medioevo. Anche l'islandese distingue i quattro punti cardinali, servendosi dei termini nordr, austr, suor, vestr e delle loro combinazioni. Tuttavia, ad un esame anche superficiale si nota che l'uso dei termini non è univoco tra i parlanti, anche se chiunque è in grado di indicarli con sicurezza.
Viene preso in considerazione il quadrante di arrivo, ovvero se devo andare da Reykjavik a Husavik, si dirà che si andrà a Nord anche se prima si procederà verso sud, poi verso est e infine verso nord. Ciò è spiegato da Haugen che ha ricollegato la causa alla conformazione dell'isola e alle tecniche di spostamento degli islandesi perché l'Islanda è abitabile solo sulle coste. Pertanto, i parlanti islandesi non hanno solo appreso i quattro termini per i punti cardinali con un valore univoco, ma li hanno inseriti in un sistema di orientamento che è culturalmente e geograficamente definito.
Lingua e organizzazione del mondo: le tassonomie
La classificazione avviene attraverso la lingua che permette di creare la conoscenza del mondo e come lo possiamo conoscere; le categorie non sono universali. Le categorie di tipo mentale sono influenzate dall'ambiente che ci circonda ovvero da tutto ciò che conosciamo. Ogni cultura elabora tassonomie, ovvero classificazioni sistematiche di diversi settori dell'esperienza. Nella composizione di una tassonomia entrano diversi fattori, tra cui quelli culturali.
Lo spettro cromatico
Una delle tassonomie più immediatamente evidenti è quella dei colori. Lo spettro della luce costituisce un continuum che solo le nostre abitudini culturali e linguistiche ci permettono di segmentare e individuare in certi modi.
Negli anni '50 il linguista danese Hjelmsen si rese conto come lo stesso spazio cromatico in inglese distingua 4 colori (verde, blu, grigio e marrone) mentre una lingua molto vicina, il gallese, ne distingua 3 (gwyrrd, glas, llwyd). Il linguista danese però mise come colori primari i colori dell'inglese dicendo che la divisione cromatica di quest'ultima lingua è quella corretta.
Non c'è una vera ragione nella distinzione dei diversi colori; è arbitrario prendere un certo intervallo e dividerlo in più segmenti. La suddivisione dei colori, così come nella realtà, è arbitraria; quindi, anche le lingue simili hanno sistemi di classificazione diversi.
In latino esistevano quattro colori per quelli che noi oggi consideriamo solo bianco e nero: albus = bianco opaco, ater = nero opaco, candidus = bianco lucido, niger = nero lucido.
Berlin & Kay (1969) Basic colour terms
Un lavoro sperimentale sulla denominazione dei colori è stato condotto da Berlin e Kay con lo scopo di verificare se la visione del colore sia un fattore relativistico o possa essere ricondotta ad alcuni universali. Gli studiosi sottoposero parlanti di 20 lingue diverse ad una tabella Munsel, e chiesero loro di riconoscere quanti più colori possibile e di indicare il punto prototipico (es. il più rosso di tutti) e si scoprì che i colori hanno punti focali diversi.
Per esempio, vi sono colori più puntuali, come il rosso, per cui veniva indicata una sola casellina e colori meno puntuali, come il verde, per cui venivano indicate più caselline (per gli Americani). In tutte le lingue esaminate il numero dei termini fondamentali va da minimo 2 a massimo 11, ad esempio: gli inglesi riconoscono 11 colori, gli italiani ne riconoscono 4 (bianco, nero, rosso, giallo). Inoltre, i nomi dei colori si dispongono su una scala di implicazione; se una lingua ha tre colori ha obbligatoriamente il nero, il bianco e il rosso.
In italiano i nomi dei colori sono bianco, nero, rosso e giallo. Gli altri nomi sono delle metafore, ovvero rimandano ad oggetti o cose della realtà che hanno quel nome. Es: rosa colore della rosa (fiore), arancione colore dell'arancia, celeste colore del cielo, ecc.
Hanunóo
In alcune culture esistono modi completamente diversi di distinguere i colori. Gli Hanunóo (Filippine) suddividono tutti i possibili colori tra 4 possibilità:
- (ma) biiru
- (ma) lagti
- (ma) rara
- (ma) latuy
In 1 rientrano i colori: nero, violetto, indaco, blu, verde scuro, grigio scuro e in generale le sfumature scure di qualsiasi colore; in 2: il bianco e le sfumature chiare; in 3: il rosso, l'arancio, il giallo, il marrone; in 4: il verde chiaro, il verde-giallo, il marrone chiaro, ecc.
Il sistema si basa su delle opposizioni:
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Sociolinguistica - Appunti
-
Paniere nuovo di Etnolinguistica, sociolinguistica e intercultura (2025)
-
Appunti di Sociolinguistica
-
Appunti per l'esame di Etnolinguistica