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Diritto pubblico: il diritto

Cos’è il diritto?

Come si studia il diritto? Scienza umana.

Si parla di diritto da 2000 anni ed è distinto dalle scienze naturali.

Caratteristiche basilari scienze umane Caratteristiche scienze naturali
Perfettibili Perfette
Prescrittive Descrittive
Dipendono da uomo Dipendono da natura
Il loro ambito/struttura è incentrata su uomo Intervento dell’uomo non delinea la struttura

Es. uomo è incapace di compromettere eventi prodotti dalla chimica.

  • Scienze umane: diritto/storia/sociologia.
  • Scienze naturali: fisica/chimica.

La medicina non è scienza perfetta perché c’è una componente umana.

La fisica, scienza naturale per antonomasia, ha più storia e non la più importante, è una scienza naturale.

Il diritto appartiene alle scienze umane, perché uomo è perfettibile, la bellezza di un errore/sbaglio/dubbio: non esiste diritto perfetto e le leggi sono prescrittive.

Def. diritto: il diritto è un insieme di regole giuridiche che disciplinano i rapporti tra gli individui di una determinata comunità.

  • “Regole giuridiche” definite tali, e non morali o religiose, perché in caso di loro violazione è prevista una sanzione esterna e istituzionalizzata: sanzione esterne e istituzionalizzate perché non devono dipendere dalle persone. Dobbiamo sapere prima se una cosa è per la legge considerata reato e quindi se c’è rischio di sanzione.
  • In ambito etico\morale non ci sono sanzioni, nessuno può giudicare la scelta di un altro.
  • “Rapporti tra individui” = anche animali hanno diritti perché vige sanzione anche tra uomo e animale.
  • “Comunità” = in un dato luogo e quindi momento: diritto è un fenomeno tendenzialmente relativo, diritto significa limite - etimo “andare dritto”.

Ciò che è vietato in Italia può essere legale in America: un paese non ha diritto di giudicare legislazione di un altro perché sbagliato secondo lui o perché contro i suoi diritti.

La relatività del diritto è garanzia di democraticità.

  • Introduzione dei crimini, Statuto Norimberga dopo 2WW: ha posto fine a genocidio e crimini contro l’umanità. La comunità internazionale ha riconosciuto che questi 2 crimini devono valere ovunque indipendentemente da territori, è assoluta = ha abbattuto la relatività.
  • Dopo guerra morti 40 milioni civili si è deciso di non pensare più solo in termini relativi.
  • Non ci sono altri diritti universali\assoluti: ciò è positivo perché c’è chi penserebbe di considerare il diritto all’acqua un diritto fondamentale, ma qualcun altro il diritto alle armi. Es. pena di morte, emblematico, perché vige in paesi dittatoriali come Cina e Iraq ma anche in paesi democratici come Giappone o USA.
  • Es. diritto universale è che non si può giustiziare donna incinta, dignità umana.
  • Pena di morte nei confronti dei minori non è più praticata tranne che in Iran, questa non è universale-dignità umana.

Come si studia il diritto?

Il diritto si studia mediante 3 approcci:

  • Aspetto ontologico: qual è - l’essere.
  • Approccio deontologico: c’è o non c’è / giusto o sbagliato - il dover essere.
  • Approccio fenomenologico: come è attuato il diritto - l’efficacia.

Norma giuridica: 3 approcci sono tra di loro autonomi e indipendenti. Una norma dovrebbe essere diversa perché magari è anche inefficace, è pur ingiusta, ma sempre valida e soggetta a sanzione.

  • L’autonomia e indipendenza dei 3 approcci significa dare massima importanza alla certezza del diritto, che è garanzia di democraticità di un sistema, meglio avere legge ottusa che non averne nessuna: la certezza del diritto garantisce eguaglianza, perché vale per tutti.

In alcuni momenti della storia è prevalsa la giustizia con Antigone - Creonte - Sofocle, Norimberga e negli anni ‘80 con muro di Berlino.

Norimberga, processo politico: vincitori 2WW processano vinti. I gerarchi nazisti in giudizio si dichiararono non colpevoli perché stavano eseguendo ordini / una legge.

  • Norimberga grande, gerarchi, e Norimberga satelliti, per chi ad es. guidava treni diretti ad Auschwitz.

Certezza del diritto - legalità: giustificazione nazisti accusati.

Diritti fondamentali: 2, genocidio e crimini contro l’umanità, sono stati istituiti nel tribunale di Norimberga.

  • Cassazione tedesca per punire crimini nazisti e quelli commessi sotto la DDR hanno condannato imputati per crimini di aggressione, contro la pace, di guerra, ma non per i 2 diritti fondamentali.
  • La retroattività praticavano nazisti e fascisti in materia di pena\penale.

Esiste “diritto ingiusto” o “diritto inesistente”, che fa prevalere la “giustizia” sulla certezza del diritto:

  • Diritto ingiusto: quando diritto non ha minimamente un’aspirazione alla giustizia, e quindi non si può applicare in tribunale. In questo modo hanno tolto la scusante che stavano eseguendo una legge nazista.
  • Diritto inesistente: quando nega categoricamente qualsiasi eguaglianza.

Questo dimostra che in alcuni casi la giustizia vince sulla certezza, dopo Norimberga.

Secondo momento nella storia, sempre in Germania, in cui è prevalsa giustizia fu negli anni ‘90 con caduta muro di Berlino: “I senza memoria”, libro.

  • Muro serviva per impedire a coloro che si trovavano nella repubblica democratica di andare in quella federale: soldati sparavano per impedire alle persone di scavalcare muro.
  • Dopo che muro crolla e Germania si riunifica i parenti dei morti sul muro fanno causa e chiedono risarcimento.
  • A processo ci vanno ex militari DDR, repubblica demo td, che sparavano ma anche la Germania come stato, perché delle azioni militari è chiamato a rispondere lo stato, per verificare che hanno eseguito ordini.
  • Per lo stato tedesco e per chi aveva sparato: stavano eseguendo la legge.
  • Si replicarono fatti di Norimberga e con diritto ingiusto e inesistente si risarcirono le famiglie: la certezza perse contro la giustizia.

La disobbedienza civile implica consapevolezza e responsabilità delle proprie azioni. Marco Cappato sapeva, come don Milani e Marco Cappella, che sarebbero andati in carcere.

  • Disobbedienza civile non deve sfociare in violenza.

Diritto privato: riguarda rapporto tra individui, il testamento, matrimonio, contratto vendita.

Diritto pubblico: insieme delle norme giuridiche che interessano i rapporti tra gli individui e lo stato.

  • DP è un ramo del diritto costituzionale.
  • Tutela l’interesse generale, mentre il diritto privato l’interesse privato.

Lo stato

Cos’è lo stato dal punto di vista giuridico?

Quando per il diritto si parla di stato? Per il diritto lo stato è quando concorrono 3 elementi chiamati “elementi costitutivi dello stato”: popolo, il territorio e la sovranità dello stato.

Il popolo

Per popolo si intende l’insieme dei cittadini di uno stato.

  • Popolazione = l’insieme delle persone che risiedono nel territorio dello stato.
  • Termine nazione, termine usato prima volta con “nazioni indiane” = un’entità etnico-sociale caratterizzata per una certa comunanza di razza, lingua, cultura, tradizioni e costumi.

Da punto di vista giuridico nazione è inafferrabile e pericoloso, nazional-socialismo. Anche il termine patria = nazione\patria indicano comunanza di alcuni tratti comuni, ma questi tratti non sono così definibili.

  • Differenza tra nazionalismo e patriottismo nessuna, sono indefinibili.

Unica diff tra cittadini italiani e non, e quindi in base alla cittadinanza: diritto di voto per parlamento. Popolo = cittadinanza.

La cittadinanza italiana

Legge n. 91 della cittadinanza in vigore dal ‘92: acquisizione cittadinanza.

Siamo passati da paese di emigrazione a immigrazione, quest’ultima diversa da un tempo: e la legge su acquisto cittadinanza italiana, approvata da Andreotti, non è adeguata ai tempi di oggi e al cambiamento dell'immigrazione di oggi = siamo fermi.

Modi per acquistare cittadinanza dal più automatico al più discrezionale:

  • 1) È automaticamente cittadino italiano per nascita: chi è figlio di cittadino italiano, di sangue, anche quando figlio è adottato. Basta un genitore italiano che riconosca il nato. Oppure chi è nato in Italia ma da entrambi genitori apolidi, a-polis = città = senza cittadinanza, o ignoti, requisito non del sangue ma del territorio.
  • 2) È cittadino italiano: chi nasce in Italia, territorio, da entrambi genitori stranieri, = senza cittadinanza italiana, non diventa automaticamente cittadino italiano ma solo su richiesta, entro un anno da compimento maggiore età, dimostrando la ininterrotta residenza durante 18 anni in territorio italiano. Non abbiamo automatismo sul territorio ma solo su sangue.
  • 3) Può chiedere cittadinanza italiana: il coniuge di cittadino italiano a condizione che risieda nel territorio italiano da almeno 6 mesi. Oppure se hai residenza all’estero entro 3 anni dal matrimonio: la richiesta può essere rigettata dal Ministro dell’Interno per determinati motivi, quali motivi di sicurezza dello stato, oppure se ha riportato condanna definitiva con pena superiore 5 anni è 3???? Non. Il diniego ministro deve essere entro 2 anni dalla domanda.
  • 4) Cittadinanza italiana può essere concessa su decisione del ministro degli interni allo straniero che risiede regolarmente nel territorio dello stato, in Italia, da 10 anni.
  • 5) Possibilità più discrezionale: previa deliberazione del consiglio dei ministri, su proposta del ministero degli interni e il ministero degli esteri, sentito il consiglio di stato, la cittadinanza può essere concessa allo straniero che ha reso eminenti servizi all’Italia, oppure quando ricorra un eccezionale interesse dello stato.

In Italia non esiste ministro dell’immigrazione, viene gestito da quello degli interni, immigrazione vista come pericolo.

  • Varie proposte di riforma della legge del 92, per diminuire i 10 anni di tempo utili per richiedere cittadinanza da parte di uno straniero.

Cittadini di un paese membro dell’Unione Europea, in quanto tali, sono cittadini europei e hanno diritto a:

  • Eleggere sindaco del paese in cui risiediamo, es. cittadino italiano risiede in Francia può eleggere sindaco di Parigi.
  • Prima nel 92 se in carcere si può chiedere protezione consolare o ambasciatrice solo da ambasciata del nostro paese, ora in ogni ambasciata di un paese membro dell’Unione Europea.

Il territorio

Territorio statale è composto da:

  • Terraferma: porzione di territorio delimitata da confini naturali o artificiali.
  • Mare territoriale: è territorio dello stato il mare entro 12 miglia da costa. Superate le 12 miglia c’è il principio della libertà del mare, mare libero-di tutti.

Estensione della sovranità statale nel mare in 12 miglia decisa da Convenzione di Montego Bay del 1982, che ha definito per tutti stati del mondo questa regola, riconosciuta da diritto internazionale.

Prima la consuetudine erano 3 miglia perché era la gettata massima dei cannoni.

  • Spazio aereo statale: estensione della sovranità nei limiti dell’atmosfera. Oltre atmosfera libertà, guerre stellari con satelliti.
  • Piattaforma continentale, ciò che succede sotto: parte del fondo marino che circonda le terre emerse, ferma la libertà delle acque, questione petrolio\gas.
  • Territorio mobile: aerei-navi che battono bandiera di uno Stato, a cui appartengono.

Se succede qualcosa su nave o aereo in mare o spazio libero ma di un altro paese si assume le responsabilità e vertono le leggi del paese di cui batte bandiera.

Esistono tribunali per dirimere conflitti spaziali o marittimi. Se persona nasce su nave italiana in paese straniero segue leggi italiane.

  • Non è territorio dello stato ma esistono particolari guarentigie per le sedi delle ambasciate e consolati di uno stato: nello stato ospitante hanno una serie di garanzie/guarentigie da farle diventare pezzi di stato vero e proprio. Queste, insieme agli agenti, godono della “immunità diplomatica”, immuni alle leggi del territorio dove si trovano.

Le questioni legate al territorio dello stato sono di fondamentale importanza: risorse naturali di appartenenza degli stati post-coloniali o tema dell’arresto di presunti terroristi in territorio straniero.

Caso emblematico è l’arresto del criminale nazista Eichmann in territorio argentino da parte di agenti israeliani, libro “La banalità del male”, Hannah Arendt 1963.

Norme internazionali chiamate “generalmente riconosciute” che non necessitano di essere scritte su trattato perché sono consuetudini internazionali che rientrano nel nostro ordinamento.

Art. 10: “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”.

Una di queste norme è il divieto di respingimento collettivo, ossia si può respingere una persona, non 50 insieme, puoi solo respingere in maniera individuale perché devi capire cosa ti dice questa persona.

Territorialità insieme alla sovranità vuol dire che si applicano le leggi italiane.

Legge chiamata fondamentale, uguale per tutti: Art. 10, 3 comma: lo straniero al quale sia impedito nel suo paese l’esercizio effettivo dei diritti garantiti dalla costituzione italiana ha diritto d’asilo nel nostro territorio.

Per attuare costituzione si deve necessariamente domandare al singolo straniero che richiede asilo se nel suo paese gli sono impedite l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla costituzione italiana.

La sovranità

I caratteri della sovranità sono:

  • Originarietà: lo stato non deriva da alcuno la sua potestà di imperio.
  • Indipendenza: postula la parità giuridica tra tutti gli stati.
  • Potestà di imperio: lo stato detiene il monopolio della forza legale.

Le forme di stato

Come si è sviluppato storicamente lo stato? Stato italiano da 1861.

Forma di Stato: per forme di Stato si intende il rapporto tra l’autorità, il potere e gli individui, ovvero la dimensione verticale del potere politico - forme di stato disegnano potere tra individui.

3 grandi categorie che la storia contrassegna come forme di Stato:

  • Stato assoluto, 1500-1700.
  • Stato liberale, 1700-1800.
  • Stato democratico, 1900-oggi.

Lo stato assoluto

Lo stato giuridico inizia con quello assoluto: ancora prima esistevano le città-stato greche e il Medioevo che aveva realtà caratterizzata da pluralità; ma stati definiti moderni arrivano solo nel ‘500.

Eventi storici che portano a nascita stati:

  • 1) Nascono durante lo stato assoluto l’“esercito professionale”, un primo apparato amministrativo pubblico e un sistema burocratico-centralizzato-unificato di riscossione delle imposte, sistema tributario.
  • 2) Si unificano stati conquistati: burocrazia diventa efficiente a seguito riscossione tasse perché circolano soldi, per comprare armamenti = più possibilità di vincere guerre e conquistare terre.

Caratteristiche stato assoluto:

  • Concentrazione totale di ogni tipo di potere unico, legislativo, esecutivo e giuridico, in una persona, il sovrano, ossia il capo che ha messo insieme ciò che c’era di pluralismo: stato monarchico.
  • La corona diventa sede e istituzione impersonale del potere: nasce il “Principio ereditario”, che nel ‘500 permette di impiantare stati. In questo modo si garantisce la continuità della monarchia e quindi dello stato assoluto.
  • Il potere del Sovrano deriva da Dio: per giustificare la Legge salica, successione al trono, figura capo dello stato ha origine divina e quindi pur non avendo poteri significativi alcuni possiede aureola di sacralità.

Lo stato assoluto entra in crisi perché la crescita economica della borghesia non è accompagnata da un riconoscimento politico:

  • Dopo il ‘600 le rivoluzioni segnano passaggio dallo stato assoluto a quello liberale: 3 rivoluzioni borghesi: inglese, 1688, francese, 1789, e americana, 1776.
  • Nello stato assoluto si arricchisce re e anche aristocrazia: la borghesia, terzo stato, pagava tasse per finanziaria anche guerre e cresce il loro potere economico perché conquistano le terre, ma al loro arricchimento non corrisponde un maggiore potere.

Borghesia accresce sempre di più economicamente e tagliano teste ai regnanti con le rivoluzioni.

Lo stato liberale

Nasce a seguito delle rivoluzioni “borghesi”.

Lo Stato liberale è speculare a quello assoluto, è:

  • Uno stato di diritto: qualsiasi potere è soggetto al diritto.
  • Uno stato minimo: lo stato interviene il meno possibile in economia e nel sociale.
  • Uno stato monoclasse: è uno stato “borghese”.

Con lo stato liberale si afferma la dottrina della separazione dei poteri, Montesquieu: decentrazione del potere.

Il potere politico si scinde in due:

  • Si afferma il principio della sovranità parlamentare che traduce la volontà generale.
  • Il governo, potere esecutivo, che prima affiancava il re, con stato liberale continua ad avere ma carica dei membri eletta dal parlamento a condizione.
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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marsabezz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Galliani Davide.
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