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Appunti di diritto internazionale

Prof. Santini e Spatti, A.A. 2017/2018, 1° semestre (Prof. M. Spatti)

Lezione 1 - 3/10/17

L’ordinamento giuridico è l’insieme delle regole (norme vincolanti) che vigono in uno Stato indirizzate ai membri di una comunità, insieme alle istituzioni e organi che adottano queste norme e le fanno rispettare (l’ordinamento internazionale è lo stesso ma a livello sovranazionale).

Il diritto è l’insieme delle norme; il diritto internazionale si distingue dal diritto normale in quanto è il diritto che regola i rapporti tra gli Stati, le organizzazioni internazionali e anche gli ordinamenti interni degli stessi Stati. L’origine del diritto internazionale viene fatta risalire alla pace di Westfalia (1648), in cui si sono affermati gli stessi Stati sovrani che conosciamo noi oggi, i quali non accettano che vi siano entità superiori ad essi.

In questo corso studiamo il diritto internazionale pubblico, non quello privato.

Lezione 2 - 5/10/17

I soggetti del diritto internazionale

Stato: ente di governo effettivo e indipendente su una comunità internazionale.

Stato-Comunità: costituito da una comunità umana stanziata in un determinato territorio e sottoposta a delle leggi che la mantengono unita.

Stato-Organizzazione: insieme degli organi che hanno potere sulle persone.

Convenzione di Montevideo sui diritti e i doveri degli Stati (1933): fu ratificata solamente da 16 Stati ma corrisponde al diritto internazionale consuetudinario. Il diritto internazionale non è creato dagli individui singoli ma dagli organi.

Uno Stato è un soggetto del diritto internazionale (secondo la Convenzione di Montevideo) se ha una popolazione permanente, un territorio definito, un governo e la capacità di instaurare relazioni con gli altri Stati.

Stato non è nazione, gli elementi chiave dello Stato sono territorio, popolo, governo effettivo e indipendente.

Nella prassi del diritto internazionale gli Stati sono soggetti al diritto internazionale se possiedono i seguenti requisiti:

  • Territorio: irrilevanza dei confini incerti (la loro incertezza però non pregiudica il fatto che sia uno Stato o meno), micro-Stati comunque riconosciuti, origine naturale del territorio (cioè non si può costruire uno Stato su una piattaforma artificiale).
  • Popolo: micro-Stati, cittadinanza (come viene attribuita, limiti, apolidia ecc.) ciascuno Stato è libero di decidere le condizioni per ottenere la cittadinanza. I limiti imposti dal diritto internazionale a riguardo sono residuali —> lo Stato non può arbitrariamente privare un cittadino della sua cittadinanza e non può attribuire cittadinanza se non è stata richiesta (no naturalizzazione di massa). Il termine nazionalità in senso giuridico si utilizza per le persone giuridiche, il termine cittadinanza invece per le persone fisiche. Uno Stato non può impedire ad un proprio cittadino di entrare nel suo territorio. L’apolide non ha una cittadinanza, non può essere espulso —> non può viaggiare, non può votare, non ha un paese di appartenenza.

Effettivo indipendente

  • Governo: ed esclusività del potere di governo.

Effettività

1. Effettività: un governo è effettivo se riesce a proteggere i beni e le persone presenti sul suo territorio, grazie ad un effettivo esercizio del potere di governo su una comunità internazionale.

Stati falliti: Stati che per vari motivi non sono più in grado di controllare il popolo/territorio. [Caso esempio è la Somalia nel 1990 —> ha continuato ad essere riconosciuta come Stato delle Nazioni Unite. Governo che formalmente rimase, ma non ha potere effettivo. Se si vuole evitare che lo Stato diventi uno status nullius cioè “Stato di nessuno”] —> [Caso Sierra Leone Telecommunications (1998) —> dopo il colpo di Stato del 1997 mancarono i servizi base + disorganizzazione; il governo degli insorti non controllava “effettivamente” tutta la popolazione. Popolo e territorio non erano controllati/coordinati dal governo —> decade la soggettività dello Stato].

Peace Keeping: forza di interposizione persone militari e civili. Peace Building:

[Caso Arafat-OLP (1985) —> Organizzazione per la Liberalizzazione della Palestina. Arafat capo dell’OLP. Ambiguità in un caso italiano (sulle brigate rosse) il dilemma fu se Arafat, creduto collaboratore, fosse sottoponibile a processo o meno. Non fu riconosciuto come capo di Stato, e quindi immune, per mancanza di un governo effettivo. Quindi OLP —> no Stato]

[Governo in esilio: durante la II Guerra Mondiale i governi dei paesi invasi fuggirono soprattutto a Londra. I governi in esilio non hanno più un potere effettivo sul territorio però gli enti continuarono a essere considerati Stati, in previsione di un loro rientro sul territorio]

Indipendenza

2. Indipendenza: un governo è considerato indipendente se ha capacità di emanare atti propri e dunque ha un ordinamento giuridico proprio e una costituzione.

[Stati federali e decentrati: ad esempio gli USA, sono più Stati riuniti in una federazione, i soggetti del diritto internazionale sono gli USA e non i singoli Stati che li compongono, dunque essi non sono indipendenti.]

[Confederazioni di Stati: sono unioni di Stati sovrani che si alleano e creano Stati federali.]

[Governi fantoccio: sono gli Stati che in realtà sono completamente controllati da un’altra autorità come ad esempio la Repubblica di Salò “fascista”, in realtà dipendente dalla Germania nazista. Oppure Cipro che è “divisa” in due —> la parte a Sud riconosciuta come Stato; la parte a Nord formalmente indipendente ma sostanzialmente sotto il potere della Turchia, la quale esercita il potere coercitivo su Cipro rendendolo di fatto un governo fantoccio.]

[Caso Djukanovic-Montenegro (2004): Djukanovic era il presidente del consiglio dei ministri del Montenegro, il pubblico ministero di Napoli apre un’indagine per un presunto contrabbando illegale di tabacco in cui si pensava che lo stesso Djukanovic fosse coinvolto richiedendo la custodia cautelare (ossia metterlo in prigione prima delle indagini), ma essendo un capo di Stato riteneva di godere dell’immunità dei capi di governo. Il caso finisce in Cassazione, la quale deve capire se Djukanovic goda o meno di questa immunità, per farlo deve capire se il Montenegro è soggetto o meno al diritto internazionale (se lo fosse avrebbe goduto dell’immunità). La Cassazione va a rivedere la costituzione (ma quella dello Stato Unione di Serbia e Montenegro, poiché il Montenegro non ha una sua propria costituzione); la quale dice che né la Serbia né il Montenegro singolarmente potrebbero essere considerati come Stati capaci di fare accordi internazionali, si considera capace di ciò solamente lo Stato Unione. La Cassazione quindi ritenne che il Montenegro non fosse uno Stato soggetto al diritto internazionale poiché non possiede la caratteristica di essere considerato come uno Stato indipendente. Djukanovic quindi non poteva godere dell’immunità in quanto non era un capo di Stato.]

Palestina

La Palestina è un altro caso complesso, la domanda in questione è se essa sia o meno soggetta al diritto internazionale. Dal 1974 ha lo status di osservatore, che nel 1998 è stato “allargato”, ossia i rappresentanti della Palestina hanno potuto partecipare a tutte le discussioni e i dibattiti delle Nazioni Unite con diritto di parola; nel 2011 la Palestina ha chiesto di entrare a fare parte dell’ONU. A pronunciarsi in merito a questo fu il Consiglio di Sicurezza, esso affidò la questione ad un proprio organo competente sull’ammissione di nuovi Stati per verificare se la Palestina potesse considerarsi o meno uno Stato secondo le caratteristiche sopra elencate. Nel 2011 la Palestina venne considerata come un’entità in grado di esercitare il potere effettivo del suo governo sul suo territorio (nonostante la presenza di Israele), ma rimase il problema di capire se questo esercizio del potere fosse o meno indipendente. Per questo motivo si va a verificare se la Palestina avesse relazioni con altri Stati, poiché secondo la Convenzione di Montevideo ciò è da considerarsi come un requisito di indipendenza. La Palestina però non avrebbe potuto stringere accordi con altri Stati in base agli accordi presi con Israele nonostante lo avesse già fatto in precedenza; e qui il rapporto termina un po’ fumosamente.

Lezione 3 - 11/10/17

Riconoscimento di nuovi Stati

Quali sono gli altri requisiti da soddisfare perché si possa parlare di Stato? È necessario che uno Stato sia riconosciuto dagli altri per essere considerato un soggetto del diritto internazionale? Dal punto di vista del diritto internazionale, uno Stato sorge automaticamente quando si dichiara indipendente o necessita del riconoscimento di altri?

Si sono sviluppate due diverse scuole di pensiero a riguardo: la prima è quella della teoria costitutiva, la seconda è quella della teoria dichiarativa. La teoria costitutiva sostiene che il riconoscimento è necessario affinché uno Stato possa essere considerato tale. La teoria dichiarativa invece sostiene che il riconoscimento non sia necessario e non abbia valore giuridico, ma solo politico.

Dichiarazione dei ministri degli Esteri delle Comunità Europee del 1991 (all’epoca composta da soli 12 Stati) relativa al riconoscimento dei nuovi Stati in Europa orientale e nell’ex URSS —> si affermò che si sarebbero riconosciuti solo quegli Stati che avessero avuto i seguenti requisiti:

  • Accettare i fini e i principi delle Nazioni Unite
  • Rispettare le minoranze presenti sul proprio territorio
  • Impegnarsi in opere di disarmo e di rispetto sulla non proliferazione del nucleare
  • Impegnarsi a rispettare il principio dell’inviolabilità dei confini
  • Impegnarsi a risolvere mediante trattati eventuali dispute tra di loro

[Caso Taiwan: riconosciuta da pochissimi Stati, poiché riconoscerla potrebbe voler dire attirare le inimicizie della Cina, ma questo appunto non ha conseguenze di carattere giuridico, ogni suo accordo internazionale è comunque valido]

Le organizzazioni internazionali

Le Organizzazioni Internazionali sono nate dopo la I Guerra Mondiale, le prime furono innanzitutto le Commissioni Fluviali, ossia organizzazioni che avevano il compito di dettare le regole per disciplinare la navigabilità e la tutela dei fiumi. Nacquero poi le Unioni Amministrative Internazionali (come ad esempio l’UPU - Unione Postale Internazionale - che aveva lo scopo di agevolare la circolazione della posta tra diversi Stati) le quali dovevano coordinare l’attività degli Stati su specifiche questioni.

Tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale nacque la Società delle Nazioni (1919) ma l’esito della stessa fu fallimentare, dalle sue ceneri nacque però l’ONU. Da questo momento in poi vennero creati i cosiddetti Istituti Specializzati delle Nazioni Unite; vere e proprie organizzazioni internazionali che hanno un rapporto privilegiato con le Nazioni Unite (alcuni esempi di queste sono l’OMS, l’UNESCO…). Un’altra tipologia di organizzazioni internazionali sono le Organizzazioni di carattere internazionale regionale (OCSE, il Consiglio d’Europa, la NATO).

Figure associative diverse dalle Organizzazioni Internazionali

  • Riunione di organi, ossia organi statali che si riuniscono (ad esempio il G8).
  • Rappresentanza, ha luogo quando l’organo di uno Stato rappresenta gli interessi anche di un altro Stato (es. uno Stato non vuole avere una rappresentanza diplomatica in uno Stato x, allora decide di farsi rappresentare da un altro Stato y).
  • Organo comune, organo che viene istituito da 2 o più Stati e svolge funzioni comuni ai vari Stati che l’hanno costituito (es. imperatore di Austria e Ungheria, oppure una confederazione che è organo comune tra gli Stati di una federazione).
  • Comando militare interalleato, operazione di diversi Stati che inviano truppe in un paese in cui i vertici militari diventano degli organi comuni, i cui atti saranno responsabilità dei singoli Stati che li compongono.

Definizione di Organizzazione Internazionale

Definizione di Organizzazione Internazionale (ad opera di Sereni)

“È un’associazione volontaria di soggetti di diritto internazionale (nessuno vi è obbligato a partecipare) costituita mediante atti internazionali e disciplinata (gli Stati e le altre organizzazioni internazionali) nei rapporti tra le parti da norme di diritto internazionale (gli altri Stati sono liberi di ratificare o meno) che si concretizza in un ente a carattere stabile (ogni organizzazione internazionale ha specifiche procedure e requisiti per l’acquisizione di nuovi membri), munito di un ordinamento giuridico interno proprio e dotato di organi e istituti propri (ha una propria struttura e una o più sedi) attraverso i quali attua finalità comuni dei consociati mediante l’esplicazione di particolari funzioni e l’esercizio dei poteri all’uopo conferitile (costituzioni internazionali possono essere organo di Stati o organo di individui; le organizzazioni internazionali possono fare solamente ciò che le permettono di raggiungere i suoi obiettivi e non più di quelle)”

  • Le organizzazioni internazionali hanno natura consortile, gli Stati delegano infatti all’organizzazione internazionale alcune funzioni e da quel momento in poi l’organizzazione internazionale adotterà atti che perseguono interesse uti universi e non gli interessi uti singulinor dei vari Stati (non segue la somma degli interessi di ogni singolo Stato, ma un interesse diverso che è appunto l’interesse di quella nazione).
  • Sono soggetti del diritto internazionale (titolare di diritti e destinataria di obblighi).
  • Sono soggetti del diritto interno delle Organizzazioni Internazionali.

Principio di effettività? Quando un’organizzazione internazionale è definibile come possessore del principio di effettività? Se esercita effettivamente o meno le proprie funzioni.

Principio di indipendenza? E quando invece possiamo dire che ha il principio di indipendenza? Nel momento in cui persegue il suo interesse uti universi a prescindere dalla volontà di ciascun Stato membro.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite (1945)

Organo costituito con l’obiettivo di mantenere la pace e la sicurezza, ma in che modo? Prendendo decisioni collettive che possano prevenire minacce alla pace e risolvendo in maniera pacifica le controversie con mezzi giurisdizionali e diplomatici. Altro obiettivo è quello di sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli nel rispetto del principio di autodeterminazione. Un altro è favorire la cooperazione internazionale nella risoluzione di problemi a carattere internazionale e incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo. Per cercare di raggiungere questi obiettivi vi è la necessità di alcuni organi.

Organi

  • Assemblea generale: organo assembleare in cui sono rappresentati tutti gli Stati membri (—> è un organo di Stati); ciascuno Stato può nominare fino ad un massimo di 5 rappresentati ma che valgono comunque solo come un voto per quello Stato. Essa può adottare atti relativi a tutti gli obiettivi delle Nazioni Unite, nessuno escluso. Può adottare però atti solo di carattere raccomandatorio, quindi non vincolanti (si invita uno Stato a comportarsi in un certo modo), è sì un potere limitato ma ha comunque una forte valenza politica. In che modo si vota? Due diverse maggioranze, semplice (50%+1) per le questioni meno importanti) qualificata (2/3 per le questioni più importanti come ad esempio l’ammissione di un nuovo Stato). Sempre più frequente è la prassi del consensus ossia l’assenza di votazione (non è l’unanimità) è “se nessuno si oppone l’atto si intende adottato”.
  • Consiglio di Sicurezza: è un organo a composizione ristretta perché vi sono rappresentati solo alcuni Stati membri, per la precisione 15. 5 dei quali sono i membri permanenti (i paesi vincitori della II Guerra Mondiale), hanno diritto di veto. I restanti 10 membri non sono permanenti, vengono eletti a rotazione ogni due anni, non hanno diritto di veto e sono nominati sia per aver aiutato a realizzare i fini delle Organizzazioni Unite, sia secondo il principio dell’equa distribuzione geografica. Il Consiglio delibera a maggioranza di 9 membri su 15 per le questioni procedurali, sulle questioni non procedurali i 9 su 15 devono esserci i membri permanenti, che hanno quindi potere di veto; solo il voto contrario di un membro permanente impedisce che la decisione avvenga. Quest’organo può adottare atti vincolanti per i membri delle Nazioni Unite.
  • Segretariato: è un organo individuale, composto dal segretario generale e dai suoi funzionari che lavorano con lui. Egli svolge diverse funzione nell’ambito della peace keeping, e di rappresentanza verso l’esterno. Esso viene scelto dall’Assemblea Generale e dal Consiglio di Sicurezza.
  • Corte Internazionale di Giustizia (CIG): composta da 15 giudici eletti per 9 anni, il loro mandato è rinnovabile, scelti nuovamente dal Consiglio di Sicurezza e dall’Assemblea Generale. I 15 giudici sono scelti sulla base delle loro competenze a titolo individuale e quindi non perseguono l’interesse di uno Stato. La corte svolge due funzioni importanti: ha una funzione giurisdizionale, ossia risolve le controversie solo tra Stati a livello di diritto, non a livello politico. Può emettere sentenze vincolanti per le parti della controversia. Altro ruolo importante è la funzione consultiva, cioè può
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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Melissa. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Santini Andrea.
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