Libertà di corrispondenza e comunicazione
Articolo 15
Essa fa parte dei diritti fondamentali, cioè delle garanzie del rispetto dei diritti di ciascuna persona umana in quanto tale, che l'ordinamento giuridico riconosce e si impegna a garantire.
Articolo 15
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
Domande sulla disposizione
Le domande che ci potremmo porre riguardo a questa disposizione potrebbero essere: alla luce dell'evoluzione tecnologica, piano economico e sociale che hanno assunto i mezzi di comunicazione dagli anni '70 (come sappiamo la Costituzione è stata approvata nel 1946-47, ma lo sviluppo di altri media è avvenuto principalmente dagli anni '70 in poi), considerando che questa disposizione non fa riferimento esplicito ad altri mezzi di comunicazione, è ancora adeguata?
La risposta a questa domanda potrebbe essere data facendo riferimento alle formule residuali dell'art. 15 e art. 21 (libertà di espressione, manifestazione e diffusione del pensiero). È vero che dal punto di vista testuale troviamo sancite certe libertà come corrispondenza (art. 15) e stampa (art. 21) che fanno riferimento ai valori dei cosiddetti old media, ma è altrettanto vero che il linguaggio adoperato dal costituente mette in luce la consapevolezza che la situazione non rimarrà fissa, ma lascia spazi ad evoluzioni.
La nostra Costituzione, come dice Pietro Calamandrei, è stata scritta con una visione lunga, con lo sguardo del presbite, oltre al congiuntura politica del momento. Pertanto, l'utilizzo di queste due categorie residuali serve per riuscire ad adattare il modello di garanzia costituzionale sulla libertà di comunicazione e corrispondenza (art. 15) e manifestazione e diffusione del pensiero (art. 21), alla futura evoluzione tecnologica dei futuri mezzi di comunicazione. Questa è una visione lungimirante.
Soggetti riconosciuti
I soggetti a cui è riconosciuta la libertà di comunicazione sono ogni persona giuridica e fisica (tutti). Attraverso l'opera della Corte Costituzionale e la giurisprudenza europea (Corte d'Europa e Consiglio d'Europa), i diritti fondamentali sono riconosciuti a tutti. Lo status di cittadinanza non costituisce un discrimine nel riconoscimento della titolarità di questi diritti. I diritti politici invece distinguono tra cittadino e straniero, come ad esempio la libertà di soggiorno e circolazione del cittadino comunitario.
Nel corso della storia, un presidente del Consiglio (1972) della DC cercò di far riconoscere la manifestazione del pensiero al solo cittadino, in nome della ratio di tentativi di colonizzazione; la sua motivazione era dettata dal fatto che se tale diritto veniva riconosciuto solo ai cittadini, si potevano introdurre delle limitazioni alla libertà di espressione attraverso i mezzi di comunicazione di massa da parte delle major americane, e possiamo ridurre i tentativi di colonizzazione.
Oggetto di tutela costituzionale
L'oggetto di tutela costituzionale dell'articolo 15 non è indicato puntualmente con una lista di casi, ma si prevede l'impiego della formula residuale (La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili). L'art. 15 parla di libertà di comunicazione e corrispondenza; dal punto di vista testuale sembrerebbero cose diverse, ma bisogna trovare la distinzione dal punto di vista costituzionale.
Il punto da capire è se la segretezza sia elemento costitutivo della libertà di comunicazione oppure un'ulteriore garanzia. Se considero la segretezza come elemento costitutivo della libertà di comunicazione restringo molto l'ambito di applicazione dell'art. 15. La libertà e la segretezza sono due aspetti diversi, ma collegabili: la segretezza non è elemento costitutivo della libertà ma garanzia che si aggiunge al più pieno esercizio della stessa libertà. Per vedere se la segretezza è un elemento costitutivo o ulteriore garanzia della libertà, posso vedere se io posso limitare l'una senza limitare l'altra oppure limitare uno e l'altra. Se io posso limitare la segretezza senza limitare la libertà, significa che la segretezza è libertà aggiuntiva se invece limito la segretezza limitando anche la libertà mi trovo nel caso di segretezza come elemento costitutivo della libertà.
Limiti della libertà
Limitazione della libertà senza limitare la segretezza: è l'istituto previsto dal codice postale della corrispondenza o fermo di polizia postale. In alcuni casi l'ufficiale postale può non inoltrare la corrispondenza a un determinato destinatario. Se io scrivo una cartolina, essa non essendo coperta da un involucro può essere visionata da qualsiasi ufficiale postale. Se si dispone di fermo postale o fermo della corrispondenza, limito la libertà di comunicazione perché la corrispondenza non giunge a destinazione, ma non posso limitare la segretezza perché l'ufficiale è tenuto a inoltrare il plico all'autorità giudiziaria e a conservare il vincolo della segretezza con il motivo.
La limitazione della segretezza senza limitare la libertà di comunicazione: è l'intercettazione. Essa non è diretta a impedire la comunicazione, ma a mettere al corrente della comunicazione terze persone che sono estranee alla comunicazione. Viene meno la segretezza ma non viene meno la libertà perché le persone che comunicano non sanno di essere intercettati. La violazione della segretezza è un reato sanzionabile dal codice penale, l'intercettazione postale, telefonica è un reato. Non sempre però è un reato, in quanto esistono casi in cui è lecito come quando l'intercettazione è eseguita dall'autorità giudiziaria sotto la responsabilità del nucleo di polizia postale alle dipendenze dell'autorità giudiziaria. Il fatto che la segretezza venga meno è lecito e condizione per l'efficacia probatoria dell'intercettazione stessa.
La libertà di comunicazione è quella corredata tra soggetti determinati ovvero comunicazione punto punto o intersoggettiva. La libertà di espressione o manifestazione e diffusione del pensiero è invece rivolta a un pubblico indeterminato (stampa).
La sentenza della Cassazione Penale del 1980 dice che l'art. 15, nel dichiarare inviolabile la segretezza della corrispondenza estende la propria tutela anche alla comunicazione che si realizzano oralmente tra persone presenti ed anche i detenuti, anche se in restrizione di libertà personale, hanno garantita la libertà di segretezza come i colloqui tra detenuti. L'ascolto casuale di un colloquio perché parlano ad alta voce, è sempre legittimo, perché così la volontà dei soggetti della comunicazione è di non dare rilievo alla segretezza e pertanto si esclude dalla libertà della segretezza delle informazioni.
- Esistono delle utilità della rete che si prestano meglio a essere inserite nella classificazione residuale dell'art. 15 come mail, sms o mms, mailing list chiusa, mentre una mailing list aperta o newsletter rientrano piuttosto nell'esercizio dell'art. 21 perché i soggetti non sono determinati.
- In base alla distinzione se uno strumento di comunicazione abbia soggetti determinati o indeterminati, si può sottolineare un caso diverso che è quello del contratto sky. Io che acquisto un pacchetto sky sono un soggetto determinato e sembrerebbe ricadere nell'art. 15, ma Sky non può sapere se quel pacchetto lo utilizzo io o altra gente e non può impedire questo. Io sono determinato cioè in nome contraente ma chi lo vede sono indeterminati.
Per quanto riguarda la discussa distinzione tra art. 15 e 21 della Costituzione, si possono sottolineare situazioni in cui vale la dottrina della minoranza, secondo cui il mezzo assume un certo rilievo. Con le nuove tecnologie, non basta più la determinatezza o determinabilità del destinatario per valutare se si rientra nell'ambito dell'art. 15, a causa della convergenza multimediale. In questo caso può infatti sussistere la contemporaneità di situazioni opposte, nei sistemi di video-conferenza: una comunicazione interpersonale con numeri alto di destinatari. Altri requisiti sono: l'infungibilità del destinatario per cui esso è determinato e non casuale e delimitazione dei destinatari quanto siano numerosi ma infungibili, da parte del mittente, manifestando la sua intenzione a selezionarli.
Garanzie costituzionali
L'art. 15.2 sancisce che la limitazione della libertà può avvenire solo per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge. Qui troviamo il quadro di garanzie che devono essere rispettate per un qualsiasi diritto di libertà costituzionale, cioè riserva di legge (a cui partecipano anche le minoranze) e giurisdizione (legata al particolare status della magistratura ordinaria in termini di indipendenza e imparzialità). L'art. 101 sancisce che i giudici sono soggetti solo alla legge, limitando il potenziale arbitrio del giudice. Sul terreno delle garanzie, il modello di tutela dei diritti fondamentali rivela tutto il suo grado novità, puntando a coniugare insieme proclamazione ed effettività. Essa non introduce solo una fondamentale garanzia nei confronti dei possibili abusi del legislatore, ma prevede pure istituti tipici dell'esperienza liberale come la riserva di legge e giurisdizione.
Si pensi in primo luogo alla riserva di legge, ossia all'obbligo costituzionale previsto che sia solo legge del Parlamento a dettare la disciplina relativa all'esercizio dei singoli diritti. Si tratta di un istituto disposto dallo Statuto Albertino. La legge non è più libera di determinare a suo piacimento i motivi che giustificano l'imposizione dei limiti all'esercizio dei diritti: tali motivi sono già espressamente previsti in Costituzione (libertà di manifestazione del pensiero). Ciò significa che limitazioni disposte per ragioni diverse renderebbero incostituzionale la legge per violazione del principio di tassatività dei limiti. Ciò non esclude limiti ulteriori, ma sempre che essi siano riconducibili con certezza ad interessi costituzionalmente protetti. Lo stesso principio della riserva di legge, in quanto criterio ordinatore del potere normativo tra Parlamento e Governo, non può essere violato, in quanto garantito anch'esso dalla rigidità della Costituzione. Ciò significa che la riserva di potere normativo disposta a favore del Parlamento in tema di diritti non è più nella disponibilità di quest'ultimo, impossibilitato a spogliarsene.
In secondo luogo la riserva di giurisdizione, ossia alla riserva al giudice del potere di applicare ai singoli casi concreti le limitazioni all'esercizio dei diritti, disposte in via generale dalla legge. L'istituto vede rafforzato il suo significato garantista, sotto due diversi profili:
- Formale, nel senso di rendere incostituzionali interventi repressivi in tema di diritti posti in essere dall'autorità amministrativa e comunque sempre soggetti alla conferma del giudice.
- Sostanziale, legato al necessario rispetto dei principi costituzionali relativi al procedimento giudiziario (pubblicità, diritto di difesa), nonché di quelli volti ad assicurare la piena autonomia e indipendenza degli organi giudicanti.
In sintesi, il nuovo modello di tutela dei diritti costituzionale contiene elementi del mondo liberale prefascista ed elementi estranei. I costituenti si avvalsero, combinando insieme due grandi esperienze: quella americana e quella francese. Dalla prima, essi mutarono l'idea di una Costituzione intesa come fonte prima dei diritti fondamentali e come garanzia prima del loro effettivo rispetto da parte di tutti i poteri pubblici; dal secondo essi mutarono l'idea di una Costituzione come tavola di valori volti a tracciare le linee direttive della futura azione dei poteri pubblici. Non solo dunque una Costituzione garanzia, ma anche una Costituzione programma.
L'art. 15.2 chiama in causa il sistema noto delle riserve. In questo caso è presente una doppia riserva, legge e giurisdizione, ma si differenzia dall'art. 21 e 13 per l'assenza della possibilità di intervento straordinario dell'autorità pubblica sicurezza. Per questo la riserva di giurisdizione si dice assoluta, rendendo il giudice l'unico soggetto in grado di limitare la libertà di corrispondenza. Per quanto concerne la riserva di legge, anch'essa è assoluta, per cui spetta a una legge formale (cioè prodotta con procedimento parlamentare) dello Stato stabilire con precisione i campi e le modalità di intervento giudiziario, in mancanza della quale spetta al giudice decidere sulla limitazione.
Articolo 13
La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva. Questo è il caso in cui la riserva di giurisdizione viene armonizzata con l'esigenza della tempistica dei casi di necessità e urgenza, in questo caso 48 ore.
Articolo 21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denuncia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
L'effetto prodotto dal sequestro dello stampato è interrompere la diffusione dello stampato perché il punto fondamentale è che lo stampato è un prodotto editoriale che è rivolto a un pubblico indeterminato. Il sequestro è diretto perché interrompe lo stampato e impedisce che esso raggiunga un pubblico potenziale. Una disposizione di questo tipo non c'è per la libertà di comunicazione e corrispondenza dell'art. 15, in quanto non si prevede l'intervento dell'autorità giudiziaria o pubblica sicurezza. Il motivo è perché l'effetto che può essere prodotto in forza del recapito di un messaggio illecito ad alcuni soggetti determinati è molto contenuto mentre invece ha effetti molto più ampi. Il rapporto costi benefici dell'art. 15 viene valutato a favore della libertà di comunicazione e garanzia piena della riserva di giurisdizione.
Limiti e considerazioni finali
- L'art. 15 non ci indica dei limiti testuali sanciti in Costituzione a differenza di quanto accade all'art. 21 ultimo comma, oppure come quello del buon costume dell'art. 19. I limiti sostanziali che può prevedere il legislatore sono, negli altri diritti costituzionalmente sanciti, come diritti contro i diritti. Quando un diritto costituzionale va a confliggere con un altro diritto devo trovare un bilanciamento ed esso va operato secondo principio di ragionevolezza il cui controllo è affidato alla Corte Costituzionale. Il punto è che la comunicazione può essere limitata solo in nome di un altro diritto che sia costituzionalmente fondato, altrimenti la libertà di comunicazione si espande nella massima misura. [Quando si parla del limite del buon costume si fa riferimento alla sfera del pudore sessuale nel momento comunicativo; è diversa la posizione di chi comunica il proprio pensiero a uno o più soggetti determinati rispetto a chi si rivolge in pubblico indeterminato. La Costituzione in questo caso non lo ammette perché i danni sono incalcolabili.]
- Un diritto di libertà oltre che da un altro diritto può essere limitato sulla base di interessi e valori costituzionali sulla quale limitare i diritti di libertà, purché siano costituzionalmente fondati. La limitazione della segretezza della comunicazione che corrisponde a un'intercettazione in nome di che cosa la realizzo? Non è il diritto di qualcun altro, ma è un interesse generale al buon andamento della giustizia legato alla raccolta delle prove, cioè metto da parte la segretezza della comunicazione, dall'altra l'interesse del buon andamento della giustizia, vado a contemperarli, secondo cui il secondo interesse impone e consente di limitare la segretezza.
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