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Appunti di Analisi I

Elefante Paola

Matr. 900025133

1. Limiti di funzioni reali

Definizioni preliminari

1.1. Siano x0 ∈ R, ρ > 0. L’intorno sferico di x0 di raggio ρ è l’intervallo

]x0 − ρ, x0 + ρ[

Inoltre definiamo la famiglia degli intorni sferici di x0

I(x0) = { ]x0 − ρ, x0 + ρ[ : ρ > 0 }

Intorni forati

e l’insieme degli intorni forati

I◦(x0) = {I : I = (I ∈ I(x0))\{x0}

Punto di accumulazione

Siano A ⊆ R, x0 ∈ R. x0 è un punto di accumulazione di A se

A ∩ I◦ ≠ ∅   ∀ I ∈ I◦(x0)

Derivato di A

Chiamiamo derivato di A, indicato con la notazione D(A), l’insieme dei punti di accumulazione di A.

Funzioni pari, dispari e monotone

Una funzione f si dice pari se f(−x) = f(x); una funzione g è invece dispari se g(−x) = −g(x).

Una funzione f : A ⊆ R → R è monotona:

  • Crescente se ∀ x1, x2 ∈ A, x1 < x2 ⇒ f(x1) < f(x2).
  • Non decrescente se ∀ x1, x2 ∈ A, x1 < x2 ⇒ f(x1) ≤ f(x2).
  • Decrescente se ∀ x1, x2 ∈ A, x1 < x2 ⇒ f(x1) > f(x2).
  • Non crescente se ∀ x1, x2 ∈ A, x1 < x2 ⇒ f(x1) ≥ f(x2).

2. Definizione di limite

Siano f : A ⊆ R → R, x0 ∈ D(A), λ ∈ R* = R ∪ {−∞, +∞}.

Diremo che

def   limx→x0 f(x) = λ  ⇐⇒  ∀ V ∈ I(λ) ∃ I ∈ I◦(x0) : f(x) ∈ V   ∀ x ∈ A ∩ I

In modo del tutto analogo possiamo formulare una definizione leggermente diversa

def   limx→x0 f(x) = λ  ⇐⇒  ∀ ε > 0 ∃ δ > 0 : ∀ x ∈ A, |x − x0| < δ ⇒ |f(x) − λ| < ε

N.B. ε è arbitrario, δ no!

3. I principali teoremi

1.3. Elencherò ora i principali teoremi sui limiti di funzioni reali, con relative dimostrazioni.

Teorema 1.1: Unicità del limite

Siano A ⊆ R, x0 ∈ D(A) ∩ R*, f : A → R. Se esistono λ, σ ∈ R tali che

limx→x0 f(x) = λ    limx→x0 f(x) = σ

allora λ = σ.

Dimostrazione. Per la dimostrazione impostiamo un ragionamento ad absurdum. Supponiamo infatti che λ ≠ σ; allora esistono I1 ∈ I(λ), I2 ∈ I(σ) tali che I1 ∩ I2 = ∅.

Per la definizione di limite devono esistere U1, U2 ∈ I◦(x0)

f(x) ∈ I1   ∀ x ∈ U1 ∩ A

f(x) ∈ I2   ∀ x ∈ U2 ∩ A

Se prendiamo in considerazione però l’intorno U1 ∩ U2, in esso risulterebbe

f(x) ∈ I1 ∩ I2 ≠ ∅

il che contraddice l’ipotesi.

C.V.D.

Teorema 1.2: Teorema del segno

Siano f : A ⊆ R → R una funzione continua in A, x0 ∈ D(A), λ ∈ R*. Se

limx→x0 f(x) = λ  ⇒  ∃ I ∈ I◦(x0) : f(x) ∗ λ > 0   ∀ x ∈ I ∩ A

Dimostrazione.

Prendiamo in considerazione il caso λ ∈ R+. Per la definizione di limite

∀ ε > 0 ∃ I ∈ I◦(x0) : ∀ x ∈ I ∩ A, |f(x) − λ| < ε

Dato che ε è arbitrario possiamo sceglierlo in modo che ε < λ ⇒ λ − ε > 0.

In questo modo otteniamo: 0 < λ − ε < f(x) < ε + λ

ovvero nell’intorno I f(x) > 0 e di conseguenza λf(x) > 0.

Analogamente si dimostra il caso in cui λ ∈ R−. Supponiamo invece λ = +∞. La definizione di limite diventa:

∀ M > 0 ∃ I ∈ I(+∞) : ∀ x ∈ I ∩ A, f(x) > M

Dato che nell’intorno I, 0 < M < f(x), si vede subito che λf(x) > 0. Il caso in cui λ = −∞ è del tutto simile.

C.V.D.

Teorema 1.3: Teorema dei due carabinieri

Siano f, g, h : A ⊆ R → R, x0 ∈ D(A) ∩ R*. Supponiamo che esista U ∈ U◦(x0) : f(x) ≤ g(x) ≤ h(x).

Se

limx→x0 f(x) = limx→x0 h(x) = λ  ⇒  limx→x0 g(x) = λ.

Dimostrazione.

Per ipotesi

∀ ε > 0 ∃ U1 ∈ U◦(x0) : ∀ x ∈ U1 ∩ A, |f(x) − λ| < ε

∀ ε > 0 ∃ U2 ∈ U◦(x0) : ∀ x ∈ U2 ∩ A, |h(x) − λ| < ε

Perciò nell’intervallo U3 = U1 ∩ U2 varranno tutte e tre le ipotesi, ovvero

λ − ε < f(x) ≤ g(x) ≤ h(x) < λ + ε  ⇒  limx→x0 g(x) = λ

C.V.D.

Teorema 1.4

Siano f, g : A ⊆ R → R, x0 ∈ D(A) ∩ R*. Allora se:

  • (1) limx→x0 f(x) = λ ∈ R, limx→x0 g(x) = σ ∈ R  ⇒  limx→x0 f(x) + g(x) = λ + σ
  • (2) limx→x0 f(x) = λ ∈ R, limx→x0 g(x) = σ ∈ R  ⇒  limx→x0 f(x)g(x) = λσ
  • (3) limx→x0 f(x) = λ ∈ R, limx→x0 g(x) = σ ∈ R0  ⇒  limx→x0 f(x) / g(x) = λ / σ, se g(x) ≠ 0   ∀ x ∈ A
  • (4) limx→x0 f(x) = +∞(−∞), limx→x0 g(x) = +∞(−∞)  ⇒  limx→x0 f(x) + g(x) = +∞(−∞), limx→x0 f(x)g(x) = +∞
  • (5) limx→x0 f(x) = +∞, limx→x0 g(x) = −∞  ⇒  limx→x0 f(x)g(x) = −∞
  • (6) limx→x0 f(x) = λ ∈ R  ⇒  limx→x0 |f(x)| = |λ|
  • (7) limx→x0 f(x) = λ ∈ R0  ⇒  limx→x0 1/f(x) = 1/λ

Dimostrazione.

Le dimostrazioni si costruiscono partendo dalla definizione di limite.

4. Calcolo di alcuni limiti notevoli

Primo limite notevole

1.4. • limx→0 sin(x) / x = 1

Come si osserva in figura (1)

∀ x ∈ ]−π/2, π/2[, |sin(x)| < |x| < |tan(x)|

Divido per |sin(x)|

1 < |x / sin(x)| < 1 / cos(x)

Inoltre x e sin(x) hanno segno concorde nell’intervallo ]−π/2, π/2[. Quindi posso omettere il valore assoluto.

limx→0 cos(x) = 1  ⇒  limx→0 sin(x) / x = 1 = limx→0 x / sin(x)

per il Teorema dei due carabinieri (1.3).

• limx→0 tan(x) / x = 1

Sapendo che tan(x) = sin(x) / cos(x) ottengo

limx→0 x cos(x) / sin(x)

Inoltre limx→0 cos(x) = 1 e, come precedentemente dimostrato, limx→0 sin(x) / x = 1;

ottengo allora: limx→0 tan(x) / x = 1

• limx→0 (1 − cos(x)) / x2 = 1/2

Come si osserva in figura (1)

Figure 1.

1 In seguito verrà data la definizione di continuità.

2 Con la notazione R* indico l’insieme R \ {0}.

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