Francia
Contesto: Con Luigi XIV si sviluppa uno stato assolutistico che si esprime con azioni di controllo, modernizzazione e razionalizzazione volte a esercitare un sempre più esteso potere, anche sulle manifestazioni della vita della società. La conseguenza in architettura sarà una crescente razionalizzazione e semplificazione, un distacco dai valori simbolici.
- Sviluppo scientifico e culturale acceso
- Nascita delle accademie per cui la Francia diventa riferimento importante. Esse sono una risposta di rifiuto al barocco. L’accademia reale è il luogo di discussione più consolidato e contribuisce a creare un laboratorio di sperimentazione architettonica che offre grandiosi contributi pratici e teorici.
All’interno di questi ambienti i dibattiti sono accesi: i moderni criticano le accademie rinascimentali consolidate sui principi di Vitruvio, sostenendo criteri più razionali e superiorità dei moderni sugli antichi; dall’altra parte i tradizionalisti sostenevano il primato degli antichi, l’esistenza di proporzioni assolute e un’analogia tra musica e architettura. Un altro dei temi affrontati nei dibattiti era relativo alla definizione del gusto: il gusto è oggettivo o soggettivo?
Perrault, che tradusse il testo di Vitruvio evidenziando le discrepanze tra architettura antica e moderna (ad es. la simmetria: l’acropoli, che era lo spazio sacro per eccellenza, non è simmetrico, le piazze contemporanee sono organizzate per assi e spazialità simmetriche), stipulò un codice dei 5 ordini trattato (anche Guarini e altri ci avevano tentato, ma la sua è innovativa in quanto introduce un concetto di gerarchia e importanza rispetto agli ordini nel processo compositivo), egli individua i caratteri compositivi e simbolici. Dopo di lui l’architettura non può credere con tranquilla fiducia alle sue “favole” metafisiche; con lui la modernità si annuncia attraverso una razionalizzazione culturale e politico-sociale. Per la prima volta l'architettura viene investita in pieno dal nuovo razionalismo scientifico, sul piano teorico e pratico (nel linguaggio), culturale. "Ma tale operazione di "razionalizzazione" è parte integrante del progetto di "razionalizzazione sociale e politica" promossa dallo Stato assoluto francese. La semplificazione è ricorrente nella contemporaneità e ciò è da leggersi in un contesto di stato assoluto e di controllo.
Egli inoltre distingue il bello convenzionale (simmetria, estetica, decorazione, proporzione) e il bello assoluto, che ha gerarchie (portante e non portante) ma è legato alla funzione portante dell’ordine. Si distacca dall’aspetto simbolico in favore di quello costruttivo, denigra le proporzioni e la simmetria in nome di un’architettura razionale; il suo è un approccio pragmatico e razionale all’architettura. Viene anche messa in discussione l’analogia tra Musica e Architettura. Per Perrault infatti occhio ed orecchio hanno composizioni molto diverse dal punto di vista scientifico. La teoria di Perrault verrà “riscoperta” ai primi dell’Ottocento da Durand.
Facciata est del Louvre, 1667
Concepita già a inizio 600 ma realizzata più tardi, segna una rottura con i linguaggi precedenti ed esprime caratteri innovativi: il classico è usato in modo moderno. È simmetrica e tripartita, ha due piccole ali laterali aggettanti, è semplice rispetto alle opere contemporanee. Gli ordini sono portanti e la scelta dell’ordine rimanda all’importanza dell’edificio nel tessuto urbano: la bellezza non è data dalla decorazione ma dalla messa in evidenza del carattere portante e dalla scelta del genere dell’ordine.
Inghilterra
Contesto: Monarchia costituzionale e non assoluta come in Francia, il potere del re viene ridefinito.
700: secolo dei cambiamenti e secolo dei lumi
- Prima rivoluzione industriale in Inghilterra
- Rivoluzione americana
- Scoperte archeologiche e nascita di questa disciplina: l’importanza italiana (Ercolano, il Grand Tour, Pompeii, Roma), e il Grand Prix (i migliori architetti dell’accademia francese a Roma). Le nuove tappe del Grand Tour anche fuori dall’Europa: una classicità sempre più ampia e variegata, ricca e meno omogenea; i nuovi siti venivano resi noti anche dagli esecutori di incisioni.
I disegni documentano i loro studi e diventano materiale di scambio e di affermazione professionale. Il Grand Tour prima era un viaggio formativo per soli nobili, poi diventa tema fondamentale per l’educazione di architetti, inoltre prima prevedeva geografie precise e ora nasce una sorta di ansia per la scoperta di un luogo. N.B. Da un lato semplificazione e ritorno al classico primigenio (greco, romano, Palladio) e riscoperta delle radici del classico mediterraneo, dall’altro i modelli si espandono e arricchiscono.
- Natura: Grandi cantieri e costruzione del territorio → il dominio sulla natura come nuovo campo di applicazione → i giardini: razionalità di Versailles vs giardino all’inglese → i giardini diventano occasione di abbellimento.
- Messa in discussione della figura dell’architetto e nascita di nuovi attori: prima l’architetto era al servizio di un’élite ridotta (es. rinascimento) e legato a un repertorio ridotto (chiese e corti aristocratiche). Ora compare la figura dell’ingegnere, sono gli anni della costruzione di ponti, strade, infrastrutture, serve una figura professionale rigorosa al servizio dello stato. Nel 1747 nascono le scuole reale dei ponti e delle strade, nel 1794 École Polytechnique, con l’obiettivo di creare un corpo di progettisti a servizio statale che avranno un ruolo fondamentale nella trasformazione del territorio. Da una parte l’ingegnere si sovrappone all’architetto generando competitività, dall’altra si specializza, ciò porta l’architetto a definire i campi del proprio agire. A fine secolo compaiono i gardeners.
Spazio urbano: Le città si trasformano e si espandono con la prima rivoluzione industriale, le persone si spostano da campagna a città che già a fine secolo si apprestano a diventare metropoli e hanno nuove esigenze di salubrità, comfort, nuove case. La crescita pone il problema dei nuovi confini e gli approcci alla progettazione cambiano in nome di una maggior qualità dell’ambiente urbano e abitativo. Si rompono equilibri secolari secondo cui la popolazione cresceva e ritornava a livello costante a causa di guerra/epidemie etc. Nel 700 le innovazioni impattano sulle condizioni di vita e portano a un miglioramento di queste condizioni (alimentazione, medicina etc). Le nuove città ospitano nuove funzioni e nuove tipologie (i musei, i teatri vengono ripensati etc).
- Le catastrofi (es. incendio a Londra 1666, il terremoto di Lisbona 1755) diventano occasioni di studio per migliorare le forme costruite, ad es. per la prima volta le epidemie riescono ad essere contenute dai militari.
- L’urbanistica: La pianificazione urbanistica in senso stretto nacque a metà 700 dal pensiero illuminista francese. La città diventa un ambito specifico della progettazione e delle riflessioni progettuali, la città cambia rapidamente così come le trasformazioni sociali, economiche, tecnologiche, scientifiche. Si vuole proporre un’immagine di controllo sempre più ampia, coordinata ed efficace. Il territorio diventa dominabile dagli ingegneri e dal loro sapere progettuale.
Carattere: L’architettura deve rappresentare una società complessa, l’architetto deve manifestare il carattere, la funzione, il rango, il ruolo dell’edificio.
- Tema dell’abbellimento rispetto al contesto urbano: interventi puntuali nel tessuto urbano, soprattutto in Francia (place royale: il re proclama la sua autorità attraverso la regolarità dello spazio urbano) e Inghilterra (square). In seguito avverrà uno slittamento di termine su grande scala, a livello urbano, a livello di salubrità e razionalità e tecnologia.
Maggior mobilità di idee e testi e trattati: la società è più mobile, consuma e legge di più, i trattati si popolano di immagini (Perrault).
- Il metodo razionale di Durand al politecnico diventa metodo comune per tutti gli ingegneri, spinta alla semplificazione e razionalizzazione dei metodi e degli elementi del processo progettuale.
- Il pittoresco, il giardino all’inglese, l’architettura di paesaggio, i nuovi temi del bello e sublime.
L'influenza di Roma
Contesto: Roma nella prima metà del XVIII secolo diventa grande centro di interesse culturale e architettonico per gli architetti di tutta Europa, sia grazie alla presenza del Grand Prix nelle accademie e del Grand Tour, sia grazie all’influenza di Piranesi sugli architetti neoclassici, grazie alla capacità evocativa delle raffigurazioni dei monumenti della Roma antica e moderna. La città divenne meta obbligata per la formazione e influenzò il linguaggio neoclassico di architetti provenienti da tutta Europa, al tempo si reperivano qui i repertori della Magna Grecia che spesso ancora non erano accessibili. Gli architetti del 700 si dedicarono alla progettazione di smisurati edifici pubblici con colonnati o cupole e piante complesse, rifiutando la vivacità e i ricchi ornamenti barocchi, incompatibili con la purezza stilistica e l’immediatezza espressione della struttura, considerata essenziale.
Piranesi
Egli fu il principale catalizzatore di questo processo. È l’artista che maggiormente si preoccupò di stimolare il potere evocativo delle rovine. Si forma a Venezia (contesto: scenografia Barocca e pittura vedutista) e i suoi primi approcci rimandano al linguaggio barocco. Nel 1740 si trasferisce a Roma e entra in contatto con la “veduta ideata”, un tipo di pittura in cui venivano unite composizioni immaginarie dei monumenti della Roma antica riprodotti con accuratezza. Tre anni dopo pubblica il suo primo libro di incisioni e prosegue la sua carriera con diversi progetti e raccolte di tavole. Un’altra importante influenza per Piranesi fu Napoli, che quasi sicuramente visitò, in particolare per gli scavi di Ercolano iniziati nel 1738. Dalla metà del secolo la sua posizione di fautore della romanità fu scossa dalla fazione filo-greca rappresentata da studiosi, archeologi e architetti come Winckelmann, Laugier etc. I suoi scritti e le sue incisioni continuarono comunque a esercitare influenza a livello europeo, ad es. su Soane, Dance. I suoi progetti architettonici hanno meno fortuna e minor influenza. Essi erano permeati di fecondo eclettismo, di cui ne era consapevole, di una fantasia creativa e di una passione per continue sperimentazioni. Egli aveva una fede illuministica nella possibilità di creare un nuovo mondo ideale tornando ai principi fondamentali, questo punto di vista influenzò anche lo stesso Winckelmann.
Inghilterra
Il pittoresco
Gli aspetti che contribuirono alla nascita del pittoresco furono: il Grand Tour, l’archeologia e le rovine, la nascita delle ricerche sistematiche dell’antichità greca. Si ripercuote in ambito pittorico e architettonico, sia nella progettazione di edifici che di giardini. Con il pittoresco l’architettura inizia ad essere considerata per le sue potenzialità narrative ed evocative, inoltre si inizia a dare un risalto nuovo all’architettura in quanto parte di un ambiente, non solo fisico (rurale o urbano), ma anche storico. Un nuovo modo di affrontare l’architettura fu l’apprezzamento delle rovine e la realizzazione di rovine “nuove”. Molti degli architetti di questo contesto, come Soane, iniziarono a rappresentare ad acquerello o con disegni le proprie architetture immaginandole con le alterazioni e il degrado che il tempo avrebbe provocato fino a farle divenire rovine.
Il sublime
Contesto: L’industrializzazione sta cambiando i paesaggi che per anni erano stati incontaminati. Il sublime definisce nuovi valori rispetto al paesaggio, il sublime affascina e colpisce i sensi in ragione di una violenza e capacità di catturare una sensibilità, il sublime investe le arti e l’architettura e viene tradotto in forme, esso contribuisce all’ampliamento del diapason espressivo, a una costruzione di un nuovo linguaggio.
Adam Robert
Compie un Grand Tour e passa per Roma, rimane affascinato dalle rovine e stringe amicizia con Piranesi. Vasta attività nelle campagne ma anche a Londra, come il centro residenziale con magazzini sul Tamigi, interessante per l’invenzione tipologica oltre che per il linguaggio neoclassico presente in molti dei suoi progetti: l’antichità diventa propulsore di un linguaggio progettuale che interpreta in modo innovativo la città che si sta trasformando e che ospita nuovi cantieri.
Soane
Era l’allievo principale di Dance, essi erano interessati a creare la “poesia dell’architettura”. La banca di Inghilterra, di Soane e Dance, è un’architettura libera da ogni costrizione in cui gli ornamenti del linguaggio classico sono ridotti a un sistema di incisioni e scanalature che definiscono spazi illuminati dall’alto, dando vita ad effetti poetici. Casa museo di Soane, 1792-1824 a Londra: gusto eclettico ben evidente sia nell’articolazione di facciata che degli spazi interni. Gli ambienti interni ospitano le opere d’arte antiche e moderne della sua collezione. Il gioco architettonico su diversi livelli prevede illuminazioni dall’alto, specchi ed elementi di complessità scenica, così come continue allusioni all’antico e alle rovine (che studia a Roma, nella stessa occasione conosce Piranesi) che fanno dell’edificio il vertice del pittoresco nell’Inghilterra neoclassica. La Breakfast room presenta una bassa cupola a pennacchi staccata dalle pareti a ogni estremità tanto da sembrare un baldacchino.
I giardini all’inglese
La natura è un nuovo campo di azione, i giardini sono occasione di abbellimenti. Confronto con l’approccio francese (vedi i giardini di Versailles): razionalità, controllo, economicità, rigore, assialità VS disordine, sublime, irregolarità. Nascono gli architetti del paesaggio specializzati in elementi vegetali: Tra le suggestioni: il pittoresco, la cultura orientale (cinese soprattutto), le rovine. I giardini si popolano di tempietti, elementi decorativi, rovine che rispecchiano il gusto per le scoperte archeologiche, grotte, serre con materiali innovativi come il vetro.
Il palladianesimo
Contesto: Se in Italia si è assistito al desiderio di scoprire i segreti della progettazione e delle tecniche costruttive degli antichi, in Inghilterra questa aspirazione non attecchì. Ciò è spiegabile analizzando la storia inglese: l’arrivo del Rinascimento in Inghilterra aveva subito una forte battuta di arresto a causa della Riforma che portò all’isolamento dell’Inghilterra rispetto a gran parte del continente, ma soprattutto a Roma e il papato. La rottura culturale e religiosa fece sì che all’Inghilterra, nel primo Settecento, mancasse molto terreno da recuperare nell’assimilazione degli ideali classici del Rinascimento italiano. Un modo di interpretare il movimento neoclassico in Inghilterra è quello del tentativo di rimettersi in pari con quegli ideali. L’Inghilterra dunque vive il gotico ma non il rinascimento, fino a quando Inigo Jones non importa l’architettura di stampo rinascimentale nel paese attraverso la collezione delle opere di Palladio.
La riscoperta del palladianesimo avviene anche grazie alle iniziative private di aristocratici che finanziano viaggi e studi di Palladio. Anni dopo, Campbell raccoglie i lavori di Inigo Jones e pubblica il “Vitruvius Britannicus” con l’intento di trovare un linguaggio identitario del paese i cui riferimenti si ritrovano nel modello palladiano e nel classicismo: considerati i più pertinenti all’instaurazione di una monarchia costituzionale e del protestantesimo come ortodossia nazionale. I suoi volumi divennero i pilastri dello stile neopalladiano: concepiti come testimonianza degli edifici moderni, sia pubblici che privati, dello stato, in cui veniva sottolineata la superiorità della “semplicità degli antichi” rispetto alle forme “ricercate e arbitrarie” del Barocco. Egli diventa uno dei principali esempi di questa nuova moda che si diffonderà prima in tutta Inghilterra, poi grazie a lui, anche in altri stati europei e in America: qui in particolare viene ritenuto il fondatore dell’architettura georgiana e il linguaggio palladiano verrà preso come riferimento da architetti come Jefferson per esprimere il linguaggio democratico dell’America (vedi casa di Monticello per il presidente). Il palladianesimo si diffonde anche in Francia, nei territori tedeschi e in Russia, presso la corte di Caterina II. Dai modelli palladiani si riprende: la simmetria, l’idea di un corpo centrale di rappresentanza e quindi l’idea di gerarchia, la centralità della pianta, l’ispirazione all’antico e ai templi.
Lord Burlington (Richard Boyle) e William Kent
In quest’ottica si possono comprendere le attività di Kent, artista dall’impareggiabile conoscenza della cultura italiana. Egli aveva studiato a Roma e qui conobbe il conte di Burlington, un uomo mecenate che voleva far rinascere le arti in Inghilterra attraverso l’aiuto di Kent.
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