Appunti dia.s. 2021/2022
Comunicazione della scienza
Prof. Marco Bresadola, UniFe
Rebecca Stella
Lezione 2
Lo statuto speciale della scienza
Grazie ai dati di Observa e i dati di Eurobarometro possiamo vedere che la maggior parte dei cittadini italiani attribuisce alla scienza uno statuto speciale come fonte di conoscenza. Ha uno status di autorevolezza ma anche di complicato. Scienza = tutte le forme di conoscenza certificata del mondo e degli esseri viventi in tutte le sue articolazioni. Uno dei motivi per cui la scienza gode ancora dello statuto privilegiato deriva dal metodo, dalle regole, da istituzioni a cui noi attribuiamo fiducia.
Comunicazione della scienza vs comunicazione politica
Nella scienza è norma il fatto che occorre tenere presente di tutti i dati disponibili, soprattutto dell’evidenza e dei dati contrari alle ipotesi che avanzano, mentre invece nella politica spesso si prende solo una parte dell’evidenza che è quella che serve poi per costruire le argomentazioni a favore di una certa tesi. Nella scienza l’idea è quella che le teorie che si formulano sono sempre provvisorie e passibili di miglioramento o eliminazione, mentre invece nella politica le tesi sono spesso assunte come categoriche, che non possono essere messe in discussione. Nel campo scientifico il linguaggio è molto preciso e tecnico, matematico, mentre invece il linguaggio della politica è ricco di metafore, ambiguità. Quando si comunica la scienza bisogna seguire le stesse norme che segue la scienza al suo interno per raggiungere la conoscenza della realtà. Lo statuto della scienza è un po’ in crisi, molte persone pensano che essa sia responsabile dei problemi ambientali, ad esempio, o si attribuiscono erroneamente affermazioni a scienziati.
Cinque parole chiave della comunicazione scientifica
- Divulgazione
- Deficit
- Dialogo
- Engagement
- Scienziati visibili
Le domande della comunicazione scientifica
- Di chi è la scienza oggi?
- Chi decide sulla scienza?
- Come circola, si diffonde, si usa, ci si impadronisce della scienza?
- Chi parla di scienza?
La scienza comunica e ha bisogno di comunicare. Ma non ci sono gli scienziati e i media. Moltissimi attori comunicano la scienza o le sue rappresentazioni culturali, con o senza l’intermediazione di giornalisti, educatori o ricercatori.
Lezione 3
Le origini della scienza moderna, le origini della comunicazione scientifica
Comunicazione interna = comunicazione che avviene tra gli scienziati, attraverso le riviste scientifiche, luogo dove la scienza viene comunicata all’interno della comunità scientifica.
Le origini
Galileo vive la rivoluzione scientifica.
“Ma sopra tutte le invenzioni stupende, qual eminenza di mente fu quella di colui che s’immaginò di trovar modo di comunicare i suoi più reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona, benché distante per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo? Parlare con quelli che son nell’Indie, parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e diecimila anni? E con quali facilità? Con i vari accozzamenti di venti caratteruzzi sopra una carta” - Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632)
Parla di conoscenza della natura in un dialogo in lingua toscana, cosa non comune ai suoi tempi. Prende questa decisione perché la sua opera si rivolge a un pubblico che non appartiene solo alla cerchia della comunità degli studiosi dell’epoca, più ampio. Sceglie il dialogo perché permette un tipo di comunicazione diversa rispetto al saggio o al trattato, usati principalmente per la comunicazione scientifica. Nel dialogo di Galileo i tre personaggi sono persone realmente esistite e morte qualche anno prima. Sagredo: ascolta gli argomenti di Salviati, difensore della teoria copernicana, e di Simplicio, difensore della teoria tolemaica. Discutono a vantaggio di Sagredo, che non era uno scienziato, ma un mercante → così Galileo porta la sua idea di pubblico. Gli scienziati ai tempi erano anche filosofi, infatti Galileo diventa matematico e filosofo del Granduca di Toscana. Intorno al 1830 la parola scienziato viene introdotta nella lingua inglese.
La scienza moderna (XVI-XVII secolo)
- Accessibilità (stampa, lingua volgare, apertura alla tecnica = letteratura per i tecnici che insegna come produrre oggetti, come lavorare i materiali)
- Organizzazione (accademie = luoghi di ritrovo in cui alcune persone si ritrovano per condividere le conoscenze → una delle prime in Italia è l’accademia dei Lincei)
- Circolazione (periodico scientifico → Royal Society)
- Libri: Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (Galileo Galilei, 1632), Intrattenimenti sulla pluralità dei mondi (Bernard de Fontenelle, 1686), Il newtonianismo per le dame, dialoghi sopra la luce e i colori (Francesco Algarotti, 1737)
- Luoghi: museo di Ole Worm (1655) → i primi musei nascono per collezionare oggetti; Nollet nella sua stanza faceva vedere i fenomeni elettrici; i caffè; le piazze ecc
- Stampa quotidiana e periodica
Lezione 4
La nascita della scienza accademica, la comunicazione della scienza nella fase accademica
Origine della scienza accademica = trasformazione della scienza che coincide con il XIX secolo, l’800. La scienza subisce alcuni cambiamenti importanti, sintetizzati con il termine scienza accademica.
La scienza accademica (XIX secolo)
- La scienza come professione (stipendio, luogo in cui operare)
- La nascita della figura dello scienziato
- L’emergere dell’ethos scientifico = corpo di norme e di valori che definiscono lo scienziato e la pratica scientifica
Nella fase accademica, la comunità scientifica è costruita sulla condivisione di norme e valori che sono istituzionalizzati e che ne costituiscono l’ethos. I valori individuati dal sociologo Robert Merton sono cinque (CUDOS = fama, prestigio):
- Comunitarismo
- Universalismo
- Disinteresse
- Originalità
- Scetticismo sistematico
La comunicazione nella scienza accademica
- La comunicazione nelle istituzioni → Royal Institution, Humphry Davy
- Un nuovo pubblico per la scienza
- La scienza e lo stato → esposizione universale
- La scienza del popolo → “appianare ai nostri concittadini con una raccolta periodica la più pronta cognizione di quella parte di vero che dalle ardue regioni della scienza può facilmente condursi a fecondare il campo della pratica, e crescere sussidio e conforto alla prosperità comune ed alla convivenza civile” - Carlo Cattaneo, Il politecnico, vol 1
Lezione 5
La divulgazione e il modello di deficit, divulgatori e giornalisti scientifici
Il modello di deficit
Modello che si sviluppa a partire dalla seconda metà dell’800 e prevale per quasi tutto il XX secolo. Si basa su alcuni presupposti che riguardano la scienza, il pubblico e la comunicazione:
- Conoscenza scientifica come oggettiva e astorica
- Scienza come istituzione chiusa
- Scienza come depositaria di un sapere “alto”
- Il pubblico è omogeneo e passivo
- La comunicazione è un processo unidirezionale
Il messaggio scientifico è tradotto dal complesso al semplice e in questo processo è inevitabilmente degradato, semplificato, banalizzato.
La nascita del giornalismo scientifico
“Veri e propri discendenti di Prometeo, i divulgatori scientifici prendono il fuoco dell’Olimpo della scienza, i laboratori e le università, e lo portano giù agli uomini” - William L. Lawrence (science writer del New York Times nel dopoguerra)
- 1928: James Gerald Crowther diventa il primo corrispondente scientifico di un giornale britannico
- 1934: nasce negli Stati Uniti la National Association of Science Writers
- L’alleanza tra scienziati e giornalisti
Esempi di giornalismo scientifico: televisione Piero Angela e Quark; giornale online Agenda17 di Unife; video/blog Entropy for Life.
Lezione 6
La nascita della big science, scienza accademica e politica, la crisi di fiducia nella tecnoscienza
La scienza diventa big
Le due guerre mondiali e la potenza della tecnoscienza = scienza applicata alla costruzione di armi (aeroplani nella prima guerra mondiale, armi chimiche, sommergibili, missili e bomba atomica nella seconda guerra mondiale).
- Il caso di Von Braun: scienziato tedesco che durante gli anni del Nazismo ha aderito ad esso, diventa un ufficiale delle SS e viene messo a capo di un gruppo di ricerca che costruisce i primi missili. Alla fine della guerra si fa catturare dagli americani e dà a loro tutti i progetti dei suoi missili, porta con sé i suoi collaboratori, dei pezzi di missili, si trasferisce negli USA dove diventa un personaggio chiave nella tecnologia militare e presenta il progetto americano di conquista della luna
- Il progetto Manhattan = progetto per fabbricare la bomba atomica
- 4 anni (1942-1946)
- 2 miliardi di dollari
- 130.000 persone
- Centinaia di scienziati
- 30 siti tra USA, UK e Canada
Scienza e politica
- Vannevar Bush e l’intreccio tra scienza e politica: ingegnere, uno dei capi del progetto Manhattan, consigliere del presidente Roosevelt. Quest’ultimo, a guerra finita, si pone il problema di come convertire le armi fabbricate nella guerra e le conoscenze acquisite ad uso pacifico > capì l’importanza di tutto ciò e chiese a Vannevar Bush di stendere un rapporto, che si intitola Science: the endless frontier, nel quale sottolinea le grandi conquiste ottenute dalla scienza, quanto la scienza apporti benessere ecc. Da questo insegnamento trae il fatto che il governo federale dovrebbe accettare nuove responsabilità per promuovere la scienza anche nella pace; serve più istruzione scientifica. Inoltre, ci sono 5 principi che il governo dovrebbe seguire per sostenere la ricerca e l’educazione scientifica:
- Stabilità di fondi per un lungo periodo
- Amministrazione dei fondi da parte di persone che conoscono i meccanismi della ricerca
- Queste persone dovrebbero promuovere la ricerca e distribuire i fondi dandoli a organizzazioni che siano al di fuori del governo federale, ovvero nelle università e negli istituti di ricerca
- Il sostegno alla ricerca di base deve essere tale per cui le decisioni su metodi, personale, politiche e linee di ricerca possano essere prese in autonomia dalle istituzioni stesse, il governo non si deve intromettere
- Questa libertà di ricerca deve corrispondere a un controllo su come questi fondi sono spesi, quali risultati danno: controllo di cui si deve fare carico la politica
- La politica della ricerca americana nel dopoguerra: finanziamento pubblico, ricerca di base, big science, controllo politico
- La corsa allo spazio
- 1957: i sovietici lanciano lo Sputnik
- 1961: Jurij Gagarin è il primo uomo a orbitare attorno alla terra; J.F. Kennedy lancia il programma Apollo
- 1969: l’uomo sbarca sulla luna
- Il nuovo triangolo del governo della società: scienza, politica, opinione pubblica
La crisi della fiducia nella tecnoscienza
L’opinione pubblica inizia a non avere più fiducia nella scienza, si pensava che fosse diventata un fattore di resistenza al cambiamento in seguito alla vicinanza con la politica e alla nascita di movimenti insurrezionali
- Gli anni 60 nel ‘900: i movimenti di contestazione e le critiche alla scienza
- La crisi petrolifera mondiale e l’affermazione del neoliberismo (vs valore pubblico della ricerca)
- Incidenti industriali e inquinamento
- La rottura del patto tra giornalisti e scienziati
Lezione 7
Il public understanding of science, le critiche al PUS
Public understanding of science
È un modello di comunicazione della scienza nato in Inghilterra nel secolo scorso.
- Le tesi principali del PUS:
- La crisi di fiducia nella scienza è dovuta all’analfabetismo scientifico del pubblico e alla superficialità dei media → più scienza nelle scuole e nei quotidiani, più contatto tra scienziati e giornalisti
- Questa crisi di fiducia mette in pericolo il finanziamento dell’attività scientifica
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