Studiare l'economia e i modelli del passato
Studiare l'economia ed i modelli del passato per affrontare e risolvere problemi del presente e del futuro, come crisi economica, crisi demografica ed epidemie. Gli storici quindi partono dal presente con i problemi correnti, cercando come quegli stessi problemi sono stati risolti nel passato e se quelle soluzioni possono essere applicate ad oggi.
La storia come intreccio di fenomeni
La storia è il risultato di un intreccio di fenomeni di lunga durata (fenomeni che vanno avanti per molto tempo, plurisecolare) e di avvenimenti (circoscritti nel tempo, qualche anno). La storia è un intreccio di permanenze (cose che restano durante molto tempo, es. la mentalità) e di mutamenti (cambiamento radicale nell'arco di poco tempo, rivoluzione). La storia economica nasce intorno la metà dell'800, poco dopo la prima rivoluzione industriale, dopo appunto un cambiamento radicale.
Organizzazione economica: società tradizionale, semplice, elementare, su base agricola e bassa produttività (feudalesimo: si produceva solo il necessario per vivere). Sistema economico: società più raffinata che oltre alla base agricola affianca produzioni manifatturiere e mercato con domanda/offerta.
Fernand Braudel e l'interpretazione storica
Fernand Braudel, storico francese, interpreta la storia del Mediterraneo di metà del '500 in una pubblicazione cercando di distinguere piani di tempi diversi: geografico, sociale ed individuale. Geografico è un tempo quasi immobile, il tempo della terra molto lento, con trasformazioni quasi impercettibili (clima, territorio geografico). Sociale, con stati, regni, storie sociali e sopra a questo c'è un tempo individuale, quello della storia tradizionale, degli avvenimenti.
In un altro libro cerca di scrivere la storia dal Quattrocento ad inizio Ottocento sempre secondo uno schema di sovrapposizione di tre livelli. La vita materiale come stili di vita di società, l'agricoltura, l'essere nomadi ecc. Su questo piano si sviluppa l'economia di mercato, più raffinato, dove le persone iniziano a vendere e acquistare, le aziende iniziano a specializzarsi. Da qui si sviluppa il capitalismo, il terzo livello dell'economia, più raffinato e specializzato (oggetto del corso).
Il basso Medioevo
Il punto d'inizio del corso è la fine del sistema feudale e la ripresa conseguente dei mercati (nonostante esempi di città e mercati si ritrovano anche migliaia di anni fa) intorno all'anno Mille, con la nascita di sistemi economici e dell'economia di mercato, che durerà fino alla prima rivoluzione industriale. Questa porterà alla nascita del capitalismo nel 18esimo secolo. Il tutto funziona in modo simile in questo periodo creando un modello economico.
Sistema economico basato sui mercati
Il sistema economico basato sui mercati può essere osservato dalla parte della domanda (del consumatore) o offerta (le produzioni).
Domanda
I bisogni sono una cosa, la domanda effettiva un'altra, ed è determinata da tre fattori:
- Livello di redditi, formato da salari (dipendenti), profitti e interessi (titolare), rendite (proprietario terriero es.). Più è alto il livello dei salari, più bisogni riesco a soddisfare.
- Distribuzione del reddito, è caratterizzata da una forte polarizzazione (i pochi hanno molto, molti hanno poco o niente).
- Livello e struttura dei prezzi, regolati da domanda/offerta. Per esempio, la domanda di grano aumenta sempre nella società preindustriale, mentre le tecnologie agricole elementari tendevano a far rimanere l'offerta del grano sempre simile, perciò i prezzi tendono ad aumentare.
Fino al 19esimo secolo, per la maggior parte delle persone il reddito era rappresentato dal salario, che però era drasticamente basso rispetto ai prezzi dei beni, rendendo la società europea pre-industriale estremamente povera, esclusivamente capace di soddisfare (a volte) solo i bisogni principali. La caratteristica dell'Europa preindustriale (come tutte le società agricole tradizionali) è il grande contrasto tra la miseria dei molti poveri e lo splendore dei pochi ricchi. Fondamentale povertà delle società preindustriali data da una distribuzione ineguale del reddito.
Questo porta ad una notevole quantità di mendicanti. I poveri assoluti dal 400 al 600 sono tra 5-20% della popolazione delle città. Infatti, gli agricoltori poveri si spostano dalle campagne alle città in cerca di strutture assistenziali. Tutto questo incide sulla struttura della domanda.
Tipi di domanda
- Domanda di beni di consumo: cibo, vestiario, mobili.
- Domanda di servizi: riguarda i ceti benestanti, per esempio, notaio per atti di compravendita, prestazioni "mediche", chiesa.
- Domanda di beni capitali, anche immobili.
- Domanda interna privata, dei cittadini.
Più basso è il reddito più alta è la percentuale di esso utilizzata per i beni di prima necessità. La domanda di beni di prima necessità è rigida (varia molto poco) → legge di Engels. Quando diminuisce il reddito viene quasi tutto impiegato per l'acquisto di beni di prima necessità, quando aumenta la domanda dei ricchi è più varia ed articolata, o utilizzano il reddito per risparmiare. Per esempio, i vestiti sono uno status symbol dei ricchi. Solo i ricchi possono permettersi abiti sontuosi, mentre i poveri a volte sono vestiti di stracci. Questo addirittura porterà al varo di leggi suntuarie, che vietano ai nobili di girare con abiti troppo sfarzosi, perché poteva incitare il popolo alla rivolta tanto era il divario.
Altri simboli di potere delle famiglie sono pasti sontuosi e utilizzo di personale domestico. Ad influenzare la domanda sono servizi domestici, religiosi, servizi professionali (giuristi, medici) e la prostituzione (di cui Roma e Milano nel 5-600 sono i maggiori centri europei di prostituzione, frutto ovviamente di una società povera).
Il risparmio
Il buon funzionamento dell'economia richiede che:
- Vi sia a livello di reddito formazione di risparmio.
- Venga utilizzato per domanda di beni capitali e non tesoreggiato.
- Permetta a livello della promozione fisica un'adeguata formazione di beni capitali.
La società preindustriale però è caratterizzata da un basso livello di redditi, mancanza di istituzioni di risparmio (banche), tendenza a tesoreggiare perché la moneta era oro e argento. Queste risorse non immesse nella circolazione sottraggono risorse al sistema economico.
Il reddito
Il reddito è dato dalla partecipazione di una persona o del suo capitale al processo produttivo. Oltre ad essere formato, può essere trasferito in modo volontario con carità e donazione, dote o gioco, oppure in modo coatto con imposizione fiscale, saccheggio.
Domanda interna pubblica
Non è così chiaramente distinguibile. Per esempio, i sovrani non distinguono i loro patrimoni da quelli statali. Come si forma un reddito pubblico? Per la quasi totalità dal prelievo fiscale, però ha un limite la quantità di tasse che posso prelevare. Erano quattro le fonti di reddito statale:
- Tasse, dirette o indirette.
- Prestito pubblico, le cosiddette "prestanze" richieste a debito ai mercanti, spesso non restituito causando dissesti economici.
- Sfruttamento di patrimoni demaniali (boschi ecc.).
- "Signoraggio" tassa sulla monetazione, quando la moneta è creata da privati da oro e argento.
Come viene usato il reddito pubblico?
- Guerra e difesa.
- Amministrazione civile.
- Vita di corte e festività.
- Altro minore, istruzione, assistenza, opere per il territorio (bonifiche, strade, ponti).
La chiesa è un ente pubblico? Il reddito della chiesa deriva in parte dall'amministrazione del suo patrimonio e in parte da continui trasferimenti di ricchezza a suo favore volontari (donazioni e preghiere a pagamento per "conquistare il paradiso") e coatti (decime, le tasse alla chiesa di Roma).
Domanda estera
Scambi tra diversi sistemi economici (import/export) di beni e servizi (noleggio di navi es.), movimenti di capitali e di metalli preziosi da e verso l'estero.
Offerta
I fattori della produzione sono terra (proprietari terrieri, reddito → rendita), capitale (ceto medio, reddito → interessi) e lavoro (la massa lavoratrice, reddito → salario).
Lavoro
Tutti i componenti di una popolazione sono consumatori ma non tutti sono dei produttori. Popolazione attiva: coloro che producono e consumano. Popolazione dipendente: consumano soltanto. Rapporto tra le due: rapporto di dipendenza.
Demografia e struttura della popolazione
Tassi di natalità e di mortalità, immigrazione ed emigrazione determinano struttura per età della popolazione. Nelle società preindustriali era molto elevata la natalità, anche la mortalità infantile (0-5 anni) causa dello scarso livello igienico-sanitario dell'epoca, e vedendo la piramide d'età si nota una base molto ampia e via via diminuisce. Questa conformazione della popolazione costringe a far lavorare anche i bambini e spesso gli anziani finché riescono. Per esempio, invece nelle società industriali la fascia attiva (20-50) è molto ampia, a causa di una riduzione delle nascite ma anche di mortalità infantile. La popolazione dipendente nelle società industriali è rappresentata da giovani 0-14 per il 65-70%, mentre in quelle preindustriali rappresentano quasi il 90%, simbolo che con la rivoluzione industriale la dipendenza si sposta verso gli anziani.
Il problema principale diventa (preindustriale) allevare famiglie molto numerose, e questa situazione porta ad un elevato numero di abbandoni di fanciulli o infanticidio (% di abbandono vicino al 10%).
Settori dell'offerta
Agricoltura
La popolazione attiva impiegata nell'agricoltura varia tra 65-90%, ma nonostante ciò le scarse tecnologie non permettono una alta produttività, inoltre le cattive condizioni di vita non permettono ai contadini grandi energie per coltivare. Inoltre il contadino per sopravvivere deve svolgere altri mestieri (pluriattività).
Qualità e quantità del lavoro
I contadini non lavorano nelle numerose festività, con condizioni meteorologiche sfavorevoli, nella stagione fredda, e comunque la giornata si sviluppa tra alba e tramonto (no illuminazione artificiale). Le condizioni fisiche e di istruzione non aiutano → quantità di lavoro scarsa. Nei centri urbani ci sono le corporazioni, che riguardano più però il settore manifatturiere. Sono associazioni che "tutelano" ed istruiscono i lavoratori, spingono l'apprendistato, spesso gestivano attività assistenziali (incidenti o infortuni, welfare), o stabiliscono prezzi e salari. Nelle campagne però queste sono assenti.
Capitale
Fisico, tutti i beni economici utilizzati.
- Capitale riproducibile, dall'uomo come un macchinario.
- Capitale non riproducibile, quindi non ri ammissibile nel ciclo produttivo come le risorse naturali, sono bosco (legno come materia prima e combustibile), e la terra (coltivabile e minerali in superficie) con però dei limiti di spazio e di resa rispetto all'aumentare della popolazione.
- Fisso, beni ripetutamente usati nel corso dei diversi cicli produttivi (case, macchinari, attrezzi, mulini, anche bestiame, molto scarso e di valore utile per lavoro e concime). Capitale fisso scarso nel settore manifatturiero, importanti mulini e gualchiere (come un mulino ma muove un pistone che batte, usati per esempio per infeltrire la lana o creare la carta dagli stracci).
- Circolante, scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti. Molto più elevato rispetto ad oggi. La fluttuazione dei raccolti, carestie, epidemie, guerre e insicurezza generale spingevano gli artigiani a avere grandi scorte.
L'economia preindustriale è circolare, senza rifiuti, impiegante energie muscolare dell'uomo o pulita di piante ed animali, caratterizzata da bassa produttività.
Organizzazione produttiva
Capitale e lavoro devono essere combinati insieme in forme organizzative che variano in base a livelli culturali e tecnologici, ampiezza dei mercati e tipo dei prodotti.
Agricoltura
Prima del 1000 la forma prevalente di organizzazione del sistema agricolo è il sistema curtense, composto da due parti, una del dominus (del signore) con terreni lasciati al pascolo e la parte affidata ai servi costretti a pagare la loro parte di raccolti, di effettiva proprietà del signore. Dopo il 1000 prevalgono nuove forme di conduzione della terra: affitto e mezzadria (contratto in base al quale il proprietario terriero mette a disposizione il capitale fisso e il contadino il lavoro, e i raccolti spartiti tra i due).
Artigianato urbano
Ci sono le botteghe, con artigiani e apprendisti scarsamente salariati. Accanto alla bottega ci sono i mercanti, che forniscono la materia prima e vendono successivamente i prodotti finiti.
Produzione positiva e negativa
Produzione positiva: lavoro, risorse e capitale portano alla produzione. Produzione negativa: distruzione volontaria di uomini e di ricchezza come guerre, inquinamento e distruzione di boschi.
Teoria sulla nascita delle città
Henri Pirenne → è la teoria del portus, ovvero c’è una località in una posizione strategica, e in virtù di questo dal punto di vista economico inizia a crescere (in una foce di un fiume, un’isola lungo il fiume dove si passa spesso, un vecchio castello rimasto in piedi). Dopo l’alto medioevo iniziano questi centri a diventare anche veri centri di commercio, con porti commerciali e scambi di mercato. Valida per Paesi Bassi e Francia settentrionale. Edith Ennen → fa delle distinzioni in base al processo di urbanizzazione del basso medioevo.
- Italia, Spagna, Francia meridionale → città spesso di fondazione romana o prima, che continuano a vivere nell’alto medioevo, magari come sedi dei vescovi, che poi tornano a svilupparsi.
- Inghilterra, Francia settentrionale, Paesi Bassi, Europa centrale → città in passato meno importanti, che vanno in decadenza dopo la caduta dei romani e si ripopolano poi. A volte nate intorno a castelli utilizzati per controllare territori importanti, come in Inghilterra.
- Scandinavia e Germania → città di nuova formazione sorte in terre dei popoli barbarici che rimangono abbandonate, in cui nascono poi nuove città in punti strategici, i portus (es. Lubecca in Germania, che sta tra oriente ed Europa).
Guardando l'Inghilterra, territorio leggermente arretrato, che nel 1200 ancora continua con l’uso del feudalesimo. In particolare, si costruiscono castelli, che poi si sviluppano nel tempo, in zone di approdo di navi, arrivo di mercanti. Molti contadini che abbandonano le campagne per popolare questi nuovi villaggi che nascono in un nuovo villaggio costruito intorno al castello. Il villaggio viene anche poi fortificato creando di fatto uno spazio urbano. In questi centri in sviluppo, i contadini che si trasferiscono iniziano ad imparare nuovi mestieri (manovali, costruttori, oste). I centri in crescita, quindi, attirano nuovamente nuove persone. Fuori dalle città nell’intorno nascono i borghi, dove venivano relegate le attività economiche sgradevoli, come i conciatori di pellame o i fabbri che fanno rumore. Qui si sviluppa una nuova classe sociale. Dalle tre categorie (chi prega, chi lavora, chi comanda), la classe di chi lavora si stratifica, dividendo i contadini, da per esempio fabbri, artigiani, piccoli mercanti. Questi sono i borghesi: popolo dei borghi, classe importantissima nei secoli.
Le città attirano perché qui i contadini trasferiti hanno la possibilità di fare un’ascesa sociale. Magari diventa artigiano, poi apre la sua bottega e prende apprendisti, diventando un piccolo nobile. Alla fine del tredicesimo secolo alcune città italiane come Firenze, Padova, Brescia e Bologna iniziano a proibire l’“acquisto dei contadini” e aboliscono la servitù della gleba e concedono la libertà ai servi che si trasferiscono nelle città.
La geografia delle città medievali
Guardando la carta dell'Europa si notano dei punti di maggior presenza di città grandi: l'Italia settentrionale, con una concentrazione di grandi città molto importante, e le Fiandre, i Paesi Bassi. In Italia importante Palermo, città molto grande punto di riferimento per i commerci nel Mediterraneo, importanti anche Genova, Amalfi, Pisa e Napoli. In Inghilterra importante solo Londra, e verso oriente la odierna Istanbul (Costantinopoli o Bisanzio all’epoca). Nel resto d’Europa, notiamo Parigi, Siviglia, Granada e Praga (capitale del sacro romano impero).
Il trionfo della classe borghese
Nel basso medioevo mercanti, professionisti, artigiani, e soprattutto notai, elaborano una propria cultura rispetto al mondo rurale → si assiste al trionfo politico e sociale della classe borghese. Inizialmente l’amministrazione che dopo la caduta dei romani era in mano ai vescovi, nel basso medioevo subentrano i borghesi. Le città diventano un universo composito, troviamo ora anche i monaci francescani, al fianco dei poveri negli spazi urbani. Nascono strutture architettoniche, cattedrali, mura, il palazzo comunale o del potere civico, torri, piazze del mercato, e le prime università. Diventano anche quindi centri culturali.
Le città medievali e il loro controllo territoriale
Delle città più importanti allargano la propria influenza nelle zone circostanti sconfiggendo gli ultimi signori feudali. Le città vanno a controllare piano piano delle zone più piccole, delle città minori fino a controllare anche le campagne. La città è al vertice di una gerarchia urbana. Le istituzioni politiche e il mercato (il simbolo del centro della zona) rimangono nella città centrale e tutti i produttori sia dalle campagne controllate che nella città vanno a vendere i loro prodotti al mercato della città centrale (sistema dei luoghi centrali). Per la prima volta anche i prodotti dei paesini più piccoli e remoti si ritrovano inseriti in una rete commerciale ad ampio raggio. Infatti, queste città che ora controllano territori, commerciano tra di loro in una rete più ampia.
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