Estratto del documento

Psicologia sociale

Che cos'è la psicologia sociale?

“Psicologia sociale” è un’etichetta che indica studiosi e attività diverse. Nel 1908 vennero pubblicati i primi due volumi dal titolo “Psicologia sociale”: uno ad opera di uno psicologo, William McDougall, e l’altro ad opera di un sociologo, Edward Ross. I due volumi indicano in modo chiaro le differenze ancora esistenti tra la psicologia sociale psicologica e la psicologia sociale sociologica.

Gordon Allport (1968), uno dei padri della psicologia sociale, ha definito la psicologia sociale come “il tentativo di spiegare come il pensiero, i sentimenti e i comportamenti delle persone sono influenzati dalla presenza reale, immaginata o implicita di altre persone”. Non è necessariamente fondamentale la presenza degli altri, perché è possibile studiare la mente e l’interazione anche al di fuori dell’interazione stessa.

Psicologia sociale psicologica

McDougall sosteneva che per spiegare come la società influenza gli esseri umani è necessario studiare la base originaria della mente e a tale scopo, egli utilizzava ampiamente il concetto di “istinto” inteso come una disposizione innata che induce l’individuo a percepire e rispondere agli oggetti in modo specifico o a “provare l’impulso verso tali azioni”. Successivamente gli psicologi sociali hanno abbandonato il concetto di istinto e predisposizione innata, sostituendolo con quello di “atteggiamento” visto come predisposizione appresa. Dunque, fin dalle origini, la psicologia sociale psicologica centra l’attenzione sui processi psicologici, e considera i fattori sociali in termini di forze che intervengono per influenzare/distorcere i processi psicologici intraindividuali. L’unità di analisi nella psicologia sociale psicologica è infatti l’individuo.

Psicologia sociale sociologica

Hewitt (1996) definisce la psicologia sociale sociologica come quella psicologia sociale che “tratta la struttura sociale, la cultura, i ruoli, i gruppi, le organizzazioni e i comportamenti collettivi non come ambienti nei quali vive l’individuo, ma anche come realtà in sé”. Lo scopo finale non è spiegare cosa fanno gli individui e perché, ma capire come la vita sociale sia possibile, come funzioni e come cambi nel tempo. L’unità di analisi è sociale, non più individuale.

Differenze tra le due psicologie sociali

Le due definizioni si riferiscono a prospettive di studio dell’attività umana che si differenziano nettamente con riferimento a quella che si ipotizza essere la “causa principale” di tale attività. Nella psicologia sociale psicologica l’attenzione è focalizzata sull’individuo, in quella sociologica è focalizzata sul gruppo o addirittura sulla società. In quella psicologica si cerca di comprendere il comportamento sociale dell’individuo mentre in quella sociologica si tenta di analizzare soprattutto variabili sociali. Nella psicologia sociale psicologica uno degli obiettivi fondamentali è quello di prevedere il comportamento, mentre in quella sociale sociologica l’obiettivo principale è quello di descrivere quello che succede. Nella psicologia sociale psicologica il metodo principale è quello dell’esperimento perché permette di stabilire la causalità, le relazioni causali tra le variabili mentre nella psicologia sociale sociologica si utilizza l’osservazione. I due orientamenti teorici hanno avuto origine entrambi negli Stati Uniti, in modo indipendente e la psicologia sociale psicologica è quella che ha avuto uno sviluppo maggiore e costituisce tuttora la prospettiva dominante (Mainstream).

Radici storiche

L’interesse per la natura sociale dell’uomo è certamente antico e già molti secoli prima della nascita della psicologia sociale molti autori (filosofi, storici, politici) se ne sono occupati. Tendevano a spiegare la natura sociale dell’uomo in base ad ampie e semplici concettualizzazioni basate su principi unitari:

  • Il principio di utilità: L’edonismo di Epicuro ed Aristippo, sostenuto da Hobbes e Smith, è stato chiamato “Principio di utilità” da Jeremy Bentham che fu colui che lo mise anche in relazione alla psicologia sociale. L’idea è che l’uomo agisce per ottenere piacere ed evitare dolore. Quindi ogni volta che deve scegliere una linea di azione, l’individuo applicherebbe il “calcolo edonistico” che consiste nello stimare il piacere che può derivare dalle diverse condotte alternative a disposizione e sceglierebbe la condotta che garantisce il massimo piacere. Si sceglie, si valuta che il piacere superi il dolore, non che ci sia piacere senza dolore. Quindi l’uomo è un essere essenzialmente razionale che valuta sempre costi e benefici.
  • Il principio del potere (egoismo): Thomas Hobbes, pur essendo edonista, sosteneva che per ottenere piacere l’uomo deve ottenere prima di tutto il potere sugli altri. Così giunge a sostenere che l’unica motivazione umana è “il desiderio di avere sempre più potere”. Hobbes crede che la vita sociale sia resa possibile in quanto gli uomini si sottomettono al “potere comune” dello stato. Già nel 1651 Hobbes considera il condizionamento dei sistemi di comunicazione e la creazione delle ideologie come forma di potere. Se la ricerca del potere è la principale motivazione umana, l’ordine sociale è reso possibile solo dalla presenza di un potere che sovrasta i poteri individuali, che agisce come minaccia comune, ad esempio lo Stato che Hobbes chiama Leviatano.
  • Il principio relazionale (simpatia, imitazione, suggestione): Il principio relazionale è una visione estremizzata dell’uomo come dominato dalla motivazione all’amore ed all’affiliazione nei confronti di altri esseri umani (motivazione che avrebbe la sua origine nella relazione madre-bambino). Su questo fronte si collocano tre tipi di spiegazioni basate sulla componente affettiva (simpatia), componente intenzionale (imitazione), componente cognitiva (suggestione). Smith, Spencer, Ribot utilizzavano la simpatia come spiegazione della natura sociale dell’uomo. Tarde, invece, sostiene che la società è imitazione vista come uno strumento ipnotico e onirico nel quale la mente della persona è dominata dalle immagini del modello imitato. Secondo Tarde, dato che la tendenza all’imitazione è innata ciò che richiede una spiegazione non è la conformità, ma l’innovazione, che deriva dal conflitto che si crea quando vengono imitati modelli diversi. Il concetto di suggestione si differenzia rispetto a quello di simpatia e imitazione per la maggiore importanza data alla componente cognitiva del fenomeno. McDougall (1908) sottolinea che si può parlare di suggestione quando una persona accetta le affermazioni di un’altra in assenza di ragioni logicamente valide, ritenendo che ciò sia possibile in quanto nella persona si attiverebbe l’istinto di sottomissione. Tra le diverse spiegazioni fornite per questo comportamento “irrazionale”, un ruolo particolare spetta alla dissociazione di coscienza avanzata da Sidis ovvero una separazione tra la coscienza che esercita il controllo ed il sé automatico, riflesso e subconscio. Una spiegazione diversa del fenomeno della suggestione è quella basata sul processo di identificazione secondo cui la suggestione sarebbe mediata dal processo di identificazione affettiva del suggestionato con il suggestionatore (Freud). Questa spiegazione è stata applicata in particolare per spiegare la suggestione nell’ambito di gruppi militari in situazioni di guerra per sottolineare il ruolo dell’attaccamento aggettivo nell’induzione di una condotta obbediente da parte dei subordinati.

Se le teorie filosofiche accennate rappresentano i precursori della psicologia sociale contemporanea, la psicologia sociale come disciplina moderna è nata e si è sviluppata nel contesto nordamericano subito dopo la Prima Guerra mondiale. Tale sviluppo fu stimolato dal crescente interesse della cultura Nord-Americana per i fenomeni politici che si sviluppavano in quegli anni in Europa (Comunismo in Russia, Mussolini, Hitler ed il genocidio degli ebrei) ma anche problemi che riguardavano più direttamente il contesto nordamericano (il morale delle truppe/ i tumulti razziali). La nuova disciplina, per usare le parole di Allport (1968) doveva rispondere ad una sfida: come è possibile difendere i valori della libertà e dei diritti individuali in condizioni di crescente pressione sociale e di irreggimentazione?

Principali orientamenti teorici

Il comportamentismo è un orientamento di pensiero che ha dominato la psicologia americana durante la prima metà del 900 e si è sviluppato a partire dalle ricerche sull’apprendimento negli animali. La posizione del comportamentismo era una posizione che consisteva nel rifiuto di prendere in considerazione fenomeni non osservabili direttamente, come quelli mentali o soggettivi, e nella focalizzazione dell’attenzione sui comportamenti manifesti e sul rapporto di essi con eventi ambientali. L’idea era quella di avvicinare la psicologia alle scienze fisiche. I comportamentisti negavano l’introspezione e rifiutavano l’esperienza interna, paragonando la mente umana ad una black box, scatola nera. Dunque l’attenzione doveva focalizzarsi sull’analisi degli stimoli ambientali e del comportamento manifesto. L’interesse per il comportamento come connessioni stimolo-risposta consentiva di studiare la psicologia degli uomini sugli animali.

Pavlov (1927) aveva dimostrato che il cane saliva naturalmente alla vista del cibo ma presentando ripetutamente il cibo assieme ad un altro stimolo, come il suono di un campanello, si crea un’associazione fra cibo e campanello. Il cane a seguito di questo processo saliva, in modo del tutto involontario e automatico, anche al semplice suono del campanello pur non essendo presente il cibo. Il condizionamento operante, studiato in particolare da Skinner (1938) all’interno della Skinner box, dimostrava che un piccione in gabbia che riceve un chicco di grano (stimolo) tutte le volte che becca un punto preciso della gabbia (risposta) tenderà a ripetere la risposta fino a consolidarla, mentre le risposte che non daranno lo stesso stimolo (beccare in altri punti della gabbia) verranno progressivamente eliminate. Il rinforzo positivo aumenta la probabilità di ripetizione dell’azione, il rinforzo negativo la fa diminuire quindi il comportamento iniziale diventa più frequente. I comportamentisti sostengono che tutto il comportamento umano può essere spiegato facendo riferimento ai premi e alle punizioni presenti nell’ambiente (edonismo) senza bisogno di ricorrere a pensieri come pensieri, emozioni, e così via.

Il condizionamento operante sostiene che ci siano una serie di condotte che sono determinate da produzioni spontanee dal punto di vista della persona, quindi la persona assume delle condotte casualmente nel suo ambiente, a cui corrispondono delle conseguenze che possono essere positive o negative. In base alle conseguenze che si avranno, le risposte verranno o consolidate o estinte. Il bambino ad esempio acquisisce il repertorio comportamentale in base ai premi e punizioni che riceve dai genitori. Inoltre l’apprendimento può avvenire semplicemente sulla base dell’osservazione dei rinforzi ricevuti da altri, il cosiddetto rinforzo vicario (l’apprendimento da un modello di Bandura, 1977). L’apprendimento di condotte aggressive potrebbe derivare dall’osservazione del comportamento di altri (assimilabili all’individuo) che ottengono ricompense dopo aver messo in atto condotte aggressive. Le posizioni originarie del comportamentismo sono state modificate dal Neo-comportamentismo. I neo-comportamentisti hanno riconosciuto che il comportamento umano è troppo complesso per essere spiegato in termini di associazioni stimolo-risposta (modello S-R) ed hanno quindi riconosciuto l’attività mentale del soggetto almeno in termini di costrutto ipotetico che consente di spiegare la relazione tra stimolo e risposta, si parla in questo caso di un modello S (stimolo) O (organismo) R (risposta). C’è dunque un ruolo di mediazione dell’organismo nel rapporto tra stimolo - risposta. Quindi le condotte e le unità di analisi sono più complesse e si inizia a rendersi conto della differenza tra i comportamenti degli individui. Viene messo in luce il ruolo dell’azione e dei bisogni (drives). Inizia a diventare fondamentale vedere in generale il comportamento e l’apprendimento con una funzione adattiva, cioè come una risposta non solo agli stimoli che capitano esternamente ma a quello che è prioritario per l’organismo ovvero appunto i desideri e gli scopi. Le estensioni proposte dai neo-comportamentisti hanno rappresentato certamente un passo importante in direzione di un’accettazione dello studio dei processi interni all’organismo, evoluzione che in una certa misura ha aperto la strada al cognitivismo. Fra gli autori che hanno fornito un contributo significativo in tale direzione non va dimenticato Tolman che ha introdotto il concetto di “mappa cognitiva” cioè una rappresentazione cognitiva dei modi per raggiungere uno scopo. Il cognitivismo, propone una formula che sottolinea il ruolo attivo dell’organismo nel selezionare stimoli e risposte. O (organismo) S (stimolo) O (organismo) R (risposta).

Il cognitivismo

L’orientamento cognitivo si differenzia dal comportamentismo ed è rappresentato dalla formula O (organismo) S (stimolo) O (organismo) R (risposta) per indicare che gli stati interni dell’organismo non hanno un ruolo di semplice mediazione fra stimolo e risposta ma hanno da un lato un ruolo attivo di selezione degli stimoli ai quali si presta attenzione e di quelli che vengono ignorati e dall’altro di selezione delle risposte che vengono fornite. Quindi i cognitivisti si focalizzano sul contributo attivo dell’organismo conoscente. La prospettiva cognitiva si è inizialmente sviluppata parallelamente al comportamentismo e solo dopo la metà degli anni sessanta è divenuta la prospettiva dominante in psicologia sociale. Nella storia della prospettiva cognitiva è possibile individuare tre fasi del cognitivismo soprattutto in psicologia sociale:

  • I fase: È una fase caratterizzata dai contributi di autori che sono considerati i “padri” della psicologia sociale, tutti estremamente legati alla psicologia della Gestalt che partiva dallo studio della percezione, come Lewin, Heider ed Asch ed influenzati dai fattori dinamici o, meglio ancora, motivazionali quindi dal concetto di mente come agente regolato da scopi. Gli psicologi della Gestalt come Kohler, Koffka e Wertheimer, cercavano di spiegare come è possibile che le persone, poste di fronte ad una serie di stimoli separati, come tre punti neri su un foglio, possano arrivare a vedere una configurazione dotata di significato, come un triangolo. Nel cognitivismo della I fase, essendoci una forte influenza dalla Gestalt, l’idea era che la percezione di ogni cosa, sia fisica che sociale fosse rappresentata da un insieme di stimoli elementari, che non restano fini a sé stessi ma creano delle configurazioni significative che danno luogo ad un oggetto significativo alla luce del fatto che “il tutto è superiore alla somma delle parti”.

Quindi secondo i gestaltisti il processo percettivo non è un mero rispecchiamento della realtà fisica attraverso gli organi di senso ma è un processo costruttivo di imposizione di schemi mentali sulla realtà esterna dettati dalla propria conoscenza e propri bisogni, scopi e desideri. Le situazioni sono conseguenza delle relazioni dinamiche tra gli elementi, non delle loro singole proprietà. Si tratta di un modo di vedere la percezione umana che risale alla filosofia (Socrate, Hegel, Kant). Kant dice che “senza la facoltà dei sensi non ci sarebbe dato nessun oggetto, e senza la comprensione nessun oggetto sarebbe pensato”. Shakespeare fa invocare ad Amleto lo stesso principio, Amleto dice a Rosencrantz: “Bene, per te non è così; poiché non c’è niente che è buono o cattivo, ma è il pensiero che lo rende tale. Per me, essa (la Danimarca) è una prigione”, sottolineando quanto possa essere relativa la percezione in base ai propri scopi. Lewin ha esteso questo punto di vista in psicologia sociale sostenendo, in contrapposizione ai comportamentisti, che ciò che conta non è la realtà esterna ma il modo in cui il soggetto percepisce tale realtà. Il concetto centrale della teoria di Lewin è quello di campo psicologico. Campo = f(PxA).

Il campo psicologico, o spazio di vita di un individuo è l’insieme di tutti i fattori psicologicamente presenti in un dato momento ed in grado di influenzare la condotta dell’individuo stesso. Il campo si articola in due regioni principali: il mondo personale (P) composto da percezioni, conoscenze ed emozioni e la rappresentazione psicologica dell’ambiente (A). La teoria del campo pone una forte enfasi sull’impatto dei processi motivazionali su quelli cognitivi e di autoregolazione dunque la struttura del campo psicologico varia in funzione degli scopi e dei bisogni della persona anche in presenza dello stesso ambiente esterno. Un turista in un paesaggio fisico ha un’area personale molto ampia e differenziata perché è libero di concentrarsi sulle proprie sensazioni e pensieri, mentre l’area corrispondente all’ambiente sarebbe molto ridotta e relativamente poco differenziata. Nel caso di un soldato in trincea invece, l’area personale sarebbe molto ridotta, mentre quella dell’ambiente molto ampia e differenziata.

Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 130
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 1 Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 130.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti completi per esame di Psicologia Sociale Pag. 91
1 su 130
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sbludy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Giacomantonio Mauro.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community