Sistemi informativi
Tecnologie
Un sistema informativo è un insieme di risorse umane e tecnologiche che erogano servizi agli utenti interni ed esterni all’organizzazione. Un sistema informativo aziendale è l’applicazione dell’informatica all’organizzazione aziendale. Ha come obiettivo la definizione dei processi organizzativi e distribuzione di informazioni. Definisce procedure che permettono raccolta, estrazione e distribuzione dati.
Elementi che compongono il sistema informativo:
- Dati (di configurazione, operativi, di supporto, di stato)
- Procedure (acquisizione, controllo e pianificazione)
- Mezzi per il trattamento delle info (server, stazioni di lavoro, terminali, rete)
Il sistema informativo aziendale è di natura dinamica. Ci possono essere fattori che provocano evoluzioni strutturali del sistema (interni ed esterni come vincoli dello stato). Evoluzione armonica.
Esempi di processi nella pubblica amministrazione:
- Operativo: contabilizzazione pagamenti cittadini, manutenzione strade
- Gestionale (controllo): controllo pagamenti, solleciti, monitoraggio inquinamento
- Direzionale: definizione di nuove tariffe, piani regolatori
Informatica
Anni 70: Tecnologia di produzione
Anni 80: Tecnologia di coordinamento e controllo
Anni 90: Tecnologia di intermediazione
Anni 00: Knowledge workers e globalizzazione
Dall’era industriale (paradigma: “produci e vendi”) tramite ottimizzazione, rightsizing (riduzione costi ecc.), orientamento al cliente, globalizzazione si arriva all’era dell’informazione (“percepisci e rispondi”).
Dati
Dati operativi: importi di versamenti, ore presenza dipendenti
Dati di controllo: saldi mensili, lavoro mensile
Dati di pianificazione: dati macroeconomici, indicatori generali, dati di budget
Il sistema informatico è la parte del sistema informativo dove le informazioni vengono raccolte, elaborate e scambiate mediante tecnologie. Cambia nel tempo con evolvere azienda e tecnologie. Aggiunge un aspetto competitivo all’azienda e quindi ha un impatto sull’erogazione e produzione del prodotto.
Ha una struttura a livelli (interfaccia, applicazione software, database, software, hardware, rete) caratteristiche dell’informazione. Basso costo, crea nuova conoscenza e quindi valore, asimmetricamente diffusa (vantaggio competitivo), aumenta il divario tra processi efficienti e non. La tecnologia dell’informazione ha forte impatto su servizi di credito e pubblica amministrazione, mentre basso impatto su industria leggera.
Ciclo di vita di un sistema informativo
- Pianificazione
- Fattibilità e analisi costi
- Progettazione
- Realizzazione
- Manutenzione e gestione
Processi di elaborazione
Modalità di elaborazione:
- Elaborazione interattiva (online): usata per aggiornamento e consultazione di BD. Consente accesso in linea, non aggiornamento in tempo reale della BD
- In tempo reale: elaborazione sincrona con l’evento, molto rapida
- A lotti: elaborazione di grandi volumi di dati
Operazioni sulle basi di dati. (anche dette funzioni primarie) Un processo può compiere tutti o parte delle seguenti operazioni:
- Creazione (I) nuova registrazione
- Lettura (R)
- Modifica (M)
- Cancellazione (D)
Classificazione di categorie dei processi:
- Aggiornamento-updating (mantenere stato della BD coerente con mondo reale)
- Interrogazione-inquiry (permette di consultare la BD)
- Reporting (fornisce resoconti su attività)
Struttura dei processi
Funzione: processo di elaborazione attivabile singolarmente
Moduli: serie di funzioni e quindi serie di operazioni
Programmi: realizzazione di funzioni tramite linguaggi
Base di dati
È una raccolta di dati memorizzati e organizzati in livelli (regola 80-20).
Altra suddivisione dei dati:
- Dati dei clienti (CLI): codice cliente, nome e indirizzo
- Dati dei conti correnti (CC): codice cliente, numero CC
- Operazioni sui conti correnti (OP) numero CC, numero operazione, tipo operazione ecc.
Famiglie di dati:
- Dati di stato: anagrafiche con caratteristiche fisse, attributi che restano inalterati per un periodo lungo derivanti da proprietà strutturale dell’oggetto
- Dati sugli eventi: descrivono gli estremi delle operazioni, transazioni
DBMS sono interfacce generalizzate che permettono la condivisione dei dati tra processi.
Ruoli:
- Forniscono un linguaggio standard per descrivere lo schema della BD (data description language - DDL)
- Forniscono una sintassi standard per accedere alla BD (data manipulation language - DML)
SQL è sia DDL che DML. DBM: interfaccia che garantisce esecuzione dei programmi (database manager). FM: attiva l’accesso fisico agli archivi magnetici (file manager).
Tipologie:
- Relazionale: schema relazionale, linguaggio (sia DML che DLL) è SQL. Ogni tabella contiene un tipo di registrazione e ogni riga corrisponde ad un esemplare di registrazione.
- Altri: gerarchico, reticolare, ecc.
Architettura dei sistemi informativi
Sistemi di supporto operativo
Supportano gli scambi informativi tra processi operativi, della stessa azienda e di diverse aziende. Serie di funzioni che interagiscono con le basi di dati. Le informazioni utilizzate sono sempre divise in stato ed evento.
Transazione si intende lo scambio di beni, servizi o info fra due unità economiche (organizzazioni, unità o individui). L’informazione di transazione descrive lo scambio contenendo i contraenti, i termini e i presupposti. (Esempi: scambi e contratti fra impresa e ambiente esterno, movimenti oggetti fisici).
Proprietà:
- Dati identificativi: permettono di individuare la singola transazione (chiave trans, data, casuale)
- Attributi: descrivono il contenuto specifico della transazione
Comprendono due categorie di funzioni di elaborazioni:
- Funzioni dirette: elaborazioni attivabili dall’utente finale (registrazione delle transazioni)
- Funzioni d’amministrazione del sistema (gestione archivi, profili utenti, funzioni di sicurezza)
Scomposizione delle applicazioni del SI
È l’insieme delle applicazioni IT in un’azienda che può essere diviso in 3:
- Portafoglio direzionale (1): comprende applicazioni informatiche a supporto dei cicli di pianificazione strategica (per la pianificazione e controllo direzionale, come budget, reporting).
Caratteristiche applicazioni direzionali:
- Funzioni principali: presentazione dati secondo diverse viste, confronto tra indicatori
- Azioni sui dati: solo lettura, aggregazione di dati, multidimensionalità
- Componenti principali: base di dati
- Portafoglio applicativo-gestionale
- Portafoglio operativo (2): comprende le applicazioni informatiche per i processi primari dell’azienda, legati al core-business, elevata specializzazione settoriale. Alta variabilità tra settori diversi. Presenza di software verticalizzato (elevata specializzazione settoriale)
- Portafoglio istituzionale (3): applicazioni informatiche per i processi di supporto, come amministrazione e gestione risorse umane e contabilità (amministrazione, HR). Alta ripetitività e bassa complessità. Elevata omogeneità tra settori. Invarianza rispetto alla natura del prodotto.
Le caratteristiche delle applicazioni applicativo-gestionali si dividono in:
- Funzioni principali: raccolta dati, automazione attività procedurali
- Azioni sui dati: accesso interattivo in inserimento, lettura, modifica, transazioni
- Componenti principali: BD operazionale, funzioni operative
Sistema gestionale classico
Sono isole informatiche autonome e specializzate. Si sono create per via della rigidità delle aziende. Si ha però problemi di eterogeneità, ridondanza dei dati.
La sua evoluzione:
- Anni 70: Primi pacchetti applicativi, bassa integrazione
- Anni 90: Integrazione tramite sistemi ERP che sono in grado di superare il problema della diversità di legislazione attraverso la localizzazione (adattamento a norme regionali). Si ha poi una riduzione dei costi di elaborazione.
ERP è il sistema informativo operazionale nativamente integrato. Ha una unica BD e processi cooperanti. Hanno come obiettivo primario la trattazione ottimale di tutte le risorse per la gestione dei processi aziendali. È un sistema flessibile e configurabile, che asseconda l’azienda nei suoi processi di evoluzione e crescita. Nato per aziende manifatturiere.
Sono presenti moduli indipendenti, ognuno che ricopre uno specifico ambito aziendale anche molto diversi fra loro: (finanziario, distribuzione, trasporti, telecomunicazioni, sanità ecc).
Flussi di base (ambiti di applicazione):
- Amministrativo: ambito con vincoli legislativi e procedure definite e articolate. Cuore del portafoglio istituzionale.
- Logistico: si occupano del trattamento dei materiali (definizione, movimentazione, costi)
- Attivo (vendite): catena di processi che permette all’azienda di interagire con il cliente
- Passivo (acquisti): catena di processi che permette all’azienda di interagire con il fornitore
- Produttivo: sottoinsieme più articolato perché il prodotto può raggiungere forte complessità
Estensioni dell’ERP
Le estensioni dell’ERP: permettono all’ERP di scambiare info con mondo esterno come il CRM (customer relationship management).
I sistemi tecnici-complementari: risolvono alcuni processi di natura tecnica, come CAD (progettazione assistita dal computer).
I sistemi di organizzazione d’ufficio complementari: trattano il lavoro degli uffici e facilitano organizzazione interna (office automation).
Struttura del portafoglio applicativo delle società di servizi
Con riferimento alla catena del valore di Porter si individuano le seguenti attività primarie:
- Processo produttivo: attività di back-office (la produzione dei servizi ne fa parte)
- Processo distributivo: attività di front-office (la distribuzione dei servizi ne fa parte)
Spesso back-office e front-office si raggruppano in un unico “processo di erogazione” del servizio in quanto facenti parte di un unico ordine.
Trasformazione dei processi
Esistono diverse strategie di trasformazione:
- Buy-Side: interazione con i fornitori (B2B)
- In-Side: processi interni per la riduzione dei loro costi e miglioramento qualità (sistemi ERP)
- Sell-Side: rivolti alla clientela (CRM)
La trasformazione di un processo deve essere preceduta da una classificazione:
- Permette di identificare i processi attuali (as-is)
- Confrontarsi con la concorrenza
- Definire i processi obiettivo (to-be)
La catena del valore di Porter
Si presta ad una classificazione dei processi in grado di appoggiarsi a diverse famiglie di tecnologie informatiche. Le classificazioni effettivamente utilizzate sono funzionali e prendono a riferimento le competenze necessarie al loro svolgimento.
Classificazione:
- Intersettoriale: a basso livello di dettaglio, come prima analisi
- Settoriale: particolare ambito
- Aziendale: specializzazione di quella settoriale
- Normative: best practice
BPR (Business Process Reengineering)
“Procedimento di innovazione organizzativa centrato sui business process”. “Innovazione organizzativa” fa intendere che il BPR porta l’azienda da A a B e che agisce sull’aspetto organizzativo dell’azienda più in particolare sul flusso delle attività (business process).
IDEA → innesto nuove tecnologie in processi esistenti. Sono sorti diversi problemi di compatibilità dei processi durante l’integrazione. Bisogna quindi pensare all’IT come un fattore di innovazione e non solo come un supporto ai processi. L’integrazione deve essere preceduta da una fase di reingegnerizzazione dei processi: BPR.
Le diverse teorie di BPR possono dividersi in:
- Fondazione teorica del BPR (Hammer)
“Il reengineering è il ripensamento di fondo e il ridisegno radicale dei processi aziendali per migliorare costi e qualità e efficienza”. Il reengineering è selettivo e radicale.
NON offre una vera e propria metodologia ma linee guida:
- Selezione dei processi
- Comprensione del processo
- Riprogettazione del processo
Esistono 3 criteri per scegliere i processi su cui intervenire:
- Cattivo funzionamento: indice di un basso livello di competitività dell’azienda
- Importanza: dipende dall’utilità del processo per il cliente finale
- Fattibilità: misura la probabilità di successo dei progetti BPR, inversamente proporzionale a impatto organizzativo del processo
Comprensione dei processi significa considerare obiettivi e esigenze del cliente e verificare se il processo le soddisfi.
6 principi da seguire durante la riprogettazione:
- Organizzarsi in ragione dei risultati da ottenere e non dei compiti da svolgere
- Far svolgere processo a chi deve usare l’output
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